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Quando i bambini non vaccinati non potevano andare...

Il caso di A.F.R. rende evidente quale può essere il risultato della campagna in corso per obbligare a vaccinare anche chi non vuole

Quando i bambini non vaccinati non potevano andare a scuola

A.F.R. (Angelo Francesco Rosso) è nato in casa, è stato allattato al seno e poi svezzato e nutrito con un’alimentazione naturale priva di sostanze chimiche, come lo zucchero e altri alimenti raffinati o preconfezionati.

All’età di 8 anni non ha mai preso medicine e non si è quasi mai ammalato. I genitori decidono di non sottoporre A.F.R. alle vaccinazioni obbligatorie.

Il caso di A.F.R. è una vicenda esemplare di una cultura sanitaria e politica che vuole cancellare ogni obiezione e riserva ai valori del consumo di farmaci, vaccini ed esami medici a tutti i costi.

Siamo nei primi anni Novanta, guarda caso nella stessa Asl dei fatti descritti all’inizio del precedente articolo (clicca qui), e la straordinarietà di questo caso non consiste nel rifiuto delle vaccinazioni: sono infatti decine di migliaia le famiglie che hanno compiuto da molti anni questa scelta consapevole così come sono migliaia le famiglie perseguitate con ingiunzioni, denunce, divieti di frequenza scolastica.

In questa storia, come in pochi altri casi, si esprime però in tutta la sua brutale violenza la pretesa dei medici di decidere della salute delle persone.

30 marzo 1992: tutto comincia con la sentenza n. 132 della Corte Costituzionale che stabilisce la possibilità per i giudici di far eseguire con la forza le vaccinazioni.

21 maggio 1992: quasi al termine della prima elementare, la direttrice didattica di Sogliano al Rubicone, dottoressa Alessandra Venturi, intima ai genitori di Angelo di completare con i certificati di vaccinazione la documentazione per l’iscrizione alla seconda elementare. Angelo termina regolarmente l’anno scolastico ed è promosso.

Correva l’anno 1992

Angelo inizia regolarmente l’anno scolastico.

25 settembre 1992: la direttrice didattica dispone l’allontanamento da scuola del bambino, facendo tra l’altro riferimento alla sopracitata sentenza della Corte Costituzionale.

Fine novembre 1992: Angelo ritorna nella sua classe.

5 dicembre 1992: la direttrice chiede l’intervento dei carabinieri per allontanare il bambino da scuola. L’episodio è clamoroso e tutti i giornali locali ne parlano in prima pagina.

6 dicembre 1992: «A scuola, ma non vaccinato. Espulso sotto gli occhi dei carabinieri; Singolare caso con al centro un bimbo» Il Resto del Carlino; «Un bambino di 8 anni di Sarsina. Per lui niente più lezioni a Montepetra Bassa». «I carabinieri a scuola per allontanare un alunno. Il motivo: non è mai stato vaccinato per scelta dei genitori» «La Gazzetta» cronaca di Cesena.

10 dicembre 1992: «Alunno non vaccinato. Il provveditore: Il bambino resti a casa. Lo istruiranno i genitori». «Il Resto del Carlino».

11 dicembre 1992: Paolo Galletti, consigliere regionale dei Verdi, presenta un’interpellanza al presidente del Consiglio regionale della regione Emilia-Romagna.

22 gennaio 1993: la vicenda approda in Parlamento con un’interrogazione ai Ministri della Sanità e della Pubblica Istruzione presentata dai deputati Turroni, Bettin, Giuntella, Masini, Vito e Novelli. Ad essa non verrà mai data risposta.

2 giugno 1993: i genitori di Angelo vengono raggiunti da una citazione del tribunale per i minorenni dell’Emilia- Romagna e compaiono davanti al giudice Luigi Martello in data 19 ottobre 1993: la denuncia è partita dal sindaco di Sarsina, professor Lorenzo Cappelli, che in un successivo colloquio afferma di essere tenuto a compiere questi atti su indicazione dei funzionari della USL 39. Intanto Angelo, che in questi mesi ha studiato a casa, supera l’esame di ammissione alla terza elementare.

