Torna su ▲

Successo o fallimento? Il viaggio è la ricompensa

Successo o fallimento? Il viaggio è la ricompensa

Successo e fallimento sono due parole dal significato cruciale nella vita di ognuno di noi. Guidano spesso le nostre decisioni e definiscono quanto è alto o basso il valore della vita che viviamo: se abbiamo successo, la nostra vita ha un valore alto, è ammirata dagli altri, che ci includono nella loro cerchia; se falliamo, la nostra vita ha un valore basso e attira biasimo dagli altri, che ci respingono o evitano.

Con questi presupposti, a chi piace fallire?

Nessuno vuole essere additato come quello che fallisce, perché a nessuno piace essere giudicato male, a nessuno piace essere isolato dal gruppo, a nessuno piace sentirsi sbagliato, a nessuno piace sentirsi in colpa per come è stato o ha agito.

E quindi, con questi presupposti, chi ha il coraggio di rischiare?

Quando rischi, non sai se avrai successo o fallirai. Quando esci dalle solite azioni, dalle solite decisioni, dalle solite dinamiche, chi ti garantisce la riuscita? Nessuno... se non tu stesso.

Solo tu hai le chiavi del tuo successo.

Presupposti o pregiudizi

Tutte le tue azioni, tutte le tue decisioni, tutte le tue attitudini rispecchiano i tuoi paradigmi con una dovizia di particolari impressionante.

Tu non scegli sulla base di quello che è appena successo intorno a te o di quello che l’altro ha appena fatto. Tu scegli come muoverti nella vita sulla base di quello che credi vero per te e questo è il frutto delle tue esperienze passate che hai valutato e catalogato attraverso le tue credenze.

I tuoi paradigmi, le tue definizioni, le tue convinzioni definiscono i tuoi parametri di pensiero, emozione, azione e quindi risultato.

Se il tuo paradigma della vita è “la vita è una continua lotta”, come percepirai quello che sta passando in auto e soprappensiero non ha visto che tu a piedi volevi attraversare la strada e ti schizza davanti facendoti quasi il pelo? Come percepirai il tuo collega di lavoro che si impegna tantissimo nel lavoro e fa carriera, magari al posto tuo?

Se il tuo paradigma del successo è “il successo è destinato solo a chi ha tanti soldi”, come sarà possibile per te se non hai tanti soldi riuscire ad essere di successo?

Se il tuo paradigma del fallimento è “il fallimento è un’onta che va punita al massimo grado”, come ti sentirai quando si tratterà di imparare a svolgere un’attività nuova, dove sai che l’errore sicuramente capiterà?

Con questi presupposti, come fai a non credere che la vita non sia stressante?...

I nostri paradigmi sono i filtri che si frappongono tra la realtà e noi stessi.

Quali sono i tuoi paradigmi?
Sostengono oppure ostacolano la tua crescita personale?

Ti è mai capitato di cambiare idea su qualcosa di cui eri convinto?
Di certo, hai cambiato idea su Babbo Natale...

Hai vissuto un cambio di paradigma. Ebbene sì, c’è una vita di scampo dalle credenze limitanti: tu stesso hai la facoltà di cambiare i tuoi paradigmi. Quando scopri che le tue convinzioni non ti fanno più bene, se SCEGLI E DECIDI che non devono far più parte della tua vita attuale, allora li puoi cambiare come ora ritieni essere buoni per te.

Ci sono molti paradigmi che ci portiamo dietro dalla nostra vita di bimbi: hanno la stessa utilità e necessità anche da adulti?

Fintanto che non ne siamo consapevoli, ci muoveremo nel mondo in balìa dei nostri paradigmi.
Quando inizieremo a guardarli ed osservarli, allora saremo anche in grado di poter scegliere e decidere se vogliamo continuare a seguirli oppure no.

E’ così semplice? Sì... Semplice non sempre significa facile, ma può diventarlo. Occorre una forte motivazione.

Fallimento fa rima con...

