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Pratiche della kundalini

Leggi in anteprima il capitolo 6 del libro "Kundalini Energia Divina" scritto da Cyndi Dale

Pratiche della kundalini

Il giovane mette assieme i suoi materiali per costruire un ponte verso la luna, o forse un palazzo o un tempio sulla terra, e alla fine l’uomo di mezza età decide di costruire con questi materiali una legnaia.
Henry David Thoreau

La realtà della vita quotidiana rende particolarmente importante imparare ad avvalerci della nostra kundalini. Altrimenti come possiamo ricavare energia sufficiente per mantenere il ritmo della nostra vita indaffarata... e godercela? La kundalini è energia, e pertanto è cruciale trovare pratiche della kundalini che ci connettano a questa energia affascinante.

Vi sono molti metodi differenti di intendere l’energia della kundalini e la filosofia per gestirla. Sebbene vi siano centinaia di procedure per affrontare la kundalini, inevitabilmente si adotterà una disciplina attraverso una di queste due vie: la filosofia vedica e quella tantrica. (Il Vedanta, esaminato nel Capitolo 1, potrebbe essere considerato un gemello delle altre due, oppure una parte del sistema vedico). Da qui si verrà indirizzati a varie pratiche yoga.

Tutte le pratiche yoga, comunque vengano chiamate, cominciano e finiscono con un’interpretazione della kundalini, l’energia fondamentale della vita. Accedere alla kundalini significa praticare lo yoga; essere allievi di qualsiasi forma di yoga significa toccare la propria kundalini. Per questo motivo il presente Capitolo studia a fondo la via dello yoga; non le differenti pratiche in sé, ma le idee trasmesse dagli yogi. Questo Capitolo presenta alcune delle varie pratiche yoga che possono accrescere la potenza della kundalini nella vita reale. Esamineremo l’uso del pranayama (inspirazione ed espirazione profonde), della meditazione, dei mantra (cantilene e affermazioni), degli asana (movimenti e posizioni), dei mudra (gesti), della visualizzazione e dei bandha (contrazioni posturali). Ogni tecnica è benefica per coltivare il risveglio della kundalini, per assisterci quando ne sperimentiamo l’ascesa e per aiutarci a incorporare le lezioni e le doti che derivano dalla sua attivazione.

Sappiate che vi sono migliaia di libri, siti internet, corsi e insegnanti che possono aiutarvi a comprendere e a lavorare con la kundalini. Rammentate che è importante personalizzare la pratica e continuare a farlo. A mano a mano che la kundalini ascende, vi trasforma. A mano a mano che voi vi trasformate, cambia anche il vostro rapporto con la kundalini e in definitiva con il Divino. Vivere la luce della propria divinità significa continuare a trasformare la via verso la propria divinità. I metodi di questo Capitolo possono fornirvi le basi per cominciare, integrare la vostra pratica facendovi passare da un livello intermedio a uno avanzato o semplicemente assistervi nella riduzione dello stress. Soprattutto, godetevi le pratiche e le tecniche che adottate, poiché la kundalini è in definitiva un modo per aprire la porta alla gioia.

Sappiate inoltre che non è necessario usare una disciplina orientale per gestire l’energia della kundalini. Esaminare la kundalini per conto proprio tramite metodi terapeutici, eseguendo il Tai Chi o il Qi Gong, oppure praticando una religione importante, fra cui Islam, ebraismo e cristianesimo, vi avvicinerà agli stessi concetti fondamentali e perfino a pratiche simili. (Il Capitolo 12 esamina più in dettaglio la spiritualità della kundalini).

Pranayama: la kundalini respira

Noi respiriamo fin dal momento in cui nasciamo, ma molti di noi hanno scarsa considerazione per questo atto o per la sua importanza, almeno finché non rimangono a corto di fiato. La respirazione è uno degli strumenti più vitali per salire la scala verso la nostra illuminazione, e le pratiche della kundalini sono sempre intrecciate con la respirazione consapevole. Il pranayama è una respirazione profonda che consente l’attivazione e l’ascesa della kundalini. Quasi tutti gli yogi concordano sul fatto che la respirazione sia essenziale per un risveglio non pericoloso della kundalini. Un procedimento respiratorio particolarmente efficace viene insegnato nel kriya yoga, una pratica incentrata sulla kundalini che viene facilmente incorporata nella vita quotidiana

