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Prodotti ricavati dalla salvia - Estratto da "La...

Leggi un estratto di "La Salvia Tuttofare" libro di Tatiana Maselli

Prodotti ricavati dalla salvia - Estratto da "La Salvia Tuttofare" di Tatiana Maselli

Oltre alla salvia venduta tal quale fresca o secca per la preparazione di infusi e tisane o da utilizzare in cucina, in commercio si trovano diversi prodotti ricavati da questa pianta.

In erboristeria possiamo acquistare gli oli essenziali ottenuti dalla distillazione in corrente di vapore delle foglie di Salvia officinalis e di Salvia sclarea. Dalla distillazione della salvia officinale si ricava anche l'idrolato di salvia (o acqua di salvia) che trova impiego soprattutto in cosmesi.

Per macerazione delle foglie in olio vegetale, è possibile ottenere l'oleolito di salvia, da utilizzare in cucina e per la realizzazione di prodotti per la bellezza.

Infine, come non parlare della chia, i semi di Salvia hispanica: questi semi si acquistano nei negozi specializzati nella vendita di prodotti alimentari biologici e rappresentano un'importante fonte di Omega 3. L'introduzione di questi semi nella dieta viene raccomandato soprattutto a chi ha scelto di seguire una dieta vegetariana e vegana per garantire l'apporto di questi acidi grassi fondamentali per il buon funzionamento e il benessere dell'organismo.

Informazioni e precauzioni sull'uso degli oli essenziali

Prima di parlare degli oli essenziali ottenuti dalle foglie di salvia, è bene spendere qualche parola sull'utilizzo in generale degli oli essenziali.

Sono sostanze molto concentrate che apportano benefici all'organismo, ma possono anche causare problemi se non vengono utilizzati nel modo corretto.

Si ottengono, per distillazione in corrente di vapore o per estrazione con solvente, dalle foglie, dai fiori, dalla corteccia o da altre parti della pianta e sono essenze volatili che te­mono la luce e il calore: si conservano in boccette di vetro scuro al fresco e vanno consumati prima della data di sca­denza indicata sulla confezione. Si acquistano in erboriste­ria, negli alimentari biologici e naturali e online e, se puri e ottenuti in corrente di vapore, possono essere utilizzati an­che per uso interno, oltre che per uso esterno.

Per sapere se un olio essenziale è puro, oltre a controlla­re l'etichetta, si può effettuare questa semplice prova: si ver­sa una goccia di olio essenziale su un foglio di carta; se do­po qualche ora l'olio è evaporato completamente senza la­sciare una macchia unta, si tratta di un olio puro.

Per poter essere utilizzati in sicurezza, al momento del­l'uso gli oli essenziali vanno diluiti in un vettore poiché so­no essenze molto concentrate.

Trattandosi di molecole che si disperdono in sostanze apolari e non in acqua, il vettore do­vrà essere un ingrediente grasso (olio, burro vegetale, latte, yogurt): per essere aggiunti in acqua o altre sostanze polari, l'olio essenziale dovrà essere disciolto in un apposito sol­vente, altrimenti tenderà a separarsi dall'acqua e a risalire in superficie.

Gli oli essenziali contengono allergeni che possono dare reazioni nei soggetti predisposti, quindi è consigliabile ef­fettuare una prova di tollerabilità su una piccola zona della pelle prima di applicare sul corpo un prodotto contenente olio essenziale di salvia.

L'uso degli oli essenziali è sconsigliato nei bambini al di sotto dei tre anni, nelle donne in gravidanza e in quelle che allattano.

Dalla salvia officinale e dalla salvia sclarea si ottengono, per distillazione in corrente di vapore delle foglie, i rispet­tivi oli essenziali, che sono molecole naturali complesse composte da molte sostanze, in prevalenza idrocarburi (fe­noli, terpeni, aldeidi chetoni, alcoli, esteri).

Olio essenziale di salvia officinale

L'olio essenziale di salvia officinale, dato il contenuto di tuione, va utilizzato con grande cautela, in particolare per uso interno: infatti, pur vantando numerose proprietà, può avere un effetto neurotossico e abortivo e pertanto non è adatto alle donne incinte, ai bambini e alle persone che sof­frono di epilessia o ipertensione.

