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Premessa - Schiavi Senza Catene - Libro di Andrea...

Leggi un estratto da "Schiavi Senza Catene" Libro di Andrea Bizzocchi

Premessa - Schiavi Senza Catene - Libro di Andrea Bizzocchi

Non si può mai dire se ciò che accade e ci accade è “positivo” o “negativo”. Di questo positivo e negativo non c’è nessuna oggettività e questo perché c’è sempre un modo, o il suo opposto, di guardare (e conseguentemente di reagire) alle cose, ovvero a ciò che accade e ci accade.

Il 19 agosto 1995 inaugurai assieme al caro amico Alberto un ristorante nell’isola caraibica di Sint Maarten (più precisamente era un fast food all’italiana, si chiamava “Mr. Rossi”). Il 4 settembre arrivò l’uragano Louis che portò sull’isola morte (più di cinquecento persone) e distruzione, e tra le altre cose distrusse anche il “Mr. Rossi”. Per mesi avevamo investito tempo, energie e denaro; tutto perso in poche ore. Non presi quell’esperienza come negativa neppure per un secondo. Quella volta mi comportai da grande Mago (il Mago è colui che si assume sempre e in qualunque situazione la responsabilità della propria Vita per trasformarla in meglio).

In qualche modo percepii che le cose erano andate come dovevano andare e che non contava ciò che era successo, ma solamente come avrei agito di conseguenza a ciò che era successo. Reagire in un modo o nell’altro era la sola cosa che dipendeva da me e su questo avrei dovuto concentrarmi. Potevo buttarmi giù oppure continuare a vivere con entusiasmo. Scelsi la seconda opzione.

Quell’esperienza, che la maggior parte di noi giudicherebbe “negativa” (invariabilmente, quando la racconto, il commento è: «Che sfortuna»), è stata per me positivissima, perché mi ha insegnato a dare valore a ciò che è importante e a ciò che non lo è, soprattutto perché mi ha permesso di capire che è sempre fondamentale assumerci la responsabilità di ciò che ci accade.

Assumerci la responsabilità di ciò che ci accade è tutto ciò che possiamo fare; ma non è poco. Al contrario, è quasi tutto.

Siamo tutti dei Maghi perché nasciamo con il potere inestimabile e virtualmente infinito di trasformare la nostra Vita in ogni istante vissuto. Ma molti, la maggior parte, sono Maghi-non-consapevoli, il che equivale, concretamente, a essere costantemente alla mercé di eventi, fatti, situazioni che non creiamo (mai) ma che subiamo (sempre).

Il Mago consapevole ha invece compreso che ognuno di noi ha la Vita che ha perché in qualche modo se l’è “costruita” pensando in un certo modo, vedendo le cose in un certo modo, “sentendo” in un certo modo, mettendosi in discussione (oppure no), superando (oppure no) condizionamenti, limiti, paure. La Vita che abbiamo è il risultato di tutto questo.

In questo preciso istante la Vita che stai vivendo, nel bene e nel male, è la summa di tutto questo. Assumersi la responsabilità della propria Vita è l’unico punto fermo per cambiarla. Altrimenti non si andrà mai da nessuna parte.

Questo è ciò che fa il Mago.

In questo mondo molti di noi, la stragrande maggioranza purtroppo, non è felice. Non si alza con gioia né con entusiasmo. Il massimo della felicità la si raggiunge se la squadra del cuore vince la coppa, il che equivale a votarsi all’infelicità perpetua, non perché sei tifoso della Longobarda e quindi la coppa non la vinci mai, ma semplicemente perché la nostra felicità e gioia di vivere, per essere autentiche e quindi per farci stare autenticamente bene, devono avere basi un pochino più solide e profonde della coppa. Quindi che la squadra vinca la coppa o meno non incide nemmeno per l’1% sulla nostra felicità, gioia o serenità. Mi auguro che questo punto sia abbastanza chiaro.

Per di più questo mondo in cui viviamo è una grande prigione e quindi è anche ovvio essere infelici, perché stare in prigione non piace a nessuno. Se ci aggiungiamo pure che questa prigione non è né bella né confortevole direi che ci sono abbastanza motivi per stare male e quindi per decidere di cambiare Vita. Ma di questo parleremo poi.

Ora mi interessa fare due considerazioni semplici che però considero fondamentali e che stanno alla base di tutto ciò che andremo ad analizzare. Queste considerazioni possono sembrarvi poco pertinenti con i temi che tratteremo, ma vi assicuro che non è così. Vi chiedo dunque di seguirmi con mente e cuore aperto.

La prima è che, come nell’aneddoto che vi ho raccontato in apertura, al mondo non esistono cose o situazioni totalmente positive o negative (uso i termini “positivo” e “negativo” unicamente per intenderci; la medaglia ha sempre due facce). Razionalmente lo capiamo tutti, ma poi, quando è ora di mettere in pratica questa semplice verità, facciamo una fatica bestia. Sono pochi, molto pochi, coloro che effettivamente riescono a tradurla nella loro realtà.