Il termine kriya in sanscrito significa “azione, atto o sforzo”. Molti praticanti integrano vari kriya nella loro vita normale. Il kriya yoga è un procedimento importante per attivare la kundalini, che solo di recente sta emergendo all’attenzione del pubblico. Prediletto da Paramahansa Yogananda, autore di Autobiography of a Yogi [trad. it. Autobiografia di uno yogi; N.d.T.], il kriya yoga ha contribuito a dischiudere al mondo occidentale l’importanza dello yoga durante il XX secolo. Fondato sui princìpi del karma yoga, oltre che su certe altre forme di yoga tantrico e kundalini yoga, il kriya yoga afferma che all’anima intrinseca, ya, va consentito di regolare tutte le nostre azioni, kri. Il termine affine kri è anche la radice della parola karma. Mentre karma, principio di causa ed effetto, si riferisce all’azione, kri significa “fare”. Il kriya yoga è pertanto l’unione con l’Infinito attraverso azioni specifiche.

Lo scopo del praticare riti di kriya yoga è diventare maggiormente sensibili alla propria anima intrinseca. Il nucleo del kriya yoga è la respirazione consapevole: una respirazione che riempie non soltanto il corpo ma anche l’anima. Nel divenire “piena”, l’anima può imporre la propria autorità sulla mente e alla fine liberarsi del corpo, conseguendo in definitiva lo stato di samadhi, ossia di realizzazione dell’Assoluto. Frattanto il praticante di kriya yoga vive una vita di servizio, donando se stesso per assistere gli altri.

Perché non vedere come perfino la semplicità della respirazione possa trasformare la nostra vita?

ESERCIZIO: Respirazione kriya

Questo esercizio è adattato da uno simile reperibile sul sito internet Spiritual Path of Yoga di Furio Sciano, ministro del Center for Spiritual Awareness incentrato sul kriya yoga.

● Sedetevi su una sedia senza braccioli e inspirate per dieci secondi. Ora fate quanto segue.
● Trattenete il respiro per dieci secondi, quindi espirate con una doppia espirazione, sempre per dieci secondi (una doppia espirazione comporta una prima espirazione, poi una pausa, quindi una nuova espirazione. Suona come «ah aaahhh»).
● Ripetete per cinque o sei volte.
● Chiudete gli occhi e concentratevi sul punto fra le sopracciglia.
● Connettetevi con il Divino (nel modo in cui voi intendete il Divino).
● Semplicemente osservate il respiro. Non cercate di controllarlo o di modificarlo.
● Mentre inspirate, ripetete mentalmente questa parola: hong.
● Mentre espirate, ripetete mentalmente questa parola: so. Hong-so in sanscrito significa «io sono lui».
● Praticate questa inspirazione/espirazione hong-so per dieci minuti.
● Ora riportate la concentrazione sul punto fra le sopracciglia. Svuotate la mente.
● Diventate consapevoli della luce e soltanto della luce. Scrutate questa luce e abbandonatevi al Divino.
● Gradatamente concludete la seduta e riprendete le vostre attività quotidiane.

La meditazione diviene meravigliosa

La meditazione è una delle attività più importanti che si possano svolgere per operare con la kundalini. Come indicato dall’esperto di Tantra e Chakra Harish Johari, la meditazione da sola non può suscitare l’attivazione della kundalini, il che la rende sicura per quanti si spaventano all’idea di attivarla inaspettatamente. Usare la meditazione per favorire il processo della kundalini rende insensibili di fronte a un “attacco della kundalini”.

Vi sono molti tipi di meditazione che fanno uso di posizioni, bandha, tecniche respiratorie, visualizzazioni, mantra, silenzio e perfino azioni di camminare e parlare. Qualunque sia la forma, la meditazione può essere spiegata con una semplice definizione: la meditazione è una modalità di risveglio.

Per molti di noi meditare non è facile. È difficile concentrarsi, che è l’aspetto più importante della meditazione. È anche difficile trovare il tempo e un ambiente tranquillo. Allora non bisogna provare: bisogna farlo e basta. Semplicemente bisogna rendersi consapevoli del proprio respiro in tutta la vita quotidiana. Questo aiuta a concentrarsi e ad accrescere la capacità di essere una cosa sola con se stessi e con gli altri. Si possono aggiungere altre procedure e tecniche, ma ogni meditazione comincia con la respirazione, un atto che si compie comunque di continuo.

Respirate nel momento presente. Respirate nelle parole che pronunciate. Respirate in un progetto o nelle palme delle mani aperte o nell’aroma del pane fresco. I termini che significano “respiro” e “spirito” sono gli stessi in molte religioni. Ogni respiro è un’esperienza spirituale. Respirate.

