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Prefazione di "Interpretare il Mito" Libro di...

Leggi in anteprima le pagine iniziali del libro di Cesare Peri "Interpretare il Mito"

Prefazione di "Interpretare il Mito" Libro di Cesare Peri

Mi è capitato di tenere conferenze sui miti del mondo antico, greco e romano, in varie città d'Italia, in centri culturali, biblioteche e scuole, e di constatare l'immancabile interesse che l'argomento suscita sia in persone di diversa cultura sia in studenti medi e liceali.

Libero gioco di fantasia, sfida all'immaginazione o alla ragione, suggestione del sacro e di un mondo primigenio in cui gli uomini sedevano a mensa con gli dei, intuizione di sensi reconditi attraverso suggestive allusioni di simboli e allegorie o semplice nostalgia delle fiabe infantili, puro gusto del raccontare e incanto senza tempo di perdersi nell'ascolto... sono le sfaccettature iridescenti del mito, che vanno oltre la soglia della coscienza ed evocano dall'inconscio echi di esperienze ancestrali, rivelando sorprendenti corrispondenze con la dimensione labile, e tuttavia importante, del sogno.

Per questo il mito esercita fatalmente il suo fascino arcano su di noi: esso racchiude, come in una scatola magica, la storia, la preistoria e il mistero delle origini, che sono il corredo genetico di ogni uomo.

Ma se può risultare facile raccogliere miti o raccontarli, decifrarne i significati si rivela, anche dopo accurate indagini e monumentali studi, impresa quanto mai ardua; pretendere poi di trovare la chiave interpretativa universale, capace di aprire tutte le serrature e di spiegare finalmente l'essenza del mito, è pura utopia.

Da qui una vasta produzione letteraria che ripropone il mito sotto forma semplicemente narrativa o come materia specifica per studiosi ed eruditi.

L'intento di questo libro, invece, non è solo di narrare avventure fiabesche né di fornire un catalogo manualistico e tanto meno di entrare nel complesso arsenale di antropologi, filosofi, linguisti, sociologi e psicanalisti (anche se procederemo sul doppio binario dell'analisi critica e del gusto di raccontare): l'intuizione di base, e forse la novità, sta nell'offrire spunti interpretativi consoni all'uomo di oggi, significativi per la sua ricerca interiore.

Si tratta cioè di proporre una lettura attiva dei miti, che ad un'agile analisi del contesto storico, della loro evoluzione nel mondo antico e delle principali teorie interpretative, affianchi un apparato di carattere critico che inviti il lettore a personali esperienze interpretative, utilizzando anche i recenti sussidi della psicologia e della psicanalisi. Diversamente, non solo il mito si cristallizza e muore nella forma di puro reperto archeologico, ma viene meno anche la sua preziosa possibilità conoscitiva, che è sempre esperienza di autoconoscenza.

Ciò che si può dire con sicurezza del mito, toccando forse la sua vera essenza, è che nessuna interpretazione risulta esauriente, perché tutte colgono un aspetto, scoprono un significato, secondo l'angolatura e l'esperienza di chi interpreta, ma inevitabilmente qualcosa sfugge, in una rincorsa di allusioni e di simboli inesauribile, e la complessità dell'intuizione, nella sua apparente semplicità, elude sempre le gabbie razionali.

E' come gettare una rete in un fiume: è impossibile imbrigliare la corrente, e tuttavia ciascuno, secondo l'ampiezza e la trama più o meno fitta delle maglie, ne trae lucenti prede.

Cercare, dunque, di capire il mito nei limiti della lettura storica costituisce l'avvio interpretativo, senz'altro indispensabile, perché ci fornisce utili strumenti, ma poter rispondere alla domanda «Che cosa dice il mito a me?» è ciò che più affascina, perché aiuta a guardare dentro se stessi e permette di proiettare su quell'antico e sempre modernissimo schermo la realtà personale.

E a questo mira la nostra ricerca sul mito: poter trasformare la lente in uno specchio.

Interpretare il Mito

Interpretare il Mito

Una lettura attiva dei miti, che ad un’agile analisi del contesto storico, della loro evoluzione nel mondo antico e delle principali teorie interpretative, affianca un apparato di carattere critico che invita il lettore a personali esperienze interpretative, utilizzando anche i recenti sussidi della psicologia e della psicanalisi.

Diversamente, non solo il mito si cristallizza e muore nella forma di puro reperto archeologico, ma viene meno anche la sua preziosa possibilità conoscitiva, che è sempre esperienza di autoconoscenza. 

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Cesare Peri è nato a Milano nel 1950, dove si è laureato in Lettere Classiche e in Filosofia presso l’Università Statale. Da oltre trent’anni si occupa di spiritualità occidentale e orientale, di tecniche di rilassamento e meditazione.

Dopo aver praticato yoga e baduanjin ha approfondito lo studio dei livelli energetici (chakra) e delle valenze simboliche e terapeutiche dei colori. Ha elaborato un metodo personale finalizzato al riequilibrio psicofisico e all’esperienza conoscitiva del Sé, costituito da una combinazione di tecniche di respirazione e visualizzazione cromatiche, con posture meditative ed esercizi dinamici di facile esecuzione.

Tiene corsi di Meditazione cromatica a Milano e presso l’associazione culturale “La fonte preziosa” (Biella), di cui è presidente.