Con questa affermazione, cioè che al mondo non esistono cose o situazioni totalmente positive o negative, intendo semplicemente sottolineare che non ho la pretesa che quel che dirò stasera rappresenti una verità assoluta, che non sia criticabile, o addirittura che rappresenti il decalogo per vivere tutti felici e perfetti, e magari anche “sostenibili”. Non sto dicendo “fate così… vivete cosà… e la vostra Vita diverrà magica e perfetta”. Non sto dicendo nemmeno che non ci saranno difficoltà e anche un rovescio della medaglia in ogni nostra scelta, perché quello c’è sempre.

Ad esempio posso dirvi che io ho una Vita veramente meravigliosa, libera, in giro per il mondo e piena di esperienze e incontri stupendi. Una Vita ricca. Ma questa Vita ricca e meravigliosa al tempo stesso è piena di difficoltà, di momenti difficili, di aspetti negativi. Mi è costata, mi costa e mi costerà (in realtà ci è costata, visto che la condivido con Ango, Kenia e Havana) sudore e lacrime, che fanno parte di questa Vita che mi sono scelto e “costruito” pensiero dopo pensiero e azione dopo azione, e di essa mi prendo tutto, il positivo e il negativo, con la piena consapevolezza che le due cose vanno assieme.

Per farla breve, se si capisce davvero, intimamente, questo fatto della non-dualità (che esiste solo nella nostra testa; non per gli animali, non in Natura, non per il cielo e le stelle, non per l’Universo), alla fine si vive meglio.

Come si fa dunque a uscire di prigione? Innanzitutto recuperando la libertà di pensiero che abbiamo perso e che forse non abbiamo mai avuto. È triste ma è la verità, e del resto i problemi si risolvono solo affrontandoli e non facendo finta che non esistono.

Se io stasera criticherò questo Sistema, questo mondo in cui viviamo, non è dunque per una critica fine a se stessa, ma solamente per arrivare a porsi una domanda secondo me fondamentale. La domanda di fondo è la seguente: “Questo Sistema, valutandone oggettivamente i pro e i contro, ci dà più di quello che ci toglie oppure viceversa?”.

Secondo me la risposta è viceversa; è decisamente più ciò che ci toglie di ciò che ci dà.

Questo per dire che se si è d’accordo su questo punto, poi non si può essere entusiasti di quello che il Sistema stesso ci offre (i suoi smartphone, i suoi skype e facebook, le sue mode, le sue partite di pallone e tutto il resto), perché a tutto questo noi paghiamo un prezzo altissimo, infinitamente più alto di quanto riusciamo anche solo lontanamente a percepire: alcolismo, tabagismo, droghe, pasticche di ogni genere e per ogni cosa, stress, depressione, psicofarmaci, pillole per il sonno, mercato del sesso, stupri, aggressività fisica o anche solo verbale, gioco d’azzardo, malattie nervose di ogni tipo, infarti, cancri, obesità, anoressia, bulimia, attacchi di panico, fobie varie e assortite, hikikomori, shopping compulsivo, omicidi, suicidi, bullismo, solitudine (e tanto altro ancora) sono tutte conseguenze di questo Sistema nelle sue infinite varianti.

Infatti, checché ne dicano gli indicatori del Pil, dello spread, dei futures, e di tutte le altre cazzate che ci siamo inventati e che non hanno niente a che vedere con la Vita reale (sono tutti modi più o meno eleganti per metterlo sappiamo dove alle masse), nel mondo del benessere regna il malessere e, se non lo ammettiamo, è solo perché è troppo doloroso farlo.

Schiavi Senza Catene

Schiavi Senza Catene

Il mondo-Matrix in cui viviamo genera perlopiù “stordimento” da un lato (vedi i divertimenti, lo shopping, ecc.) e lamentela dall'altro. Nel libro ci occuperemo dell'uno e dell'altra, ma il vero problema è che nessuno, o quasi, si assume la responsabilità della propria Vita, il che, indipendentemente dalla situazione contingente in cui ci troviamo, equivale ad essere uomini liberi.

Non ci sono catene che ci tengono schiavi, ma solamente quegli schemi di pensiero a cui siamo quotidianamente condizionati sin dalla nascita. Scopri come liberarti!

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Andrea Bizzocchi

Andrea Bizzocchi, conferenziere, autore e ricercatore, ha scritto di energia, ecologia, stili di vita sostenibili, decrescita, crisi, viaggi e soprattutto di libertà. Il suo metodo di lavoro è una ricerca indipendente svolta evitando rigorosamente qualunque canale di informazione ufficiale. Ove possibile, predilige l’esperienza diretta e la ricerca empirica.

E autore di: “Piccole riflessioni di un criceto in gabbia” (magma Edizioni, 2004), “Ritorno al passato - La fine dell’era del petrolio e il futuro che ci attende” (Edizioni della decrescita felice, 2009), “Pura Vida e altri racconti raminghi” (Terra Nuova Edizioni, 2010), “Non prendeteci per il Pii - Lavorare meno, vivere meglio e ritrovare la libertà perduta” (Terra Nuova Edizioni, 2012) e del libro ecologista per bambini e genitori “Lettera da Babbo Natale - Per una festa più naturale” (Macro Junior, 2011 ).

Partecipa e conferenze e seminari in tutta Italia ed è molto attivo sul web. Vive con poco e in maniera nomadica tra Italia, Stati Uniti e Centroamerica.

“Bizzocchi invita a cercare la libertà nella vita di tutti i giorni”.

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