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Prefazione - Viaggia Vegan

Simone Salvini presenta la nuova guida per tutti i Vegan Travellers: "Viaggia Vegan"

Prefazione - Viaggia Vegan

Cosa significa creare una nuova guida per i turisti del cibo veg? Ma non ci sono già tanti mezzi d'informazione utili alla ricerca di locali sensibili alla scelta vegetale? In sostanza perché fare un'altra guida come questa?

La nostra guida è uguale a tutte le altre negli intenti. Essa infatti serve a orientare le persone a trovare una precisa destinazione: ristorante, albergo, agriturismo etc...

La nostra guida tuttavia è molto diversa dalle altre, ben più quotate e rinomate, per i presupposti da cui ha preso le mosse e per essere, almeno nelle intenzioni, come un libro da scoprire pagina dopo pagina.

Chi la consulta o la legge vi può trovare tante informazioni utili alla gente strana come noi, piena di richieste antiche come le montagne, solo per fare degli esempi vivere in pace con noi stessi e con ciò che ci sta attorno. Noi vegetariani siamo anche curiosi e rivolti a scoprire non solo le bellezze gustative ma anche quelle espresse dalla Madre Terra come dei paesaggi naturali, o generate dall'ingegno umano come le città antiche, moderne e tanto altro. La curiosità, quella virtuosa ed elevante, fa bene al nostro spirito e lo feconda con emozioni e sentimenti che non devono mancare all'interno di noi stessi.

Le scelte vegetariane fino a poco tempo fa erano condizionate soprattutto da motivazioni salutistiche; in sostanza il cibo doveva essere semplicemente sano e i luoghi di villeggiatura dovevano essere solo funzionali al benessere fisico. Adesso credo che sia arrivato il momento di migliorare l'offerta sia gastronomica sia alberghiera.

La bellezza, l'eleganza e l'armonia spero siano dimensioni alle quali un nuovo imprenditore veg deve continuamente rifarsi allo scopo di offrire soluzioni sempre più soddisfacenti e appaganti. Noi vegetariani non siamo esseri di serie B, da trattare con freddezza o peggio ancora con diffidenza.

Ricordo la storia di un caro amico che non riuscì, in un ristorante maltese, a trovare nessun piatto veg nel menù che gli fu proposto. Fu invitato, anzi, a alzarsi per lasciare la sedia e il tavolo a ospiti più in sintonia con i voleri dell'oste nonostante il fatto che si accontentasse anche di una fetta di pane, olio e un piatto di foglie di campo.

Spero che questa guida possa servire anche a non vivere esperienze di questo tipo e che in futuro si possa trovare sempre di più luoghi veg.

Ormai il vegetarianismo si sta diffondendo a vista d'occhio; ogni anno nascono nuovi locali adibiti a ristorante e luoghi adatti a ospitare singole persone, coppie e gruppi con una matrice attenta alle tematiche veg.

La nostra guida dovrebbe servire come uno strumento tecnico grazie al quale trovare un luogo" ad hoc" a seconda delle proprie aspettative e preferenze. La sua più ampia diffusione è un traguardo cui spero possa arrivare in tempi brevi, anche perché molto spesso le persone, da tutta Italia, mi contattano allo scopo di mangiare o dormire in posti veg.

Spero che tale guida diventi un classico da consultare a livello nazionale e che sia apprezzata anche per il grado d'informazioni che è capace di contenere al suo interno. E' bello e al tempo stesso intrigante partire per una certa destinazione, scelta grazie alla nostra guida, e trovare delle conferme o delle incertezze rispetto alle nostre attese, ma questo è il rischio che bisogna necessariamente correre.

Mi auguro che sia la cucina che il tipo di servizi offerti siano legati profondamente al territorio in cui si opera.

Tanto per fare un esempio un ristorante siciliano veg dovrebbe cucinare con ingredienti della stessa regione invece di offrire ai propri clienti ricette tipiche valtellinesi. Perché la cucina veg, quella vera, dovrebbe essere grata anche alle tradizioni consolidate, alle ricette dei nostri nonni magari adattate o alleggerite secondo le nostre nuove idealità culinarie.

Cucinare veg è bello, moderno e sano, se fatto con la giusta attenzione e creatività.

Non sempre, a mio avviso, è giusto proporre in chiave vegetale le ricette che utilizzano prodotti animali. A volte è meglio non fare delle" copie snaturate"; è preferibile invece investire le energie per trovare nuove strade più autentiche e dalla natura più verde. La vera creatività sta nel mondo veg.

