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Prefazione del libro "Guarire con il Cibo" di...

Leggi un estratto dal libro di Giusi De Francesco "Guarire con il Cibo"

Prefazione del libro "Guarire con il Cibo" di Giusi De Francesco

Dopo l’uscita dei primi due libri (Cucina macrobiotica di tutti i giorni e Il cibo che cura, MacroEdizioni), a distanza di più di dieci anni dalla prima edizione di Guarire con il cibo ho reputato necessario rinnovare quest’ultimo, allo scopo di renderlo più scorrevole e di facile comprensione.

Questo libro intende guidare il lettore verso una maggiore comprensione del potere curativo e armonizzante del cibo. Attraverso l’esperienza personale ho potuto comprendere a fondo la relazione esistente tra cibo, corpo, mente e spirito, e capire come l’alimentazione sia alla base del vivere sereno e in armonia.

Nella prima parte del libro vengono spiegate alcune semplici nozioni di stampo orientale che contraddistinguono il mio approccio alla cucina: energie, proprietà dei diversi alimenti e stili di cottura. A seguire troveremo una parte interamente dedicata alle ricette di cucina terapeutica e ai rimedi naturali. Completano il libro testimonianze dirette di persone che, raccontando la propria esperienza di vita, desiderano lasciare un messaggio per chi deciderà di intraprendere questo nuovo cammino alimentare e di vita.

L’esperienza condotta durante tutti questi anni, attraverso lo stretto contatto con la sofferenza di tutti gli amici e le amiche che sono stati qui in questa casa, mi ha indubbiamente aiutata a maturare e mi ha spinto verso una ricerca interiore che, prima di cominciare questa nuova avventura qui a Spessa Po, avevo soltanto sfiorato. È stupefacente constatare come, attraverso il dolore, sia possibile vivere momenti indimenticabili e capire la straordinaria bellezza della vita. Con molte di queste persone è nata un’amicizia che si è andata via via consolidando nel tempo ben oltre il periodo che esse hanno trascorso in questa casa.

Ricordo che quando lasciai Milano e mi trasferii qui, avevo già cominciato ad avvertire dentro di me, in maniera sempre più forte, il desiderio di aiutare quanti ne avessero avuto bisogno in modo più diretto e personale, più intimo e umano cosa, questa, che non sempre mi ero sentita di affrontare durante i primi anni, quando il mio rapporto con la gente si limitava a un livello meno profondo, più formale e superficiale.

Questa nuova esigenza comportava la necessità di ospitare qui al centro le varie persone che, guarda caso, cominciarono ad affluire sempre più numerose. Confesso di aver avuto, nel corso di questi anni, anche dei momenti di stanchezza, perfino di panico, ma la voglia di proseguire l’esperienza mi ha permesso di superare ogni paura e difficoltà.

Le giornate comprendevano delle lezioni pratiche di cucina, ma pure spazi dedicati alla teoria con conferenze che proseguivano talvolta anche durante la serata.

Grazie anche all'aiuto di mio marito, ho cominciato a lavorare a livello energetico, intervenendo sui punti in cui riscontravo blocchi particolari, agendo sui chakra allo scopo di rilassare il più possibile le persone e aiutarle a riacquistare armonia, benessere e serenità interiore, tutte cose, queste, che, unitamente a un tipo di alimentazione più equilibrata, concorrevano a far sentire i miei ospiti maggiormente a loro agio.

Diciamo che il compito di questi anni si è proprio articolato in questa maniera, affiancando cioè le persone per cercare di renderle più consapevoli e di far crescere in loro quelle capacità di auto-guarigione che scaturiscono solo se gli individui si fanno carico in prima persona delle proprie responsabilità, ben oltre, cioè, quello che può essere stato l’aiuto fornito da parte mia.

La sola cosa che credo di aver fatto è stata accendere nelle persone quella scintilla che permette di mettersi in cammino da soli. È giusto che ognuno impari a camminare con le proprie gambe, proprio per evitare il pericolo di creare nella persona bisognosa quello stato di dipendenza che, alla lunga, si rivela inutile e pericoloso, perché impedisce di uscire dal tunnel in cui ci si può venire a trovare.

