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Presentazione del libro "Come la Mente Genetica condiziona il rapporto di Coppia"

A partire dalla scoperta dell’importanza delle strutture recettoriali del cervello e delle endorfine fatta agli inizi degli anni ’70 si apre una nuova era nel campo della ricerca in neurologia, l’era delle neuroscienze.

Il termine neuroscienze viene coniato dalla scopritrice dei recettori delle endorfine Candace Pert, all’epoca giovane e promettente ricercatrice dell’NIH di Washington.

Fino ad allora il cervello era stato considerato una struttura eccitabile e perenne, che raggiungeva un acme di maturità allo sviluppo puberale per poi decadere nella seconda parte della vita, parallelamente ai fenomeni di atrofia che ne marcano il fisiologico declino.

La scoperta dei recettori e dei relativi neurotrasmettitori, sostanze chimiche di varia natura che inducono i neuroni a eccitarsi e/o inibirsi, e così codificare comportamenti, azioni, emozioni etc., pone il mondo della neurologia di fronte a nuove sfide.

Il cervello con la sua plasticità (la capacità di modificarsi in risposta a nuovi stimoli sia esterni che interni) aveva ora la necessità di essere compreso in una dimensione che includesse l’origine e il significato dell’intreccio tra le dinamiche elettriche con quelle chimiche e biochimiche nel complesso e irripetibile groviglio di neuroni che costituisce l’essenza stessa di un individuo: la sua mente, la sua coscienza e volontà.

Un infinito nel finito, è questa la sfida che lo studio del cervello oggi pone ed è di questo che Fiorella Rustici tratta nelle sue ricerche e nei suoi libri sulle meccaniche mentali: la mente vive di meccanismi o modalità di funzionamento che sono uguali per tutti.

Quando essa archivia i ricordi, non lo fa solo seguendo l’ordine cronologico degli eventi, ma anche e soprattutto la similitudine di vibrazione delle energie che li caratterizza. Questa ultima modalità di archiviazione causa molto spesso il ritrovarsi a vivere emozioni, stati d’animo, dolori fisici, pensieri, parole, azioni che sono già state vissute nel passato e che quindi non appartengono al presente.

Personalmente ritengo che Fiorella Rustici nei suoi scritti abbia sviluppato e anticipato negli anni alcuni tra i punti fondamentali in un ambito che definirei fisiologia neuropsichica sulla base di una visione intuitiva degli elementi in gioco sul piano conoscitivo che riguardano l’attività diffusa del cervello e di tutto il sistema nervoso, inclusa la componente neurovegetativa, collegata agli organi vitali e alle emozioni.

La sua visione riguarda l’aspetto puramente meccanico di alcune funzioni cerebrali, elemento per la prima volta rivelato negli anni ’20 da Penfield, il neurochirurgo canadese al quale dobbiamo la scoperta delle mappe cerebrali tracciate durante i suoi interventi a cranio aperto eseguiti in anestesia locale su pazienti affetti da tumori cerebrali. Nel corso di questi interventi Penfield, stimolando con degli elettrodi varie zone della superficie del cervello, fu in grado di evocare ricordi, sensazioni e movimenti nel paziente sveglio.
Questo è un fenomeno meccanico che non si può fermare con la volontà, quando è inserito l’elettrodo non c’è niente che l’individuo possa fare per annullarne l’effetto, la mente funziona come uno schermo su cui viene proiettata una registrazione.

In analogia a quanto verificato in campo neurofisiologico sull’attività neuronale, la Rustici sottolinea che la mente stessa è un meccanismo quando funziona rievocando il passato e, attraverso il suo metodo di osservazione, estrapola degli schemi di modalità di funzionamento che spiegano la meccanicità della mente in riferimento all’esperienza, sia essa vissuta personalmente che contenuta in memorie ereditate geneticamente.

In altre parole, la mente genetica è quella parte della mente responsabile della trasmissione dei caratteri psichici e comportamentali: atteggiamenti, predisposizioni e propensioni, modi di reagire a determinate situazioni della vita, scale dei valori etici, morali, religiosi, culturali e sociali, momenti di insight, appartenuti ai genitori, ad altri familiari o addirittura ad antenati.

