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Tendenzialmente vegano: errori da evitare -...

Leggi un brano estratto dal cap. 6 del libro "Il Vegano per Tutti" scritto da Giuseppe Cocca, Lucia Giovannini e Cucina Bioevolutiva

Tendenzialmente vegano: errori da evitare - Estratto da "Il Vegano per Tutti"

La scelta vegana è una scelta principalmente "logica", dovuta a ragionamenti e riflessioni, diretta conseguenza di una produzione alimentare industriale e di un modello alimentare distruttivo per il Pianeta. Quando si inizia a mangiare vegano, l'attenzione è posta principalmente su cosa togliamo dalla nostra alimentazione, sulla rinuncia.

La rinuncia è avvertita poco in genere da chi fa la scelta per motivi etici/morali, spesso legati anche a un sentimento animalista. In passato essere animalisti non era associato anche ad una scelta salutistica e si abusava di derivati del grano e di cibi cotti. In genere, se la scelta è di ordine ecologista/salutista, si sta più attenti alla qualità degli alimenti, al rapporto tra cibi crudi e cotti ecc., ma spesso la forza motivazionale nel caso della salute è in relazione con la "gravità" della "patologia" in atto.

Il termine "tendenzialmente vegano" negli ultimi anni è stato utilizzato per le persone che a prescindere dalla motivazione tendono al veganismo, ma che occasionalmente (per svariati motivi) consumano prodotti di origine animale o anche gli animali stessi.

Quando iniziai a tenere le prime conferenze sul vegetarismo, verso la fine degli anni Ottanta,"consigliavo" di togliere da subito i prodotti animali dalla dieta: su 100 persone qualche volta 2/3 persone iniziavano a interessarsi all'argomento. Dopo qualche anno cambiai strategia e non proponevo più di "diventare" vegetariani, ma consigliavo di dimezzare il consumo di animali e prodotti animali: ed ecco la sorpresa, il 90 per cento del pubblico accettava ed era entusiasta del nuovo percorso.

In realtà non si diventa vegani o vegetariani, ma si mangia vegano o vegetariano.
Oltre all'alimentazione, la scelta vegetariana e vegana implica anche attenzione nel vestiario, nell'uso di farmaci, cosmetici, saponi ecc., ambiti in cui spesso si sfruttano gli animali per la fabbricazione e la sperimentazione.

Con "tendenzialmente vegano", si dà la possibilità a tante persone di compiere questa scelta utile alla salute, agli esseri viventi della Terra e all'ambiente. Più persone entrano in questo mondo, più il Pianeta ne può giovare.

Usare la parola "sgarro" quando s'infrange una regola alimentare, non è assolutamente utile, come già è stato spiegato le nostre scelte alimentari sono frutto dei nostri condizionamenti alimentari. Solo se si è in prigione si ha bisogno di sgarrare, se siamo liberi, facciamo scelte.

In genere gli errori che si fanno nell'approccio al veganismo sono legati alla scarsa conoscenza dell'argomento e alla fretta.

La scelta va fatta con il cuore, con la testa e con la dovuta tranquillità: la tranquillità, specialmente quella interiore, è fondamentale.

Senza tranquillità, può emergere la paura (con conseguenti difficoltà digestive e di assorbimento dei nutrienti) e anche la collera e la rabbia, che hanno gli stessi effetti della paura sulla digestione e assimilazione.

Spesso quando la scelta vegana non è accompagnata anche da una buona conoscenza degli alimenti e della loro composizione chimica, si rischia di farsi prendere da pensieri che mettono letteralmente in crisi la scelta stessa.

"Se mancano proteine", "Se vi sono carenze" "Se mi sento debole" ecc. Rendere coscienti queste riflessioni e informarsi per neutralizzarle è fondamentale per continuare con tranquillità a gestire questa scelta al meglio.

Iniziamo a mangiare "vegano"

Partiamo dalla constatazione, abbastanza ovvia, che tutti mangiano vegano, in diverse percentuali. Anche in una panineria vi è del cibo vegano, ma sicuramente non in quantità e qualità soddisfacente. Spesso lo stesso pane può essere addizionato con proteine del latte, strutto, burro, ecc.

Negli ultimi anni, le nostre abitudini alimentari sono cambiate, e non per il meglio, nonostante le convinzioni comuni. Si sono confusi termini come "cibi più ricchi o per ricchi" (in genere di derivazione animale) con "cibi più adatti a noi e più salutari" e anche fondamentali per la crescita.

In realtà non abbiamo sempre mangiato così, né come quantità, né come qualità.

Ecco cosa scrive il dr. P. Parodi su alimentazione tradizionale dei contadini Siciliani 1956/57:

  • Mattino o niente o pane con olive. Qualche volta palline di ceci. Solo poche famiglie un poco di latte.
  • Mezzogiorno pane, olive, frittelle di ceci, pasta se disponibile, con un poco di formaggio grattugiato.
  • Sera pane, zuppa di cicoria o altre erbe, e un poco di pasta se disponibile.

Questi i pasti sobri e forse monotoni, ma che assicuravano anche una salute superba. L'autore non cita frutta e semi oleosi, ma penso che fossero ampiamente disponibili in natura.

Mangiare è un piacere, il nostro organismo, le nostre cellule, ci ringraziano del lavoro che facciamo per procurarci il cibo e mangiarlo, regalandoci "piacere" istintivo, legato al soddisfacimento dei bisogni nutritivi delle nostre cellule.

Recuperare piacere istintivo è impagabile. L'obiettivo è sostituire, con i tempi necessari a ognuno, il piacere emotivo dovuto a condizionamenti culturali familiari ecc. con il vero piacere istintivo, che in più regala anche salute, forza, benessere.

 

Giuseppe CoccaTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Giuseppe Cocca

Medico Chirurgo, diplomato in Omeopatia e Agopuntura, esponente della Natural Hygiene, organizza dal 1990 seminari e gruppi di disintossicazione utilizzando il crudismo, il semidigiuno o il digiuno terapeutico, il tutto associato a tecniche di PNL e Psicologia Energetica.

Laurea in Medicina e Chirurgia, Diploma Medicina Tradizionale Cinese, Diploma in Agopuntura e Omeopatia. Tiene conferenze in tutta Italia di Alimentazione Naturale e Raw-Food, Digiuno Consapevole, Nuova Igiene Naturale. È anche Trainer di PNL: nel 2008 partendo dall'EFT di Gary Craig elabora l'EFT-Evolutivo ©. Co-fondatore di VIVOCRUDO ® nel 2007.

In seguito ai suoi studi e alla sua esperienza pratica, nel 2001, elabora la Dieta Sequenziale. Nel 1984 sperimenta un digiuno di 30 giorni autogestito, che cambia letteralmente il modo di vedere e vivere il mondo e la medicina. Ha studiato Natural Hygiene con il dr. Kaki Siidwa allievo diretto di H.M. Shelton e con Desirè Merien, uno dei massimi esponenti dell'Igienismo Francese.

 

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