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Prolungamento della vita e ringiovanimento con...

Leggi in anteprima il capitolo 4 del libro di Ann Wigmore "Erba di Grano"

Prolungamento della vita e ringiovanimento con l’erba di grano

«[…] datemi un campo dove non mai mietuta
cresca liberamente alta, fresca, odorosa l’erba […]».
Walt Whitman

Come ai tempi di Ponce de León, ovunque gli uomini sono ancora alla disperata ricerca della fonte dell’eterna giovinezza: un sorso di questa magica sorgente, così si pensava, poteva restituire aspetto, spirito e vigore giovanile.

Nonostante gli scienziati abbiano ormai scoperto più di cento elementi chimici e migliaia di fattori importanti per l’alimentazione e la salute, non si sono avvicinati nemmeno di un passo alla realizzazione del sogno di eterna giovinezza rispetto a Ponce de León cinquecento anni fa. In realtà, quando si considera l’incidenza sempre maggiore delle malattie degenerative nella nostra società, si potrebbe dire che abbiamo fatto qualche passo nella direzione opposta.

Tuttavia, personalmente ritengo che con l’erba di grano tutti noi abbiamo a disposizione una vera e propria fonte della giovinezza.

Molti fra i clamorosi benefìci attribuiti agli integratori vitaminici e minerali sono esagerati e fuorvianti. Per quanti ne possiamo assumere, gli integratori, i “farmaci della giovinezza” e gli ormoni non riescono a curare il raffreddore comune, o a restituire la potenza sessuale a un ottuagenario, né a far ricrescere i capelli a un calvo.

Nella maggior parte dei casi, gli integratori sono uno spreco di tempo e di denaro e possono addirittura essere pericolosi, se assunti in dosi massicce.

Diciamolo con chiarezza: gli integratori vitaminici e minerali possono avere un effetto simile a quello di un farmaco e provocare sintomi che vanno dalla costipazione e dalla cefalea fino al danno renale ed epatico. Inoltre, hanno un effetto limitato, se paragonati ai loro omologhi naturali contenuti negli alimenti freschi: la vitamina E sintetica, per esempio, ha un’efficacia pari a meno di un decimo rispetto alla vitamina E naturale. Inoltre, l’assorbimento delle vitamine e dei minerali sintetici è inferiore rispetto a quello delle loro forme naturali contenute negli alimenti.

Tutte le vitamine e i minerali presenti in natura sono disponibili in un “pacchetto” che comprende altre sostanze nutritive, in modo da assicurarne un’assimilazione e un utilizzo ottimale: è così che abbiamo assunto le vitamine per milioni di anni, ed è tuttora il modo migliore e più sicuro.

L’erba di grano contiene una gamma completa di vitamine e minerali, comprese le tredici vitamine essenziali, in un pacchetto che comprende anche decine di oligoelementi ed enzimi.

Si tratta di un alimento completo sul piano nutrizionale che è in grado di sostenere la crescita e lo sviluppo di animali da laboratorio, così come di esseri umani. Inoltre, gli scienziati non hanno mai riscontrato alcun tipo di tossicità nell’erba di grano, pur se somministrata a dosaggio elevato a qualunque soggetto, animale o umano.

Tratterò più a fondo il ruolo delle vitamine nell’alimentazione nel capitolo seguente.

Alimentazione e ringiovanimento

Un’alimentazione adeguata è inscindibile dal processo di ringiovanimento: nessun altro metodo o trattamento può garantire risultati certi in modo altrettanto rapido e permanente in condizioni di sicurezza totale.

Nonostante gli enormi profitti della medicina negli ultimi cent’anni, le soluzioni scientifiche per il prolungamento dell’aspettativa di vita e per il ringiovanimento non sono state all’altezza delle aspettative: oggi l’uomo medio vive solo quattro anni di più rispetto al suo antenato di cento anni fa, e finché non riusciremo a evitare di scavarci la fossa da soli, è difficile che potremo trovare il modo di risorgerne.