Le foglie e le sommità fiorite della salvia officinale con­tengono dal 4,5 al 6,3% circa di olio essenziale composto da tuione (dal 40 al 60%), canfora (dal 5 al 22%), cineolo (dal 5 al 14%), cariofillene (circa il 10%) e limonene (circa il 6%)

L'utilizzo di quest'olio è consentito previa diluizione, de­ve comunque essere limitato nel tempo e l'uso interno è rac­comandato solo sotto controllo medico.

Bisogna inoltre tenere presente che, come molti oli es­senziali, contenendo limonene può presentare un rischio di allergie nei soggetti predisposti.

Fatte queste opportune precisazioni, l'olio essenziale di salvia officinale opportunamente diluito può essere impie­gato per diversi disturbi. Innanzitutto ha proprietà antivi­rali, antibatteriche e antimicotiche, che vengono sfruttate per curare, tra l'altro, l'herpes labiale e le infezioni da Can­dida albicans.

Svolge inoltre un'azione espettorante e mucolitica e vie­ne utilizzato diluito per effettuare massaggi sulla parte su­periore della schiena in caso di influenza e disturbi delle vie respiratorie, come sinusite e bronchite.

Colagogo e coleretico, l'olio essenziale di salvia officina­le stimola le secrezioni pancreatiche e biliari e ha un effetto benefico in caso di un moderato eccesso di colesterolo nel sangue.

Viene impiegato per alleviare i disturbi legati ai cicli me-stuali, come mestruazioni dolorose e cicli irregolari, grazie alle sue proprietà emmenagoghe, nonché per l'attività estro-genica, che regola i cicli mestruali e allevia i disturbi legati ai cicli mestruali e alla menopausa, come le vampate di ca­lore. A questo scopo, si utilizza diluito in olio vegetale per massaggi sulla parte bassa dell'addome e della schiena.

L'olio essenziale di salvia officinale pare sia inoltre in grado di facilitare il dimagrimento e di migliorare l'aspetto della pelle a buccia d'arancia. .

Olio essenziale di salvia sclarea

Pur non contenendo tuione, anche l'olio essenziale di sal­via sclarea va utilizzato con cautela e il suo uso è sconsigliato per le donne incinte, nei bambini e nelle persone sensibili o al­lergiche al limonene e al linalolo. L'olio essenziale estratto dalle sue foglie, per uso interno o esterno, pare apporti bene­fici in caso di problemi circolatori, spasmi muscolari, disturbi legati al ciclo mestruale (dismenorrea, amenorrea, dolori me-stuali, sindrome premestruale, menopausa). Sue applicazioni si effettuano anche per curare l'infiammazione delle emorroi­di e, per uso orale, viene utilizzato per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

In cosmesi, oltre a essere utilizzato per la produzione di profumi, l'olio essenziale di salvia sclarea rientra nella for­mulazione di shampoo, lozioni e maschere per la cura dei capelli, in particolare in caso di capelli grassi e che presen­tano forfora o per prevenire la perdita di capelli.

Grazie alla sua azione astringente, disinfettante e sebore-golatrice, quest'olio volatile trova impiego anche in creme, latti, tonici e maschere per la cura quotidiana della pelle grassa e a tendenza acneica soprattutto in sinergia con l'olio vegetale di nocciola.

Sue applicazioni localizzate, diluito in un olio vegetale, leniscono le infiammazioni della pelle e, utilizzato per massaggi sulla parte bassa dell'addome, calmano i dolori mestruali.

Massaggi con alcune gocce di olio essenziale di salvia sclarea diluite in olio vegetale sono utili anche in caso di di­sturbi circolatori e vene varicose degli arti inferiori.

Trova impiego infine in diverse preparazioni cosmetiche destinate a deodorare il corpo e grazie alla sua azione anti­batterica e antiidrotica (limita la sudorazione).

Secondo l'aromaterapia, quest'olio essenziale ha azione stimolante, neurotonica e afrodisiaca. Si utilizza per rie­quilibrare il rapporto con il cibo e, diffuso nell'ambiente durante cene e serate in compagnia, rende più socievoli e loquaci.