Settembre 1993: la mamma di Angelo chiede di iscrivere suo figlio a una scuola privata di Cesena (Collegio del Sacro Cuore). Dopo pochi giorni le viene risposto che non è possibile accettarlo insieme agli altri bambini. Analoga risposta arriva dalla direttrice didattica di Sant’Agata Feltria, che dipende dal Provveditore agli Studi di Pesaro. Dal canto suo, l’assessore alla Sanità della regione Emilia-Romagna Giuliano Barbolini (PDS) risponde all’interpellanza dell’11 dicembre 1992 elencando le leggi che riguardano le vaccinazioni obbligatorie, il divieto di accesso a scuola che in esse è previsto, l’efficacia e l’innocuità dei vaccini: «l’obbligatorietà della vaccinazione ha quale fine di scongiurare il diffondersi di malattie infettive nell’ambito della comunità»

20 settembre 1993: comincia un nuovo anno scolastico. Angelo si presenta all’ingresso della scuola elementare di Monte Petra ed entra a scuola.

Per A.F.R. un altro anno a casa

21 settembre 1993: la direttrice didattica arriva a Monte Petra, avverte Angelo che sicuramente lo caccerà, contatta telefonicamente i carabinieri di Sarsina che però rifiutano di intervenire poiché l’autorità giudiziaria non si è ancora espressa su questo caso.

22 settembre 1993: la direttrice Venturi invia alla Procura della Repubblica di Forlì e ai Sindaci di Sarsina e Sogliano al Rubicone un sollecito perché il caso sia risolto nelle forme più opportune e non si ripeta il fatto (la presenza di Angelo a scuola) a causa di ignoranza e disorganizzazione. Il sindaco di Sogliano al Rubicone invia un vigile davanti alla scuola per impedire ad Angelo di entrare in classe.

26 ottobre 1993: i genitori di Angelo si rivolgono alla Pretura di Cesena perché venga revocato il provvedimento del dottor. PierVincenzo Zoli, direttore della scuola di Mercato Saraceno (l’altra scuola alla quale si sono rivolti per iscrivere il bambino e superare al tempo stesso la situazione di conflitto personale con la direttrice della scuola di Sogliano al Rubicone), a causa del quale a loro figlio viene impedito di frequentare la terza elementare.

Ottobre 1993: i genitori di Angelo scrivono una lettera-esposto a tre dirigenti del Ministero della Pubblica Istruzione: l’avvocato Alessandro Paino (Capo Gabinetto del Ministro), il dottor Alfonso Rubinacci (Direttore Generale dell’Istruzione Elementare) e il dottor Franco Mercurio (Primo dirigente dell’Istruzione Elementare). Il padre di Angelo scrive inoltre all’on. Publio Fiori, Sottosegretario al Ministero della Sanità. Questi risponde che valuterà eventuali possibili emendamenti alla legge sulle vaccinazioni.

25 novembre 1993: i genitori di Angelo presentano istanza al TAR, Tribunale amministrativo regionale, perché faccia finalmente ammettere il loro bambino a scuola.

27 novembre 1993: il Pretore di Cesena, dottor Cantoni, respinge il ricorso presentato contro i provvedimenti adottati dal Sindaco Agostino Piscaglia, dalla direttrice Alessandra Venturi e dal Provveditore Gaetano Ragunì: non è competente ma comunque è giusto che il bambino non vada a scuola.

20 dicembre 1993: il Ministero della Sanità, interpellato dall’onorevole Publio Fiori, risponde all’esposto presentato dal padre di Angelo. Il bambino deve rimanere a casa, le autorità scolastiche «non possono esimersi dal rispetto della normativa vigente».

22 dicembre 1993: il TAR respinge il ricorso per vizi di forma (non è stata citata l’Avvocatura dello Stato). 8 gennaio 1994: «La Gazzetta Ufficiale» pubblica il decreto-legge 7 gennaio 1994 n. 8, contenente «Disposizioni urgenti in materia sanitaria». In esso si dispone che la vaccinazione non può essere coercitivamente imposta e che un certificato medico è sufficiente ad ottenere l’esonero.

