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Studio dei Chakra - Estratto da "Risveglia i...

Leggi in anteprima un brano estratto dal libro "Risveglia i Chakra" di Jayadev Jaerschky

Studio dei Chakra - Estratto da "Risveglia i Chakra" di Jayadev Jaerschky

L’universo riflesso in noi

Non stiamo affrontando un argomento da poco in questo libro!
I sette chakra manifestano in noi la struttura stessa della creazione.

In effetti (non spaventarti!) ogni ricercatore della Verità dovrebbe studiarli ed esplorarli per tutta la vita. Passo dopo passo, essi conducono a una comprensione completa. Conoscere in profondità i sette chakra significa comprendere il mondo. Significa essere condotti alla realizzazione del Sé, e quindi all’unione con il cosmo.

Non sarà mai possibile, ovviamente, trarre una comprensione così profonda da uno studio teorico, ma solo dall’intuizione interiore. Come dice saggiamente un proverbio persiano: «Cerca la verità nella meditazione, non in libri ammuffiti. Cerca la luna nel cielo, non in uno stagno». Lo “stagno” di questo libro, quindi, potrà fornirti solo l’ispirazione per sollevare lo sguardo verso “il cielo”.

Cominciamo, quindi, chiedendoci: che cosa possiamo trovare lassù, nel “cielo”?

I sette chakra: un riflesso cosmico

Secondo gli antichi rishi (santi), tutto il nostro universo, il nostro macrocosmo, emerge da una Fonte Cosmica, lo Spirito, che essi chiamano Brahman o Sat-Chid- Ananda. Swami Vivekananda, uno yogi illuminato del secolo scorso, ha dato questa spiegazione: «Brahman ... non ha nulla all’infuori di Se Stesso; nulla di nulla. Tutto questo, in realtà, è Lui. Lui è nell’universo. Lui è l’universo stesso».

Puoi comprendere questo meccanismo quando sei al cinema. Durante il film, proprio nel momento più intenso e drammatico, solleva per un attimo lo sguardo: noterai che tutte le immagini avvincenti che vedi sullo schermo provengono da un raggio di luce privo di immagini, che viene emanato da un proiettore nascosto. Allo stesso modo, tutto il nostro mondo, con i suoi infiniti drammi, proviene dall’unica luce bianca che emerge da una Fonte Cosmica: Brahman, o Spirito.

Il nostro universo, una volta creato, contiene sette elementi specifici. Cinque di essi costituiscono i “mattoni” fondamentali di cui è fatto l’intero cosmo:

  • terra;
  • acqua;
  • fuoco;
  • aria;
  • etere.

Prendiamoci un attimo per riflettere sul ruolo dei cinque elementi nel nostro mondo:

  • senza l’elemento terra non ci sarebbe lo stato della materia solida;
  • senza l’elemento acqua non ci sarebbe lo stato liquido;
  • senza l’elemento fuoco non ci sarebbe il calore;
  • senza l’elemento aria non ci sarebbe lo stato gassoso;
  • senza l’elemento etere non ci sarebbe lo sfondo sul quale manifestare il “film” cosmico.

Questi non sono letteralmente elementi fisici (come la terra che si attacca alle nostre scarpe quando camminiamo in un campo), ma elementi vibratori. La Vibrazione Cosmica Intelligente, l’AUM, vibra in cinque diverse frequenze: l’etere è una vibrazione più veloce, l’aria vibra più lentamente, il fuoco è ancora più lento, e così via.

In altre parole, dall’Immobilità Eterna emerge una vibrazione primordiale, che va sempre più diminuendo la propria frequenza. Tutta la creazione è fatta di queste cinque diverse frequenze vibratorie. Yogananda afferma: «Diverse velocità vibratorie, equilibrate in un ritmo cosmico, creano davanti a noi il maestoso cosmo».

I cinque elementi – etere, aria, fuoco, acqua e terra – compongono tutta la materia: il nostro universo esteriore.

