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Prefazione - Anatomia Occulta - Libro di Andrea...

Leggi un estratto dal libro di Andrea Pellegrino "Anatomia Occulta"

Prefazione - Anatomia Occulta - Libro di Andrea Pellegrino

Non esiste nulla in cielo e sulla terra che non sia anche nell'uomo, diceva Paracelso.

Accanto all'anatomia classica, di pertinenza esclusiva della scienza, esiste un'anatomia interiore e occulta, che studia la parte spirituale dell'uomo e il riflesso della sua struttura sottile come immagine perfetta del macrocosmo. In questa visione, il corpo umano rappresenta un vero e proprio universo in miniatura che riproduce la perfezione e i meccanismi del creato nelle sue implicazioni sia fisiche che psicologiche.

Le culture e le filosofie di ogni tempo e luogo hanno saputo concepire un complesso sistema simbolico profondamente legato al corpo umano, concepito come un tempio sacro da amare, conoscere e rispettare. Un tempio nel quale l'iniziato deve essere degno di poter entrare per apprenderne i misteri custoditi al suo interno. Soltanto così egli sarà in grado di comprendere meglio la natura della sua anima e il prezioso rivestimento che la custodisce.

Ciò è possibile soltanto sapendo leggere e interpretare il linguaggio universale di antichi simboli e allegorie.

Il simbolo, concepito come linguaggio universale, accompagna il cammino dell'uomo da sempre. A differenza del'espressione che si attua con l'uso della parola, i simboli hanno la prerogativa di mantenere inalterato il loro significato e il senso in essi contenuto. Il concetto che un simbolo arreca il sé, viene in questo modo trasmesso e compreso a persone e popoli di diversa cultura, collocazione geografica e storia.

In questo senso si comprende quanto la potenza dei simboli sia in grado di ricondurre l'umanità ad un'unica origine comune. Origine che si fa risalire alla manifestazione dello spirito. Il pensiero, come espressione del lato spirituale, può cogliere le verità ma ha bisogno del linguaggio per poterle tradurre e comunicare. A livello simbolico, dunque, l'uomo ha da sempre cercato di trasferire e accomunare il suo essere con il Cosmo per meglio sentirsi elemento di appartenenza del creato visibile e invisibile. Di contro, anche le meraviglie del cielo sono sempre state rappresentate antropomorfe.

Il termine simbolo deriva dal greco symballein ("gettare insieme", "mettere insieme") e nell'antichità era utilizzato per definire i due o più pezzi in cui era stato scomposto un oggetto, i quali, una volta ri-assemblati, permettevano di riconoscere l'identità dei loro portatori. Un esempio di ciò era la tessera hospitalitatis, ovvero l'anello che veniva rotto in due pezzi i quali, conservati da due famiglie, servivano alle persone ad esse appartenenti a comprovare l'ospitalità data e ricevuta. Anche la tessera che i giudici di Atene ricevevano entrando nel tribunale e che serviva loro da riconoscimento per ricevere la retribuzione è un altro esempio dell'utilizzo della parola simbolo nell'antichità.

Il simbolo religioso è un segno di riconoscimento, una rappresentazione semplice che indica o ricorda qualcosa di più complesso e sottinteso. Sotto l'influsso delle religioni misteriche il simbolo diviene qualcosa di segreto, un'espressione cifrata che non poteva essere comunicata direttamente. Il mondo si carica così di significati nascosti e segrete corrispondenze.

Il simbolismo ha principi e leggi precise che emanano dal mondo degli archetipi.

Che cos'è l'archetipo? Noto agli esoterici e agli psicanalisti, l'archetipo è il prototipo ideale delle cose, ovvero è un'idea fungente da modello in rapporto ad altri modelli. Ogni simbolo è una specie di rivelazione, e la meditazione fatta su di esso mette in risonanza un determinato centro della coscienza e il suo rispettivo archetipo, vibrando all'unisono.

I simboli sono le chiavi per aprire le porte dell'infinito, essi permettono di rendere sensibile e reale alla maniera terrena ogni concetto intelligibile, e di passare dal sensibile all'intelligibile.

Come afferma Palamidessi: Il vero simbolismo tradizionale non è arbitrario, ma poggia su ben precise leggi, ossia quelle delle corrispondenze fra i diversi ordini della realtà naturale e soprannaturale, ove la naturale è considerata l'esteriorizzazione del soprannaturale. Il simbolismo enuncia una realtà di un certo ordine che l'esoterico ritiene possa essere rappresentato da una realtà di un ordine meno elevato.

Una delle più antiche simbolizzazioni è quella che sovrappone, nonostante la distanza, il cielo e l'essere umano. È indubbio, grazie a testimonianze sparse ovunque e alla vasta elaborazione mesopotamica dell'astronomia e dell'astrologia, che il cielo stellato era considerato un grande, immenso libro nel quale era possibile leggere e interpretare la volontà divina. Le costellazioni rappresentavano infatti grandi animali ultraterreni e i pianeti erano i carri delle potenze cosmiche. Nel firmamento andavano quindi cercati i simboli e i presagi di ciò che era terreno.