Inoltre aiuta a prendere la vita con più leggerezza, a schia­rirsi le idee, ad accettare sé stessi e gli altri e a calmare atteg­giamenti autodistruttivi.

Idrolato

L'idrolato di salvia (o acqua di salvia) è il prodotto se­condario che si ottiene dalla distillazione in corrente di va­pore delle foglie di salvia: grazie a questo procedimento, che avviene grazie a un alambicco, si ottengono l'olio es­senziale e l'idrolato di salvia.

L'idrolato di salvia viene utilizzato per via interna e esterna per armonizzare il sistema nervoso, regolare la tra­spirazione, moderare l'appetito, favorire la digestione e la diuresi e abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

È inoltre indicato per ripristinare la funzione epatica, per rafforzare la flora batterica intestinale e vaginale, per favorire l'espettorazione, per curare affezioni della bocca e per calma­re i sintomi premestruali e legati alla menopausa, come cram­pi, vampate di calore, gonfiore alle gambe e alle caviglie.

In cosmesi è utilizzato per combattere i problemi della pelle grassa, per restringere i pori dilatati e per eliminare le impurità della pelle legate al ciclo mestruale poiché aiuta a equilibrare la secrezione di sebo da parte delle ghiandole sebacee.

Per le sue proprietà antiossidanti contro i radicali liberi, l'idrolato di salvia si utilizza anche nelle creme dedi­cate alle pelli mature a cui restituisce vitalità e luminosità.

È un ingrediente che spesso viene inserito nella formu­lazione di deodoranti e creme deodoranti per mani e piedi poiché ha azione antibatterica e pare sia in grado di regola­re la traspirazione.

Negli shampoo e nelle lozioni per capelli, trova impiego per combattere la forfora, per detergere i capelli grassi e per rendere luminosi i capelli scuri.

Oleolito

L'oleolito di salvia ha proprietà stimolanti e antisettiche; è utile come rimedio in caso di piede d'atleta, per lenire il prurito delle punture d'insetto, per massaggi drenanti con­tro la ritenzione idrica e, grazie alle proprietà antiidrotiche della salvia, è un ottimo ingrediente per preparazioni deo­doranti.

Si prepara in casa utilizzando circa 300 grammi di foglie fresche o 150 grammi di foglie secche di salvia officinale: si sistema la salvia in un barattolo di vetro sterilizzato e si co­pre completamente, con un litro circa di olio di girasole o di olio di oliva. L'olio va fatto poi macerare al buio per venti giorni e bisogna ricordarsi di scuotere il barattolo una vol­ta al giorno, o ogni due giorni. Dopodiché l'olio può essere filtrato due o tre volte attraverso un telo di cotone (o lino) sterilizzato e a maglia stretta. L'olio dovrà risultare limpido e privo di residui; se si è utilizzata la pianta fresca è meglio prestare attenzione a non premere troppo le foglie per non contaminare l'olio con l'acqua in esse contenuto.

L'oleolito di salvia ottenuto si conserva al riparo dalla lu­ce e dal calore per circa tre mesi e può essere utilizzato, come già detto, per effettuare massaggi e inserito nelle ricette co­smetiche, ma può trovare impiego anche nella preparazione casalinga del sapone o utilizzato in cucina come olio aromatizzante a crudo.

Rimedi erboristici

In erboristeria è possibile trovare prodotti a base di sal­via utili in caso di disturbi legati alla menopausa, di iperi­drosi o per tonificare l'organismo, oltre che l'erba essiccata per la realizzazione di tisane.

Integratori in compresse

In genere sono a base di fieno greco e olio essenziale di salvia officinale. Se ne assumono da una a tre compresse al giorno prima dei pasti per favorire la fisiologia del ciclo me­struale, regolare la sudorazione, contrastare la stanchezza fisica e mentale.

Estratto analcolico di foglie di salvia officinale in glicerina

Si assumono dalle 10 alle 15 gocce al giorno per contra­stare i disturbi legati alla menopausa e per regolare la su­dorazione.

Tintura madre

Per combattere ripersalivazione e i disturbi legati alla me­nopausa, se ne assumono 25 gocce in acqua, tre volte al gior­no, per tre mesi. Il trattamento può essere ripetuto dopo una pausa di 15 giorni.

Se si ha catarro, se ne assumono 20 gocce in acqua, tre vol­te al giorno.