I due elementi restanti sono nascosti e non appartengono a questo mondo:

  • lo Spirito nella creazione;
  • lo Spirito al di là della creazione.

Insieme agli altri cinque elementi, essi compongono i sette elementi che costituiscono collettivamente l’intera creazione: il suo aspetto materiale e immateriale.

Il nostro corpo

Gli stessi sette elementi di cui è composto il cosmo costituiscono anche il nostro corpo. I chakra sono i centri di energia nella nostra spina dorsale dove risiedono questi sette elementi di base. Tutti insieme, essi creano la completezza.

Prova a pensare: i sette elementi che risiedono nei nostri chakra sono una chiave essenziale della vita, del benessere di corpo, mente e anima. Questa “unione di sette” è la matrice della vita, la struttura che ci guida verso il completo equilibrio e la perfetta armonia con la Natura.

Non c’è da stupirsi che il numero sette sia sempre stato istintivamente riconosciuto come un numero sacro in tutte le tradizioni spirituali.

Illustreremo di seguito i sette elementi con i rispettivi chakra, divisi nei due elementi dello Spirito e nei cinque “mattoni” della materia.

7 - Sahasrara chakra

Il suo “elemento” è la Coscienza Cosmica, ovvero lo Spirito al di là della creazione. Yogananda lo ha anche definito “etere di beatitudine”.

6 - Agya chakra

Ha due poli: il primo è situato tra le sopracciglia, il secondo nel midollo allungato, all’estremità superiore della spina dorsale fisica. Entrambi contengono l’“elemento” della Coscienza Cristica, ovvero lo Spirito nella creazione. Yogananda lo ha anche definito “super-etere”.

Come abbiamo già detto, questi due chakra superiori contengono lo Spirito dentro e oltre il corpo. Rappresentano le nostre radici celesti, la nostra origine divina.

Gli altri chakra sono la dimora dei cinque elementi “materiali”:

5 - Vishuddha chakra

È la sede dell’elemento ETERE.

4 - Anahata chakra

È la sede dell’elemento ARIA.

3 - Manipura chakra

È la sede dell’elemento FUOCO.

2 - Svadhisthana chakra

È la sede dell’elemento ACQUA.

1 - Muladhara chakra

È la sede dell’elemento TERRA.

In termini diversi, ognuno dei nostri cinque chakra inferiori vibra con un elemento specifico: terra, acqua, fuoco, aria, etere. Ogni cosa nella creazione, secondo l’antica scienza dello yoga, è fatta di questi elementi, incluso il nostro corpo. Questi cinque elementi, quindi, sono estremamente importanti per noi, a tutti i livelli, poiché sono i “mattoni” della Natura. Sono tutti necessari per condurre una vita sana e felice.

“Ruote” di energia

I sette centri energetici sono chiamati chakra, che significa “ruota”, perché l’energia e la luce si irradiano all’esterno da essi come dal mozzo di una ruota. Si può anche descriverli come dei vortici di energia.

Da dove viene l’energia irradiata dai chakra? Yogananda spiega che non proviene dal nostro corpo, ma da una Fonte Cosmica: l’energia cosmica entra nel nostro corpo attraverso il polo negativo (cioè ricettivo) del sesto chakra (agya chakra), che è situato nel midollo allungato, nel punto in cui la spina dorsale si congiunge con la base del cervello. Il midollo allungato, in altre parole, agisce come un’antenna per l’energia cosmica (l’AUM) ed è la sede della vita nel corpo.

Successivamente, quell’energia viene immagazzinata nel settimo chakra, sahasrara chakra (chiamato anche “chakra della corona”), che è la principale dinamo del nostro corpo astrale (corpo di energia). Da lì il prana fluisce verso il basso ed è distribuito dai cinque chakra inferiori, o sotto-dinamo, alle diverse parti del corpo. Ogni chakra, quindi, è essenziale per la nostra vita.

