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Suggerimenti orientati alla prevenzione per...

Leggi un estratto dal libro di Candace B. Pert "Molecole di Emozioni"

Suggerimenti orientati alla prevenzione per condurre una vita sana e felice

Dobbiamo assumerci la responsabilità delle emozioni che proviamo.

Non è vero che gli altri possono farci sentire bene o male: siamo noi che, in modo più o meno cosciente, scegliamo come sentirci in ogni singolo istante della nostra vita.

Sotto molti aspetti, il mondo esterno è uno specchio che riflette le nostre convinzioni e aspettative. Il motivo per cui sentiamo ciò che sentiamo è frutto dell'armonia che regna fra le nostre molecole dell'emozione, orchestrandole in una sinfonia, e che investe ogni aspetto della nostra fisiologia, sfociando in una salute di ferro o in una malattia che ci tormenta.

Noi esseri umani siamo così arroganti da credere che, per il solo fatto che abbiamo inventato le lampadine elettriche, possiamo adottare qualunque genere di orario: invece le sostanze informazionali a base di neuro-peptidi collegano il nostro orologio biologico al moto dei pianeti, ed ecco perché è molto probabile che la qualità del sonno e della veglia migliori in misura direttamente proporzionale all'aderenza dell'ora di andare a letto e di alzarsi con le ore di oscurità e di luce. Se andrete a dormire fra le dieci e le undici di sera, nella maggior parte dei casi scoprirete che vi riesce naturale svegliarvi con il levar del sole, se non prima, sentendovi perfettamente riposati.

La meditazione praticata al mattino presto e nella prima serata, in modo abituale e quasi rituale, è a mio parere la via più rapida, facile, breve ed economica per sentirsi bene, il che significa essere sincronizzati con le proprie sensazioni naturali.

Le prime ore del mattino sono un momento straordinario di gioia, in cui visualizzare coscientemente una giornata splendida. E l'ora ideale perché la mente cosciente rientri nel corpo attraverso il gioco (la definizione «esercizio fisico» evoca immagini piuttosto deprimenti), che può consistere un giorno in una forma dolce di stretching o di yoga, il giorno dopo in passi di danza o in una corsa che vi faccia sudare.

Prima di decidere, cercate di capire come vi sentite. Sembra istintivo muoversi appena svegli, così come il corpo era progettato per fare in natura, prima di mangiare o di salire in macchina; quasi certamente i nostri avi cominciavano la giornata con un po' di movimento.

Per quelli di voi che sono interessati a dimagrire, un'altra valida ragione per muoversi al mattino presto è che al nostro organismo basta una ventina di minuti di blando esercizio aerobico all'inizio della giornata per attivare nell'unità corpo/mente il circuito dei neuro-peptidi che serve a bruciare grassi. Le ricerche condotte dai fisiologi che studiano l'attività fisica ha dimostrato che, dopo venti minuti di aumento del battito cardiaco e di respirazione più frequente e profonda, che ne deriva naturalmente, il complesso corpo/mente entra in una modalità di consumo dei grassi che si prolunga senza scosse per ore intere. La sensazione di vigilanza e di calma che si instaura in noi dopo la fase iniziale di euforia si accompagna di solito a una riduzione dell'appetito.

Trascorrete ogni giorno qualche tempo a contatto con la natura, soprattutto quando siete liberi da impegni di lavoro. Stare all'aperto significa vivere nella natura, a prescindere dal fatto che vi troviate in una foresta, sulla spiaggia o nel centro di una grande città. Il cielo esiste anche sulle metropoli. Il maltempo non è una scusa: investite denaro in abiti caldi, scarpe solide e un soprabito impermeabile.

L'ora in cui mangiate è altrettanto importante di quello che mangiate. Non digiunate tutto il giorno per mangiare la sera; anzi, il pasto principale dovrebbe essere quello di mezzogiorno, come avviene in tutte le civiltà non industriali, e come si usava un tempo anche nella nostra. Mangiando a metà giornata si ha tempo in abbondanza per digerire il cibo in modo sano e completo prima di andare a riposare la sera. Inoltre significa che le molecole nutritive saranno trasportate nei vari siti dell'unità corpo/mente in cui possono contribuire a sostenere un'attività di veglia cosciente e vitale, anziché depositarsi sotto forma di grasso, come accade più facilmente quando si mangia troppo tardi. Se non avete mai seguito un orario del genere, forse resterete stupiti dalla scossa di energia fisica e mentale che avvertirete, eppure questa dovrebbe essere la norma.