L’approccio più sano e diretto a nostra disposizione per trovare la fonte della giovinezza è un’alimentazione adeguata che si avvalga di cibi potenti come l’erba di grano e i germogli, in combinazione con un moderato esercizio fisico. Purtroppo questo approccio richiede impegno e non ha il fascino di un elisir. Ma il fine giustifica abbondantemente i mezzi.

La mia esperienza personale è un perfetto esempio della miracolosa capacità dell’erba di grano di sopperire alle carenze dell’organismo e far regredire il processo di invecchiamento. All’età di 50 anni mi preparavo al pensionamento anticipato. Avevo i capelli grigi, una colite devastante e altri problemi collegati al colon, soffrivo di mancanza di energia e non avevo un chiaro progetto di vita. Per disperazione mi rivolsi alla natura sperando di trovarvi sollievo: gli insegnamenti che mia nonna mi aveva impartito durante l’infanzia erano ancora impressi con forza nella mia memoria e nei miei sogni.

Intuito e razionalità mi spinsero a sperimentare con gli alimenti più ricchi che riuscii a individuare. Non si trattava di carne, formaggio e uova, come quasi tutti immaginavano all’epoca, ma di alimenti capaci di catturare l’energia solare e di trasferirla all’interno dell’organismo. Erano alimenti vivi, più ricchi di vitamine, di minerali e di energia vitale anziché di proteine e di grassi. Se è vero che le proteine e i grassi sono necessari, mi era comunque chiaro che non ne avevo bisogno nella forma pesante e nelle grandi quantità di cui fa uso la persona media.

Sapevo che, per trovare l’energia della vita e per utilizzarla in modo da ringiovanire il mio fisico prostrato, avrei dovuto cercarla nelle piante verdi. Charles Kettering e un piccolo gruppo di suoi colleghi ricercatori ebbero l’idea giusta, ma le pressioni di natura commerciale li costrinsero a cercare modi per confezionare o sintetizzare l’energia vitale delle piante per prolungarne la data di scadenza, e questo non è possibile.

Fu solo nell’erba di grano, negli alimenti crudi e nell’esercizio fisico moderato che trovai ciò che più si avvicina alla fonte della giovinezza.

Venticinque anni dopo la mia scoperta, i miei capelli sono completamente tornati al loro castano naturale. Il mio peso è rimasto lo stesso di quando ero giovane (53 kg), e il mio livello di energia non ha limiti. Nell’ultimo decennio mi è stato sufficiente dormire in media solo quattro ore per notte, e sono anni che non devo ricorrere alle cure di un medico. Il mio lavoro mi ha portato a viaggiare in tutto il mondo per tenere conferenze impegnative, e a volte sono stata lontana da casa per mesi. Eppure ho più energia di quanto ricordi sin dai tempi dell’infanzia, e a 76 anni non sono certo una bambina.

Ciò che ho scoperto può aiutare anche voi, ma invece di credermi sulla parola, esaminate con attenzione ciò che ho da dirvi, e poi, se lo riterrete giusto, provate voi stessi.

Una vita più lunga

Non è mia intenzione garantire che l’erba di grano vi darà l’immortalità, ma è certamente in grado di depurare il sangue e contribuisce a ringiovanire le cellule, rallentandone di molto l’invecchiamento e facendoci sentire più giovani da subito.

Gli americani considerati come gruppo etnico, non vivono a lungo. In molti ambiti, come il reddito e la produzione pro capite, anno dopo anno siamo in testa alla maggior parte delle altre nazioni, ma in tema di longevità, nel 1978 eravamo al venticinquesimo posto per gli uomini e al nono per le donne. Gli uomini americani vivono in media 69 anni e le donne 74. In Israele, Grecia, Giappone, Germania dell’Est e in Australia, la popolazione vive più a lungo di noi. In Olanda, Islanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Francia, Canada e Gran Bretagna, le donne vivono più a lungo che in America.

