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Polarità - Estratto dal libro "L'Albero del Male"

Leggi un estratto dal capitolo 1 del libro di William G. Gray "L'Albero del Male"

Polarità - Estratto dal libro "L'Albero del Male"

La polarità, di per sé, non solo è un elemento del tutto naturale, ma è anche necessaria all'evoluzione. Non è né buona né malvagia; semplicemente, è essenziale all'esistenza, soprattutto se intendiamo evolverci quali creature spirituali.

Sin dalla notte dei tempi gli uomini hanno dovuto lottare contro avversità di ogni genere e hanno sempre manifestato un bisogno innato della battaglia tra bene e male, la quale può correggere e compensare i nostri limiti in quanto creature coscienti intenzionate ad accrescere le nostre anime. In altre parole, vi è una "battaglia" adatta per ogni singolo individuo.

La teoria secondo cui Dio creò il Diavolo con lo scopo preciso di renderlo l'avversario spirituale dell'umanità è molto antica. Il suo ruolo sarebbe stato quello di metterci alla prova con ogni sorta di "tentazione" per farci peccare, deviandoci dal retto sentiero verso la perfezione divina. La nostra resistenza e la corretta reazione alle sue lusinghe accrescerebbero la nostra forza e la nostra integrità spirituale fino a un livello capace di condurci dritti alla cima dell'Albero.

Ciò potrebbe anche non essere letteralmente vero, ma è comunque opportuno vivere come tale, e lo stesso vale per molti miti religiosi.

Una volta che concepiamo qualcosa come "bene", dobbiamo necessariamente percepire anche la possibilità del "male". La letteratura esoterica è piena di riferimenti alla nostra leggendaria "caduta", che si verificò quando imparammo a distinguere le energie opposte del principio vitale. Confrontando i modi di operare e gli effetti delle energie, arrivammo a conoscere la loro differenza e definimmo un'estremità bene e l'altra male, attribuendo alla prima una valenza benevola e alla seconda una malvagia.

A quei tempi, le cose erano semplici e tutte le complicazioni attuali sono il risultato di manipolazioni successive.

I punti chiave di questo argomento sono:

  • che l'energia può essere classificata come un potere polarizzato che ha una natura positiva (+) e negativa (-);
  • che il flusso di forza da un polo a un altro costituisce la sua azione effettiva;
  • e che l'equilibrio tra le due forze, quando una equivale esattamente all'altra, produce uno stato di neutralità perfetta o "potere a riposo".

Sarebbe però un grave errore confondere i principi di bene e male con i poli positivo e negativo, perché ognuno rappresenta una manifestazione polarizzata di energia vitale con una carica positiva e negativa propria, mentre il principio di avversità può essere una combinazione di entrambi o una concentrazione di uno dei due. Di per sé, essendo semplicemente una legge di vita, non è nessuno dei due.

Purtroppo abbiamo finito per associare il principio di avversità e la polarità negativa col concetto di male.

Da quando è uscito il libro Il potere del pensiero positivo (Vera Peiffer, 1994), si è diffusa un'autentica fobia riguardo a ciò che viene considerato il "pensiero negativo". Le persone sono state portate a credere che se riescono a "pensare con successo" attrarranno automaticamente a sé qualsiasi cosa. Così, se vogliono essere ricche devono "pensarsi ricche"; se vogliono essere popolari devono pensare che tutti le amino. Mai e poi mai devono immaginare che succeda loro qualcosa di brutto o di avverso; devono solo continuare a visualizzare una "ricchezza positiva" e questa si manifesterà. In qualche modo, queste persone identificano il termine "negativo" con tutto ciò che è dannoso e sgradito, mentre assimilano la parola "positivo" con qualsiasi cosa appaia bella e gradevole. Tale associazione è del tutto sbagliata e probabilmente ha causato da sola più confusione di molti altri fraintendimenti umani.

Ogni individuo pensante dovrebbe dare per scontato che i principi di bene e male devono essere applicati a entrambe le estremità della scala morale e non a una sola. Non può esservi un positivo senza un negativo allo stesso modo in cui non può esservi un bene senza un male. Pertanto, l'idea di "pensare solo pensieri positivi" è sciocca tanto quanto cercare di sollevare l'estremità di un bastone senza che l'altra la segua. Vi è un bene positivo e uno negativo proprio come vi è un male positivo e uno negativo.

La condizione ideale è quella in cui entrambi i principi sono perfettamente bilanciati l'uno con l'altro, così che il risultato sia uno stato di armonia completa.

L’Albero del Male

L’Albero del Male

Ponendo a confronto gli attributi dell’Albero della Vita con quelli dell’Albero del Male, Gray ci aiuta a comprendere la natura del male quale principio insito nell'uomo e ci stimola a guardare dentro di noi in modo scrupoloso e attento per identificare le avversità interiori e le cattive condotte che ci confinano entro livelli puramente materiali, impedendoci di realizzare il nostro vero scopo spirituale. Per questo, Gray sottolinea l’importanza di trovare una via di mezzo fra i due principi opposti, perché solo così potremo salvarci in quanto individui e raggiungere uno stato di pace perfetta.

Un trattato unico e illuminante fra i più apprezzati nella letteratura cabbalistica; un’opera eccelsa che indaga a fondo l’equilibrio tra Bene e Male e rivela come utilizzare il simbolismo cabbalistico per riconoscere e invertire le energie negative

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William G. Gray

William G. Gray (1913-1992) noto esponente della tradizione cabbalistica e fondatore della Sangreal Sodality, è stato uno dei più importanti maestri di esoterismo occidentale. Con le sue conoscenze ha contribuito a diffondere e trasmettere approfonditamente il sapere occulto in Occidente. È autore di diversi testi di Qabalah e magia cerimoniale.

 

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