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Questione di umanità

Leggi un estratto dal libro "Tutti contano"

Questione di umanità

Il nostro percorso alla scoperta della forza della leadership veramente umana è stato unico, costellato di attimi illuminanti, di intuizioni potenti. Tuttavia possiamo indicare alcuni principi universali che possono orientare chi lo intraprende. Questi principi continueranno a guidarci in futuro:

Ogni essere umano è importante ed è unico.

L'umanità è investita di capacità incredibili, quasi divine, e ciascuno di noi può raggiungere la grandezza. Viktor Frankl ci ha insegnato che l'interrogativo sommo non è ciò che ci aspettiamo dalla vita, ma che cosa la vita si aspetta da noi: ovvero, la piena realizzazione del nostro potenziale.

Come persone e come leader abbiamo la responsabilità di vivere la nostra vita e di guidare gli altri in modo tale da permettere una piena e felice espressione delle nostre capacità straordinarie di agire, di soccorrere e di creare. Abbiamo pagato le persone per il lavoro delle loro mani, ma loro ce lo avrebbero offerto gratuitamente insieme alla mente e al cuore, se soltanto avessimo saputo chiederlo.

Come ha detto Herb Kelleher, che è stato per molti anni l'amatissimo amministratore delegato delle Southwest Airlines: "L'impresa delle imprese sono i dipendenti. Ieri, oggi e domani".

L'evoluzione ha uno scopo. Le cose si svolgono come si svolgono per un motivo. Come scrive il rabbino e filosofo della sapienza integrale Marc Gafni: "L'universo sta salendo verso livelli sempre più alti di amore, riconoscimento, reciprocità e unione". Martin Luther King Jr. ha affermato: "L'arco dell'universo morale è lungo, ma inclina verso la giustizia".

Ciascuno di noi è strumento di un percorso evolutivo rivolto a manifestazioni più vaste del bene, del vero e del bello. A ogni tappa di questo percorso collettivo dell'umanità siamo chiamati a svolgere il nostro ruolo; dobbiamo solo rimanere aperti con la mente e con il cuore, in modo da essere pronti a cogliere l'occasione. Peter Koestenbaum l'ha detto magnificamente: "È il futuro che tira, più che il passato che spinge".

L'intero percorso umano su questo pianeta si può vedere come una graduale presa di coscienza del nostro potenziale e della nostra natura divina. È stato un percorso di consapevolezza crescente: un cerchio di sollecitudine umana sempre più vasto, una profonda coscienza del fatto che siamo tutti legati e interdipendenti, un senso più perfezionato del giusto e dell'ingiusto, una maggiore disponibilità ad assumerci la responsabilità di ciò che facciamo, il rifiuto di ogni forma di violenza, la celebrazione della nostra diversità, e la vita in armonia con la natura.

Stiamo diventando più simili a quelli che Lincoln chiamava "i migliori angeli della nostra natura". Le persone e le organizzazioni che sono in sintonia con questo percorso evolutivo prospereranno e permetteranno agli altri di prosperare; quelle che sono in disaccordo rispetto a esse avvizziranno e periranno.

L'energia più potente dell'universo, e dunque negli esseri umani e nelle loro organizzazioni, si esplica nel prendersi cura delle persone. La cura per gli altri parte dalla comprensione profonda dell'influenza che le nostre parole azioni esercitano sulla vita delle persone che abbiamo il privilegio di influenzare.

Ogni organizzazione dovrebbe essere uno strumento al servizio dell'umanità, un mezzo che permetta agli esseri umani di prendersi cura degli altri e di essere oggetto delle loro cure. Cresciamo, ci evolviamo e compiamo il nostro scopo e destino individuale trovando modi più fertili per riconoscere la nostra unicità e manifestare la natura premurosa che ci caratterizza. Non c'è limite in questo.

Più saremo in grado di unire lavoro e cura per le persone, più saremo appagati e capaci di progredire collettivamente. Freud diceva che amore e lavoro sono le pietre angolari dell'umanità. Adam Smith scrisse dei due moventi umani primari: l'interesse personale e l'interesse verso gli altri. Viktor Frankl parlò delle fonti da cui scaturisce la vera felicità: svolgere un lavoro che abbia importanza, amare senza condizioni e sollevarsi dalle avversità. Dobbiamo colmare la separazione artificiale tra questi aspetti essenziali del nostro essere, mostrando la nostra integrità di persone in tutto quel che facciamo.

Gli individui possono scegliere se operare su un piano di coscienza più elevato o astenersi dal farlo. L'accrescimento della consapevolezza non è automatico. Come dice Peter Koestenbaum: "Abbiamo raggiunto livelli di libertà talmente esplosivi che ora tocca a noi mutare". Se scegliamo di evolvere, possiamo strutturare le organizzazioni in senso favorevole alla cura per le persone.

A loro volta le organizzazioni di questo tipo coltivano negli individui che influenzano la disponibilità a prendersi cura degli altri. Come disse Winston Churchill: "Prima costruiamo le case, poi le case ci costruiscono".

Le organizzazioni possono essere strutturate privilegiando l'elasticità e indirizzate a prendersi cura delle persone. Possiamo progettare e dirigere organizzazioni che siano in armonia con le forze del cambiamento positivo e respingere i tentativi, attuati da leader retrogradi, di deviarle dalla pren. Le organizzazioni possono sviluppare un' "immunità al cambiamento in negativo" grazie a una guida solida e attenta e a valori chiaramente espressi, realizzando una dinamica che permetta solo progressi e non i regressi.

Questo è un percorso senza destinazione finale. Nessun organismo e nessuna organizzazione possono conservare il vigore nella completa staticità. Esseri umani e organizzazioni devono continuare a crescere e a evolvere, o spariranno. Anche se saremo in grado di perfezionare ulteriormente la nostra comprensione della leadership umana, mai dovremo smettere di approfondirla e di arricchirla.

Si tratta di principi universali, è vero, ma ogni individuo e ogni organizzazione devono esprimerli in forma peculiare, unica, e continuare a farli crescere nel tempo.

Tutti Contano

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Un modello di gestione aziendale coinvolgente ed etico!

“È possibile gestire un’impresa di successo senza trattare le persone come numeri? Può una non-cultura aziendale basata sulla sfiducia e insicurezza essere trasformata in cultura di soddisfazione e partecipazione attiva. Tutti contano risponde a queste domande in modo entusiastico e pro-positivo. Nel libro c’è una storia in cui si rende migliore la vita delle persone attraverso una leadership consapevole. Se i vertici aziendali sono pronti a questo nuovo modo di intrattenere rapporti al fine di far crescere i risultati e migliorare il clima sul lavoro questo è proprio il libro opportuno” dice il famoso Daniel Pink.

E se lo dice lui c’è da credergli. Saper mettere le persone come priorità principale è sempre un buon business, questo ci insegna Bob Chapman.

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Raj Sisodia

Raj Sisodia è docente in Global Business al Babson College.

È co-fondatore e copresidente del moviemento Conscious Capitalism (Capitalismo consapevole).

 

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Bob Chapman

Bob Chapman, CEO di Barry-Wehmiller, azienda multinazionale che fattura circa due miliardi di dollari, ha fatto del suo modello, basato sul trattamento etico dei dipendenti, un successo imprenditoriale.

Dal 1997 è stato uno dei pionieri del cambiamento del concetto di leadership.

Con le sue idee si creano moralità, lealtà, creatività, e perché no, business.