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Premessa numero 2 - Schiavi Senza Catene - Libro...

Leggi un'anteprima da "Schiavi Senza Catene" Libro di Andrea Bizzocchi

Premessa numero 2 - Schiavi Senza Catene - Libro di Andrea Bizzocchi

C’è anche una seconda premessa che è legata a doppio filo alla prima.

La seconda premessa è che ognuno di noi pensa di avere idee personali basate su dati di fatto e informazioni che crediamo essere oggettivi; questi dati di fatto e queste informazioni che crediamo essere oggettivi ci vengono letteralmente dati in pasto dal Sistema con i suoi Media, i suoi organi di informazione, le sue istituzioni, i suoi stili di Vita (di fatto imposti).

Questo succede sin dalla nostra nascita, ventiquattr’ore al giorno, tutti i giorni, per tutta la nostra Vita. Non è quindi difficile capire che le nostre idee, che si basano su quelle realtà che crediamo essere oggettive e che ci vengono “passate” dal Sistema stesso, non sono oggettive e meno ancora sono nostre.

Se guardiamo bene vediamo infatti che queste idee “personali”, che tutti crediamo di avere, non sono molto distanti e dissimili da quelle che tutti hanno. Questo per dire che più o meno tutti pensiamo allo stesso modo. Il fatto che le idee siano in larga parte condivise è inconsciamente rassicurante e ci spinge a considerare estremo, pazzo, particolare chi ha pensieri e visioni della realtà diverse da quelle comuni.

Ad esempio uno che va in giro a piedi scalzi non è considerato normale. Il che potrebbe anche essere, non sto dicendo che lo sia. Io vado in giro a piedi scalzi e non pretendo di essere normale. Ma posso assicurarvi che se non sono normale non è perché vado in giro a piedi nudi.

Ciò che mi interessa è che voi capiate che ci infilano le scarpe da quando abbiamo sei mesi di età (e ancora non camminiamo neppure) e di lì continuiamo a portarle per tutta la Vita perché è sempre stato così (la qual cosa non è vera) e perché tutti fanno così (questo invece è vero). Eppure qualunque normale calzatura (non parlo di strumenti di tortura veri e propri quali i tacchi a spillo) è causa di fascite plantare, borsite dell’alluce, alluce valgo, dita a martello, unghia incarnite, problemi alle articolazioni (in particolare delle ginocchia), problemi posturali, piedi puzzolenti (ovvero presenza di germi e batteri che nel piede sudato trovano l’ambiente ideale per proliferare). Mi fermo qui perché l’oggetto della nostra trattazione sullo scalzismo e sui suoi molteplici benefici.

Il punto che bisogna cogliere è che prima di dare del pazzo, dell'estremista, del fuori di testa e del non-normale a qualcuno, bisognerebbe procedere a una valutazione veramente oggettiva della cosa in oggetto (in questo caso dei pro e dei contro dell’andare in giro a piedi nudi). Chi lo fa? Nessuno. Perché? Perché pochissimi di noi hanno un pensiero davvero libero che gli permette di valutare la cosa (qualunque cosa) in sé e per sé, oggettivamente, nei suoi pro e contro. E in seconda battuta (che è consequenziale alla prima) perché è molto più facile, comodo, rapido, giudicare qualcun altro (chi va in giro a piedi scalzo, nel nostro esempio) per evitare di mettere in discussione noi stessi.

Questa cosa accade quotidianamente, in ogni momento della nostra Vita, praticamente per tutto ciò che pensiamo, per tutto ciò in cui crediamo (o crediamo di credere), per tutto ciò che facciamo. In buona sostanza determina come viviamo.

Da qualche parte ho letto questa frase: «Voi ridete di me perché sono diverso. Io rido di voi perché siete tutti uguali». È una bella frase, che ti fa capire che le cose dipendono sempre dalla prospettiva da cui le si guarda.

La settimana scorsa ho fatto un incontro in una scuola. Ho chiesto: «Voi ragazzi, perché bevete e fumate?». Le risposte erano scontate: qualcuno ha detto senza troppa convinzione «Perché mi piace», la maggior parte ha risposto «Perché lo fanno tutti». Ho detto ai ragazzi che nessuno di loro è tutti, che tutti non lo si incontra per strada e che non esiste.

