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Questo viaggio - Estratto dal libro "Io faccio...

Questo viaggio - Estratto dal libro "Io faccio così"

Alla scoperta dell’Italia reale

E se mi sbagliassi?

Mi spiego: mi chiamo Daniel, ho 34 anni, e da oltre dieci mi occupo di «cambiamento».

Niente paura, non mi riferisco a qualche strana tecnica new age, o a qualche psicologo d’assalto che ci spiega come diventare ricchi in dieci minuti.

Io vorrei semplicemente raccontare il cambiamento dell’Italia. Quello che avviene lontano dai riflettori dei mass media.

Ma sarà vero? Nell’era di internet, si parla di tutto senza riuscire a osservare, a toccare niente.

Sono dieci anni che giro il paese ma non ho mai avuto modo di andare a vedere davvero che cosa sta succedendo lontano dai riflettori.

Come vivono le persone che cambiano?

Riescono a portare avanti le loro idee, le loro pratiche?

Sono una nicchia o sono tante?

Sono integrate nella società o vivono come eremiti?

Stanno meglio o stanno peggio di prima?

Non mi resta che partire, con un obiettivo: girare l’Italia, da Nord a Sud, isole comprese.

Per sette mesi, dal settembre 2012 all’aprile 2013, vivrò sulla strada, su un camper che ho battezzato Alba, e andrò a trovare questi «cambianti».

Li osserverò, ci parlerò, li intervisterò, li riprenderò, ne scriverò. Ma soprattutto li vivrò. E con alcuni di loro ripartirò alla ricerca della prossima tappa, del prossimo anelito di cambiamento. Anche il mio.

Nelle pagine che seguono, vi riporterò le mie impressioni sui diversi territori che ho esplorato in questi mesi, in un macroitinerario che, partendo dal Nord Italia, mi ha portato verso sud, zigzagando da est a ovest per toccare tutte le regioni.

Chiaramente il mio è un punto di vista assolutamente parziale. Per quanto abbia usato gli stessi criteri di selezione e ricerca per ogni regione, il passaparola, il caso, la capacità comunicativa delle varie realtà hanno spesso dettato il mio percorso e le mie selezioni.

Ho cercato, inoltre, di incontrare realtà rappresentative di diversi mondi, per cui – in alcuni casi – può capitare che in una determinata regione abbia cercato più esperienze di un tipo, trascurandone altre che avevo potuto visitare in altre regioni.

Questo, dal mio punto di vista, non va a discapito delle conclusioni che traggo, al contrario dimostra quanto fermento ci sia in giro per il paese. In ogni regione, infatti, ho potuto assaggiare solo una parte, un aspetto, di questa Italia mutante e vincente.

Dopo circa dieci anni di professione giornalistica incentrata sul racconto dell’altra Italia potevo vantare fin da subito un vasto elenco di realtà che avrei voluto incontrare: ecovillaggi, esperienze di decrescita, transition town, luoghi in cui si stanno applicando modelli di economia solidale o di monete «complementari», bioregionalisti e molto altro ancora.

Ho però deciso di allargare lo spettro scrivendo a tutti i miei riferimenti sparsi per le regioni italiane chiedendo loro di segnalarmi iniziative ed esperienze significative.

Ho previsto, inoltre, fin da subito, che almeno un terzo degli incontri sarebbero nati dal passaparola che inevitabilmente sarebbe scaturito nel corso del viaggio.

In effetti, nemmeno nelle mie più rosee aspettative potevo immaginare la quantità e la qualità delle esperienze presenti sul nostro territorio.

Partivo con una visione positiva del paese reale.

Torno con una visione entusiasta.

Il racconto monotematico dei mass media e di gran parte della stampa è talmente pervasivo che persino io, che per mestiere seguo da vicino questo tipo di realtà, ne sottovalutavo le potenzialità e la diffusione.