La “sinfonia” dei chakra

Immagina le sette note musicali di un’ottava: sono tutte necessarie per creare una bella e ricca sinfonia. Se una nota manca o è debole, la sintonia non ha più un bel suono. Per creare armonia, tutte e sette le note devono essere accordate correttamente tra loro. Ogni nota svolge un ruolo importante nella sinfonia. Ogni nota, inoltre, può essere suonata nella sua piena purezza e bellezza o con scarso talento. Ognuna è disposta in modo armonioso dal compositore, per creare la grandezza della sinfonia. Tutto questo descrive perfettamente i nostri chakra, i sette centri sottili di energia e coscienza dentro di noi.

Rifletti sull’importanza dei chakra per la nostra vita:

  • CORPO: l’energia emanata dai chakra alimenta ogni organo, arto e funzione fisica con la necessaria forza vitale (prana). Un flusso debole crea malattia, un flusso forte crea salute. Il prana è il grande guaritore e tutto il prana nel nostro corpo viene emanato dai chakra.
  • MENTE: i chakra contengono coscienza e determinano il nostro stato psicologico. In essi si trovano tutti i nostri stati mentali, sia quelli positivi sia quelli deleteri. Una condizione mentale sana richiede equilibrio e armonia tra i cinque elementi fondamentali, nonché tra i due elementi divini.
  • ANIMA: i chakra non sono solo fondamentali per la nostra vita esteriore, ma anche per la nostra vita interiore. Sono le porte che ci conducono nell’intimo di noi stessi, nel regno della nostra anima, nei misteri più profondi del nostro essere. Si dice che l’anima possieda otto qualità: gioia, amore, pace, calma, potere, saggezza, luce e suono. Quanto più ci avviciniamo interiormente ai chakra, tanto più queste qualità naturali si manifestano nella nostra vita, donandoci il più grande appagamento possibile.

Per riassumere: nella nostra vita interiore i chakra sono percepiti come “templi” o “tabernacoli”, che consentono a noi esseri umani di sperimentare ed esprimere gli aspetti più sublimi della divinità.

Nella nostra vita esteriore la conoscenza dei sette elementi ci offre una chiave pratica, con la quale possiamo ottenere un naturale senso di completezza, armonia ed equilibrio, mettendoci perfettamente in sintonia con Madre Natura. Quando questi elementi naturali presenti nei nostri chakra interagiscono armoniosamente tra loro, creano salute, bellezza e felicità nella nostra vita.

Questo libro offre molte informazioni sui chakra, esplorandone le dimensioni interiori ed esteriori. Verranno spiegati molti aspetti, alcuni dei quali un po’ complessi. La verità fondamentale, tuttavia, è semplice: quando facciamo l’esperienza dei chakra, essi iniziano a colmarci di un fiume di felicità interiore. Questa esperienza comincerà pian piano, per poi intensificarsi con il tempo. Allora non sarà più necessario alcun libro. La Bhagavad Gita, la più amata Scrittura dell’India, afferma questo concetto con parole meravigliose (2,46): «Per colui che conosce Brahman (lo Spirito Supremo) i Veda non hanno maggiore utilità di quanta ne abbia un pozzo quando il terreno circostante è completamente allagato». Questo “allagamento” viene dalla nostra esperienza personale.

La caccia al tesoro interiore

Hai mai sognato di cercare ricchezze sepolte in qualche luogo nascosto? O di trovare un incredibile tesoro immergendoti nelle profondità del mare? O di scoprire un magico e segreto Shangri-La? Probabilmente sì. Il motivo di questo sogno assai comune è semplice: a un livello profondo, tutti noi sappiamo di aver perduto qualcosa di grande e prezioso e proviamo il desiderio istintivo di ritrovarlo, in qualche luogo, in qualche modo. È un istinto primordiale della nostra anima, che vuole riappropriarsi dei suoi tesori perduti. Di solito, però, la nostra “caccia al tesoro” non ci conduce verso il nostro oro interiore, ma all’esterno, verso le acquisizioni materiali, la carriera, i possedimenti, il romanticismo, il perfetto luogo di vacanza, le apparenze, l’approvazione degli altri, l’eccitazione, le feste e così via.

