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Premessa - Azzardopatia - Libro di Fabio Pellerano

Leggi un estratto dal libro di Fabio Pellerano "Azzardopatia"

Premessa - Azzardopatia - Libro di Fabio Pellerano

Tra il dire e il fare c'è di mezzo... "incominciare"

Giocare d'azzardo può creare dipendenza. Non rappresenta dunque un vizio, ma una vera e propria patologia, che tuttavia può essere curata. Spesso però è faticoso e non proprio semplice abbandonare una serie di comportamenti e di pensieri che, almeno in un primo momento, hanno procurato piacere e divertimento. Alle difficoltà che normalmente incontra una persona che decide di abbandonare il gioco d'azzardo va ad aggiungersi poi la sfiducia da parte di chi vede il giocatore come un individuo che promette e si dispera, ma che in fondo non cambierà mai.

Molti giocatori desiderano dimenticare tutti i danni e tutta la sofferenza che il gioco d'azzardo ha portato nelle loro vite e in quelle delle persone a loro care. Quest'esperienza però non potrà mai essere cancellata, né la si potrà mai ritenere chiusa per sempre, perché il desiderio di giocare può ripresentarsi quando meno te lo aspetti.

Ogni ex giocatore sa perfettamente ciò, per cui, invece di dimenticare, farebbe bene a riorganizzare i propri pensieri e atteggiamenti in modo tale da potersi difendere da un possibile riaccendersi dell'impulso al gioco. Perché, una volta che si è smesso di giocare, succede un po' come per un grande amore ormai finito: se dopo tanto tempo incontrate per strada la vostra vecchia fiamma, probabilmente vi farà ancora effetto ricordare i bei momenti vissuti insieme, ma se siete preparati, dopo un primo turbamento riprenderete tranquillamente il vostro cammino, senza far nulla di cui poi potreste pentirvi.

Questo libro, che nasce dal lavoro quotidiano con chi tutti i giorni si impegna per smettere di giocare d'azzardo, non vuole essere un manuale da seguire pedestremente per raggiungere un preciso obiettivo, ma una serie organizzata di stimoli che possono condurre alla consapevolezza che si può smettere e comunque stare bene, anzi, meglio di prima.

L'itinerario suggerito si rivolge principalmente al giocatore o alla giocatrice, ma anche ai loro familiari, con indicazioni su cosa sia più opportuno fare.

Nelle prime pagine vengono proposti alcuni temi generali, per inquadrare meglio il gioco d'azzardo e le difficoltà legate al cambiamento. Si passa poi a quattro percorsi, che approfondiscono alcuni aspetti importanti relativi al gioco. Infine il discorso prosegue con alcuni capitoli dedicati a determinate problematiche che il giocatore d'azzardo si trova necessariamente ad affrontare, con suggerimenti pratici per riuscire a progettare e realizzare il cambiamento.

In fondo al volume il lettore troverà alcuni precisi strumenti pratici:

  • le soluzioni di quegli esercizi che non prevedono risposte personali;
  • tutta una serie di indirizzi e numeri di telefono, che potrebbero risultare utili per continuare il cammino di cambiamento affidandosi a dei professionisti;
  • una scelta di siti Internet sul tema del gioco d'azzardo e sui problemi connessi;
  • un'utile bibliografia di riferimento.

Una volta terminato un percorso, si potrà proseguire con gli altri, ma anche ritornarci su, per approfondire bene alcune tematiche o riprendere alcuni concetti.

L'itinerario suggerito è di tipo circolare: ritornando a distanza di tempo sui propri passi e procedendo a successive riletture ci si accorgerà che alcuni concetti incontrati mesi prima potranno suonare in maniera totalmente diversa.

Durante il cambiamento è sempre opportuno prendere in considerazione la possibilità di contattare un servizio pubblico o privato che si occupi di gioco d'azzardo patologico, dove ricevere un aiuto che potrebbe rivelarsi determinante. Non è facile smettere dì giocare d'azzardo.

