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Scegliere di splendere - Estratto dal libro di...

Leggi un'anteprima del libro di Catia Trevisani "Scegli di Splendere"

Scegliere di splendere - Estratto dal libro di Catia Trevisani

La tua lampada splendente

Hai mai osservato qual è la prima cosa che avverti di una persona? Prima ancora della percezione materiale, fisica, ti raggiunge quella sottile, energetica, una sensazione che subito ti arriva, inconsapevolmente, e che ha a che fare con il suo grado di luminosità. La pubblicità conosce bene questo tipo di effetto e propone creme e prodotti che tentano, artificialmente, di aumentare la luminosità del volto, della pelle o della chioma. Ci sono persone che ci appaiono splendide, magari non hanno tutti i canoni della bellezza ma c’è una sorta di luce… di splendore che affascina, o talora innervosisce in quanto accentua la percezione di esserne privi.

Scegliere di splendere è scegliere di dare soddisfazione ai nostri bisogni più intimi, il bisogno di essere quello che siamo ed esserlo con forza e convinzione, splendidamente! Per qualcuno saremo affascinanti e per altri insopportabilmente noi stessi! Ma occorrono condizioni ben precise: lampadina funzionante, spina nella presa, pressione su un pulsante, altrimenti la nostra bella lampada potrebbe stare lì sul tavolo tutta la vita senza venire mai accesa, se non per brevi momenti. Vediamo ora la metafora. La lampadina è funzionante nel momento in cui siamo vivi e coscienti. La spina nella presa è inserita nella maggior parte delle persone a meno che non ci siano stati gravi traumi che abbiano portato a una dissociazione psichica. Premere il pulsante è ciò che potresti fare in ogni momento, ma spesso dimentichi di farlo. A volte qualcuno o qualcosa lo preme accidentalmente, allora ti accendi e mostri il tuo splendore, ma poi tutto finisce e non hai più accesso a quello stato. Talvolta la luce è fievole perché la lampadina è coperta di sporco e di incrostazioni, dovresti dunque pensare a fare un po’ di pulizia. Ti suggerisco ora una breve visualizzazione per entrare in contatto con la tua lampada.

Visualizzazione

Rilassamento.
Cerca una posizione comoda, prendi contatto con il tuo respiro, senti il movimento del diaframma, l’aria che entra ed esce dalle narici. Senti le piante dei piedi poggiate a terra, rilassa i polpacci, le cosce, il bacino. Immagina un filo dorato che dalla sommità del capo ti sostiene e al tempo stesso rilassa la schiena, l’addome, il petto, le spalle. Lascia scivolare via tensioni, pesi, carichi, responsabilità, poi rilassa le braccia, i polsi, le mani, le dita. Rilassa il collo, la nuca, il cuoio capelluto, la fronte, le sopracciglia, i globi oculari, le mascelle, la lingua, la gola. Con un’ultima espirazione rilascia le ultime tensioni.

La mia lampada, adesso.
Ora sono rilassato, in contatto. Lascio arrivare un’immagine, l’immagine della mia lampada. Che lampada sono oggi? Sono una abatjour da comodino? Sono una lampada a stelo? O un lampadario? O una semplice candela, o ancora qualcos'altro? Forse un grande sole? Oggi, ora, in questo istante qual è l’immagine della mia lampada, l’immagine che mi arriva? La osservo nei dettagli, guardo il materiale di cui è composta, guardo il grado di luminosità, questo è ciò che sono ora. Prendo il tempo che mi serve per guardare la lampada che sono in questo momento, raccolgo le sensazioni che questa immagine mi dà.

La mia lampada originaria.
Ora lascio arrivare un’altra immagine. Che lampada sarei io veramente? Qual è il mio marchio originale? Chi sono io per davvero? Che lampada sarei se fossi al massimo del mio splendore? Che lampada sono io nel mio luogo originario? Una piccola lampada? Una grande lampada? Una candela? Un lampadario? Come sento di essere veramente, profondamente? Quanto potrei splendere se fossi al massimo della mia luce? Osservo bene tutti i dettagli e mi godo la mia lampada.

Infine ti suggerisco di prendere qualche appunto. Potrebbe essere utile a distanza di tempo ripetere l’esercizio e notare i cambiamenti.

