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Salute: le domande dei lettori - Il dottor Valesi...

Vincenzo Valesi ci spiega come combattere alcuni disturbi con i rimedi naturali rispondendo alle domande scritte per lui dai nostri affezionati lettori

Salute: le domande dei lettori - Il dottor Valesi risponde

 

Immaginate di avere un mal di gola di quelli che non permettono nemmeno di parlare, con il naso chiuso, il cerchio alla testa e tutto quello che normalmente accade quando si è un bel po' raffreddati.

Aprite l'armadietto dei medicinali e lo trovate VUOTO (meglio così...). Potrebbe essere una tonsillite quella che vi fa bruciare tanto la gola oppure una faringite o chissà cosa, ma l'importante per voi in questo momento è trovare un rimedio veloce ed efficace.

Che fare?

Potreste chiamare il medico di famiglia (ma dovrete fare lunghe attese) andare in farmacia chiedendo un consiglio oppure, ancora più semplice, aprire un libro. Un libro che contiene 500 pagine di consigli pratici per ogni evenienza, dal malanno di stagione a patologie ben più serie.

Il libro in questione è I Rimedi Naturali del Medico di Famiglia (Macro Edizioni, 2011), scritto dal dottor Vincenzo Valesi il quale ha racchiuso la propria decennale esperienza medico di famiglia, omeopata, omotossicologo, agopuntore, iridologo, riflessologo (e molto altro) in un gioiello di libro, che a nostro parere dovrebbe essere nella libreria di ognuno di noi.

Ma torniamo a noi... cosa troverete nel libro in questione per il vostro mal di gola e per tutti i sintomi correlati? Un capitolo intero dedicato alle malattie della gola, del naso e delle orecchie con consigli utilissimi per risolvere il vostro problema avvalendovi di diverse possibilità di approccio: agopuntura, auricoloterapia, riflessologia, manipolazione vertebrale, Iridologia, fitoterapia, omeopatia etc...

La bellissima notizia è che il dottor Valesi ha messo a disposizione la sua esperienza per i lettori di Scienza e Conoscenza: rispondendo alla nostra newletter dedicata al libro I Rimedi Naturali del Medico di Famiglia, tantissimi di voi ci hanno inviato alcuni quesiti su specifiche patologie e disturbi. Inizia qui una bellissima e speriamo fruttuosa e lunga collaborazione in cui Vincenzo Valesi risponderà alle vostre domande sulle nostre pagine.

Romina Alessandri

Scrivi al dottor Valesi

Per sottoporre il tuo quesito su una patologia o un disturbo al dottor Valesi scrivici a: redazione@scienzaeconoscenza.it specificando come oggetto della mail "domanda per il dottor Valesi".

 

I Rimedi Naturali del Medico di Famiglia

I Rimedi Naturali del Medico di Famiglia

Consigli e terapie per le malattie più diffuse

Macro Edizioni, 2011

Un prontuario di emergenza da tenere in casa per ogni famiglia, un repertorio terapeutico naturale, un testo che affronta in modo naturale i numerosi problemi e disturbi comuni che in uno studio medico di base sono all'ordine del giorno. Vincenzo Valesi, medico di famiglia di vastissima cultura e preparazione, ha raccolto in questo libro una vera e propria summa di rimedi curativi presi dalle varie discipline naturali che consentono di ottenere gli stessi risultati di guarigione dei farmaci chimici, senza gli effetti deleteri di quest'ultimi. Agopuntura, auricoloterapia, omeopatia, omotossicologia, floriterapia e altre medicine dolci sono qui utilizzate per numerose patologie organizzate per apparato e sistema di funzioni. Completano il volume disegni e mappe per i trattamenti di agopuntura, riflessologia e auricoloterapia.

 

Chi è Vincenzo Valesi

Laureato in medicina, svolge la sua attività professionale in qualità di medico di famiglia, integrando nella pratica clinica di tutti i giorni le conoscenze e gli insegnamenti delle medicine non convenzionali con quelle della medicina accademica classica. Da quasi trent'anni si dedica allo studio e alla pratica delle medicine non convenzionali, tra cui: agopuntura, auricoloterapia, omeopatia, omotossicologia, medicina manuale, podokinesiologia, podologia, riflessologia e iridologia secondo Bourdiol, fitoterapia, medicina estetica biologica, floriterapia, elettroagopuntura secondo Voll. Ha partecipato e continua a partecipare a numerosi seminari e gruppi di studio sulle medicine non convenzionali, in varie parti d'Italia.