Ho anche inserito nel corso del libro molte note di diverso genere: letterarie, poetiche, musicali, tecniche, scientifiche, informative, di cronaca, legali e critiche. Sono elementi che dovrebbero aiutare il lettore ad aumentare la propria consapevolezza e stimolarlo ad una maggiore riflessione.

In conclusione, una breve considerazione. In questi ultimi anni si è fatta spazio una nuova parola: ludopatia. È un neologismo usato per definire il gioco d'azzardo patologico che considero impreciso e privo di senso. Infatti non esiste la "patologia del gioco", ma solamente quella del gioco d'azzardo, che è cosa ben diversa. I giochi come quelli che fanno i bambini, ma anche gli adulti, non creano nessuna dipendenza, soprattutto perché non è prevista alcuna posta in denaro, solo divertimento e il fatto di trascorrere qualche ora spensierata insieme. Al suo posto si potrebbe usare la parola azzardopatia, che meglio spiega e inquadra dove veramente nasce il problema.

Avvertenze per il giocatore

Nel tuo processo di cambiamento ci potranno essere degli intoppi e non sarà possibile stabilire un tempo preciso per ogni passaggio, in quanto ogni persona ha la propria storia. Non sarà un percorso lineare e ci saranno, probabilmente, delle ricadute.

Ricordati, anche se fa male, che il denaro che hai perso non è più recuperabile: l'unica cosa che puoi fare è non perderne dell'altro. Non ti aiuterà continuare a dire bugie e coprire con sotterfugi vari la realtà delle cose. Dovrai impegnarti a fondo, apportando dei cambiamenti nel tuo modo di vedere te stesso e gli altri, nel tuo modo di fare e di pensare, e qualche volta ti sembrerà che la fatica non venga ripagata. Sappi che, se verrai aiutato da qualcuno, le cose miglioreranno più velocemente.

Ti chiederò di riflettere, compilare schede, scrivere e mettere in pratica quello che reputi ti possa aiutare a non giocare più.

Infine userò per semplicità la parola giocatore al maschile. È sottinteso che intendo anche le giocatrici. Le persone del "gentil sesso" non me ne vogliano!

Avvertenze per i familiari

Scoprire di avere un coniuge, un parente o un amico giocatore d'azzardo patologico non è mai piacevole, soprattutto perché spesso la scoperta avviene quando la persona è sommersa dai debiti, che potreste anche essere chiamati a ripianare voi. Inoltre, succede spesso che avvengano dei furti in casa, più o meno importanti.

A una buona dose di rabbia, si aggiunge cosi l'incredulità e l'incapacità di capire come si sia potuti arrivare fino a quel tragico punto.

Per sostenere un giocatore nel suo percorso di cambiamento occorre pattuire delle decisioni e cercare di rispettarle.

La vostra fiducia è stata tradita, ma non per un capriccio o un vizio, bensì per una patologia. Questo non attenua le responsabilità del giocatore, ma vi offre la speranza che sia possibile cambiare, che la vita vicino al giocatore possa continuare malgrado il malessere provocato all'interno della famiglia, che sia possibile, se non dimenticare, almeno perdonare e andare avanti, stando tutti un po' meglio.

Azzardopatia

Azzardopatia

L’autore ha avuto la possibilità di incontrare parecchi giocatori d'azzardo patologici. Molti, un po' alla volta, sono riusciti a superare le difficoltà e a vivere meglio, senza avere sempre quel desiderio incontrollabile di recarsi alla slot sotto casa, comprare un biglietto del Gratta e Vinci, scommettere sul campionato di calcio.

Questo libro nasce quindi grazie a loro: leggendolo si incontrano le loro storie, ma anche cosa hanno fatto per smettere. Si illustrano i percorsi vincenti già sperimentati; si spiega come gestire le ricadute; si offre un sistema per monitorare i progressi e pianificare i passi.

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Fabio Pellerano

Fabio Pellerano è un educatore professionale con esperienza quasi ventennale, nato nel 1969, che lavora presso un Servizio per le Dipendenze della Sanità pubblica di Torino. Inoltre è ex giornalista pubblicista, romanziere e blogger.

 

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