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Prologo - La Terapia degli Attacchi di Panico -...

Leggi un estratto dal libro di Giorgio Nardone "La Terapia degli Attacchi di Panico"

Prologo - La Terapia degli Attacchi di Panico - Libro di Giorgio Nardone

Nulla, nell'esperienza dell'uomo, è forte quanto la paura.

E questo non deve stupirci, perché la paura è la nostra percezione più importante, quella in grado di innescare risposte rapide che ci consentono di reagire al meglio alle situazioni di pericolo, proprio come l'emozione ci insegna a migliorare costantemente noi stessi e il mondo circostante.

Il coraggio, apparentemente l'opposto della paura, in natura non esiste: altro non è che la paura guardata in faccia e trasformata da limite in risorsa.

La paura non è molto apprezzata dagli esseri umani che, nella maggioranza dei casi, la ritengono una debolezza da superare o una sensazione da temere, tanto è vero che nulla spaventa più della paura stessa, ovvero la paura della paura: il panico.

Chi soffre di attacchi di panico è terrorizzato dalle reazioni che una condizione di paura estrema può provocare. Il paradosso è quello di spaventarsi a causa delle reazioni psicofisiologiche dell'organismo - reazioni sane, che si producono in una situazione di pericolo percepito esternamente o internamente -, quando invece rifiutarle o combatterle non fa che esasperarle e porta alla perdita di controllo.

Lo stimolo minaccioso iniziale viene sopraffatto dal terrore che il soggetto vive nei confronti delle risposte che il suo corpo e la sua mente esprimono al di là del suo controllo. In questo modo la paura contrastata in maniera disfunzionale si trasforma in panico: il cuore batte all'impazzata, il respiro diviene ansimante, il corpo si elettrizza, la mente galoppa, veloce. Il bisogno di aiuto e protezione, il desiderio di fuggire da quella situazione, il volere solo che tutto cessi, a qualunque costo, travolgono ogni tentativo di riassumere il controllo di se stessi e delle proprie reazioni.

Poi tutto di colpo cessa lasciando solo devastazione, lo «tsunami psicologico» è passato dopo aver travolto forza e volontà, e il corpo e la mente sono esanimi di fronte a quell'esperienza per cui «i sotterfugi della speranza sono altrettanto inefficaci degli argomenti della ragione» (Cioran. 1993).

Tutto ciò spaventa proprio per la sua eclatante irragionevole ragionevolezza: da una parte, pare totalmente irragionevole che l'uomo moderno, dall'alto della grande conoscenza che ha acquisito, rimanga intrappolato nel meccanismo autoreferenziale del paradosso della paura che genera se stessa: dall'altra, è assolutamente ragionevole spaventarsi delle sensazioni di totale perdita di controllo della propria mente e del proprio corpo.

È in virtù di questa apparente assurdità che, come verrà mostrato nelle pagine seguenti, la terapia degli attacchi di panico deve essere basata su una strategia paradossale tale da far scoprire al soggetto che, se cerca volontariamente la paura, questa svanisce: se la alimenta deliberatamente la azzera, ovvero «spegnere il fuoco aggiungendo la legna».

Tutto ciò produce infarti un contro-paradosso psicofisiologico che mette in cortocircuito il meccanismo paradossale dell'escalation dalla paura al panico. Come si legge già in un'antica tavola sumerica. «La paura guardata in faccia si trasforma in coraggio, la paura evitata diventa timor panico».

Le ricerche neurofisiologiche degli ultimi anni dimostrano con indiscutibile chiarezza questo effetto, e cosi la valutazione degli esiti terapeutici nell'arco di oltre trent'anni di ricerca-intervento su decine di migliaia di casi in tutto il mondo evidenzia come tale metodo formalizzato in modello terapeutico sequenziale rappresenti il trattamento più efficace ed efficiente per gli attacchi di panico (Nardone, Watzlawick, 2005: Castelnuovo et al., 2013: Nardone, Balbi, 2008: Nardone, 2015).

La paura, se sospinta, invece che rifuggita o repressa, si satura dei suoi stessi eccessi.

La Terapia degli Attacchi di Panico

La Terapia degli Attacchi di Panico

Può capitare di sentirsi terrorizzati in mezzo alla gente, in spazi chiusi o aperti: si tratta di agorafobia e claustrofobia. Succede di non riuscire a prendere un volo o salire sulle scale mobili, o di non poter vedere un gatto senza rabbrividire.

Sono fobie che possono dar luogo al disturbo da attacchi di panico: il battito cardiaco accelera, il respiro si fa affannoso, si ha la sensazione di perdere il controllo, si cerca rifugio nell'evitamento dei supposti rischi.

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Giorgio Nardone

Giorgio Nardone, psicologo e psicoterapeuta è uno dei maggiori esperti al mondo dei disturbi fobico-ossessivi.

Fondatore, insieme a Paul Watzlawick, e direttore del Centro di Terapia Strategica (C.T.S.), dove svolge la sua attività di psicologo e psicoterapeuta, dirige la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve Strategica presso il C.T.S. in Arezzo e la Scuola di Comunicazione e Problem Solving Strategico ad Arezzo e Milano.

E' Docente di Tecnica di Psicoterapia Breve presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica all'Università di Siena, Italia.

Giorgio Nardone rappresenta l’esponente italiano di maggior spicco tra i ricercatori della cosiddetta Scuola di Palo Alto. Infatti le sue ricerche in campo clinico hanno condotto alla messa a punto di innovativi quanto efficaci modelli di Terapia Breve specifici per particolari forme di patologie (attacchi di panico, disturbi fobico-ossessivi, disordini alimentari, ecc).

Al suo creativo ed al tempo stesso sistematico lavoro si ispirano studiosi, terapeuti e manager di tutto il mondo.

Nel campo della Comunicazione ha messo a punto una serie di tecniche evolute dimostratesi di particolare successo nella consulenza, nel coaching e la formazione.

Ben 18 sono i libri pubblicati e tradotti in molte lingue che si riferiscono al frutto delle ricerche svolte presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo.

NARDONE è coordinatore del Network Europeo di Psicoterapia Breve Strategica e Sistemica e della Rivista Europea di Psicoterapia Breve Strategica e Sistemica.

E' direttore della Collana "Saggi di Terapia Breve" dell'editore "Ponte alle Grazie" e da anni tiene regolarmente conferenze e seminari in Italia ed all’estero.