Il racconto invece di chi ce la fa, di modelli realmente alternativi a quelli vigenti – non solo in Italia –, il successo di modelli di vita «eversivi», fondati su valori diversi dal consumo, minano alle basi questo sistema, lo rendono obsoleto e, se diffusi, potrebbero spingere milioni di persone ad agire allo stesso modo, a «uscire dal disegno», a non aspettare più un salvatore, scegliendo di mettersi in moto, qui e ora, per seguire le orme di chi si è già mosso con successo in una data direzione.

Tutto iniziò nel lontano 2007

Sono partito nel settembre 2012.

Ho incontrato centinaia di persone che rappresentano i mondi più disparati: imprenditoria sociale, ritorno alla campagna, movimenti per la difesa del territorio, esperienze di scuola alternativa, riscoperta delle tradizioni culinarie.

Nella stragrande maggioranza dei casi, quando le persone da me interpellate affermavano di sentire che nel loro territorio, ultimamente, qualcosa stava cambiando, ponevo una semplice domanda: «Da quanto tempo?». La risposta era quasi sempre la stessa: «Negli ultimi cinque o sei anni».

In molti fanno risalire questo spartiacque alla crisi dei mutui subprime che ha dato inizio ai dissesti economicofinanziari su cui tutti i giorni siamo fin troppo informati.

Io penso invece che in questi anni sia giunto a maturazione un processo dalle origini antiche: si è innestato un vero e proprio risveglio nelle coscienze, stimolato dalla crisi irreversibile di un certo stile di vita e di un certo modello di società.

Forse, in conseguenza di questa messa in discussione, il vecchio sistema ha cominciato a vacillare mostrando le prime crepe proprio con la crisi dei mutui subprime.

Quella che viene comunemente indicata come una causa,
diventerebbe quindi una conseguenza.

Nel 2007, infatti, l’Italia era stata solo sfiorata dalla crisi.

Eppure il cambiamento era già in moto.

Molte delle esperienze che ho incontrato, inoltre, sono in netto contrasto con la teoria che la gente si muove perché «obbligata dalla crisi». Se così fosse, infatti, non si capirebbe come mai in un momento storico in cui la disoccupazione ha raggiunto livelli record, migliaia di persone scelgano di licenziarsi perché insoddisfatte della propria vita.

La crisi economica non spiega nemmeno perché, nei decenni precedenti, in cui il Pil cresceva gloriosamente e lo spread non si sapeva nemmeno cosa fosse, la vendita di droghe e psicofarmaci fosse in costante aumento, così come la depressione e il vuoto esistenziale.

Le persone che ho incontrato vivono, per scelta, in modo completamente diverso e, seppur tra mille difficoltà, con una burocrazia che strangola e con la paura di fallire, hanno una luce negli occhi e una determinazione nei movimenti che manca a quell’altra Italia: quella rappresentata dai reality show, dai talk show e dai telegiornali.

Le esperienze raccolte comunque sono state davvero tante ed era impossibile riportarle tutte in queste pagine. Le troverete sul sito del viaggio: www.italiachecambia.org, insieme alla bibliografia e alle mappe dettagliate dei vari itinerari.

Questo è un viaggio reale, nel paese reale.

L’Italia cambia?
Lo sto andando a scoprire...

 

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Daniel Tarozzi

Daniel Tarozzi, direttore Responsabile de Il Cambiamento, giornalista e documentarista. Autore, per Chiarelettere, del libro "Io faccio così - Viaggio in camper alla scoperta dell'Italia che Cambia". Dal 2012 cura un blog sul Fatto Quotidiano.

 

 

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Commento di Riccardo

Non ho ancora letto il libro ma è mia intenzione farlo dopo averne letto l'estratto. Dal mio punto di vista tendo a concordare con le conclusioni dell'autore, ossia che nel paese ci sono dei miglioramenti in atto e dei punti di forza che i patetici telegiornali Rai e Mediaset non colgono, tutti concentrati a proporre la solita minestra di tristezza e degrado. Il paese ha sicuramente molti problemi, ma non è piangendoci addosso e bestemmiando inutilmente che li miglioreremo

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