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Risalendo il fondo - Estratto dal libro...

Leggi in anteprima un estratto dal primo capitolo del libro di Jesse Bogner e scopri il suo viaggio di trasformazione grazie agli insegnamenti della Kabbalah

Risalendo il fondo - Estratto dal libro "L'Egotista"

Molte delle grandi menti si sono assoggettate a lungo all'idea che il mondo sia un luogo terribile, che sembra soltanto peggiorare. Osserviamo, ad esempio, il tentativo di Woody Allen di descrivere attraverso il suo realismo la condizione del mondo in cui viviamo.

"Non sento di essere un pessimista. È così che mi definiscono: pessimista, nichilista, cinico ... non la vedo così. Ho solo un atteggiamento realistico e i fatti sono così brutali e terrificanti, che ogni persona trova un modo per razionalizzare che non è poi così male. Ma è così male. E il trucco è di ammetterlo e, nonostante ciò, di sopravvivere".

Sappiamo tutti che il mondo è malato, che siamo circondati dalla sofferenza. Alcuni di noi riescono a dissimularlo meglio di altri, così che la nostra mente non guardi il mondo con oggettività; ma, dato che gli esseri umani sono incapaci di oggettività, tutto è guardato attraverso lenti emotive.

Taluni possono essere più onesti di altri su come stanno le cose. Il comico, nonché amico di Allen, Larry David, co-creatore di Seinfeld, osservatore scrupoloso dei piccoli dettagli della vita, conferma il punto di vista di Allen sulla sofferenza ed approfondisce: "Sono d'accordo con lui....passo attraverso la vita rammaricandomi per tutti. Arrivo ad un casello stradale e penso all'uomo che ci lavora, chiuso in quel gabbiottino dalle otto alle dieci ore al giorno - ma come fa? Come si alza dal letto la mattina per ritornare lì? Mi sento affranto per la gente".

Il mondo ci bastona fino a quando non ne possiamo più. Il nostro ego è accresciuto al punto che rifiutiamo di aiutarci a vicenda.

Quello che riusciamo a fare è guardare gli altri soffrire e sentire dentro di noi il loro stesso vuoto. Sia che possediamo centinaia di milioni (come Larry David), sia che lavoriamo presso un casello stradale, ci sentiamo delusi dal risultato della nostra vita. Vogliamo immedesimarci nel prossimo. Vogliamo trovare alternative alle nostre sofferenze comuni, ma il nostro ego non ce lo permette. Possiamo fare azioni piccole o importanti, per dare un po' di sollievo alle sofferenze altrui, alla miseria che a poco a poco distrugge persone a noi sconosciute o da noi amate, ma questo non ci conduce a niente di significativo né duraturo.

Tutto ciò che consideriamo appagante, al di fuori di noi, non è che una mera distrazione che ci allontana dal guardarci dentro. E quando osserviamo i nostri contrasti interiori, triboliamo nell'autocoscienza. Crediamo di essere unici e usiamo il nostro interesse personale per distruggerci l'un altro e, lentamente, per devastare il mondo. Quel mondo che noi pensiamo essere reale è, però, soltanto un'illusione, che oscura la visione dell'infinito mondo spirituale.

Le nostre vite appaiono confuse, disconnesse e senza significato. Le aspirazioni materiali sono irrealizzabili o irraggiungibili. Non desideriamo che arrivare ad un appagamento personale ma, una volta che siamo pieni e soddisfatti, abbiamo ancora fame.

È senza fondo l'abisso del nostro stomaco; ma, se non è possibile colmarlo con mezzi tradizionali, c'è una soluzione a questa avidità, che ti proibisce di ottenere quello di cui hai veramente bisogno. Stai sperimentando la vita così come è e sei pronto a scoprire le ragioni della tua fortuna. Puoi addirittura pensare che le coincidenze, che hanno dato forma alla tua esistenza, abbiano un significato da rivelare.

Molti di noi cominciano a vivere con grandi speranze, ma non possiamo fare a meno di sentirci traditi da forze che non controlliamo. Invecchiando, siamo sempre di più induriti dalla realtà del mondo. Impariamo a moderare le nostre aspettative quando non siamo toccati dal successo e se e quando riusciamo in qualcosa, l'aspettativa di un successo maggiore diventerà comunque una delusione, che tu sia Michael Jordan o Steve Jobs.

Questa è la ragione per cui la felicità che proviamo si dissolve velocemente. È solo naturale. Siamo delusi per non aver ricevuto quello che ci hanno promesso alla televisione da bambini, quando ci offrivano una versione della vita che era impossibile da duplicare. Il grande segreto sono coloro che sembrano aver riprodotto una vita similmente perfetta e che sentono esattamente la stessa fortuna. Tutto ciò che ci fa male proviene dal Creatore, così come tutto ciò che ci dà gioia.

Allora qualsiasi cosa che percepiamo come una fortuna materiale è, in realtà, una fortuna spirituale e viceversa, finché non conseguiamo la spiritualità. Per quanto possa apparire doloroso, questa è una grande opportunità che ci spinge a trovare il vero scopo. Sappiamo che esiste una forza incredibile che non riusciamo a penetrare. Deve pur esistere un altro modo. Non può essere questa la totalità della vita.

Ci ritroviamo costretti a scappare dal vuoto che si rimescola dentro di noi e a ricercarvi un senso. Possiamo studiare filosofia, psicologia e religione per colmare questo vuoto ma per molti di noi non funziona, perché non ci corregge in maniera significativa.

Alla fine confonderemo la fede con il rito e resteremo ciechi di fronte al Creatore. Non Lo comprenderemo mai. In molti cercano di evitare sentimenti e pensieri scomodi, facendo attività sportiva in modo compulsivo, nutrendosi di pornografia, droghe, alcol e televisione. Altri lavorano fino allo sfinimento in modo da non poter fare nient'altro.

L'Egotista

L'Egotista

Jesse Bogner ha sentito il bisogno di ricercare qualcosa al di là di quanto poteva vedere con i propri occhi.

Il suo debutto prorompente segna il suo passaggio da Newyorkese edonistico, il cui unico sollievo dalle sofferenze arriva sotto forma di ricerca estetica, droghe e alcool, a Kabbalista sul cammino del perseguimento del significato della vita.

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Jesse Bogner

JESSE BOGNER è uno scrittore e giornalista americano. Nato e cresciuto a New York City, nel 2013 si è trasferito in Israele, abbandonando uno stile di vita decadente, inondato dall'abuso di sostanze, per studiare la Kabbalah sotto la guida di Michael Laitman. Da allora  i suoi lavori su questo argomento sono apparsi sull'Huffington Post, lo Shatterproof Addiction Blog, il Jerusalem Post e il Times di Israele.