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Prologo - "Guarire con l'Apiterapia" - Libro di...

Leggi in anteprima un brano estratto dal nuovo libro di Muriel Levet, "Guarire con l'Apiterapia"

Prologo - "Guarire con l'Apiterapia" - Libro di Muriel Levet

Nell’antico Egitto, si pensava che un giorno Râ, il dio del sole, avesse pianto e che le sue lacrime cadendo in terra si fossero trasformate in api. Queste si erano poi messe a costruire favi e a produrre miele. Per gli Egizi dell’antichità, che furono i primi ad addomesticare colonie di api inventando l’apicoltura più di quattromila anni fa, questi piccoli insetti erano, pertanto, di origine divina.

Il rapporto tra api e uomini è sempre stato molto particolare. Questo piccolo insetto ha assunto uno status particolare ed è stato privilegiato in numerose culture e civiltà, come testimoniano tutti i miti e simboli ad esso correlati.

Un rapporto mitico e particolare con l’uomo

Si noti, tanto per cominciare, che l’organizzazione dell’alveare ha sempre affascinato gli uomini. In numerosissime società, l’ape è quindi diventata il simbolo di collaborazione, di produzione, di gerarchia e di potere. Dall’emblema delle dinastie dei faraoni in Egitto al simbolo dell’impero napoleonico, essa ha assunto uno status particolare presso i potenti.

Tuttavia, le osservazioni sulla vita delle api hanno anche alimentato una grande messe di altri simboli. Poiché le api vanno in ibernazione tutti gli anni, nascoste negli angoli più riposti dei loro nidi o alveari, si credeva che morissero e rinascessero tutti gli anni. Proprio in virtù di questa supposta nascita asessuata, sono assurte a simbolo di castità e di purezza in numerose culture.

La “resurrezione annuale” delle api, così come il lavoro di bottinatrici, che volano e vagano di fiore in fiore, ha inoltre saputo evocare l’anima degli uomini e la sua eventuale immortalità. Durante l’antichità, in Egitto, si soleva dipingere un’immagine di ape sulle tombe come rappresentazione dell’immortalità dell’anima. In Grecia, l’ape era inoltre il simbolo dell’anima che sopravvive alla morte. Questo piccolo insetto è raffigurato anche sulle tombe dei re franchi, e in modo particolare su quello di Childerico I, padre di Clodoveo. La religione cristiana si è naturalmente appropriata di questo simbolo d’immortalità: l’ape può infatti rappresentare anche la resurrezione del Cristo.

Dall’anima alla spiritualità e all’eloquenza, il passo è breve. Spesso associata alla dolcezza del miele, l’ape è anche il simbolo della parola, della poesia, ma persino della saggezza o della filosofia. Come ad esempio, per la tradizione greca, che afferma che le api si sarebbero posate sulle labbra del filosofo Platone o del poeta Pindaro da bambini.

Il numero di miti e di simboli associati all’ape è incalcolabile. In tutte le epoche e civiltà, l’ape sembra essere stata oggetto di un’attenzione particolare, o meglio di un certo fascino. Sono rari gli insetti che hanno assunto questo status agli occhi dell’uomo...

L’apiterapia

Riabilitare l’ape significa innanzitutto comprendere il ruolo primordiale che svolge nella nostra vita di tutti i giorni, ma anche capire tutto ciò che essa è in grado di fornirci dal punto di vista medicinale.

Le api secernono ogni giorno prodotti che gli apicoltori raccolgono e che noi possiamo utilizzare nella nostra vita di tutti i giorni, per un benessere che può essere semplicemente gustativo (miele), ma anche terapeutico (il miele e tutti gli altri prodotti dell’alveare).

Proprio come la fitoterapia è la medicina delle piante, l’apiterapia (dal latino apis, ape, e dal greco, therapeia, cura) è la medicina delle api, non delle api in sé ma dei prodotti che esse possono offrirci e che si rivelano, per noi, esattamente come le piante, di una grande utilità da un punto di vista medicinale.

Questi prodotti che oggi è possibile procurarsi facilmente sul mercato, possono aiutarci a curare un gran numero di piccoli mali e di piccole malattie che spesso compromettono la nostra vita quotidiana. Alcuni di questi sono oggetto anche di ricerche scientifiche particolarmente approfondite e rappresentano una speranza per l’avvenire circa la cura e il sollievo dei sintomi di patologie gravi e croniche.

Lo scopo del capitolo che è dedicato a questo argomento non è spronare all’autodiagnosi o all’automedicazione, ma semplicemente far scoprire le innumerevoli risorse di cui disponiamo per la cura di un gran numero di affezioni e di malattie, grazie a questo piccolo insetto denominato “ape”.

L’apipuntura

Riabilitare l’ape è infine lottare contro i timori e le fobie che possono riguardarla e prendere coscienza di un grande paradosso: mentre il veleno d’api può causare la morte di numerosi suoi predatori (insetti, roditori), nella maggior parte dei casi non è assolutamente pericoloso per l’uomo.

Anzi il contrario: lungi dal rappresentare un pericolo reale per gli esseri umani, il veleno è utilizzato dalla notte dei tempi per curare alcune patologie acute e croniche, spesso particolarmente invalidanti.

Questa medicina naturale, che consiste nel curare somministrando iniezioni di veleno, può assumere diversi nomi. Negli Stati Uniti, si parla di bee venom therapy. In Italia, viene denominata anche “apipuntura”.

Benché questa terapia sia ancora poco diffusa e nonostante le ricerche scientifiche sul veleno dell’ape siano abbastanza recenti, l’apipuntura rappresenta, tuttavia, una speranza per l’avvenire, e in modo particolare per la cura di patologie invalidanti, che rendono la vita difficile come la sclerosi a placche.

Ci auguriamo, pertanto, che le pagine seguenti possano rispondere a tutte le domande sulla vita delle api, sul loro contributo all’equilibrio ecologico ed economico del pianeta, ma anche sulla grande utilità dei prodotti che esse producono e che secernono e su quanto esse sono in grado di offrirci dal punto di vista terapeutico.

 

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Muriel Levet

Muriel Levet, traduttrice, scrittrice e studiosa di tradizioni, si dedica con passione allo studio delle ricerche su come migliorare lo stato di salute attraverso rimedi naturali e stili di vita sani. Da questo suo interesse sono nati libri che uniscono il sapere scientifico a un approccio pratico e alla portata di tutti.

Le convincenti tesi presentate nei suoi libri, lo stile fresco e coinvolgente, i consigli e le indicazioni da mettere in pratica ne hanno decretato in breve la popolarità. Interessata anche alle tradizioni e alle pratiche di guarigione dei popoli nativi, Muriel ha di recente studiato gli oggetti sciamanici e i loro poteri.

 

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