Rispetto ai nostri antenati americani, tuttavia, la nostra aspettativa di vita è maggiore. Ovviamente in passato si aveva a che fare con le pestilenze, le carestie e con una più alta mortalità infantile e materna. Se infatti nel 1900 in America l’aspettativa media di vita era pari a 47 anni, nel 1950 era aumentata di vent’anni. Nei tre decenni seguenti fino a oggi, però, i miglioramenti sono stati irrilevanti. Il problema è che abbiamo cambiato radicalmente la nostra dieta: ora l’americano medio consuma circa 4 kg di additivi chimici all’anno. Quasi il 50% degli alimenti della tipica dieta americana è ottenuto con una lavorazione industriale. Gli americani mangiano meno frutta e verdura fresca e più carni rosse, pollame e latticini di quanto abbiano mai fatto in passato.

Per avere una vita più lunga non servono segreti misteriosi: la chiave semmai è la semplicità.

È questa la lezione che possiamo imparare da popolazioni tradizionalmente longeve come gli Hunza del Pakistan, o gli abitanti di Vilcabamba in Ecuador, o della Georgia, in Russia: una dieta semplice che includa una gran varietà di verdure a foglia verde ricche di clorofilla, ortaggi freschi, cereali germinati, fagioli, semi, frutta fresca e altri cibi sani con pochi alimenti di origine animale (o addirittura nessuno).

L’introduzione dell’erba di grano in questo semplice regime alimentare crea una dieta con il potere di rigenerare l’organismo in modo di gran lunga migliore di qualsiasi sostanza chimica, farmaco o integratore minerale o vitaminico.

Riflettiamoci un momento: si può trarre la vita da qualcosa che vivo non è? Una pillola di vitamine piantata nel terreno può germogliare e crescere fino a diventare una robusta pianta viva? La risposta, ovviamente, è no. Come possiamo pretendere, dunque, che dia al nostro organismo vitalità ed energia allo stesso modo dell’erba di grano, delle pianticelle o dei germogli, che sono tutti organismi vivi? Se li piantiamo nel terreno, ognuno di essi creerà nuova vita servendosi del terreno, della pioggia e dell’aria.

Gli integratori vitaminici possono forse essere necessari per un periodo limitato, per riequilibrare una carenza preesistente, ma non possono sostituire gli alimenti vivi nella dieta.

È la forza vitale dell’erba di grano, insieme alle sue riserve di sostanze nutritive vitali, che può restituire la giovinezza all’organismo. Se la cuociamo, però, cosa resta? Un semplice guscio di materia, totalmente privo di vita. Quando cuciniamo il cibo, ne distruggiamo gli enzimi e l’energia vitale. Non c’è da stupirsi che noi tutti invecchiamo rapidamente, degeneriamo e moriamo più giovani di quanto dovremmo.

La vita viene dalla vita. L’erba di grano che cresce in una vaschetta di terra a casa vostra è l’essenza della vita e della vitalità. Contiene sostanze nutritive straordinarie, identificate da G.O. Kohler come “fattore succo di erba”, che il ricercatore ha riscontrato solo in questi vegetali. Gli studi di Kohler e di altri scienziati hanno indicato che questo fattore è in grado di correggere carenze alimentari, di stimolare la crescita e prevenire la morte precoce negli animali erbivori.

Ora tratteremo brevemente di quei fattori nutrizionali presenti nella clorofilla dell’erba di grano che danno al suo succo la capacità di ringiovanire anche l’organismo più stanco e logorato.

Erba di grano, enzimi e invecchiamento

Gli enzimi sono forse più importanti di qualunque altro componente attivo dell’erba di grano. Nelle erbe di cereali sono state finora scoperti centinaia di enzimi. Uno studio ancora più approfondito potrebbe in futuro identificarne migliaia, perché l’erba è una miniera di queste sostanze.