Tra un certificato medico e l’altro...

25 gennaio 1994: i genitori di Angelo si rivolgono al loro medico curante che rilascia il seguente certificato: «Avendo seguito A.F.R., nato a San Casciano Val di Pesa (FI) il 02.01.1985, da quando risiede a Sarsina (FO) (giugno 1991) ritengo che il bambino, ormai di nove anni ed in ottima salute, non debba essere sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie antipolio e antidiftotetanica ».

4 febbraio 1994: il professor Giancarlo Biasini, responsabile del Servizio Materno-Infantile dell’Unità Sanitaria Locale n. 39 di Cesena, rifiuta la richiesta di esonero poiché «in essa dev’essere indicato il motivo medico (e cioè la controindicazione) per la quale la certificazione stessa viene effettuata». In altre parole, dopo aver fatto allontanare Angelo da scuola «per scongiurare il diffondersi di malattie infettive» si decide ora di non farlo rientrare perché gode di «ottima salute»! Angelo viene visitato per un’ora da un pediatra, che sentenzia: «Il bambino è sano come un pesce, non posso fare nessun certificato di esonero».

22 febbraio 1994: il padre di Angelo, imputato del reato previsto dall’art. 650 del Codice Penale per aver omesso di ottemperare all’ordine rivoltogli dal Sindaco di Sarsina di provvedere alla vaccinazione per la poliomielitica dei figli minori Serafino e Angelo, viene condannato dal GIP di Forlì, dottor Michele Leoni, alla pena di lire 200.000 di ammenda (più 94.900 lire per spese di notifica). La denuncia era stata presentata dal sindaco di Sarsina, professor Lorenzo Cappelli, nonostante la legge n. 689 del 1981 abbia depenalizzato la violazione degli obblighi alle vaccinazioni.

24 febbraio 1994: il direttore didattico del distretto scolastico n. 44 di Cesena (Sarsina), dottor Caro Cara, respinge la domanda di iscrizione di Angelo alla terza elementare perché priva del certificato di vaccinazione o dell’esonero. Ma nello stesso giorno, per una coincidenza emblematica, l’ANP (Associazione Nazionale Presidi e direttori didattici) denuncia le conseguenze della legge 165/91 e cioè il fatto che «in molti casi ‑ di fronte al rifiuto opposto ai genitori per motivi ideologici, religiosi o culturali di sottoporre i figli alla prescritta vaccinazione e, conseguentemente, di fornire il certificato ‑ le autorità sanitarie hanno ordinato ai Capi d’Istituto di escludere i ragazzi dall’iscrizione alle prove d’esame di licenza media. [...] Si ritiene che la sanzione dell’esclusione dalle prove d’esame sia sproporzionata e vada a colpire il diritto allo studio del minore piuttosto che l’omissione dei genitori. [...] Si chiede pertanto, anche sulla base delle esperienze degli altri Paesi europei, di rivedere le attuali direttive».

Il caso sulla stampa nazionale

10 marzo 1994: la storia di Angelo diventa di pubblico dominio a livello nazionale grazie all’articolo su «La Stampa» di Daniela Daniele: «Non ha vaccini, scuola negata. Alunno senza banco. Forlì, da due anni studia a casa». 30 aprile 1994: i genitori di Angelo, iniziano lo sciopero della fame. Al settimo giorno il sindaco di Sarsina li invita a interrompere la loro manifestazione nonviolenta di protesta perché la USL 34 ha accettato l’esonero dalle vaccinazioni a suo tempo presentato.

7 maggio 1994: il sindaco di Sogliano accompagna personalmente Angelo a scuola.

9 maggio 1994: dopo tre giorni a scuola Angelo viene fatto nuovamente tornare a casa. È l’ennesima farsa burocratica: per il Provveditore agli Studi di Forlì non è infatti cambiato nulla, «Angelo è esonerato dall’obbligatorietà delle vaccinazioni ma non dalle vaccinazioni obbligatorie» (sic!).