 

Articolo tratto da Scienza e Conoscenza 39

Scienza e Conoscenza 39

Un imperdibile numero sullo stato dell'arte delle nuove energie. Con contributi inediti, interviste, articoli dei migliori ricercatori e scienziati nazionali e internazionali. Inoltre nella parte dedicata alla medicina naturale e integrata troverete la nuova rubrica il "medico risponde" in cui il dott. Valesi (medico di famiglia dalla pluriennale esperienza in medicine alternative) risponde alle domande dei nostri lettori.

Eccovi di seguito le prime risposte!

DOMANDA: Buongiorno, vorrei conoscere un rimedio per risolvere il problema di verruche volgari alle mani. - Maria

VINCENZO VALESI: Il rimedio più frequentemente utilizzato per le verruche è Thuya Occidentalis (Thuya) generalmente nella diluizione 5 CH in ragione di 3 granuli da assumere per via sublinguale una volta al giorno, per periodi abbastanza lunghi, non meno di due mesi.

A questa può essere associato il composto microimmunoterapico 2LVERU, un mix di "citochine omeopatizzate" + acido nucleico specifico. Le citochine sono sostanze di natura proteica che coordinano la funzione delle cellule immunitarie. Il SNA (Acido Nucleico Specifico) è una porzione di acido nucleico (DNA o RNA) simile a quello del virus, ottenuto per via sintetica, che, diluito e dinamizzato (cioè sottoposto a una serie di succussioni o scosse) secondo i principi dell'omeopatia, serve a ridurre l'espressione di quella zona di acido nucleico virale responsabile della moltiplicazione del virus.

Il Papilloma virus è il virus responsabile della reazione immunitaria e connettivale che porta alla formazione della verruca. Utile anche un'azione locale applicando una pomata a base di Thuya.

DOMANDA: Vorrei sapere, come mai, per quasi tutte le patologie e per moltissimi disturbi, si predica al paziente una dieta, se non un dimagrimento. Perché non dire che all'80% l'ipercolesterolemia è su base genetica?

Conosco persone magrissime con colesterolo alto, così come conosco persone che fanno un grande consumo di dolci senza la benché minima complicazione glicemica. Molto, ma molto probabilmente le cose son piu' complesse. A tutti viene assegnata 'frutta e verdura'.

Senza dimenticare i cibi integrali. Milioni di persone riescono a mangiare solo poca verdura per tanti motivi digestivi o addirittura il morbo di Crohn . Passiamo alla frutta, molti sono intolleranti persino alla impensabile mela, senza dire che non a tutti piace e non sostituisce un pasto. Infine le calorie . Io sono di piccola statura, introduco anche 2.500 calorie, ma non prendo peso, perché esiste chi fa vita sedentaria e chi fa vita sportiva o molto sportiva.

C'è chi ha un metabolismo da aiutare, chi ha un metabolismo attivo. E ancora: siamo certi che con la menopausa si ingrassa, così tanto per dire? Quando più quando meno si consiglia di perdere peso, anche nel caso di pressione alta, senza pensare che può avere cause non legate al peso, non legate ai grassi etc. etc. - Laura C.

VINCENZO VALESI: Il controllo del colesterolo, per quanto importante, è solo uno degli aspetti correlati al rischio cardiovascolare. Quando si parla di colesterolo, poi, bisogna considerare sia quello totale, sia quello legato alle lipoproteine ad alta densità (l'HDL: il cosiddetto colesterolo "buono"), sia quello legato alle lipoproteine a bassa densità (LDL), nel linguaggio comune conosciuto come "cattivo".Ma esistono altri fattori di rischio metabolico quali i trigliceridi, l'omocisteina, e il livello di stress ossidativo, non meno importanti, dei quali troppo poco si parla.