Se sono inclusi nella dieta, questi enzimi vanno a integrare quelli endogeni prodotti nell’organismo umano (vedi p. 43), prolungandone l’energia vitale. I più importanti enzimi finora isolati nell’erba di grano sono:

  • la citocromo- C ossidasi, un antiossidante necessario per una buona respirazione cellulare;
  • la lipasi, un enzima che scinde i grassi;
  • la proteasi, in grado di digerire le proteine;
  • l’amilasi, che facilita la digestione degli amidi;
  • la catalasi, che catalizza nel sangue e nei tessuti dell’organismo la decomposizione del perossido di idrogeno in acqua e ossigeno;
  • la perossidasi, la cui azione a livello cellulare è simile a quella della catalasi;
  • la transidrogenasi, un enzima che contribuisce a mantenere tonico il tessuto muscolare cardiaco;
  • e infine la superossido dismutasi (SOD).

È interessante notare che quando questi enzimi diminuiscono in quantità e forza – processo che si verifica quando invecchiamo – la capacità dell’organismo di gestire i grassi pesanti, le proteine e le calorie in eccesso si indebolisce. Questo fattore potrebbe essere alla base dei problemi di sovrappeso e di invecchiamento precoce che oggi affliggono tanti americani.

È altrettanto interessante rilevare che tre di questi enzimi – la citocromo-C ossidasi, la perossidasi e la catalasi – sono presenti in concentrazioni relativamente elevate nei normali globuli rossi e bianchi. Nell’organismo di un malato di cancro, tuttavia, il loro numero risulta notevolmente inferiore.

Abbiamo già visto che gli enzimi presenti nell’erba di grano contribuiscono a detossificare gli agenti inquinanti all’interno dell’organismo. Inoltre questi enzimi favoriscono la digestione del cibo e in alcuni casi hanno rivelato la capacità di “digerire” o dissolvere i grassi e le proteine presenti in eccesso nell’organismo, e addirittura di demolire le cisti e i tumori.

Uno degli enzimi presenti nelle erbe di cereali, la SOD, riveste un ruolo cruciale nella capacità dell’erba di grano di prevenire l’invecchiamento. Questo enzima è stato al centro della viva attenzione degli ambienti scientifici come possibile enzima antietà.

Lavorando ciascuno in modo autonomo, il dottor Barry Halliwell, un biochimico dell’Università di Londra, il dottor M. Rister dell’Università di Colonia in Germania e il dottor Irwin Fridovich, un biochimico americano dell’Università Duke, hanno trovato la SOD in tutte le cellule dell’organismo e hanno cercato di individuare il ruolo che questo enzima riveste nel rallentare l’invecchiamento cellulare. Ne è emerso l’interessante risultato che la SOD riduce gli effetti delle radiazioni, agisce come un composto antinfiammatorio e può prevenire il danno cellulare causato da attacchi cardiaci o dall’esposizione a sostanze irritanti. L’erba di grano è un’eccellente fonte alimentare di SOD.

La SOD è naturalmente presente in tutte le cellule come agente equilibrante in grado di neutralizzare gli effetti tossici dei superossidi, anch’essi contenuti nelle cellule. Questi ultimi sono sostanze prodotte da tutte le cellule durante i normali processi metabolici. Tuttavia, quando la quantità dei superossidi delle cellule aumenta senza un corrispondente aumento della produzione di SOD, ne deriva un danno cellulare e un’accelerazione dell’invecchiamento.

Dopo l’esposizione alle radiazioni o a sostanze inquinanti come i derivati degli ossidi di azoto, in seguito al consumo di sostanze esterne (e tossiche) come farmaci e additivi chimici, e con l’avanzamento dell’età, il numero di superossidi nocivi all’interno e all’esterno delle cellule aumenta. Il loro accumulo danneggia i grassi, il DNA e la struttura generale delle cellule.

