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Prefazione - Cancro SPA - Libro di Marcello Pamio

Giuseppe Di Bella presenta il libro di Marcello Pamio "Cancro SPA"

Prefazione - Cancro SPA - Libro di Marcello Pamio

Ho accolto volentieri l’invito a scrivere la prefazione del libro di Marcello Pamio, perché è rivoluzionario, secondo il celebre e attualissimo aforisma di George Orwell, «Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario».

Pamio tratta uno degli aspetti più immorali e inaccettabili di questo inganno universale, la gestione autoritaria della salute mediante una dittatura terapeutica unicamente finalizzata allo sfruttamento della sofferenza e della malattia da parte di quelle note mafie globali che hanno usurpato e detengono illegittimamente il potere.

Dai massimi portali scientifici come www.pubmed.gov e clinici come www.cancer.gov emergono i limiti delle attuali terapie oncologiche, assolutamente difformi dal rassicurante quadro di “terapie di provata efficacia” continuamente, ossessivamente, generosamente profuso da una suadente informazione ormai totalmente asservita.

Verificando lo “stato dell’arte” sul portale del National Cancer Institute e accedendo a http://www.nci.nih.gov/cancertopics/pdq/ adulttreatment, si può scorrere l’elenco alfabetico relativo a ogni tipo di neoplasia. Per ogni tipo di tumore e stadio, il sito del NCI illustra l’aspettativa di vita con chirurgia, chemio, radio, terapie biologiche variamente assortite.

La più ampia statistica oncologica di sopravvivenza scientificamente testata e reperibile su www. pubmed.gov riporta che raggiunge i cinque anni il 29% degli ammalati di tumore, percentuale quasi totalmente ottenuta dalla chirurgia e solo per il 2,5% dalla chemio.

Questo studio multicentrico si basa su quattordici anni di osservazione di 227.874 pazienti, di cui 72.903 australiani e 154.971 americani. La sola chemioterapia, senza chirurgia, ha consentito solo al 2,1% – 2,5% di raggiungere i cinque anni. Metà di questo 2,5% di sopravvissuti a cinque anni con chemio, nel lungo termine, muore per tumore come documentato nello studio clinico “Long-term results… Experience at the 20 th… GacMed Mex”. La chirurgia ottiene pertanto il 26,5% di sopravvivenza a cinque anni.

Recentemente esponenti delle istituzioni sanitarie hanno dichiarato alla stampa: «La terapia oncologica sta facendo passi di grande rilievo, gli anticorpi monoclonali…».

Basta collegarsi al portale del National Cancer Institute o agli atti dei recenti congressi dell’American Society of Clinical Oncology, per comprendere le ragioni della delusione seguita alle grandi aspettative indotte dagli anticorpi monoclonali e dai “farmaci intelligenti” impropriamente definiti biologici, che incrementano l’aspettativa di vita da poche settimane a qualche mese malgrado gli elevatissimi costi e una tossicità a volte rilevante.

Si sta così confermando una crescente sfiducia verso le istituzioni sanitarie responsabili di aver ufficializzato terapie inefficaci, penalizzate da grave tossicità e da una mortalità inaccettabile denunciata anche da un’agenzia della Reuters Healt (Wesport, ct): «Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen…», letteralmente: “Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici”.

È nascosta dall’informazione di regime l’elevata mortalità per tossicità della chemioterapia, che in certe situazioni può “ufficialmente” arrivare al 17% come documentato nella pubblicazione “Long-term follow-up of an age-adapted C5R protocol followed by radiotherapy”. In realtà i decessi a breve o lungo termine sono molto più numerosi ma vengono impropriamente attribuiti ad altre cause.

Lentamente, ma progressivamente, si sta diffondendo la consapevolezza della totale inaffidabilità dell’informazione in campo medico, come in tutti i settori.

Il prof. Luigi Di Bella ha profeticamente affermato che «la disinformazione ha una capacità criminale inimmaginabile, l’Italia è un paese gravemente ammalato di disinformazione».

Per nascondere la verità, mantenere e accrescere gli elevatissimi fatturati, vengono solennemente celebrati riti televisivi di trionfali successi ed entusiasmanti progressi solo mediatici nella cura dei tumori, regolarmente e radicalmente smentiti dalla realtà, dalle citate banche dati medico-scientifiche mondiali (ovviamente ignote alla grande maggioranza del pubblico). Questi Magnificat mediatici sono puntualmente conclusi da insistenti e reiterate questue per finanziare le prossime, imminenti, immancabili vittorie contro il cancro.

Il dott. Ralph Moss ha pubblicato una meta-analisi di un cospicuo numero di studi sui risultati oncologici, “Questioning chemotherapy”, confermando la reale impotenza degli attuali protocolli oncologici. In studi epidemiologici con gruppi di controllo ha anche evidenziato che le pazienti operate di tumore della mammella, e sottoposte successivamente a chemioterapia, monitorate per cinque anni, hanno avuto una percentuale significativamente maggiore di ricadute rispetto al gruppo di controllo di donne che dopo l’intervento non hanno effettuato chemio: «Nei casi di tumore alla mammella, la chemioterapia diminuisce addirittura la sopravvivenza media da 24 a 22 mesi, nel tumore alla prostata da 19 a 18 mesi […] la chemioterapia non agisce sui più comuni tipi di tumore».

