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Pitaya, il superfrutto del cactus delle Ande

Comincia ad essere reperibile anche in Italia, fresca o essiccata. Il frutto è ricchissimo di importanti principi nutrizionali. Ed è pure buono.

Pitaya, il superfrutto del cactus delle Ande

Forse a causa della sua forma e dei suoi colori gli anglosassoni la chiamano “Dragon Fruit”.

La Pitaya, o meglio Pitahaya, è un frutto colorato, dal gusto particolare che richiama insieme il kiwi e la pera, con una polpa cremosa.

Può essere gustato sia fresco, sia essiccato.

La Pitaya è il frutto prodotto dalle piante di cactus della specie Hylocereus (nome scientifico (Hylocereus undatus). Originaria delle aree del centro e sud America – in particolare sud del Messico, Guatemala, Costa Rica, El Salvador – oggi è molto diffusa anche in tanti paesi dell’Asia.

Parliamo, dunque, di un frutto tropicale ancora poco conosciuto in Italia, ma in via di diffusione.

Che strana polpa….

La pianta si definisce pianta epifita, vale a dire che vive sopra ad altre piante che fungono da sostegno. Il suo portamento è strisciante o rampicante. Il periodo di fioritura è piuttosto breve e generalmente avviene di notte.

È interessante sapere che l’impollinazione viene effettuata dai pipistrelli o dalle farfalle notturne, le falene. La pianta produce diversi fiori con successive fioriture. Il frutto ha un peso compreso tra i 150 e i 600 grammi, è lungo 6-12 centimetri e ha un colore variabile in base al tipo (rosso o giallo): se lo tagliamo ci sorprenderà con la sua polpa cremosa caratterizzata da un aroma delicato e contenente numerosissimi semi neri commestibili che assomigliano a quelli del kiwi.

Tre tipi in base al colore

Spesso si semplifica parlando di Pitaya rossa e gialla, selezionando il frutto in base al colore della buccia: in realtà la giusta classificazione segnala tre varietà del frutto:

  • Hylocereus undatus (Pitaya bianca o Pitaya dalla polpa bianca): frutto dalla buccia rossa con la polpa bianca. È il “frutto del drago” più diffuso.
  • Hylocereus costaricensis (Pitaya rossa o Pitaya dalla polpa rossa, noto anche come Hylocereus polyrhizus): frutto dalla buccia rossa con la polpa rossa.
  • Hylocereus megalanthus (Pitaya gialla o Selenicereus megalanthus): frutto dalla buccia gialla con la polpa bianca.

Le proprietà del frutto del drago

Un frutto Pitaya fornisce il 15% del valore giornaliero raccomandato di vitamina C, che rafforza il sistema immunitario, stimola la produzione di collagene e favorisce l’assorbimento del ferro.

Tra i minerali contiene calcio, ferro, magnesio e fosforo, i quali rendono interessante questo frutto per la salute dell’apparato muscolo-scheletrico e del sangue. La Pitaya è ricca di fibre e, soprattutto nella sua preparazione essiccata, favorisce la funzionalità intestinale.

Omega-3 e tante vitamine

Il frutto del drago, inoltre, è fonte di omega 3, acidi grassi essenziali, vitamina B e contiene anche molti antiossidanti, tra cui il licopene. Ha proprietà diuretiche e drenanti che contrastano la ritenzione idrica e la cellulite e migliora la salute della pelle e dei capelli. È poco calorico e saziante, pertanto è indicato in caso di dieta alimentare. Un consiglio finale: mastichiamo bene i semi contenuti nella polpa affinché siano più digeribili. I semi hanno un sapore che richiama quello della nocciola e sono ricchi di buoni lipidi. Insomma, un frutto che può arricchire la nostra dieta, per variare, non dimenticando di certo i tanti buoni frutti domestici delle nostre terre.

Quando e come mangiare Pitaya

La Pitaya è un ottimo frutto consigliato a tutti: bambini, adulti e anziani.

  • Fresca può essere consumata al naturale, tagliata a metà e mangiata con il cucchiaino;
  • con l’aggiunta di succo di limone e poco zucchero, si unisce ad altri frutti in macedonia o frullato. Oppure anche a pezzetti nello yogurt;
  • con il succo frullato o estratto si crea la famosa “Agua de Pytaia” (vedi la ricetta);
  • La polpa di Pitaya viene anche utilizzata per accompagnare o guarnire piatti di pesce, come se fosse una verdura.
  • Il frutto del drago essiccato, sempre più diffuso nei negozi di prodotti naturali, è un ottimo snack di metà giornata, al naturale. Può inoltre essere aggiunto ai cereali (crunchies o muesli) della colazione insieme al latte vegetale di riso, di mandorla o di soia.

Pitaya gialla

La Pitaya gialla (Selenicereus megalanthus haw.) è molto diffusa nel territorio andino della Colombia dove viene raccolta a mano a un’altitudine fra i 1.400 e i 1.700 metri sul livello del mare, in un ambiente incontaminato. Per la coltivazione i campi vengono fertilizzati con concimi naturali derivati dal compostaggio di residui vegetali.

La Pitaya gialla fresca è un frutto molto sensibile agli sbalzi di pressione: questo complica il trasporto del frutto.

Come per la varietà rossa, la forma essiccata è la soluzione ideale per garantire al prodotto il massimo della qualità.

Articolo tratto da L'Altra Medicina N. 42

 

 

 

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Il "frutto del drago" ha una polpa cremosa è ottimo da mangiare sia fresco che come in questo caso essiccato, il gusto è un mix di kiwi e pera Pitaya è una buona fonte di vitamina C, fornisce circa il 15% del valore... scheda dettagliata

 

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