Salvia essiccata per decotti, infusi e macerati

Le tisane sono estratti acquosi che si preparano per estrarre i principi attivi idrosolubili delle erbe; si distinguo­no in infusi, decotti e macerati, che differiscono tra loro per la modalità di preparazione.

Per realizzare un infuso, si versa acqua bollente sull'er­ba; si lascia in infusione per un tempo che può variare dai cinque ai quindici minuti, dopodiché si filtra e si beve.

Nel decotto, l'erba si mette in acqua fredda; si porta poi a bollore l'acqua e si fa bollire per circa quindici minuti. In genere il decotto si realizza quando si utilizzano parti dure della pianta (corteccia, radici, semi) oppure, con le parti ae­ree della pianta, per realizzare prodotti più concentrati da usare per gargarismi, impacchi o cataplasmi.

I macerati prevedono invece la macerazione delle erbe in acqua fredda per una notte.

Gli infusi, i decotti e i macerati si possono dolcificare a piacere e insaporire con scorze di arancio o limone grattu­giate. In genere, quando si prepara una tisana si utilizzano da una a sei piante: l'erba presente in maggior quantità è quella che dà la linea di guarigione mentre le erbe presenti in minor quantità possono essere aggiunte per potenziare l'ef­fetto della droga principale o per aromatizzare o colorare la tisana. La quantità delle erbe utilizzate in una tisana è varia­bile e, trattandosi di una preparazione casalinga, è impossi­bile sapere con certezza il contenuto in principi attivi, so­prattutto se si adoperano foglie fresche.

Nei capitoli dedicati alle ricette cosmetiche e per la salute sono riportati gli usi di decotti, infusi e macerati a base di sal­via per curare vari disturbi e per la bellezza di pelle e capelli.

Semi di chia

I semi di Salvia hispanica (noti come «chia») sono picco­lissimi semi grigi, bianchi e marroni, screziati da venature chiare e leggermente odorosi.

La Salvia hispanica cresce spontanea nei paesi del Centro America, in particolare in Messico e in Bolivia, ma viene col­tivata quasi in tutto il mondo proprio per la commercializza­zione dei semi che, insieme all'amaranto e al mais, erano al­la base della dieta quotidiana di maya e aztechi, popolazioni che abitavano il Messico e il Guatemala. Le leggende narra­no che, oltre a usarla come fonte alimentare, gli aztechi traes­sero la loro forza dalla pianta di Salvia hispanica e che proprio grazie a ciò riuscirono a fondare un grande impero. Sembra infatti che il popolo azteco usasse i semi di chia nelle ceri­monie religiose e nei riti propiziatori, offrendoli agli dèi.

Proprio a causa dell'uso dei semi di chia nei rituali e nel­le cerimonie, nei primi anni del XVI secolo i conquistatori spagnoli misero al bando la Salvia hispanica, bruciando i rac­colti e le riserve dei semi e vietandone la coltivazione, che venne sostituita da frumento e orzo. Scomparve così nella maggior parte dei territori, sopravvivendo in piccole zone dove se ne fece un limitato consumo fino alla fine degli an­ni '90 dello scorso secolo, allorché tornò a essere coltivata e consumata gradualmente in tutto il mondo, rientrando og­gi addirittura tra i supernutrienti.

Di recente la chia è infatti diventata molto popolare poiché sembrerebbe essere una fonte di acidi grassi polinsaturi, es­senziali per la buona salute dell'organismo, noti come Ome­ga 3 e Omega 6: l'olio contenuto all'interno dei semi è com­posto per il 60% da acido alfa-linoleico (Omega 3) e per il 20% da acido linoleico (Omega 6) e 100 grammi di semi di chia contengono circa 17,6 grammi di acidi grassi Omega 3. Per questo motivo si pensa che i semi di chia possano sostituire il pesce nelle diete che escludono prodotti di origine animale e vengono commercializzati per l'alimentazione e per produr­re integratori alimentari.

Dei semi di chia si possono consumare anche i germogli e se ne estrae l'olio per pressione a freddo o attraverso l'utiliz­zo di solventi: le differenze nei metodi di estrazione causano variazioni della resa dell'olio e del suo contenuto di acidi grassi, fibre e antiossidanti. L'olio di semi di chia viene ven­duto come integratore alimentare per il contenuto di Omega 3 e come olio cosmetico per le sue proprietà nutrienti.