Come ho già accennato, una certa quantità di superossidi è necessaria, ma qualunque eccesso dovrebbe essere eliminato mediante la SOD presente nella cellula. Quando le riserve di SOD sono ridotte, le cellule diventano tossiche, perdono la capacità di rinnovarsi e muoiono prematuramente. In effetti, più le cellule dell’organismo sono vecchie o abnormi, e maggiore è il numero di superossidi che di solito contengono.

Tuttavia, sia in test di laboratorio, sia nella sperimentazione clinica, la SOD si è rivelata un enzima sicuro ed efficace in grado di proteggerci dai danni cellulari dovuti a superossidi, infezioni, invecchiamento, radiazioni e intossicazione da alimenti, aria o farmaci. E l’erba di grano è una fonte naturale di questo enzima.

Erba di grano e riparazione del DNA

Il dottor Yasuo Hotta, biologo ricercatore presso l’Università della California di San Diego, ha isolato un altro composto estratto dalle piantine verdi. Identificata con il nome provvisorio di P4D1, questa sostanza ha rivelato la capacità di stimolare la produzione e la riparazione naturale delle cellule spermatiche umane e del DNA.

Il dottor Hotta ha sottoposto ad analisi le cellule riproduttive anziché quelle somatiche (ovvero quelle che costituiscono i tessuti del corpo) per la loro eccezionale capacità di riparare il DNA danneggiato, assicurando così la salute del nuovo organismo. L’esperimento consisteva nel danneggiare un gruppo di spermatociti mediante raggi X e somministrare a un altro gruppo una sostanza chimica tossica. A questo punto, alcune delle cellule danneggiate di entrambi i gruppi venivano lasciate a riprendersi in modo autonomo, mentre ad altre veniva somministrato il P4D1. Incubando le cellule alle normali condizioni di laboratorio, l’estratto aggiunto faceva aumentare il numero di cellule riparate e la velocità con cui il processo di riparazione aveva luogo. Aggiungendo l’estratto a cellule non danneggiate, esso contribuiva anche ai loro normali processi di riparazione.

L’implicazione di questo esperimento è che le pianticelle di erba, compresa l’erba di grano, potrebbero essere in grado di aumentare la potenza e la capacità riproduttiva. E per chi è impotente, anziano o malato, il ritorno della potenza è un segno sicuro di un fisico più forte e di una maggior capacità di combattere la malattia e ritardare l’invecchiamento. Il dottor Hotta sta attualmente sottoponendo ad analisi l’effetto dell’estratto sulle cellule somatiche, la cui riparazione è più lenta, per verificare se anch’esse ne possono trarre beneficio.

L’effetto rigenerativo delle giovani erbe primaverili ha implicazioni importanti anche per l’agricoltura.

Il dottor Charles Schnabel ha dimostrato agli allevatori che le piantine fresche d’erba restituivano la fertilità ai tori e prolungavano la longevità delle mucche da latte di almeno cinque o sei anni. Le erbe hanno lo stesso effetto rigeneratore e di aumento delle produttività anche su altri animali da allevamento. Oggi, le grosse aziende zootecniche e molti giardini zoologici situati in città utilizzano enormi macchine per far crescere l’erba al chiuso, così da poter nutrire i propri animali tutto l’anno. Se l’erba riesce a restituire la fertilità a un toro, pensate cosa potrà fare per gli esseri umani!

Erba di grano contro radicali liberi

Quando parliamo di “radicali liberi” non stiamo lasciando il campo del ringiovanimento biologico per scendere nell’arena politica: i radicali liberi sono atomi con uno o più elettroni spaiati che possono circondare le cellule e far invecchiare ogni singolo organo dell’organismo, partendo dall’interno fino ad arrivare all’esterno. Si creano soprattutto per opera dei grassi cotti e trasformati a livello industriale presenti nella nostra dieta.

