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SOCCORSO FLOREALE: quando la primavera ci stende...

SOCCORSO FLOREALE: quando la primavera ci stende sul divano

Una cosa è certa: non tutti reagiamo allo stesso modo ai cambiamenti. Prendiamo, già che ci siamo, la primavera: c’è chi trova naturale rivedere i propri ritmi, approfittando del clima decente per fare jogging nel parco all’alba, una biciclettata serale o una puntata al mare o in campagna non appena possibile, e soprattutto godendo i nuovi spazi di libertà. E c’è chi invece detesta cordialmente la stagione calda e tutta questa esplosione di colori, di vita e di attività che disturba il rassicurante tran-tran quotidiano.

Quella faccenda delle emozioni

In effetti, alla maggior parte dei piccoli cambiamenti fisici che facciamo giorno per giorno non prestiamo attenzione, perché avvengono in modo automatico: pressione del sangue, sudorazione, produzione di enzimi e di ormoni, che pure si modificano con il clima e le stagioni, sono fuori dalla portata della nostra coscienza – e meno male, sennò chissà che altri disastri combineremmo! Il modo più evidente, anche se quasi sempre involontario, che abbiamo di esprimere o di resistere a un cambiamento è invece attraverso le emozioni. Esse, infatti, sono risposte complessive di adattamento a eventi in grado di cambiare il nostro equilibrio, e si manifestano in contemporanea sul piano psichico, su quello viscerale e persino su quello motorio (per esempio, attraverso la mimica).

Paura dei cambiamento (anche climatico)

Certo, anche delle nostre emozioni spesso siamo coscienti solo fino a un certo punto: possiamo infatti imparare a temere qualcosa o qualcuno, ma una volta imparato, la paura si innescherà, il più delle volte, in modo automatico, per tenerci al sicuro e allontanarci dal pericolo. E se l’evento temuto consistesse in ogni cambiamento capace di modificare quello che percepiamo come il nostro (solito) ambiente sicuro? Ebbene, purtroppo non vivremmo affatto bene. Le nostre risposte emozionali possono dunque aiutarci o impedirci di ottenere un adattamento ottimale all’ambiente, non solo esistenziale o sociale, ma persino meteorologico? In una certa misura, sì. Facciamoci allora consigliare ancora una volta dai fiori di Bach, veri maestri nell’arte della centratura emotiva, utili anche nel cambio di marcia stagionale.

I fiori per gestire i cambiamenti climatici

Non sono pronto!

Avete l’impressione che i cambiamenti che non dipendono da voi, per esempio quelli climatici, vi mettano in seria difficoltà? Vi sembra di subirli, di esserne soverchiati e riescono sempre a mettervi di cattivo umore? Dovreste innanzitutto cercare di accettare l’idea che il cambiamento è vitale, anche se al momento vi sembra poco rassicurante. E che solo nel cambiamento risiedono le nuove opportunità e le risorse per coglierle. E poi, ecco una tripletta vincente per aiutarvi: Star of Bethlehem per assimilare lo sconcerto del cambiamento non desiderato, Gentian per non farvi prendere dallo sconforto e Walnut, immancabile nei momenti critici legati a un cambiamento di fase, compreso quello stagionale. Se il non sentirsi pronti riguarda, nello specifico, la provacostume, aggiungete Crab Apple, indicato nella sensazione di avere qualcosa di sbagliato o nella vergogna per qualche aspetto del proprio corpo.

Paura della libertà

L’estate che si avvicina parla di nuovi spazi di libertà e di tempo libero, lunghe serate tiepide da riempire, giorni di meritate vacanze… E voi, invece di rallegrarvi, vi allarmate, irrigidite o immusonite: è ora di prendere Rock Water per l’eccesso di intransigenza nei vostri riguardi, Oak per limitare i danni da eccessivo attaccamento al senso del dovere, e Aspen per l’eventuale sottile apprensione che avvertite all’idea di staccare la spina.

Troppo stanco o debole per cambiare

La routine più collaudata sarà anche una noia ma, diciamocelo, dà l’idea di poter girare con i motori al minimo. Ecco perché, se ci sentiamo con le pile a terra, ogni cambiamento, anche positivo, ci può infastidire. Niente paura: basta intervenire subito con Hornbeam per la stanchezza mentale, Olive per quella fisica, Centaury per la sensazione di debolezza psicologica e il sempre fondamentale Walnut per aiutare l’adattamento psicofisico alla nuova, bella stagione.

Vorrei che tutto restasse sempre uguale

Se siete di quelli che vanno in crisi se cambia la gestione del vostro bar preferito o vi spostano la fermata dell’autobus, figuriamoci l’effetto che vi fanno i cambiamenti “globali”... Prendete allora Chicory, che dovrebbe ridimensionare la vostra idea che il mondo cambi apposta per farvi dispetto, insieme ad Honeysuckle, per sganciarvi dall’idealizzazione del passato e farvi tornare ad apprezzare l’unicità dell’oggi.

Ogni minima inezia mi stressa

Oddio, è già tempo di fare il cambio dell’armadio, chiedere le ferie, organizzare le vacanze per voi o la famiglia, e tutto questo vi fa già sudare, non solo per il caldo? Ricorrete a Impatiens per modulare i ritmi irrigiditi e l’irritabilità conseguente, insieme a Beech per ridimensionare l’importanza e la valenza negativa che state dando alle piccole, noiose (ma siete sicuri che siano poi tali?) incombenze che vi tocca gestire.

Articolo tratto da L'Altra Medicina N. 20

 

 

 

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Maria Grazia ParisiTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Maria Grazia Parisi

Medico psicoterapeuta, ideatrice del metodo FastReset. Si occupa da circa venticinque anni del trattamento dei disturbi emotivi e psicosomatici mediante la psicoterapia, l'applicazione di medicine complementari (in particolare, fiori di Bach, fitoterapia e oligoterapia) e di tecniche di risoluzione emotiva rapida. Svolge da sempre anche attività di divulgazione e formazione in campo medico e psicologico.

Collabora con riviste del settore e testate radio-televisive e ha scritto tra gli altri il libro: FastReset, l'interruttore delle emozioni, Sperling (in uscita a gennaio 2013). 

 

 

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