Creare dei nuovi luoghi adatti a ospitare le persone attente e sensibili come noi non è facile. Maggior attenzione dovrebbe essere rivolta alla scelta dei materiali con cui sono realizzati gli arredi e al tipo di consumi (nel peggior dei casi si chiamano anche sprechi) che tali realtà richiedono.

Amo scegliere soprattutto se sono da solo camere molto semplici, senza TV, con delle finestre da cui si possono ammirare dei paesaggi ricchi di alberi e montagne. In tali luoghi preferirei non trovare degli arredi in plastica o chincaglieria cinese; invece amerei che ci fossero degli oggetti riconducibili alle atmosfere storiche e culturali che circondano la struttura. Il bagno tuttavia mi piace caldo e pulito. Anche i nostri amici animali devono stare comodamente con noi e apprezzare così che la condivisione è possibile anche fuori dalle mura domestiche.

Anche il cibo mi piace che sia manifestazione pratica, anche se imperfetto, del cuore e delle braccia del cuoco che sta in cucina (cuciniere). Troppe proposte culinarie sono il frutto di immagini prese in rete, esteticamente interessanti ma dal gusto indeciso e appiattito. Meglio fare cose semplici, con pochi e genuini ingredienti che ricette di altri piene d'ingredienti e d'incertezze.

Auguro ai responsabili di questo progetto il successo che si meritano e spero possano migliorare e aggiornare la guida di anno in anno grazie ai nuovi successi veg che non tarderanno ad arrivare.

Esseri veg di tutto l'Universo uniamoci!

Con affetto

Simone Salvini

Viaggia Vegan

Viaggia Vegan

Il mondo sta vivendo una meravigliosa "vegan era" in cui ogni giorno migliaia di persone decidono di mettersi nei panni di chi non ha voce ma solo grandi occhi dentro i quali se ci fermassimo a guardare potremmo attingere a piene mani sensibilità e saggezza che farebbero di noi uomini e donne ipertecnologizzati degli individui migliori. 

Non possiamo appendere alla finestra la bandiera della pace se priviamo milioni di essere viventi della pace, della libertà e della vita. 

Non ci si possiamo definire ecologisti se acconsentiamo a mangiare carne perché la più grande ecatombe del pianeta è provocata dalla distruzione della foresta amazzonica per coltivare cereali non ad uso umano ma come mangime per il bestiame che diventerà bistecche e hamburger solo per il venti percento della popolazione mondiale! Pensate che se solo un ettaro di quelle stesse terre fosse sfruttato diversamente anziché cinquanta chili di carne frutterebbe ottomila chili di patate o diecimila chili di pomodori! 

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Simone Salvini

Fiorentino, vegetariano, classe 1969, ha studiato Lettere e Filosofia all'Università degli studi di Firenze e ha conseguito un Dottorato in psicologia a indirizzo storico con specializzazione Ayurvedica presso l'Università Florid College e NY College in Pisa.
Le sue esperienze di cucina iniziano fin da piccolo in laboratori artigianali quali pastai, pastifici, pasticcerie. Nel 2000 si sposta in Irlanda a Dublino e Galway lavorando per molte realtà vegetariane e dopo in India a Punjab e New Delhi approfondendo la cucina Ayurvedica.

Dal 2005 è Capo Chef della cucina del ristorante Joia di Pietro Leemann in Milano dove elabora piatti vegetariani riconosciuti con una stella Michelin.

Dal 2008 è docente in alcuni Istituti alberghieri di Milano e collabora più volte alla formazione dei cuochi interni della Camera dei Deputati a Roma.

Dal 2009 è Chef docente dell'Associazione Vegetariani Italiana, e dell'Istituto Europeo di Oncologia di Umberto Veronesi.

Dal 2010 svolge corsi di cucina naturale vegetariana per la Scuola di Cucina Alma.

Scrive per diverse testate giornalistiche di cucina vegetariana, ha collaborato con Pietro Leemann alla pubblicazione del libro "il Diario di un Cuoco", con Identità Golose per la rubrica Naturalmente e con Allan Bay per un nuovo libro di cucina Vegan che uscirà entro l'anno.

Dal 2011 è Executive Chef di "Organic Academy" attraverso la quale, insieme ad Enrico Buselli, svolge corsi di cucina e servizi di formazione per gruppi alberghieri, ristoranti e chef professionisti. Elabora proposte, metodologie e soluzioni di alta cucina vegetariana esclusive e personalizzate per ogni singola realtà.

 

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