Il discorso del peso è importante perché quasi sempre è legato ad un aumento del grasso periviscerale, quello responsabile della cosiddetta "pancetta", rilevabile indirettamente attraverso la misurazione del "girovita" che nella donna non dovrebbe superare gli 80 cm e nell'uomo i 92-94 centimetri. Questo tipo di grasso deve essere considerato un tessuto perennemente infiammato, fonte di produzione, fra le altre cose, di una sostanza chiamata INTERLEUCHINA 6, la quale è in grado di passare la barriera ematoencefalica favorendo sindromi depressive; inoltre può ridurre la vigilanza delle cellule immunitarie (Linfociti e macrofagi) nei confronti dei tumori "nascenti", e determinare a livello della parete dei vasi sanguigni arteriosi una situazione che favorisce il deposito di colesterolo stesso e l'evoluzione di un processo di indurimento delle arterie (arteriosclerosi).

Senza contare l'importanza, a seconda dei casi, di fattori metabolici individuali che oggi sappiamo essere su base genotipica o genetica, ma che erano già conosciuti fin dai tempi di Ippocrate (lui li chiamava temperamenti) e che, via via, sono stati studiati nel corso dei secoli, fino a pochi decenni fa, dalle varie scuole costituzionaliste.

Giustamente, come la lettrice fa osservare, bisogna tener conto anche di situazioni particolari come eventuali patologie intestinali quali il morbo di Crohn e la Rettocolite ulcerosa, nonché di eventuali intolleranze alimentari personali, e anche questo fa parte di una valutazione individuale. Il messaggio che se ne deve ricavare, credo sia quello che il problema dell'alimentazione e della dieta è un problema complesso, non riducibile all'enfatizzazione e alla demonizzazione di alcuni fattori piuttosto che altri.

DOMANDA: Noi donne, purtroppo, siamo abbastanza colpite alla tiroide con noduli di varie dimensioni.Nell'ambito della medicina naturale c'è qualche rimedio? Probabilmente quando ormai sono formati si tengono, ma c'è qualche accorgimento per far si che non aumentino in numero e volume? Grazie! - Silvana Macaro

VINCENZO VALESI: Ovviamente è necessario un corretto inquadramento diagnostico anatomico e funzionale, per escludere noduli di natura "particolare", per esempio neoplastici, che per fortuna sono molto rari. Fatta questa premessa, quelli che comunemente vengono definiti noduli tiroidei sono inquadrabili, nella maggior parte dei casi, nel "gozzo colloido cistico" o struma multinodulare.

La loro origine è dovuta al fatto che nelle aree geografiche in cui l'ambiente è cronicamente carente di iodio, per compensare questa situazione la tiroide viene iperstimolata da parte della ghiandola Ipofisi che, sentendo meno iodio, produce in maggior quantità il TSH (ormone ipofisario stimolante la tiroide): si tratta di un meccanismo cosiddetto di feed-back. Gli effetti di questa iperstimolazione compensatoria sulla ghiandola tiroide portano a una iperproliferazione della ghiandola, con eccessiva formazione di follicoli (cioè di quelle microscopiche cisterne che contengono l'ormone tiroideo). Tale replicazione porta spesso alla formazione di noduli, e aree nell'ambito dei quali possono verificarsi anche zone di necrosi e piccole emorragie, che poi guariscono con un residuo cicatriziale.

Permanendo la cronica carenza di iodio alimentare, il processo evolveva, un tempo, fino a quei voluminosi gozzi (aumenti di volume della ghiandola tiroide) che oggi non si vedono più, sia grazie all'integrazione con iodio in via preventiva nelle zone geografiche a povertà iodica; sia per l'introduzione in terapia di Levotiroxina, la quale ha due effetti: fornire ormone tiroideo già pronto e mettere a riposo funzionale la tiroide stessa, in maniera da bloccare la formazione di questi noduli e l'evoluzione verso il gozzo.

Comunque l'integrazione con iodio è efficace come prevenzione nelle aree geografiche a carenza, mentre in presenza di gozzo, deve essere fatta con molta cautela e senza eccedere perché potrebbe favorire l'espressione di un ipertiroidismo. Dal punto di vista della medicina naturale pertanto è opportuno agire sull'asse ipofisi–tiroide con organoterapici ad azione riequilibrante quali sono i "suis": HYPOPHYSIS SUIS INJEEL e GLANDULA THYROIDEA SUIS INJEEL una volta alla settimana; THUYA INJEEL per la tendenza a "sicotizzare" (così viene definita in omeopatia e omotossicologia la tendenza a formare noduli e cisti); SPONGIA INJEEL, per ottimizzare l'utilizzazione dello iodio presente nell'organismo.