Poi ho aggiunto: «Se bevete e fumate perché lo avete deciso voi, mi sta bene. Ma se lo fate perché lo fanno “tutti”, allora no. Voi non siete “tutti”? Tu, come ti chiami?». «Luca». «E tu?». «Elena». Benissimo, lui è Luca e lei è Elena. I due ragazzi qui di fronte a me sono Luca ed Elena, non tutti. Fare qualcosa perché lo fanno tutti è una dimostrazione di debolezza e nessuno di voi è debole. Vi hanno convinto di esserlo ma non lo siete. Non siete nati deboli. Nessuno nasce debole. Semmai lo siete diventati, perché il Sistema ha tutto l’interesse (e a questo lavora incessantemente) a far sì che diventiate, o meglio che vi crediate, deboli; perché se siete deboli siete controllabili e siete alla sua mercé. Farà di voi quel che vuole. Pensate con la vostra testa e agite di conseguenza. Male che vada vi sentirete bene per aver fatto, anche sbagliando, di testa vostra e non con quella di tutti».

Chiuso l’intermezzo scolastico, alzi la mano chi tra voi conosce la curva gaussiana, anche detta “curva a campana”. La curva di Gauss è una figura molto usata per indicare i comportamenti di una società. Al centro della curva, cioè sulla sommità della campana, troviamo il comportamento tenuto dalle masse (cioè da tutti) mentre ai due lati della campana troviamo pensieri e comportamenti opposti tra loro ma lontani, da un lato o dall’altro, dal pensiero e dal comportamento comune.

Se vi fermate un attimo a riflettere, capite quanto questa immagine sia inquietante: apparentemente ognuno di noi è libero di fare ciò che vuole, ma in realtà tutti (o quasi) fanno ciò che fanno tutti; questo perché ognuno di noi pensa come tutti.

I vostri pensieri non sono mai i vostri, sono indotti, e questo vale virtualmente per ogni aspetto della vostra Vita: dai rapporti che avete con gli altri, a come mangiate, a come vi curate, all’istruzione, al lavoro e così via. Il fatto è che ogni essere umano è letteralmente programmato sin dalla nascita: la famiglia, l’asilo, la scuola, il lavoro, la religione, la società, lo Stato.

Un bimbo nasce puro e assolutamente perfetto così com’è. Quel bambino sa tutto. È una legge di Natura, anzi direi che è la Legge di Natura.

Invece nel nostro mondo, da subito, da appena nato, i bisogni e impulsi spontanei, naturali e vitali di quel bambino vengono sistematicamente soffocati per essere sostituiti con decine, centinaia, migliaia di concetti che poco a poco, giorno dopo giorno, momento dopo momento, gli vengono imposti. Questi concetti gli vengono letteralmente ficcati in testa, con le buone o con le cattive: “Non fare questo, non fare quello”, “Quello va bene, quell’altro no”, “Se non fai così ti punisco” e via andando.

Questo succede in famiglia, a scuola, sul lavoro; la nostra società è impostata esattamente così. Il bambino, di fronte all’adulto, è sempre indifeso e l’adulto ha buon gioco a condizionarlo. Il bambino è ancora più indifeso davanti a qualunque programma televisivo e alla pubblicità.

Che cosa fa un programma televisivo? Vi programma (lo dice il nome stesso). Come può un bambino di tre anni o di otto anni avere gli strumenti per difendersi dal programma che lo programma? Non li ha. Chi difende quei bambini? Nessuno, e quei pochi che provano a farlo, come ad esempio il sottoscritto, passano per estremisti e rompiscatole.

Fate attenzione perché è lo stesso identico discorso dell’andare in giro a piedi nudi.

Se noi mettiamo i nostri figli di fronte a una tv a essere programmati da degli assassini manipolatori della mente umana (perché questo sono) semplicemente perché lo fanno tutti, a mio modo di vedere gli estremisti sono tutti e non i rompiscatole del caso che fanno di testa loro. Non mi pare un’opinione questa, ma piuttosto una banale osservazione della realtà.