La rappresentazione del cosmo è una chiara espressione di questa forma mentis. Presso tutti i popoli, fin dalla remota antichità, il Sole è rappresentato da un cerchio che spesso vede disegnate al suo interno fattezze umane: un viso sorridente e raggiante. Anche le rappresentazioni dei pianeti sono accostate ad oggetti che fanno parte della vita terrena: il dio Saturno tiene in mano una falce. Venere uno specchio, sulla testa di Mercurio c'è un caduceo. Marte ha una lancia etc.

Si tratta di un processo di scambio che avviene in un circuito uomo-cosmo, una proiezione nella quale l'uomo diventa cosmomorfo e l'universo antropomorfo. Una vera e propria introiezione, da parte della struttura umana, della struttura universale in una corrispondenza diretta e consustanziale macrocosmo-microcosmo.

Cosa che ci riporta alla congiunzione del pianeta antropomorfizzato e dell'uomo "pianetizzato", cellula del mondo astrologico così ben rappresentato da molte figure del museo ermetico, fra le quali la mappa dell'anatomia occulta che andremo ad analizzare in questo trattato.

Considerando quanto sopra, possiamo dire con franchezza che questo libro e questa mappa devono essere considerati come un'esposizione storica, un viaggio fra teorie e filosofie che si perdono nella notte dei tempi. Certamente non come un'imposizione, tanto meno quanto una verità che dovrebbe essere stabilita come un dogma inconfutabile che non può essere smentito.

Ciò che questo trattato si propone di fare è un'inchiesta filosofica tra le varie sfaccettature del sapere che hanno concesso una visione del corpo umano a cavallo tra scienza e simbolismo ermetico. Tale conoscenza potrebbe anche essere utile per perfezionarsi in emozioni, pensieri, opere e parole facendo propri gli antichi insegnamenti sullo straordinario rapporto che intercorre tra il corpo (microcosmo) e l'universo (macrocosmo) quando questi stanno in sintonia.

L'uomo è un'unità completa, fatta a immagine e somiglianza del suo Creatore. In quanto tale, esso contiene tutti gli elementi del Creatore e della creazione; per questo motivo è un compito molto delicato descriverne la sua costituzione. Ci sono diverse scuole di pensiero che descrivono la conformazione dell'uomo. Non si può affermare che una sia più o meno corretta rispetto all'altra in quanto, probabilmente, tutte potrebbero contenere un fondo di verità.

L'affascinante disegno oggetto della nostra analisi è una complessa rappresentazione dell'Adam Kadmon, l'uomo primordiale, sul quale confluiscono in sintesi buona parte delle tradizioni esoteriche che sono state rapportate al corpo umano. Cabala, alchimia, astrologia, ermetismo e tradizioni orientali tramano in questo disegno una fitta rete di corrispondenze che hanno l'intento di sintetizzare queste antiche dottrine. La ricerca è stata svolta separando le varie correnti di questo sapere per analizzarle singolarmente, in modo da rendere più chiara al lettore la visione di insieme dell'anatomia occulta.

L'origine della tavola è avvolta nel mistero in quanto non si sa con precisione chi l'abbia disegnata. La datazione risale al 1719 ma qualcosa sembra non tornare come, ad esempio, la citazione dei campi elettromagnetici associati alle parti anatomiche. Il primo a introdurre l'elettromagnetismo nell'occulto fu infatti Francis Barrett, che è nato molto tempo dopo tale data. La sua opera più famosa, Il Magus, è stata pubblicata nel 1801.

La cosa certa è che se ne deve la rielaborazione (probabilmente anche con qualche errore di copiatura, come ad esempio la sephirah Yesod ripetuta due volte al posto di Malkuth) a un artista e filosofo della Repubblica Bolivariana del Venezuela chiamato Ismael Noguera Diaz. La mappa è infatti stata revisionata nel 1970 e nel 1982.

Anatomia Occulta

Anatomia Occulta

Un'opera per tutti gli appassionati di storia, filosofia ed esoterismo, che, attraverso l'analisi dei documenti storici e delle fonti letterarie, permette di comprendere da dove siano nate e come si siano evolute le tecniche e le discipline che hanno lo scopo di sanare il corpo e l'anima.

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Andrea Pellegrino

Andrea Pellegrino, classe 1983, è laureato presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'università degli Studi di Milano con curriculum in Scienze dei Beni Culturali.

Studioso di esoterismo da più di quindici anni, il suo approccio è quello antropologico, storico e sociale supportato dal suo percorso accademico ufficiale.

Dopo aver collaborato con diverse gallerie d'arte di Milano come recensore di artisti e curatore di cataloghi e mostre, nel 2010 entra a far parte del Gruppo Anima (libreria Ecumenica/Esoterica) presso il quale è docente del corso Forme e correnti dell'esoterismo occidentale. Dopo l'esperienza in libreria segue corsi di giornalismo e redazione e collabora con due importanti agenzie di comunicazione di Milano.

È redattore per la rivista Anima News e ufficio stampa dell'Associazione Culturale Anima Eventi.

 

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