Sfortunatamente, questa direzione esteriore ha come risultato l’esatto contrario: invece di trovare il nostro tesoro, neghiamo a noi stessi ciò che di più prezioso e piacevole c’è nella vita. Anche se alla fine raggiungiamo il nostro importante traguardo esteriore, ad esempio un grande successo, la felicità ci sfugge comunque, perché ben presto un senso di mancanza si impossessa nuovamente di noi: mancanza di amore, di pace interiore, di potere, di autostima, di gioia duratura. Questo vuoto incolmabile può essere riempito solo da una fonte interiore.

L’educazione dei bambini

Se amiamo i nostri bambini, dovremmo insegnare loro a trovare quella fonte: a sviluppare non solo la vita esteriore, ma anche quella interiore. I bambini dovrebbero imparare a vivere una vita semplice con ideali elevati. In questo modo, apriremo per loro la porta della più grande felicità. I bambini sentono i chakra più facilmente degli adulti, se si insegna loro a meditare. Ad esempio, potrebbero vedere presto i loro colori, semplicemente perché queste cose sono naturali come il respiro.

Swami Kriyananda ha descritto le esperienze di quando era bambino nella sua autobiografia, Il nuovo Sentiero: «Percepivo intuitivamente che doveva esistere una realtà superiore: forse un altro mondo, radioso, bello, armonioso, in rapporto al quale questa dimensione terrena non era altro che un esilio. Suoni e colori meravigliosi mi facevano fremere fin quasi all’estasi. Qualche volta coprivo un tavolo fino a terra con una variopinta coperta dei nativi americani, poi mi accovacciavo lì dentro e quasi bevevo quei colori luminosi. Altre volte, osservando intensamente il prisma creato dall’ampio bordo di uno specchio sul tavolino da toilette di mia madre, immaginavo di vivere in un mondo di luci iridescenti. Spesso, di notte, mi vedevo permeato di una radiosa luce interiore e la mia coscienza si espandeva oltre i confini del corpo».

Queste sue esperienze erano certamente straordinarie, ma non uniche: altri adulti ricordano esperienze celestiali vissute nell’infanzia, quando avevano meno filtri mentali.

Il nostro vero Sé

L’uomo è un’anima e ha un corpo. Di solito, tuttavia, siamo convinti dell’esatto contrario: «Sono un corpo!». Questa percezione è una crudele illusione (chiamata avidya dagli yogi), poiché genera inevitabilmente dolore e sofferenza. In verità, noi siamo esseri spirituali, liberi, impegnati in un temporaneo viaggio nell’esperienza fisica durante il quale dovremmo imparare e divertirci. L’apprendimento e il divertimento, tuttavia, diventano molto più facili se sappiamo dove imparare, cosa imparare e come divertirci. I chakra sono una buona direzione in cui orientarci, poiché sono una fonte di saggezza, armonia, felicità e gioia divina. Sono anche delle porte, che si aprono sull’universo e ci permettono di andare oltre il piccolo ego.

La nostra anima regale è sempre libera: non nasce e non muore, come gli yogi insegnano da millenni. L’anima possiede tre attributi fondamentali: esistenza (Sat), coscienza (Chid ) e beatitudine (Ananda). Realizzare il Sé significa sperimentare finalmente che non siamo un corpo destinato a perire, ma che la nostra vita è eterna e beata. Durante il nostro viaggio terreno verso la realizzazione di noi stessi come “figli di Dio”, molti misteri si dischiudono davanti a noi, uno alla volta. Uno di essi è la vastità dei nostri chakra.

Pratica!

Il viaggio interiore richiede pratica. I filosofi da salotto, che non trasformano la teoria in azione, perderanno tutto l’intrattenimento interiore. Sarebbe come leggere un libro che parla di una pizza deliziosa, senza mai assaggiarla. Tutta la teoria sui chakra è utile solo se ci stimola a praticare, così da poter assaggiare le “prelibatezze” dell’appagamento interiore.