Chi non sei: programmazioni inconsce

Potresti aver notato piccole differenze tra le due lampade, quella che manifesti ora, e quella che sei come essenza: in questo caso ti basta attuare qualche semplice “aggiustatina”. Se invece le due immagini che ti sono arrivate sono molto diverse hai bisogno di attuare cambiamenti più profondi che ti riportino vicino a te stesso, a chi sei veramente, in origine. Già lo sentivi. Insoddisfazione, emozioni negative, malesseri che possono essere diventati malattie ti stanno comunicando con forza che c’è qualcosa che non va, sono la voce della tua bussola fulgente che sta tentando di dirti che è giunto il tempo di modificare o cambiare completamente la rotta del tuo viaggio diretto verso l’infelicità. Ma cosa è successo? Come mai ti ritrovi così lontano dai tuoi desideri originari?

Programmazioni inconsce ci dirigono nel viaggio della vita, limitando lo sviluppo del nostro grande potenziale. La mente conscia può fare progetti di felicità e prosperità, ma chi vince il gioco? Un matematico danese, Tor Nørretranders (1955), nelle sue ricerche ha messo a confronto la capacità di elaborazione dati della parte conscia della mente e del subconscio. La prima sa elaborare al massimo 40 bit al secondo, mentre il subconscio, che si occupa di eseguire ciò per cui è stato programmato, qualsiasi cosa sia, ha una capacità di elaborazione di circa 40 milioni di bit al secondo. Dunque il subconscio è almeno un milione di volte più potente del conscio. Il subconscio lavora in base alla programmazione ricevuta, è una sorta di pilota automatico, la mente conscia è il pilota manuale. Insieme collaborano nell'acquisizione di comportamenti complessi che in seguito possono essere eseguiti in modo automatico, anche senza la partecipazione della mente conscia, come quando guidiamo l’automobile. È meraviglioso, possiamo guidare e chiacchierare, non c’è bisogno di portare l’attenzione su ogni gesto e movimento. Il subconscio è come un database in cui sono scaricate tutte le esperienze della vita e i programmi sono comportamenti immagazzinati di stimolo-risposta. Gli stimoli giungono dal mondo esterno, ma anche dal nostro mondo interno: emozioni, dolore, piacere. Lo stimolo fa scattare automaticamente la risposta comportamentale appresa la prima volta che abbiamo sperimentato quel segnale.

Chi sono i più grandi programmatori dell’inconscio? I genitori, la famiglia, l’ambiente in cui cresciamo. Il condizionamento inizia già dalla vita intrauterina. Il sistema nervoso fetale ha ampie capacità sensoriali e di apprendimento. La vita prenatale influenza lo stato di salute e il comportamento futuro. Dopo la nascita il bambino acquisisce modelli comportamentali complessi attraverso l’apprendimento e quindi l’educazione ricevuta. Le percezioni apprese arrivano perfino a scavalcare gli istinti geneticamente programmati. I bambini, il cui cervello funziona a basse frequenze, riescono a scaricare un’incredibile quantità di informazioni, osservano attentamente il loro ambiente e registrano la conoscenza del mondo trasmessa loro dai genitori direttamente nella memoria subconscia. Il comportamento e le convinzioni dei genitori diventano quelli del bambino e tali resteranno nell'adulto. I comportamenti fondamentali, le convinzioni e gli atteggiamenti che il piccolo osserva nei genitori diventano condizionanti, diventano collegamenti permanenti sotto forma di circuiti neuronali a livello cerebrale.