I cambiamenti che ho visto manifestarsi in tante persone hanno senza dubbio aiutato anche me a crescere molto. Anch'io ne sono uscita rafforzata, perché ho capito che quando si dona con il cuore, in cambio si riceve, giorno dopo giorno, sempre di più.

Ho addirittura l’impressione di aver ricevuto ancor più di quanto io abbia dato, come se, oltre che dalle persone, io avessi avuto molto anche dall'alto, quasi che il cielo mi avesse in qualche modo assistito lungo questo cammino. È una convinzione che ho maturato poco per volta, direi quasi giorno dopo giorno, proprio attraverso il contatto con quanti mi sono rimasti al fianco durante tutto questo periodo.

Mi sono resa conto di quanto il cibo, intendendo il termine “cibo” nella sua accezione più larga, sia importante, perché aiuta a creare armonia fra corpo, mente e spirito, tanto da spingerci a nutrirci ogni giorno un po’ meglio del giorno prima. Sono ancora dell’idea che, così come sottolineai nell'edizione precedente, il cibo sia davvero il primo gradino di una scala infinita che, in altre parole, risulti la condizione necessaria per accedere a progetti sempre più grandi.

Chi comincia ad alimentarsi in questo modo crede, a volte (è capitato anche a me quando iniziai), che il cibo serva esclusivamente per sentirsi più in forma, per rimettersi fisicamente e basta. Ma il cibo non è tutto, o meglio, non è solo questo. È piuttosto qualche cosa che conduce, giorno dopo giorno, verso uno stato di benessere più profondo e totale.

Dopo oltre vent'anni di pratica mi sembra di aver capito come il cibo possa essere un’arma a doppio taglio. Può sembrare paradossale, ma il cibo, che pure aiuta a raggiungere un equilibrio incredibile, anche a livello psicologico, può, in alcuni casi, letteralmente distruggere la salute delle persone.

Nei profondi cambiamenti che ho verificato in tutti questi anni negli altri, ho riconosciuto il mio stesso cambiamento, ciò che fa mutare, crescere e rinnovare. Se il cambiamento interiore è guidato dall'amore, allora la guarigione investirà, oltre al corpo fisico, anche la sfera del pensiero e quella ben più profonda dell’anima e dello spirito. In quest’arco di tempo sono venuta a contatto con molte persone gravemente malate, a volte oramai condannate, e ho alternato a momenti umanamente irripetibili altri fortemente drammatici.

Non nego di aver passato degli attimi di autentico sconforto, in parte dovuti anche all'enorme dispendio di energie impiegate, ma mi è sempre bastato fermarmi un po’ per ripartire il giorno dopo con immutato fervore e rinnovata positività. La vita continua...

L’atteggiamento positivo è veramente fondamentale, per chi si appresta a cambiare alimentazione, oltre che per risolvere malanni fisici, anche per intraprendere un nuovo cammino, perché una simile predisposizione è quella che consente di affrontare e gestire meglio e più facilmente le quasi inevitabili difficoltà iniziali, le scariche e i vari problemi che si possono via via presentare.

Si vivranno meglio gli alti e bassi, non ci si sentirà “vittime di un destino crudele”, al contrario, si sfrutterà l’occasione che la malattia rappresenta per attraversare fiduciosamente tutte quelle fasi al termine delle quali inizierà davvero a manifestarsi uno stato di benessere più solido e duraturo.

Oltre all'alimentazione in senso stretto, è utile, qualora ve ne fosse bisogno, ricorrere all'uso di preparazioni particolari, fare degli impacchi, imparare alcuni esercizi per favorire una migliore circolazione dell’energia, lavorare sui meridiani, seguire alcune tecniche di rilassamento, praticare la meditazione ecc., in modo da ridestare la consapevolezza interiore e percepire la stretta unità fra corpo, mente e spirito.

Ho notato che le persone che lasciano questa casa con un atteggiamento di fiducia e di ottimismo incontrano minori difficoltà nell'adattarsi al cambiamento dei gusti e delle proprie abitudini anche alimentari.

Ecco che allora anche il manifestarsi di scariche quali mal di testa, diarrea, pesantezza di alito, debolezza ecc., anziché creare paura o insofferenza, viene visto e vissuto come parte integrante di un normale processo di rinnovamento fisiologico e tutto verrà affrontato con maggiore tranquillità e serenità. Se la persona vive questa fase positivamente, il suo stesso sistema immunitario ne uscirà rafforzato.