Pensiamo all’alimentazione: costringiamo un bambino a mangiare un omogeneizzato di carne che lui istintivamente rifiuta. Quando il bambino inizia lo svezzamento, non vuole l’omogeneizzato di carne. Nessun bambino lo vuole. Vi sfido a lasciarlo scegliere tra l’omogeneizzato di carne e una purea di frutta fresca: il bimbo al 100% sceglierà la frutta. Questo perché quel bambino di pochi mesi è ancora se stesso e sa istintivamente cosa deve mangiare (noi adulti non lo sappiamo più e ci rivolgiamo al nutrizionista, che tra l’altro non lo sa neppure lui, ma questo è un altro discorso). Ma noi condizioniamo quel bambino dandogli l’omogeneizzato di carne oggi, domani e anche dopodomani.

Quel bambino, crescendo, vede in tv la pubblicità di McDonald’s e del pollo e della mucca felici (figuriamoci se lo sono, con la Vita da orrore che fanno), oppure, anche peggio, lo portiamo a mangiare il panino con il cadavere dell’animale ucciso nelle fabbriche della tortura e della morte. Questo condizionamento a mangiar carne, a meno che non ci prendiamo la responsabilità di decondizionarci consapevolmente e responsabilmente in età adulta, durerà per tutta la Vita. Mangeremo carne per tutta la Vita.

Non entro in questa sede nel merito di discorsi etici e salutistici che pure hanno ovviamente la loro importanza, ma pretendo che capiate intimamente che quando mangiate carne non siete voi. Non è nella vostra natura. È solamente frutto di un grande condizionamento. Quel bambino, cioè tutti noi, che si parli di carne o di qualunque altra cosa, una volta condizionato non sarà mai chi veramente è, e non si svilupperà mai nell’adulto che sarebbe naturalmente diventato se non condizionato.

Non è difficile capire che, se siamo condizionati sin dalla nascita, le nostre vite non sono autentiche né tantomeno nostre.

Questo è il primo, profondo motivo dell’infelicità diffusa che ha invaso il mondo: il vivere vite NON nostre. Non siamo mai chi veramente siamo. Questa discordanza, intimamente, ci fa soffrire. Effettivamente stiamo male, ma noi rimaniamo positivi perché investigarne i motivi, come abbiamo appena iniziato a fare, significa al tempo stesso iniziare a guarire.

Schiavi Senza Catene

Schiavi Senza Catene

Il mondo-Matrix in cui viviamo genera perlopiù “stordimento” da un lato (vedi i divertimenti, lo shopping, ecc.) e lamentela dall'altro. Nel libro ci occuperemo dell'uno e dell'altra, ma il vero problema è che nessuno, o quasi, si assume la responsabilità della propria Vita, il che, indipendentemente dalla situazione contingente in cui ci troviamo, equivale ad essere uomini liberi.

Non ci sono catene che ci tengono schiavi, ma solamente quegli schemi di pensiero a cui siamo quotidianamente condizionati sin dalla nascita. Scopri come liberarti!

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Andrea Bizzocchi

Andrea Bizzocchi, conferenziere, autore e ricercatore, ha scritto di energia, ecologia, stili di vita sostenibili, decrescita, crisi, viaggi e soprattutto di libertà. Il suo metodo di lavoro è una ricerca indipendente svolta evitando rigorosamente qualunque canale di informazione ufficiale. Ove possibile, predilige l’esperienza diretta e la ricerca empirica.

E autore di: “Piccole riflessioni di un criceto in gabbia” (magma Edizioni, 2004), “Ritorno al passato - La fine dell’era del petrolio e il futuro che ci attende” (Edizioni della decrescita felice, 2009), “Pura Vida e altri racconti raminghi” (Terra Nuova Edizioni, 2010), “Non prendeteci per il Pii - Lavorare meno, vivere meglio e ritrovare la libertà perduta” (Terra Nuova Edizioni, 2012) e del libro ecologista per bambini e genitori “Lettera da Babbo Natale - Per una festa più naturale” (Macro Junior, 2011 ).

Partecipa e conferenze e seminari in tutta Italia ed è molto attivo sul web. Vive con poco e in maniera nomadica tra Italia, Stati Uniti e Centroamerica.

“Bizzocchi invita a cercare la libertà nella vita di tutti i giorni”.

Lifegate

 

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