La tua bussola fulgente, il daiamon, la tua voce originaria li contrasta e grida forte: “Sii te stesso, ora e sempre!”. A 9 anni il bambino ha già il primo sentore, comincia a sentirsi altro da mamma e papà, arriva perfino a dubitare di esserne figlio, a 11-12 anni entra in conflitto e inizia a sentire il bisogno di individuarsi finché in adolescenza esplode la piena opposizione per affermare se stesso. Tappe sacre e necessarie.
Ostacoli interni ed esterni proveranno a soffocare quella voce. In medicina cinese si parla di barriera esterna e barriera interna. La prima, il condizionamento continuo e martellante dell’ambiente esterno, famigliare ed extra-famigliare, scolastico, sociale, ti chiede di aderire a delle forme, dei parametri, dei comportamenti. Il posto fisso, il lavoro sicuro, ciò che è certo, standard estetici, economici. Se tutto questo corrisponde a ciò che è veramente tuo, ai tuoi veri bisogni va tutto bene, ma se non è così cominci a far buon viso a cattivo gioco e metti maschere felici o disgraziate, non sei tu. La seconda barriera, quella interna, è il senso di colpa, ormai i codici famigliari e sociali sono stati interiorizzati e pensare, agire diversamente ti fa sentire male, in colpa. E il tradimento è fatto! Ti stai tradendo e quasi non te ne accorgi.

Essere te stesso, splendidamente!

Malesseri, disagi, disturbi, malattie fisiche e psichiche sono la manifestazione, sul piano biologico, di conflitti ben più profondi che tentano di richiamare la tua attenzione per essere risolti. Puoi modificare, puoi trasformare, puoi cambiare le tue programmazioni profonde per divenire ogni giorno un po’ più libero. Non c’è nulla che non va in te, tutto ciò che ti serve è dentro di te, nulla di ciò che gli altri hanno ti potrà mai servire, sei unico, sei tu! Non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere, sei tu! In realtà c’è molto da scartare, da eliminare, da sciogliere, da bruciare, da estirpare: tutto ciò che è stato gettato dentro di te dagli altri e non ti appartiene, tutto ciò che tu hai gettato dentro di te anche se non ti serviva, ciò che oscura la tua luce e che non vibra con il canto del tuo splendente sé, della tua anima.

Immagina te stesso per un momento. Non più finzioni, non più maschere, sei la versione migliore di te, e cammini per il mondo, leggero, libero, perfettamente e semplicemente obbediente alle leggi del tuo cuore. Libero dalle costruzioni, dalle sovrastrutture imposte dal tuo falso ego, finalmente allineato al tuo splendente sé. È allora che comprendi e sei grato per tutto ciò che c’è. E ti accorgi che non c’è niente di sbagliato nel grigio fumo che penetra le tue narici quando cerchi il calore e la luce del fuoco, né nel fiore che appassisce, né nel figlio che ti lascia e se ne va per creare la sua vita, né nel viaggio che costringe ad abbandonare un involucro pesante per tornare nella luce.

Scegli di Splendere

Scegli di Splendere

In questo libro scopriremo perché ci ammaliamo, indagheremo il senso della malattia e il suo messaggio. Cercheremo di capire come non subire gli eventi in modo traumatico, come trasformare i momenti di crisi in opportunità per la nostra vita. Capiremo come funzionano la mente, le emozioni e il loro legame con il corpo.

Scopriremo la nostra responsabilità nel produrre ciò che ci accade. Affronteremo il tema della morte. Impareremo che la pretesa allontana l’oggetto del desiderio, mentre la gratitudine lo attira. Apprenderemo quanto il modo di alimentarci influenza il nostro livello di energia e salute, la volontà e lo stato d’animo.

Cominceremo a osservare la qualità del nostro dialogo interiore e delle nostre azioni, il loro potere e il nostro senso di autostima. Osserveremo la nostra capacità di relazionarci con gli altri.

Infine, esploreremo il nostro rapporto con il sacro, con il grande Fuoco di cui siamo le scintille e tutto questo per poter finalmente scegliere di splendere. 

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Catia Trevisani

CATIA TREVISANI, medico-chirurgo, si laurea nel 1988 presso l’Università degli studi di Milano; contemporaneamente approfondisce e pratica la Medicina Olistica iniziando dalla Nutrizione, dalla Reflessologia e sviluppando successivamente le altre discipline della Naturopatia.

Master in Fitoterapia presso l’Università di Siena. Master in Psichiatria Olistica. Corso di Agopuntura presso la Fondazione Matteo Ricci di Bologna.

Ha fondato e dirige dal 1995 la Scuola di Naturopatia SIMO (Scuola Italiana di Medicina Olistica) in cui insegna il Metodo SIMO per l’integrazione delle singole discipline.

Insegna Nutrizione, Reflessologia, Cromopuntura, Floriterapia e Naturopatia applicata.