Fra vari suggerimenti, importanti tanto per il principiante quanto per l’esperto di meditazione, vi sono i seguenti.

  • Fate cose semplici, e sempre uguali: impiegate la stessa procedura nello stesso momento di ogni giorno e nello stesso luogo, se possibile. Se usate strumenti, usate sempre quelli quanto più spesso possibile. I rituali acquietano la mente e il corpo.
  • Eseguite piegamenti e allungamenti: mettetevi a vostro agio prima di accomodarvi. Le asana, o posizioni fisiche, dello yoga sono stati studiati appositamente per aiutare il corpo a prepararsi a stare seduto in meditazione. Così se praticate lo yoga fisico valutate se eseguire alcune semplici posizioni prima di trovare la vostra posizione preferita per la meditazione.
  • Occupate il corpo: voi vivete nel vostro corpo. Respirate in tutta la sua pienezza e visitatene ogni angolo.
  • Vagate per un po’: il modo migliore per evitare che la mente vaghi è concederle il permesso di farlo. Lasciatela giocare prima di imporle un periodo di astensione dal pensiero.
  • Respirate: usate qualsiasi tecnica di respirazione vi piaccia o semplicemente respirate. Se la vostra mente dimentica di essere in vacanza, concentratevi sul respiro.
Meditazione incentrata sui chakra

Un modo utile di meditare consiste nell’usare un metodo basato sui chakra. Sfruttando i chakra, possiamo fare quanto segue.

  • Favorire i nostri chakra essenziali: tutti noi abbiamo chakra che servono a scopi vitali più per noi che per altri. Per chi è un cantante d’opera, per esempio, il quinto chakra è congenitamente più forte degli altri. Un giocatore di football impiegherà per la maggior parte delle sue imprese il primo chakra, quello dell’abilità fisica. Ciascun chakra si rafforza meglio con certi tipi di meditazione anziché con altri. Selezionando lo stile meditativo che favorisce i chakra più attivi della nostra vita possiamo incrementare le nostre qualità migliori.
  • Eliminare un blocco: la kundalini si arresta nei chakra bloccati. Penetrando o attraversando con la meditazione tale inibizione, possiamo risanare la questione e incoraggiare l’ascesa della kundalini. (Si veda l’esercizio “Come alleviare i sintomi dei chakra innescati dalla kundalini” più avanti in questo Capitolo, dove è indicato un metodo in varie fasi).
  • Incrementare un chakra poco sviluppato: quando ci concentriamo su un chakra debole, risvegliamo le qualità latenti in tale chakra e favoriamo un nuovo modo di connetterci con il mondo e con la kundalini.

Insomma, un metodo basato sui chakra sviluppa le nostre doti, mitiga gli effetti della kundalini, elimina i blocchi, allevia le preoccupazioni, sviluppa le nostre qualità più deboli, ci fa “sbollire” e ci aiuta a elaborare le questioni così innescate.

Condurre una meditazione incentrata sui chakra non è diverso dall’eseguire qualunque altra meditazione. Comincia e finisce con la respirazione, e in mezzo vi è un grande rilassamento con liberazione della mente. Focalizzandovi su un certo chakra, però, potete integrare il procedimento con attività e strumenti incentrati sui chakra, come indicato nel Capitolo 2. Per esempio, è possibile mettere le mani sulla relativa parte del corpo; indossare, disporre tutto attorno o immaginare il colore del chakra; oppure concentrarsi su un attributo o un tema del chakra (si veda nel Capitolo 2 un elenco di questi ultimi). È anche possibile pronunciare la sillaba-seme abbinata al chakra; concentrarsi su un numero, un simbolo o un’immagine associati al chakra; oppure tenere in mano una gemma legata al chakra (si veda qualche esempio nella tabella alle pp. 130-133).

Ecco alcune pratiche meditative che operano con i vari chakra. Questi suggerimenti si riferiscono al mio sistema a dodici chakra.

