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Siamo tutti intossicati

Intossicazione da metalli e terapia chelante: intervista a Fiamma Ferraro

Siamo tutti intossicati

 

I metalli tossici sono ovunque e ne facciamo il pieno ogni giorno: Fiamma Ferraro, medico ed esperta in terapia chelante e metodo Buteyko, ci spiega i meccanismi di questa lenta ma inesorabile intossicazione e le pericolose conseguenze per il nostro organismo. 

Ecco l'intervista di Marianna Gualazzi alla dottoressa.

 

 

Perché al giorno d’oggi abbiamo bisogno di disintossicarci dai metalli tossici?

Il messaggio nel mio libro La Terapia Chelante è che bisogna rendersi conto che questi killer invisibili e silenziosi sono presenti nell’ambiente che ci circonda, da poco più di un secolo in quantità elevate e in continuo aumento.

Pertanto il nostro organismo, mentre nella sua lunga evoluzione ha potuto elaborare sistemi di difesa efficaci contro i microbi con i quali si è da sempre dovuto confrontare, non ha invece avuto il tempo necessario per sviluppare delle difese contro queste tossine “moderne”, e va quindi sostenuto e aiutato.

È vero che certi metalli tossici (come ad esempio l’arsenico) sono da sempre presenti sulla crosta terrestre, e l’organismo riesce a espellerne quantità minuscole, ma non è invece in grado di espellere i livelli di metalli tossici che ci circondano al giorno d’oggi.

Nell’esaminare vari problemi e luoghi comuni riguardanti la salute (respirazione, “dieta” e, appunto, metalli tossici) occorre innanzitutto studiare il corpo umano. La presenza di metalli tossici non viene in genere presa in considerazione nei testi di fisiologia, biochimica e anatomia, i quali si basano sul presupposto troppo ottimistico che questi metalli non si accumulino nei tessuti ma siano espulsi.

È implicito nel termine metalli “tossici” il fatto che una sostanza tossica non possa certo far bene alla salute. I livelli “normali” di metalli tossici dovrebbero nel nostro organismo essere 0,00.

In che modo facciamo il pieno di queste sostanze?

In che modo facciamo il pieno di queste sostanze?

Tutti noi quotidianamente veniamo a contatto con queste sostanze e non ce ne rendiamo conto: siamo sottoposti a intossicazioni costanti e con sintomi subdoli per il semplice fatto che i metalli tossici sono ovunque.

Sono nell’aria (mercurio e altro da tubi di scappamento, aerei, impianti industriali); nell’acqua (piombo, arsenico e altro provenienti da vecchie tubature), negli alimenti che crescono su terreni contaminati da quest’aria e acqua e sono poi conservati in contenitori con additivi tossici, in prodotti per la cura/pulizia della casa e della persona, in vernici, insetticidi.

Diciamo che è più semplice dire dove i metalli tossici non sono presenti: praticamente da nessuna parte.

Come possiamo capire se il nostro organismo è intossicato?

Possiamo purtroppo dare per scontato che siamo tutti intossicati e la differenza è solo nella misura. Chi ha superato i 40 anni ha quasi sempre accumulato negli anni una quantità notevole di queste tossine.

Le contaminazioni quotidiane derivanti da aria, acqua cibo e prodotti vari, con il passare degli anni si sommano, si accumulano in quantità che non sono più infinitesimali, e possono provocare problemi.

Ci sono naturalmente vari fattori da considerare: la città in cui si vive, l’ambiente di lavoro, i prodotti e gli alimenti abituali e così via.

Chi non è in buona salute può considerare l’accumulo di metalli tossici come uno dei fattori, se non scatenanti, indubbiamente aggravanti della malattia.

Quanto al livello di accumulo e al tipo di metalli tossici maggiormente presenti nell’organismo, una “diagnosi” non è semplice, perché le dosi infinitesimali di questi metalli assunte ogni giorno, più che circolare nel sangue o essere espulse nell’urina, si depositano in luoghi disparati (non sempre nei capelli, ma nel tessuto adiposo) in organi vari e nelle ossa).

Il test considerato più attendibile è il “test di provocazione nelle urine”.