Sul piano neurobiologico il concetto di ereditarietà è ben noto, soprattutto riferito ai dati somatici e a molte malattie, in sostanza è molto evidente il carattere ereditario dell’aspetto strutturale anatomico, la somiglianza della forma del naso, le orecchie, il colore degli occhi, ecc., mentre gli attributi della psiche sfuggono all’essere inquadrati in maniera dettagliata nell’ambito di un paradigma genetico.

Ci sono strati nella materia grigia che corrispondono a strati epocali dell’evoluzione dell’individuo che per quanto riguarda la mente, secondo la Rustici, alla nascita non è tabula rasa. Al di là delle memorie relative al vissuto prenatale che costituiscono già uno strato, quando un inviduo viene concepito, al pari del corredo cromosomico che darà luogo alla struttura anatomo/fisiologica è dotato di un corredo cromosomico mentale che costituirà uno degli strati basilari della tettonica mentale del suo futuro essere.

In analogia a quanto teorizzato da Fiorella Rustici, un’idea di stratificazione del tessuto emotivo più in senso personale rispetto alla già nota cognizione del cervello rettiliano, è attualmente oggetto di autorevolissima analisi da parte del premio nobel Rita Levi Montalcini, la quale annuncia un suo nuovo libro in cui descrive il concetto della duplicità del cervello.

Senza che noi ce ne accorgiamo, molta parte della nostra vita la passiamo filtrando ciò che in realtà è consolidato sotto forma di memoria e che emerge dal nostro cervello più arcaico che non si è praticamente evoluto da oltre tre milioni di anni. Un cervello piccolo, localizzato nell’ippocampo, che controlla istinti ed emozioni e che astutamente maschera la propria azione dietro il linguaggio, i pensieri che la mente genera, mimando la vita psichica del cervello cognitivo.

La mente, non lo sappiamo o non ce ne accorgiamo, principalmente copia e ripete per svilupparsi.

Il pulcino segue e copia la prima cosa che si muove intorno a lui. Quanto siamo dissimili nell’avanzare i primi passi dell’autonomia della mente come creature umane? (neuroni specchio).

Da dove nascono i pensieri, esiste l’originalità, possiamo ambire alla conquista di creare qualcosa di nostro dal nulla, concepire un’idea, un progetto, una musica? Chi siamo veramente, chi abbiamo dentro a suggerire movimenti, gusti, soluzioni? Come poniamo riparo agli errori e come ci consoliamo?

Questo è solo l’inizio di un lungo e forse interminabile elenco di quesiti che possiamo porci quando ci poniamo in riflessione su quello che siamo come macchina umana in relazione al progetto mente.

Il copiare permette la proprietà associativa della mente e favorisce le prime tappe dello sviluppo dell’individuo (apprendimento, riconoscimento della realtà, riconoscimento affettivo del senso della vita…), quando la copia svolge il suo ruolo naturale positivo.

Ruolo che diventa negativo quando si copia qualcosa di negativo, a prescindere dall’età in cui questo accade, e quando, pur avendo facoltà discriminative, non si sviluppa la consapevolezza dell’esistenza di questo meccanismo e del suo riconoscimento nel momento in cui si attiva. In questo contesto il trauma s’inserisce specificamente come induttore di ripetizione afinalistica, compulsiva, automatica, che genera patologia e sofferenza, distogliendo l’individuo dal potenziale creativo e trasformativo necessario a condurre una vita piena e realizzata.

Fiorella Rustici in questo libro sul rapporto di coppia si rivolge a un pubblico vasto, a giovani e meno giovani che hanno il desiderio di provare a comprendersi oltre schemi e stereotipi.

Con un linguaggio accessibile e diretto dischiude un panorama originale sulle dinamiche della relazione amorosa e suggerisce un percorso pratico di riconoscimento e comprensione su come funzioni la propria mente nel proiettare bisogni e interessi sull’altro e come i ricordi in essa registrati interferiscano con la vita a due.

Donatella Caramia, MD
Professoressa di Neurologia
Facoltà di Medicina, Università di Roma Tor Vergata

 

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