I semi di chia contengono inoltre il 30% di carboidrati, il 25% di fibre e il 20% di proteine, oltre a minerali e vitami­ne; la concentrazione di nutrienti varia a seconda della tem­peratura e dell'altitudine in cui la pianta viene coltivata, ma in generale sono una buona fonte di fibre solubili e di cal­cio (630 mg ogni 100 grammi).

Si acquistano in erboristeria e nei negozi di prodotti bio­logici e vengono utilizzati in cucina e in cosmesi. In cucina i semi di chia possono essere usati per sostituire le uova nelle preparazioni dolci o in alternativa ad altri gelificanti per pre­parare budini; possono inoltre essere aggiunti al pane, ai biscotti, alle torte dolci, alle insalate, ai cereali per la colazione, alle barrette, ai succhi di frutta e ai frullati. Per ottenere be­nefici dai semi di chia, l'assunzione giornaliera dovrebbe es­sere compresa tra i 15 e i 48 grammi.

In cosmesi dei semi di chia si utilizza prevalentemente l'o­lio, emolliente e nutriente per la pelle; se messi in ammollo danno un gel ricco di mucillagini, impiegato per idratare la pelle e i capelli secchi. Lo stesso gel, a uso interno, sembra fa­vorire il transito intestinale, dare un senso di sazietà (utile nelle diete dimagranti) e apportare benefici in caso di cattiva digestione.

Proprietà dei semi di chia

La presenza di Omega 3 conferirebbe ai semi di chia proprietà antinfiammatoria. Svolgerebbero poi anche un'azione antiossidante, attribuibile ai fenoli e ai polifenoli contenuti, tra cui la quercitina, la miricetina, il canferolo e l'acido caffeico, che sembrano avere anche attività antitrombotica.­

Secondo alcuni studi, l'assunzione di semi di chia attra­verso la dieta sarebbe in grado di abbassare i livelli di cole­sterolo LDL (quello «cattivo») e dei trigliceridi, nonché di aumentare i livelli di colesterolo HDL (quello «buono»).

Gli studi clinici effettuati fino a ora hanno dimostrato che il consumo di 25 grammi di semi di chia al giorno per sette settimane aumenta i livelli di Omega 3 ALA e EPA nel san­gue; associando i semi di chia all'avena e alle proteine della soia si è registrata una diminuzione del peso corporeo e dei livelli di trigliceridi e glucosio nel sangue. Sembrerebbe inol­tre che i livelli di glicemia registrati dopo aver mangiato pa­ne bianco risultino piri bassi se al pane si aggiungono i semi di chia.

La Salvia Tuttofare

La Salvia Tuttofare

Tutti abbiamo una piantina di salvia, in casa, sul balcone o nel giardino, ma ne usiamo solo qualche foglia per dare sapore ad alcuni piatti, e così facendo perdiamo il meglio che ha da offrire.

Come spiega Tatiana Maselli in questo manuale - ricchissimo di informazioni, consigli e curiosità - la salvia procura grandi benefici in campi diversissimi come la salute, la cura del corpo, l'igiene degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo.

L’impiego in profumeria e cosmesi è noto da tempo, e sia la salvia che i suoi derivati (oli essenziali o acque aromatiche) trovano spazio nella formulazione di prodotti per l’igiene e la cura del corpo, nel trattamento della cellulite e per la bellezza dei capelli. Può essere poi utilizzata per le pulizie di casa o per profumare ed eliminare odori e batteri. E infine perché no, riscopriamola come pianta ornamentale: le varie specie di Salvia, grazie ai tempi diversi di fioritura, possono colorare e profumare il nostro giardino o il balcone, rendendolo davvero speciale.

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Tatiana Maselli

Tatiana Maselli è una vegetariana convinta, è una blogger molto conosciuta in rete.

Alcuni anni fa ha iniziato ad auto-produrre cosmetici e saponi naturali per amore dell'ambiente e nello spirito di una decrescita felice.

Oggi organizza laboratori per insegnare agli altri ciò che ha imparato.

 

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