I risultati migliori li ho tuttavia ottenuti con un apparecchio di nome Oligoscan, il quale misura mediante la procedura della spettrofotometria, i livelli di metalli presenti e accumulati nei tessuti (non solo dei metalli tossici ma anche di quelli, come ferro e altri, indispensabili alla vita e dannosi solo se in eccesso).

Ci sono patologie causate dall’intossicazione da metalli tossici?

Domanda da un milione di dollari! Siamo ancora in un territorio poco conosciuto, ma partendo dal presupposto che una sostanza tossica di certo non fa bene, si può concludere che questi metalli possono, se non causare direttamente, di certo peggiorare ogni condizione di salute, oltre ad accelerare l’invecchiamento.

Nel mio libro vi è una lista di sintomi potenzialmente attribuibili a intossicazioni lievi ma croniche da metalli tossici. Dico “potenzialmente” in quanto ci vorrebbe una sfera di cristallo per individuare con sicurezza le cause alla radice delle varie patologie presenti in diverse persone.

È stato dimostrato in migliaia di studi che questi metalli sono tossici per piante, animali e cellule umane (in laboratorio in vitro). Non è però stato dimostrato con sicurezza che uno o più metalli siano la causa singola di una specifica patologia, anche se sembra che il nostro delicato sistema nervoso centrale sia particolarmente vulnerabile rispetto a queste tossine.

Come possiamo prevenire l’intossicazione?

Occorre soprattutto fare attenzione, leggendo bene le etichette, ai prodotti con cui veniamo ogni giorno in contatto per la pulizia della persona e della casa, e per l’alimentazione.

Mangiate alimenti possibilmente naturali. La frutta e la verdura biologiche, pur non essendo completamente “incontaminate” (sono anch’esse in contatto con un’aria/ pioggia/terreno contaminati) non hanno perlomeno il carico di tossine dei pesticidi.

Controllate che i conservanti impiegati per alcune vaccinazioni e le otturazioni dentali non contengano mercurio.

E come possiamo curarla?

Pur con ogni cautela è impossibile evitare questi metalli al 100%, e quindi occorrono misure di disintossicazione mirate, semplici, ripetute, e soprattutto prive di effetti collaterali.

La terapia chelante (detta chelante perché le sostanze impiegate “afferrano”, come tra le chele di un granchio, i metalli tossici e li “accompagnano” fuori dall’organismo), nella forma classica per infusione endovenosa è nata decenni fa per contrastare le intossicazioni acute.

Per gli altri casi vi è poi una miriade di agenti chelanti, che vanno da quelli blandi (alcune alghe, selenio, aglio) a quelli un po’ più aggressivi (S-acetilglutatione, zeolite, estratto di pectina modificata e altri). L’abilità terapeutica sta nell’individuare bene agenti e modalità di somministrazione (orale, per intramuscolo, cerotto, supposta).

Nella maggior parte dei casi utilizzo agenti chelanti naturali e a basso costo. I protocolli chelanti standardizzati, endovenosi, nati per le intossicazioni acute, pur necessari in certi casi, non sono sempre consigliabili e, oltre ad essere invasivi e costosi, non sono sempre privi di effetti collaterali.

Una disintossicazione troppo intensa e rapida può provocare effetti negativi, soprattutto in chi non ha gli organi di eliminazione (fegato e reni) in ottime condizioni.

Ha più senso disintossicarsi spesso in modo blando che non con misure forti ogni 10 anni. Ci intossichiamo un pochino ogni giorno e quindi dovremmo disintossicarci un pochino con una certa frequenza.

Ognuno è tuttavia un caso a sé e non vi sono modalità di disintossicazione standardizzate e valide per tutti.

 

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 42

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Fiamma Ferraro

Fiamma Ferraro si è laureata in medicina e in scienze mediche in Irlanda. Ha completato la formazione specifica in medicina generale e ha conseguito titoli in scienza della nutrizione e terapia chelante in Germania, omotossicologia, fitoterapia e ozonoterapie presso le Università di Siena e Firenze, psicofarmacologia con l'Università di Harvard (USA) e agopuntura in Finlandia e in Germania.

Insegna il metodo di respirazione Buteyko, svolge conferenze e cura l’attività informativa e la formazione degli istruttori per l’Associazione Buteyko-Italia.

Autrice di libri di medicina naturale, svolge attività medica a Siena, Firenze, Roma e in Irlanda.

 

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