  • Primo chakra: fortemente fisico, questo chakra risponde a posizioni, mudra e meditazioni eseguite mentre ci si muove, per esempio camminando o correndo, oppure stando in piedi. Assicuratevi di tenere i piedi per terra. Le posizioni possono essere incentrate sulla funzione aerobica. Se questo è uno dei vostri chakra più forti, provate a diventare sempre più esperti nella meditazione.
  • Secondo chakra: meditate accanto all’acqua. Se usate le asana, impiegate quelli che sottolineano la fluidità e la grazia simili all’acqua. Usate una visualizzazione che adoperi tutti i cinque sensi. Prestate attenzione a ciò che indossate, poiché questo chakra ha una base sensuale. Quando meditate, prestate particolare attenzione alle sensazioni del vostro corpo.
  • Terzo chakra: questo chakra riguarda organizzazione, dettaglio e pensiero. Provate le meditazioni strutturate incentrate sulla respirazione che con il tempo aumentino di difficoltà. Le asana vanno praticate in serie. Valutate se utilizzare affermazioni e meditazioni che purificano la mente, poiché chi ha un terzo chakra dominante può tendere alla preoccupazione. Meditate ogni giorno alla stessa ora e nello stesso luogo.
  • Quarto chakra: questo chakra concerne amore, guarigione e rapporti affettivi. Meditate tenendo in mano l’immagine di una persona cara o del Divino, oppure assieme a un partner che vi guidi o vi sieda accanto. Eseguite in coppia le posizioni o i mantra. Immaginate fasci di luce che vi pongano in connessione con le persone care.
  • Quinto chakra: cantilene, mantra o ascolto di musica possono essere tecniche meditative ideali, così come la comunicazione con le guide spirituali o con il Divino tramite preghiere. Anche la lettura di poesie o la scrittura ispirata possono essere forme meditative per questo chakra.
  • Sesto chakra: usate le visualizzazioni e la meditazione guidata; circondatevi di un ambiente che sia visivamente piacevole. Usate i colori che riflettono la meditazione. Potete anche usare gli yantra, simboli o disegni dotati di significato. Vi sono yantra con scopi ben precisi, usati da vari yogi e praticanti; se ne trovano parecchi su Internet. Si può anche mettere a punto un proprio yantra personale, con immagini appropriate.
  • Settimo chakra: concentratevi sulla luce bianca. Alcuni digiunano prima di una profonda meditazione incentrata sul settimo chakra. Lo sviluppo di questo chakra non va affrettato o incitato eccessivamente. Questo è l’ultimo chakra corporeo, sede dell’energia divina maschile. Qui la kundalini femminile si fonde e si mescola con la luce divina del maschile, e questo procedimento può richiedere del tempo. Percorrerlo rapidamente significa perdersi la gioia, ma potrebbe anche indurci a saltare una parte dell’importante procedimento di integrazione e renderci troppo “ebbri” o stralunati.
  • Ottavo chakra: l’obiettivo di questo chakra è la neutralità e la consapevolezza del servizio. La meditazione può comportare l’uso non pericoloso di visione a distanza, viaggi astrali, regressioni e cerimoniali sciamanici. Potrebbe essere utile il cerimoniale chiamato karma yoga.
  • Nono chakra: questo chakra è incentrato sul servizio, favorendo l’armonia globale e l’amore fra tutti gli esseri, senzienti o no. Quando meditate, concentratevi su princìpi elevati e figure di luce che hanno fatto la differenza in questo mondo.
  • Decimo chakra: impiegate suoni e visualizzazioni tratti dalla natura. Conducete la vostra meditazione in un ambiente quanto più possibile naturale, stando in piedi o seduti quanto più possibile vicino alla terra. Valutate se meditare camminando in mezzo alla natura e usando per la focalizzazione gli elementi naturali. Accertatevi di affondare nella terra, percependovi come un albero con radici profonde e rami che puntano verso il cielo.
  • Undicesimo chakra: ponetevi degli obiettivi prima della meditazione e valutate se usarla come modo per diventare consapevoli di forze soprannaturali dentro di voi e attorno a voi, divenendo una cosa sola con la guida che può insegnarvi a indirizzare eticamente queste forze. Armonizzatevi con il movimento delle forze naturali, come il vento, le onde del mare e lo spostamento della sabbia per creare trasformazioni dentro di voi o per ricevere dei messaggi.
  • Dodicesimo chakra: svuotatevi completamente di ogni obiettivo o scopo per la meditazione tranne il dischiudersi al mistero e alla magia del Divino nel momento presente. Cercate voi stessi entro il Divino, e il Divino vi troverà.

Pronti per progettare la vostra meditazione chakra?

Prima di tutto, preparatevi per la meditazione valutando i dettagli seguenti.

● Scegliete un luogo per meditare in base al chakra con cui volete maggiormente connettervi.
● Scegliete una posizione; per esempio, seduti, in piedi, in cammino, di corsa, in posa o con l’impiego di una posizione yoga.
● Decidete se utilizzare o no un partner.
● Scegliete gli accessori, per esempio una gemma.
● Decidete che cosa indossare.
● Se lo desiderate, scegliete punti di focalizzazione, per esempio una zona del corpo, un simbolo, un numero, un suono o un tema.

