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Ragadi al seno: la cura esiste!

Le ragadi: rimedi per prevenirle e curarle

Ragadi al seno: la cura esiste!

Una mamma che abbraccia il suo bambino e lo nutre  è unanimemente considerata una delle cose più belle.

Perché ciò avvenga, e soprattutto perché l'esperienza possa essere piacevole sia per la mamma sia per il neonato, è importante prevenire eventuali problemi al seno. Per questo abbiamo deciso di scendere in campo contro uno dei più diffusi: le ragadi.

Sono piccoli taglietti sul capezzolo, molto dolorosi, che spesso compaiono già nei primi giorni di vita del neonato, nei casi più gravi possono arrivare a sanguinare.

Le ragadi sono dovute a un posizionamento scorretto del neonato, che porta a un errato ripiegamento della mucosa, e quindi alla formazione di lacerazioni lineari e profonde sulla pelle del capezzolo. Nei casi più gravi formano addirittura una raggiera su tutto l'apice del seno.

Come prevenire le ragadi?

Le ragadi possono essere prevenute in modo molto semplice: facendo in modo che il bambino si attacchi al seno in modo corretto.

  • il bambino deve attaccarsi al seno in modo corretto, prendendo in bocca tutta l'aureola e non solo il capezzolo.
  • nelle pause tra un allattamento e l'altro i capezzoli devono essere mantenuti asciutti e puliti. In estate si può approfittare del sole, in inverno meglio asciugare il seno per qualche minuto con il phon.
  • utilizzare reggiseni di cotone traspirante.
  •  per prevenire le ragadi consigliamo l'utilizzo di copricapezzoli o paracapezzoli in argento.

E se invece le ragadi sono già arrivate?

  • innanzitutto correggere il posizionamento del neonato. Eventualmente provare a variare le posizioni, fino a trovare quella adatta sia per la mamma sia per il bambino
  • anche se si prova dolore, non bisogna mai smettere di allattare. In caso contrario la situazione potrebbe peggiorare con l'insorgere di ingorghi mammari e mastiti.
  • Iniziare ad allattare dal seno sano, e poi passare al seno dolente quando il riflesso di eiezione del latte è già avviato.
  • curare più del solito l'igiene del seno, pulendolo con sapone neutro prima e dopo ogni poppata.
  • lavare le mani prima di ogni poppata. Infatti le ragadi favoriscono l'accesso dei batteri nel nostro corpo. 
  • dopo l'allattamento evitare di utilizzare creme e pomate specifiche: il loro particolare odore potrebbe infastidire il neonato portandolo a rifiutare il seno. Eventualmente massaggiare il seno con qualche goccia di latte materno per cicatrizzare la pelle.
  • tra un allattamento e l'altro consigliamo l'utilizzo di copricapezzoli o paracapezzoli in argento. Infatti l'argento è un potente antibiotico e cicatrizzante: permette alla pelle di rigenerarsi evitando al contempo la nascita di infezioni.

Perchè utilizzare i paracapezzoli d'argento? E non di un altro materiale?

L'argento è riconosciuto come uno dei più potenti antibiotici naturali, da migliaia di anni. 

All'inizio si osservò che le famiglie che mangiavano con posate e piatti d'argento si ammalavano di meno. Ciò avveniva perché con il tempo piccole quantità di argento si mescolavano agli alimenti. Infatti gli ioni d'argento si legano i microbi inibendone l'attività e portandoli rapidamente alla totale estinzione, mentre non hanno alcun effetto sulle cellule umane vive. 

L'utilizzo continuato dell'argento, nel corso di una/due generazioni, rendeva praticamente immuni alle malattie infettive. Le famiglie che si potevano permettere questo lusso, Re, Sultani, Zar, Imperatori, vennero definite "sangue blu" per la caratteristica tinta bluastra del loro sangue, dovuta a minime tracce di argento puro.

Fino al 1938 l'argento (in forma colloidale) veniva utilizzato per una vasta quantità di malattie e infezioni: dalle più comuni come acne, herpes, influenza, passando per ustioni, artriti, infezioni degli occhi, lupus, fino ad arrivare a malattie pericolose come avvelenamento del sangue, malaria, tumori della pelle, ....

“Grazie ad illuminate ricerche, l’argento sta emergendo come una meraviglia della moderna medicina. Un antibiotico può eliminare forse una mezza dozzina di organismi nocivi, mentre l’argento ne uccide circa 650. Non si sviluppa resistenza. Inoltre l’argento è praticamente non tossico.”
Jim Powell sul Science Digest (marzo 1978) 

L'utilizzo dell'argento è stato soppiantato dagli antibiotici moderni per diversi anni. Oggi sta ritornando in auge grazie ai suoi effetti battericidi ad ampio spettro, e al fatto che diminuisce la resistenza agli antibiotici.

Articolo scritto in collaborazione con Baby Comp
www.babycomp-italia.blogspot.it

 

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