Soprattutto in Europa e in particolare laddove la cultura sociale è intrisa di cultura cattolica, il paradigma del fallimento è molto radicato e implacabile. Se un imprenditore fallisce una volta, le banche non sono più disponibili a finanziare sue ulteriori iniziative. In America, per esempio, questo non accade.

Da secoli fin da piccoli ci insegnano che sbagliare è peccare e che il peccato va punito duramente: a livello inconscio è incisa in noi l’immagine di Adamo ed Eva che vengono cacciati dal Paradiso per aver mangiato del frutto dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male e che vengono puniti con la sofferenza del duro lavoro e con il dolore del parto. Che emozione suscita? Paura e senso di colpa, di sicuro.

Ovunque ti giri, il messaggio che ricevi è “quando sbagli, paghi”.

E anche se da grande non credi nella religione cattolica, questa credenza radicata ti influenza inconsciamente, perché sei nato e cresciuto in questa società.

Ci vuole molta consapevolezza per distaccarsi ad ogni livello da questa credenza.

Per fortuna, non sempre siamo in balìa di questa convinzione.

Per esempio, quando vedi un bambino che cade mentre sta imparando a camminare, ti viene di punirlo?
Proprio no, anzi! Lo sostieni, addirittura ammiri gli sforzi che sta facendo per apprendere qualcosa che non sa.

Ma, dimmi un pò... chi di noi è nato imparato?
Appena nasciamo sappiamo già camminare, parlare, scrivere, far di conto?

Se osserviamo gli animali, notiamo che questi già camminano appena partoriti. L’essere umano invece è impacciato nel suo corpo e impiega anni per apprendere come muoverlo e coordinarlo.
Di questo abbiamo tutti grande comprensione e rispetto.

Se questo è vero per la parte fisica dei primi anni di vita, perché a un certo punto non lo è più sia per la parte fisica che non fisica verso noi stessi e verso gli altri?
Non si dice che la vita è un cammino?

Siamo tutti bambini che apprendono lungo il cammino della vita e imparare a camminare nella vita implica sicuramente qualche caduta o deviazione o intoppo. Ci sta. E’ implicito nell’apprendimento. Se conoscessimo già la vita, che cammino sarebbe?

E allora perché con noi stessi e con gli altri non abbiamo la stessa compassione che abbiamo con un bambino che impara a camminare?

Successo fa rima con...

Se parti dal presupposto che il successo è legato solo alla dimensione del fare, per te il successo c’è solo quando hai tanti soldi, un lavoro importante, una famiglia felice, tanti possedimenti, tanti amici, fama e riconoscimento.

Hai mai sentito di persone ricche e famose suicidarsi?
Come è stato possibile? Eppure avevano raggiunto il “successo”...

E se il successo fosse già solo vivere la vita ogni giorno con consapevolezza come se fosse l’ultimo?

Ognuno di noi ogni giorno e in ogni istante sta dando il massimo di sé.
Ma ne siamo consapevoli?

Se non lo siamo, non possiamo contattare l’essenza del successo: essere nel successo porta ad agire con successo.

Il primo passo per essere il tuo successo è scoprire ed esprimere in ogni istante ciò che fa cantare il tuo cuore, il tuo scopo di vita. 

Tutto nella vita ha uno scopo, altrimenti non avrebbe ragione di essere qui. Se osservi la natura, tutto ha un suo perché, un suo posto, un suo ruolo. Conosci il tuo? Dentro di te la risposta c’è già. Ti accompagna da quando sei nato. La conosci?

Osserva le tue qualità, come fai la differenza nella vita delle persone, cosa ti dà immensa gioia fare e ti riesce pure bene e facilmente. Chi è consapevole di sé e conosce i suoi pensieri, può scegliere quali seguire.

Ci sono costantemente due direzioni dentro di noi, quella del sé inferiore che ci vuole tenere lontani da ciò che fa cantare il nostro cuore, dal nostro scopo di vita e quella del Sé Superiore che è allineato alla nostra luce interiore ed alla nostra grandiosità.