Quando siete pronti per meditare, fate quanto segue.

In posizione comoda, respirate profondamente, tenendo in mano l’eventuale accessorio che avete scelto per aiutarvi a radicare la vostra energia. Mentre vi rilassate, rivolgete l’attenzione al chakra su cui vi state concentrando. Lo spirito del vostro respiro apre delicatamente questo centro energetico ad ogni livello, e voi entrate in risonanza con il chakra, insediandovi nella miriade di suoni, forme, colori e doti che vi offre. Cancellate completamente tutti gli obiettivi tranne quello di essere il “voi” che siete in questo posto speciale.

Dopo un certo tempo noterete che questo chakra risplende e arde. Attraverso tale chakra, il Divino ora vi invia un messaggio. Voi accettate amorevolmente questa intuizione, consentendole di illuminare l’intero vostro essere. Quando vi sentite completi, spostate la concentrazione dal chakra al cuore e respirate profondamente finché siete pronti a ricongiungervi al mondo conscio. La kundalini, a qualunque livello stesse fluendo, si sistema a un livello che non è pericoloso ed è confortevole per la vostra esistenza di ogni giorno, e voi vi ridestate al vostro sé quotidiano.

ESERCIZIO: Come alleviare i sintomi dei chakra innescati dalla kundalini

Questa è una meditazione semplice per affrontare i blocchi energetici all’interno di un chakra influenzato dall’attivazione della kundalini.

1. Respirate profondamente, traendo il respiro dall’addome.
2. Chiedete al Divino di accompagnarvi e guidarvi nel corso di questo esercizio.
3. Invitate la terra a sostenervi e a guarirvi mediante questo procedimento.
4. Ora concentratevi sul sintomo che vi provoca fastidio.
5. Seguite le tracce di questa energia fino al suo chakra d’origine.
6. Gradatamente spingetevi fino all’anello esterno di quel chakra. Respirate profondamente al suo interno e consentitevi di abbandonarvi a un’immagine, un ricordo, una sensazione, un sentimento, un suono o qualche altro messaggio intuitivo che spieghi l’origine di tale blocco.
7. Quando vi sembra di avere capito tale questione, chiedete al Divino di guidarvi verso il circolo interno di questo chakra, verso il luogo dello spirito interiore.
8. Da questo luogo chiedete di capire le ragioni per cui avete avuto esperienza di quel trauma o di quella percezione errata trattenuti nell’anello esterno del chakra. Quindi chiedete di ricevere la dote resa disponibile da quell’esperienza.
9. Perdonate voi stessi o gli altri per la difficoltà che ha apportato questo insegnamento, e chiedete al Divino di rimuovere i sintomi da cui eravate affetti.
10. Accettate la dote, eseguite qualche respiro e ritornate al vostro normale stato di coscienza.

Kundalini Energia Divina

Kundalini Energia Divina

La “kundalini” è considerata una forma di energia divina, addormentata in ognuno di noi e d’importanza fondamentale, di cui molti parlano, ma che è al tempo stesso misteriosa e poco conosciuta.

Tanti tra noi vorrebbero scoprire il segreto della longevità, della salute e dell’appagamento sessuale: attivare l’energia kundalini può farci ottenere questi e altri preziosi e rimarchevoli effetti.

Come si manifesta la kundalini? Come possiamo risvegliarla e canalizzarla? Cosa succede al suo risveglio?
Cyndi Dale, guaritrice esperta in energie sottili, spiega come risvegliarla e risponde in modo esaustivo alle più frequenti domande su questo tipo di energia.

La kundalini è conosciuta da secoli, in tante culture diverse e con nomi differenti, ma sempre in qualità di forza divina e di chiave per l’illuminazione. Spesso è raffigurata come un serpente che dorme, avvolto su se stesso, alla base della colonna vertebrale, dove ha sede il primo chakra.

Saper riconoscere, risvegliare e integrare questa energia sacra può trasformare la tua vita: scopri come usarla per ottenere una salute vibrante, coltivare relazioni migliori e trovare il tuo vero scopo.

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Cyndi Dale

Cyndi Dale, esperta di energia sottile e guaritrice, aiuta migliaia di persone ogni anno ad apportare cambiamenti positivi nella loro vita. Tiene straordinari seminari e conferenze in varie parti del mondo ed è un’autrice di fama internazionale.

 

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