Neppure la scienza ci “nutrirà” veramente. Anche se le future strumentazioni scientifiche dovessero riuscire a fotografare accuratamente i chakra, essi rimarrebbero comunque per noi una fredda teoria. Solo la pratica quotidiana ci consente di sperimentarli. Quello che i libri possono fare, tuttavia, è aiutarci a comprendere cosa praticare, come praticare e perché praticare. Ecco, dunque, il vero scopo di queste pagine: dare informazioni, incoraggiamento e metodi per scoprire, sperimentare e conoscere i chakra.

Per questo motivo, alla fine di ogni capitolo verranno offerte delle tecniche specifiche, che sono più importanti di tutta la teoria. Ti prego di ricordare che la saggezza non si assimila con gli occhi, ma con gli atomi. Per godere dei sapori sottili di questo mondo non abbiamo bisogno di un intelletto acuto, ma di una più profonda percezione interiore. Il mondo interiore, come ci dicono gli “intenditori”, è «supremamente godibile».

La corretta traslitterazione

Una volta un grande yogi himalayano, Swami Paramananda, nello spiegare i chakra a me e ad altri pellegrini ebbe difficoltà a ricordare i loro nomi sanscriti e addirittura ne invertì un paio. Ma che importanza ha? Egli percepiva chiaramente i chakra, ne controllava coscientemente l’energia e parlava attingendo alla sua profonda esperienza interiore. In poche parole: l’occhio spirituale si scrive agya o ajna? È corretto scrivere sushumna o susumna? Semplicemente, non importa. Possiamo lasciare queste dispute agli studiosi. Di solito, per gli yogi, questo non ha importanza, così come non ne aveva per Yogananda, che non usò neppure la parola chakra ma li chiamò semplicemente “centri”.

Le correnti risanatrici dei chakra

In ogni caso, se comincerai a praticare regolarmente, arriverà probabilmente il giorno in cui ti accorgerai che i chakra saranno diventati una componente naturale della tua vita quotidiana, della tua consapevolezza. Non potrebbe succederti niente di meglio! All’improvviso potrai forse percepire un fiume di felicità interiore. Yogananda scrive nell’Autobiografia di uno yogi che il sonno ci rigenera di notte grazie alle correnti risanatrici dei chakra: «L’uomo, nel sonno, diventa uno yogi; ogni notte egli compie inconsciamente il rito yogico di liberarsi dall’identificazione corporea e di fondere la forza vitale con le correnti risanatrici nella regione cerebrale principale e nelle sei “dinamo secondarie” dei suoi centri spinali. Il dormiente attinge così, a sua insaputa, alla riserva di energia cosmica che sostiene la vita intera».

Questa riserva è in attesa di essere scoperta da tutti noi, non solo nel sonno, ma consapevolmente, attraverso la nostra pratica quotidiana dello yoga.

Risveglia i Chakra

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La forza unica di questo straordinario manuale è che combina un insegnamento illuminato con tecniche applicabili da tutti. Ogni capitolo offre pratiche che permettono di esplorare personalmente i chakra: come percepirli, come stimolarli, come aprirli. In questo modo potrai sperimentare direttamente la vasta applicazione dei chakra, ad esempio il segreto legame yogico tra i chakra e la musica, l’arte, i mantra, le posizioni yoga, le Scritture e tante altre discipline. 

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Jayadev Jaerschky

Discepolo di Paramhansa Yogananda attraverso Swami Kriyananda, è uno dei principali insegnanti di yoga, meditazione e filosofia di Ananda. Pratica lo Yoga e la meditazione dall'età di 15 anni e risiede nel centro Ananda nei pressi di Assisi dal 1989. Ha insegnato in molti paesi europei e anche in India, Egitto, Stati Uniti e Russia. Guida regolarmente pellegrinaggi in India, dirige l'Accademia Europea di Ananda Yoga per la formazione di nuovi insegnanti. E' autore di sei libri sullo yoga e la spiritualità. E' Kriyacharya, ovvero autorizzato a dare l'iniziazione al sacro Kriya Yoga.