Quando i pensieri che scegli sono allineati al tuo centro, i tuoi pensieri sono efficaci.
Da pensieri efficaci nascono azioni efficaci.
Azioni efficaci portano a risultati efficaci.
Azioni ripetute efficaci portano ad abitudini efficaci.

E allora come può non manifestarsi il successo?

Lungo il cammino vivi ogni giorno tante situazioni che ti riportano costantemente a questa scelta: aver ragione o esser felici? seguire il sé inferiore o il Sé Superiore? seguire il cuore o seguire la paura? Dove risiede dunque il valore della tua vita?

Questo è l’elemento che differenzia chi ha un successo duraturo da chi ha botte di fortuna o chi non ha successo.

Chi si sente nel successo, crede in se stesso, nel suo scopo, nelle sue idee, è coraggioso e determinato, perseverante e molto umile. Quando sbaglia, sa che può imparare dai suoi errori e fare meglio la volta successiva. Non si arrende davanti alle sue stesse paure o davanti agli ostacoli sul cammino, perché non è sbagliare il punto cruciale, ma imparare e continuare nel percorso nel rispetto del suo scopo.

“Il viaggio è la ricompensa”, cita un proverbio taoista.
Chi sei diventato e diventi ogni giorno lungo il tuo cammino?

Questo è il tuo successo più grande, che nessuno può giudicare, perché in qualsiasi caso, tu sei e sarai stato il meglio di te.

Goal Mapping

Goal Mapping

Goal Mapping è un metodo collaudato per realizzare i propri obiettivi in ogni settore della vita e per ogni attività, sia essa personale o di gruppo. Imparare a stabilire obiettivi in modo corretto e a raggiungerli è l’abilità prima della vita, poiché permette di conseguire tutte le altre. Ogni intenzione, dalla più basilare alla più strutturata, è in sé un obiettivo.

Questo sistema è unico ed efficace perché:

• rappresenta la fusione tra saggezza antica ed apprendimento accelerato, integrata con i principi di definizione degli obiettivi;
• a differenza delle tradizionali tecniche, esso utilizza anche immagini e simboli, che sono il linguaggio dell’inconscio.

Le sole parole agiscono solo sull’emisfero sinistro, legato alla razionalità. Unire parole ed immagini attiva tutto il cervello conferendo al sistema un potere straordinario. Metterle su carta poi rafforza ancora di più la loro efficacia.

Goal Mapping è il manuale pratico che ti insegna in cosa consiste il sistema, come funziona e come usarlo.

Vai al Libro >

PARLA CON L'ESPERTO

L'ESPERTO RISPONDE

Vuoi ricevere maggiori informazioni su Brian Mayne e sul Goal Mapping?
Lascia una domanda al nostro esperto!

E' un servizio gratuito per i clienti di Macrolibrarsi.

Fai una domanda >

 

Sara BarisonTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Sara Barison

Sara Barison conosce Brian Mayne a luglio 2013 e viene immediatamente conquistata dalla sua persona e dal suo messaggio.

Diventa Practitioner Certificato di Goal Mapping a settembre 2013 e, grazie alla sua professionalità in Marketing e Comunicazione, decide di dare il suo contributo nella divulgazione della tecnica in Italia ed organizza insieme a Fabrizia Aulisi ed Alessandra Barison i primi eventi di Brian in Italia ovvero Workshop del Successo di Goal Mapping, Practitioner Programme di Goal Mapping e Workshop di Life Mapping.

Il suo scopo è quello di poter divulgare in Italia il sistema di Brian Mayne, il cui obiettivo è aiutare le persone a ritrovare il proprio sogno e a realizzarlo.

Ha coordinato la pubblicazione del libro di Goal Mapping in italiano con Macro Editore, insegna la tecnica di Goal Mapping e Life Mapping e continua ad organizzare eventi per Brian Mayne in Italia.