La prestigiosa rivista medica «Lancet» ha pubblicato uno studio prospettico randomizzato condotto su 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile bronco-polmonare documentando che la mediana di sopravvivenza degli ammalati chemiotrattati fu del 300% inferiore rispetto a quelli che non ricevettero alcun trattamento, dimostrando così chiaramente che in questa patologia e stadio chi non fa la chemioterapia vive tre volte di più rispetto a chi è sottoposto a chemio.

La mafia globale che gestisce finanza, politica, economia e informazione ha pianificato il completo controllo di una delle più rilevanti fonti di guadagno: la gestione della sanità, del mercato del farmaco e della diagnostica.

Condizione essenziale del controllo del mercato farmaceutico è la completa eliminazione della libertà del medico di esercitare la sua professione secondo scienza e coscienza. Soprattutto in periodo di globalizzazione, il potere economico condiziona i vari governi che, attraverso apposite commissioni e vari organismi, creano vincoli burocratici che avviliscono la dignità del medico imponendo una dittatura terapeutica finalizzata all'incremento del loro fatturato.

La libertà di prescrivere secondo scienza e coscienza viene così asservita a “linee guida”, vincolata a “prontuari”, condizionata da “Consigli” “Comitati”,” “Istituti”, “Commissioni”, “Amministratori”, di “Aziende Sanitarie” tutti regolarmente e senza eccezioni di carica politica. Questa classe di burocrati impone percorsi predefiniti alla prescrizione di farmaci, binari obbligati volti a creare un mercato esclusivo e protetto, una sorta di monopolio che consente alle maggiori multinazionali del farmaco, in questo periodo di crisi economica e finanziaria globale, costanti e ingenti incrementi annui del fatturato.

La strategia di controllo del mercato del farmaco si estende alla politicizzazione degli ordini professionali, al controllo dei concorsi ospedalieri e, con particolare attenzione, delle università, dei circoli che gestiscono le cattedre, le carriere, la ricerca e il potere accademico.

Tutto ciò si può realizzare mediante l’asservimento della classe medica a una politica globalmente pianificata e rigidamente controllata da un ristretto circolo di potere multinazionale. Le tecniche di acquisizione e mantenimento degli utili farmaceutici non possono pertanto prescindere dallo svilimento e dalla degradazione del medico a burocrate prescrittore di ricette standardizzate, di terapie protocollate, e di linee guida obbligate; in pratica queste tecniche si realizzano attraverso la gestione di ogni ordine e grado della sanità.

In Italia la Finanziaria 2007 di Prodi (al comma 796, lettera Z), ha abrogato la disposizione di legge introdotta sotto la pressione dell’opinione pubblica nel 1998, la cosiddetta “legge Di Bella”6, che consentiva al medico di prescrivere al di fuori dei vincoli burocratici ministeriali secondo scienza e coscienza, in base alle evidenze scientifiche, al momento in gran parte disattese dal prontuario del Ministero della Salute.

Grazie a questa legge, per anni, i medici hanno potuto prescrivere farmaci di cui esisteva un razionale d’impiego scientificamente testato, ma ignorato dalle commissioni ministeriali. Con la Finanziaria 2007 la disposizione 94/98 non è più applicabile.

Cancro SPA

Cancro SPA

Business is business”, e anche il cancro non è immune da tale logica commerciale: la chemio può costare fino 50.000 euro al mese, un solo trapianto di midollo 36.000, un ciclo completo di radioterapia 26.000 euro, ecc.

Il costo medio di un paziente oncologico è di oltre 200.000 euro, e ogni anno in Italia sono 270.000 i nuovi malati… 

  • I protocolli usati in oncologia sono cancerogeni e mutageni
  • La sopravvivenza a 5 anni alla chemioterapia non supera il 2%
  • Il cancro è la prima causa di morte nei paesi sviluppati
  • In Italia ogni anno a 400.000 persone gli viene diagnosticato un cancro
  • Le terapie oncologiche sono la prima spesa sanitaria
  • Con il cancro le industrie guadagnano più di qualsiasi altra malattia
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Marcello Pamio

Marcello Pamio: scrittore, insegna nutrizione in diverse scuole di Naturopatia. Dal 1999 gestisce il sito internet www.disinformazione.it.

È autore di diversi saggi di successo, tra cui ricordiamo: Il Lato Oscuro del Nuovo Ordine Mondiale, Manifesto contro la televisione, Diabete, La vita inizia prima della nascita (scritto insieme a Marisa Bettio). Con Revoluzione Edizioni ha già pubblicato: La fabbrica dei malati.

 

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