Quando vedo, invece, che l’esperienza viene vissuta a denti stretti, lottando contro tutto e tutti, penso veramente che, per quella persona, non sia forse ancora arrivato il momento giusto. Se mancano motivazioni profonde, vuoi per scarsa volontà, vuoi per le difficoltà che sovente si incontrano anche in seno alla famiglia, allora, il più delle volte, la persona lascia perdere tutto e non coglie, così facendo, l’occasione per cambiare.

Sentire attorno a sé il calore e il sostegno dei familiari aiuta enormemente la persona bisognosa a trovare dentro di sé gli stimoli necessari a superare i momenti difficili e continuare. Posso dirlo per esperienza personale. Anche se mi riconosco una certa forza d’animo, non so se sarei riuscita a risolvere i miei problemi senza l’aiuto di mio marito che proprio per starmi vicino ha deciso di cominciare a intraprendere assieme a me questo cammino comune.

A volte succede che una persona inizi a seguire una dieta anche rigida ma abbia già in mente di riprendere quanto prima a mangiare ciò che più gli piace. Non credo che questo sia un atteggiamento da seguire, semplicemente perché denota una totale mancanza di consapevolezza.

Questo non vuol dire che non si potrà più, vita natural durante, concedersi lo sfizio di un gelato o di un pezzetto di carne bianca.

La piccola e occasionale trasgressione fatta da chi ha già maturato con l’esperienza la consapevolezza necessaria non creerà guasti irreparabili, ma chi inizia, e in particolare chi lo fa per motivi di salute, farebbe bene a proseguire con cautela e a tenere, almeno per i primi tempi, una condotta più umile e rigorosa.

Il vero cambiamento scaturisce solo dal nostro profondo e presuppone un mutato atteggiamento verso noi stessi, verso chi ci sta vicino e, in senso più lato, verso l’intera società.

Acquisire consapevolezza di un simile cambiamento su noi stessi ci porterà ad aiutare altre persone a intraprendere la nostra stessa esperienza.

Con il trascorrere del tempo si maturerà un diverso atteggiamento mentale che ci porterà a comprendere come il “mangiare o non mangiare una fetta di torta o una bistecca” non sia la cosa più importante in assoluto.

Sento il bisogno profondo di ringraziare tutte le persone che ho incontrato in questi anni, di ringraziare la vita che mi ha concesso di sperimentare una simile esperienza, senza la quale non avrei forse avuto lo stimolo necessario per la ricerca spirituale che mi sta accompagnando.

Di una cosa sono consapevole: di quanto, cioè, il cammino che ho intrapreso sia solo mio, dipenda soltanto da me, di quanto la vita sia splendida e vada vissuta fino in fondo, proprio perché sa offrire opportunità del genere. Il percorso di questi anni non è certo arrivato alla fine.

Anche se qualcosa ho dato, molte sono ancora le cose che mi restano da dare. Spero che altra gente possa ripetere questo mio stesso percorso e provare le mie stesse sensazioni verso la Vita, verso l’umanità intera.

Devo molto a tutti voi, grazie di cuore.

Guarire con il Cibo

Guarire con il Cibo

Un manuale pratico di corretta alimentazione, che unisce indicazioni terapeutiche e ricette facili e veloci!

Giusi De Francesco, in tutti questi anni di studio e confronto quotidiano con i più comuni disturbi e anche gravi patologie, ha sviluppato notevoli capacità curative. A partire dalla propria esperienza personale, ha potuto verificare come il cibo possa essere il primo elemento su cui basare migliore equilibrio ed armonia per il corpo, la mente e lo spirito.

Nascono così ricette terapeutiche e rimedi naturali rivolti al recupero della salute. Le conoscenze che l’autrice condivide permettono a chi legge di occuparsi della propria salute con più consapevolezza, risolvendo e prevenendo malesseri e problemi.

Completano il libro gli appassionanti e travolgenti racconti dalle lettere inviate da persone che l’autrice ha incontrato, racconti di chi ha riconquistato la salute e la gioia di vivere. Sono testimonianze dirette, la migliore dimostrazione degli straordinari risultati che si possono ottenere con un’ alimentazione sana ed equilibrata.

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