Secondo la visione psicosomatica, una patologia della tiroide, la quale è posizionata in corrispondenza del 5° Chakra, è legata a un problema di comunicazione, di relazionamento con l'ambiente, di espressione della sessualità.

DOMANDA: Soffro da tempo di ansia e di insonnia, problemi che in passato ho trattato con farmaci anche "pesanti", accompagnando questa terapia con sedute dallo psicologo. Ora sto molto meglio, anche se, in talune situazioni di super stress, tendo ad avvertire il riacutizzarsi del problema, che tra l'altro genera una forte tensione a livello muscolare (collo e spalle). Come posso trattarlo (insonnia in particolare) senza ricorrere a farmaci tradizionali? Grazie! - Vasco Ferretti

VINCENZO VALESI: L'intervento più appropriato per incidere sulle situazioni di ansia cronica, dovrebbe essere correlato allo studio delle esperienze vissute di ogni paziente per poter agire sull'eventuale conflitto emozionale, per esempio, con la floriterapia di Bach ed eventualmente quella australiana.

L'individualizzazione del caso permette anche di poter scegliere un eventuale farmaco costituzionale (fosforico, fluoruco, carbonico, sulfurico) e/o diatesico (Luesinum, Tubercolinum, Medorrhinum, Psorinum); oppure il cosiddetto farmaco unitario biotipico: quest'ultimo in particolare può essere scelto solo sulla base di un'accurata storia del paziente e delle sue caratteristiche psicoemozionali. Pertanto, nell'impossibilità di un'individualizzazione, ci si può limitare a un intervento più sintomatico, per esempio con un fitogemmoterapico come TILIA TOMENTOSA, BIANCOSPINO; con composti come VALERIANA Heel o omotossicologici quali R 14, IGNATIA HEEL, L 72; CUPRUM HEEL in modo particolare se è presente una componente contratturale o di spasmi.

Risultati interessanti sotto questo profilo possono essere ottenuti anche con l'Agopuntura.

DOMANDA: Esistono rimedi naturali contro le emorroidi? C'è alternativa alla soluzione chirurgica? Si può guarire?

VINCENZO VALESI: Le emorroidi sono varici, cioè sfiancamenti circoscritti della parete venosa (al pari delle varici degli arti inferiori) del plesso venoso emorroidario, situato a livello ano-rettale. Quando non ci sia indicazione all'intervento chirurgico, si possono ottenere buoni risultati con le terapie conservative anche di tipo naturale. Sì, ne esistono, sia nel campo della fitoterapia, per esempio la diosmina, un flavonoide molto rappresentato nel mondo vegetale e da cui è ottenuto un farmaco semisintetico di grande successo, che ha un'azione tonificante la lassità della parete venosa.

In omeopatia ricordo gli unitari PAEONIA, ARNICA, SULPHURIC ACIDUM da utilizzare alla 5 CH in dose di 3 granuli x 3 volte al giorno; i composti omotossicologici R 13, PAEONIA HEEL. Dal punto di vista psicosomatico, secondo l'interpretazione della medicina omeosinergetica, le emorroidi rappresentano l'incapacità di rilasciare esperienze sia pure comprese, assimilate e rielaborate, che vengono vissute con sentimento di rabbia.

 

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Vincenzo Valesi

Vincenzo Valesi, laureato in medicina, svolge la sua attività professionale in qualità di medico di famiglia, integrando nella pratica clinica di tutti i giorni le conoscenze e gli insegnamenti delle medicine non convenzionali con quelle della medicina accademica classica. Da quasi trent’anni si dedica allo studio e alla pratica delle medicine non convenzionali, tra cui: agopuntura, auricoloterapia, omeopatia, omotossicologia, medicina manuale, podokinesiologia, podologia, riflessologia e iridologia secondo Bourdiol, fitoterapia, medicina estetica biologica, floriterapia, elettroagopuntura secondo Voll. Ha partecipato e continua a partecipare a numerosi seminari e gruppi di studio sulle medicine non convenzionali, in varie parti d’Italia.

 

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