Fine novembre 1994: il Ministero della Pubblica Istruzione decide finalmente di intervenire: sollecitata dai genitori, la Direzione Generale Istruzione Elementare ordina al Provveditore di Forlì di ammettere Angelo a scuola. La decisione viene accolta con soddisfazione dai compagni, dalla maestra e dalla nuova direttrice.

2 dicembre 1994: finalmente, dopo due anni, Angelo rientra a scuola.

(Ricostruzione tratta da “Vaccinazioni perché?” Macroedizioni, numero 1, maggio 1995)

A.F.R oggi

Nei primi anni Novanta Giorgio Gustavo Rosso e Ivana Iovino, genitori di Angelo Francesco Rosso (A.F.R.), hanno combattuto una battaglia di civiltà e giustizia per loro stessi e a sostegno di tutti coloro che, in quello stesso periodo, stavano portando avanti istanze simili in tutta Italia.

Giorgio Gustavo Rosso e Ivana Iovino hanno negli anni affrontato tantissimi temi scomodi e verità nascoste pubblicando centinaia di libri a marchio Macro Edizioni, la casa editrice da loro fondata nel 1987.

A oggi il Gruppo Editoriale Macro è una solida realtà editoriale di dimensione nazionale, leader nei temi del benessere di corpo, mente e spirito.

Angelo Francesco Rosso, nei due anni in cui è stato allontanato dalla scuola elementare, ha vissuto a stretto contatto con la natura incontaminata dei boschi dell’Appennino, in cui amava passeggiare in compagnia dei suoi fidati cani. Ricorda quegli anni tra i più belli e liberi della sua vita.

Oggi Angelo Francesco Rosso, a soli 30 anni, è direttore del Gruppo Editoriale Macro e amministratore delegato di Macrolibrarsi di Golden Books, aziende che ha saputo consolidare e condurre a un indiscusso successo.

La passione per il contatto con la natura e i suoi elementi lo ha portato a dare vita alla Fattoria dell’Autosufficienza, un progetto di ecologia applicata basato sui principi della permacultura, situata tra quei boschi in cui, da bambino, ha respirato il profumo della libertà.

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 43

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Vaccini sì o vaccini no? Fare una scelta consapevole oggi è molto difficile. Ricevi quotidianamente innumerevoli informazioni dai giornali, nazionali e locali, dalle radio, dalla televisione e da internet sull'importanza di vaccinare i tuoi figli e di farlo secondo il calendario stabilito dall'ASL e dell’efficacia dei vaccini antinfluenzali. È molto importante che tu possa avere tutte le conoscenze per scegliere liberamente. La salute è tua e non sei obbligato di metterla nelle mani di altre persone, soprattutto quella dei tuoi bambini. E quindi devi chiederti: 

Che cosa sono i vaccini? Come sono nati? Cosa contengono? Come vengono somministrati? Quanto sono efficaci e quanto sono deleteri? Che collegamenti ci sono tra i vaccini, l’autismo e altre malattie?

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Valerio PignattaTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Valerio Pignatta

Valerio Pignatta è nato a Vigevano nel 1959.
Laureato in Scienze Politiche all'Università di Pavia e laureato in Storia all'Università di Genova, naturopata e giornalista pubblicista lavora come traduttore, redattore e collaboratore di riviste e case editrici.
Ha pubblicato diversi articoli su periodici nazionali inerenti il rapporto salute/ambiente e testi divulgativi di medicina naturale.
Ha scritto inoltre testi di storia per l'editoria scolastica, nonché ricerche storiche per istituti universitari.

Appassionato cultore di storia dei movimenti spirituali libertari, si sta interessando sempre più alla "decrescita" e collabora con iniziative culturali legate a tale movimento. Socio fondatore del Movimento per la decrescita felice, pratica attivamente la sobrietà, difende l'autoproduzione e auspica un mercato che riscopra e valorizzi anche lo scambio di beni e servizi.

 

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