Evitate i leganti esogeni che turbano l'equilibrio della rete psicosomatica al punto da alterare il flusso scorrevole delle informazioni, provocando «blocchi» nel circuito che vi impediscono di percepire appieno il vostro potenziale di esperienze, per coltivare invece circuiti di feedback che ristabiliscono e preservano la vostra felicità naturale.

Per tradurre in termini concreti, il modo migliore per sentirsi bene il più possibile per tutto il tempo è tenersi alla larga dalle droghe, legali o illegali che siano. Mettete in discussione ogni prescrizione cronica: se è proprio necessario prendere un farmaco, accertatevi che sia la minima dose possibile senza perdere di efficacia. Sotto la supervisione del vostro dottore, o di un altro consulente medico, prendete in considerazione l'idea di concedervi ogni tanto un giorno di «vacanza» dai farmaci, per vedere se avete davvero bisogno di quel sonnifero, di quell'antidepressivo, di quel prodotto anti-ulcera o contro l'ipertensione. Provate a sperimentare come può essere incredibilmente reattiva e vigorosa, vitale e piacevole la condizione naturale di chi non assume farmaci.

La libertà dai farmaci consente al vostro organismo di concentrarsi sull'unità corpo/mente, invece di essere costretta a compensare le alterazioni dovute al farmaco e a sprecare energie per disintossicarsi ed espellere le droghe, di qualunque genere siano.

Cercate di considerare lo zucchero come una droga con effetti cronici, che possono arrivare a vere e proprie forme di dipendenza. Il saccarosio, la polvere bianca che si ricava da ettari di piante verdi (canne da zucchero o barbabietole da zucchero), si trasforma in glucosio, che è uno dei regolatori chiave del metabolismo nel complesso corpo/mente, e agisce sui recettori del glucosio per controllare la secrezione di insulina e di molti altri neuro-peptidi da parte del pancreas, influendo in modo vistoso sul vostro stato - torpido o vivace, depresso o euforico - e sul modo in cui metabolizzate il cibo. Soddisfate piuttosto il desiderio di dolci con la frutta, contenente un tipo diverso di zucchero, il fruttosio, che causa meno facilmente il rilascio di insulina. Lo zucchero bianco raffinato modifica il profilo della secrezione da parte del pancreas di altri peptidi oltre all'insulina, il che si traduce in una tendenza a impigrirsi e immagazzinare grassi. In genere, cercate di valutare meglio l'impatto di ciò che mangiate sulla vostra condizione fisica.

Bevete otto bicchieri al giorno di acqua non clorata: spesso si mangia quando in realtà si ha sete, piuttosto che fame. I segnali interni dell'organismo si sono confusi perché nel corso della nostra evoluzione abbiamo smesso di mangiare cibi interi e naturali (frutta e verdura), che hanno un contenuto di acqua molto superiore alla nostra dieta attuale, fatta di patatine e stuzzichini e molti altri cibi-spazzatura precotti, contenenti grassi idrogenati.

Mirate a raggiungere l'integrità emotiva. Quando vi sentite sconvolti o in preda a un forte malessere, cercate di approfondire queste emozioni per capire cos'è che vi tormenta, in realtà. Siate sempre sinceri con voi stessi e trovate modi appropriati e soddisfacenti per esprimere le vostre emozioni. E se un consiglio del genere vi sembra troppo difficile da mettere in pratica, chiedete aiuto a un terapeuta di professione. Sono convinta che le terapie alternative o complementari siano una forma di aiuto professionale molto meno suscettibile di causare danni e molto più positivo degli approcci convenzionali, perché agiscono modificando l'equilibrio naturale fra le sostanze chimiche all'interno dell'organismo, in modo che possiamo sentirci il meglio possibile. Spesso si rivelano particolarmente utili per alleviare le tante malattie croniche alle quali per ora non sono state trovate soluzioni mediche.

Prima di dormire, rivolgete un pensiero cosciente e affettuoso a ogni componente della famiglia, il che equivale a dare loro la buonanotte. Prima di andare a letto, cercate di non programmare la vostra unità corpo/mente con immagini di morte, distruzione e stravaganze. Il che significa: non guardate il telegiornale della notte, ma provate invece a leggere un libro, a praticare un hobby rilassante, a fare un bagno caldo o anche a sbrigare delle faccende domestiche poco impegnative.