Un recente libro di Durk Pearson e Sandy Shaw dal titolo Life extension [Prolungamento della vita; N.d.T.] ha attirato molta attenzione sui radicali liberi. Gli Autori sottolineano il danno che queste molecole possono causare e suggeriscono come eliminarle per avere una vita più lunga e sana. Purtroppo, i loro consigli potrebbero rivelarsi controproducenti, poiché i farmaci e gli integratori da loro raccomandati non sono stati testati a fondo per verificarne gli effetti a lungo termine. La loro premessa è che alcune sostanze chimiche dette antiossidanti, contenute in additivi alimentari come il BHT e il BHA possono neutralizzare e far regredire l’accumulo di radicali liberi nell’organismo, migliorando la salute e prolungando la longevità.

Tuttavia, secondo il dottor Jeffrey Bland, un biochimico dell’Università di Puget Sound di Washington, i risultati preliminari di alcuni studi sull’impiego a lungo termine del BHT e del BHA come integratori antietà indicano che questi additivi alimentari tendono a inibire la produzione, nel fegato, di determinati enzimi necessari per la salute e la longevità.

Personalmente ritengo che la pratica di usare i conservanti per prolungare la vita naturale sia assurda. Preservare un prodotto alimentare e preservare la vita di un organismo vivente ricorrendo all’impiego di additivi alimentari sono due cose lontane anni luce.

Chi di noi vuole essere preservato mentre è ancora in vita?
Io non ci tengo.

Mentre alcune parti della cellula hanno necessità assoluta di ossigeno, altre parti ne possono essere danneggiate. Gli antiossidanti proteggono queste importanti componenti della cellula (specialmente i grassi insaturi) dai potenziali danni dell’ossigeno. Gli antiossidanti presenti nel BHT e nel BHA e in altri additivi sono contenuti anche nell’erba di grano e in altri alimenti naturali, in forma più sicura e anche più efficace rispetto ai composti chimici.

Come forse ricorderete, ho già accennato al fatto che i grassi tendono ad accumularsi via via che determinati enzimi diminuiscono a causa dell’età e di abitudini alimentari inadeguate. Ciò che non ho ancora spiegato è come questi grassi contribuiscono all’invecchiamento precoce e come l’erba di grano riesce a eliminarli, ed è qui che entrano in gioco i radicali liberi.

Negli ultimi anni, molti americani sono passati dall’impiego di grassi saturi (soprattutto di origine animale) a quelli insaturi e polinsaturi. I grassi insaturi erano ritenuti in grado di prevenire le malattie cardiache mentre quelli saturi ne erano l’ipotetica causa. Oggi però sappiamo che le cose non stanno così. Entrambi i tipi di grassi aumentano il rischio di cardiopatie e, ciò che è peggio, accelerano il processo di invecchiamento: i grassi saturi per la loro tendenza a bloccare l’accesso dell’ossigeno alle cellule – e quelli polinsaturi per la stessa ragione – ma anche perché creano radicali liberi.

ERBA DI GRANO

Erba di Grano

Cos’è l’erba di grano? Sono semi del cereale germinati e fatti poi crescere sino a una certa misura, tagliati e messi in un estrattore per ottenere il succo. L’erba di grano è nota per la sua azione ringiovanente e di prolungamento della vita.

Ann Wigmore, la pioniera di tutto il movimento vegan crudista, è colei che ha riscoperto e divulgato le proprietà nutritive dell’erba di grano, che già gli antichi utilizzavano. Quest’opera è una vera e propria guida che spiega come coltivare, raccogliere e consumare l’erba di grano assimilandone i principi nutritivi.

Il libro parla inoltre di:

• i suoi componenti nutritivi (minerali, vitamine, amminoacidi ecc.)
• l’uso dell’erba di grano contro il cancro e altre intossicazioni della vita moderna
• le ricette per il suo utilizzo
• il digiuno a base di erba di grano.

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Ann WigmoreTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Ann Wigmore è un personaggio quasi leggendario nel mondo dei crudisti e dei vegani o igienisti cultori di succhi e germogli. È stata la fondatrice dell’Hippocrates Health Institute, uno dei centri di medicina alternativa più famosi al mondo.

 

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