L'ultimo punto, ma certo non il meno importante, consiste nella consapevolezza che la salute è molto di più che l'assenza di malattie; significa vivere in modo non egoistico, che mira a promuovere una sensazione di comunione, amorevole cortesia e perdono. Vivere in questo modo crea una sensazione di felicità spirituale che aiuta realmente a prevenire le malattie.

Benessere significa confidare nella capacità e nel desiderio del corpo/mente di guarire e migliorare, se appena esiste la possibilità di farlo. Assumetevi la responsabilità della vostra salute... e delle vostre malattie. Cancellate dal vostro vocabolario e dai vostri schemi di pensiero frasi come: «Il mio medico non vuole che io... », oppure: « Il mio medico dice che ho [nome della malattia], e non posso farci niente ». Evitate di sottoscrivere valutazioni prive di valore scientifico riguardo alla necessità di cure e operazioni chirurgiche.

Molecole di Emozioni

Molecole di Emozioni

Accertando l’esistenza delle basi bio-molecolari delle nostre emozioni e illustrando le sue scoperte in modo chiaro e accessibile, l’autrice ci consente di comprendere noi stessi, le nostre sensazioni e i complessi rapporti tra mente e corpo.

«Un’interessante sintesi del rapporto tra corpo, mente e spirito, con un approccio scientifico e spirituale al tempo stesso.»

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Candace B. Pert

La Dottoressa Candace Pert, ha scoperto il ricettore oppiaceo, il legame tra le cellule e le endorfine, gli antipanico naturali del corpo, che lei chiama “il nostro meccanismo implicito di
beatitudine e relazione con gli altri”.
Questo passo avanti ha significato un enorme progresso nella comprensione scientifica dei sistemi di comunicazione interni, evidenziando il modello informativo che ora è alla base e che sta soppiantando il punto di vista strutturalista che ha dominato a lungo.

Negli anni, Candace Pert ha focalizzato la sua ricerca sullo sviluppo dei farmaci non tossici che selezionano i ricettori per il virus dell’AIDS.
Ha anche seguito le ricerche di una relazione interdisciplinare tra il sistema nervoso e il sistema immunitario, sviluppando una documentazione ampia sul sistema di comunicazione del corpo mediato dalle molecole peptidi e dai loro ricettori che la scienziata percepisce come la base biochimica delle emozioni e la chiave del potenziale a molte delle malattie e dei disturbi che costituiscono una sfida della nostra epoca.

Candace B. Pert ha ricevuto il premio per il suo dottorato in Farmacologia, con lode nel 1974, all’Università Johns Hopkins di Medicina.

Ha condotto un istituto Nazionale di salute nel post dottorato con il dipartimento di Farmacologia alla Johns Hopkins dal 1974 al 1975.
Dopo il 1975, ha condotto una varietà di ricerche con l’Istituto Nazionale di Salute e fino al 1987, ha lavorato per il capo della Sezione di Biochimica del Cervello del dipartimento clinico di Neuroscienza dell’Istituto Nazionale di salute Mentale.

La Dottoressa Pert
è riconosciuta a livello internazionale come farmacologa e ha pubblicato oltre 250 pubblicazioni scientifiche sui peptidi e i loro ricettori e il ruolo di questi neuro peptidi nel sistema immunitario.
Ha una fama mondiale nel campo dei neuro peptidi e della farmacologia dei ricettori e della neuroanatomia chimica.
Ha tenuto conferenze in tutto il mondo su questi argomenti, includendo le sue teorie sulle emozioni e la comunicazione mente-corpo.

Attualmente la dottoressa Candace B. Pert è ricercatrice presso il dipartimento di fisiologia e biofisica della Facoltà di medicina della Georgetown University di Washington e segue in sperimentazione un numero di pazienti con i peptidi modificati nel trattamento specifico della psoriasi, della malattia di Alzheimer, della sindrome da stanchezza cronica, dell’ictus e del trauma cranico.
Uno di questi, il Peptide T, è attualmente nella fase II in studio a San Francisco per il trattamento dell’AIDS.

Il suo libro bestseller, Molecole di emozioni, è di grande valore sia come storia del cambiamento del paradigma scientifico, che come viaggio di una donna nel percorso di crescita e di comprensione.

 

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