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Leggi in anteprima un frammento del nuovo libro di Remo Rittiner "Il Grande Libro della YogaTerapia"

Piede sano e stabilità (anatomia/teoria) - Il Grande Libro della YogaTerapia

Come ben sa un architetto, la struttura di un edificio dipende dalla solidità delle fondamenta! Se sono deboli o poco affidabili, tutto l’edificio ne risentirà. Su una base malferma non si può costruire niente di duraturo!

In maniera simile molti disturbi e malattie, come ad esempio le patologie del ginocchio e della schiena o la cefalea, possono essere ricondotte alle fondamenta del corpo: i piedi.

Sono i piedi a portarci nel percorso della nostra esistenza. Nell’arco della vita circumnavighiamo la Terra all’incirca 4-5 volte (ca. 185.000 km). Questo capolavoro di anatomia, il piede, permette a noi esseri umani di muoverci senza problemi, di stare in posizione eretta, di correre e saltare. Con le sue 28 ossa, 31 articolazioni, 107 legamenti e tendini e 20 muscoli, il piede si è evoluto fino a diventare una struttura complessa che permette una deambulazione adeguata e agile anche sulle superfici più accidentate. In questo senso si tratta della parte del corpo in assoluto più usata e abusata!

Fra i suoi principali compiti multifunzionali rientrano fra l’altro:

  • l’ammortizzamento dell’impatto,
  • il mantenimento dell’equilibrio,
  • la locomozione dinamica,
  • la compensazione delle irregolarità delle superfici.

Analogamente a quanto accade nella mano, i “muscoli lunghi del piede”, che hanno origine nella gamba, s’inseriscono nel piede con i tendini, il ventre muscolare di questi tendini è situato nella gamba. A questi si aggiungono i “muscoli brevi del piede”, che si dividono in:

  • muscoli plantari mediali,
  • muscoli plantari laterali,
  • muscoli plantari intermedi,
  • muscoli dorsali.

Un’altra struttura anatomica molto importante è l’aponeurosi o fascia plantare, che rappresenta lo strato inferiore del piede e può perdere elasticità. Nella prassi terapeutica questo sovraffaticamento cronico si manifesta molto frequentemente sotto forma di fascite plantare (infiammazione della fascia) o di sperone o spina calcaneare.

Interessante notare che la riduzione di mobilità plantare spesso è accompagnata anche da accorciamento della muscolatura del polpaccio e della parte posteriore della coscia (i cosiddetti muscoli ischio-sacrali), nonché da un’iperlordosi nella regione lombare e cervicale (spesso resistente a terapia).

A causa di queste fragilità del tessuto connettivo si hanno diversi problemi e deformità collegati al piede.

I disturbi causati da legamenti, muscoli e tendini troppo deboli e/o contratti, hanno pesanti conseguenze sulla forma strutturale del piede. I fattori ereditari e gli influssi negativi del mondo civilizzato come il sovrappeso, l’uso di calzature inadeguate, la mancanza di attività fisica, la cattiva qualità della pavimentazione, le strade catramate ecc. favoriscono queste deformazioni.

Un carico scorretto sul piede è ben individuabile dalle suole delle scarpe: osservatene l’usura, soprattutto confrontando la scarpa destra con quella sinistra.

Nella psicosomatica ci sono molte metafore associate ai piedi: “tenere i piedi a terra”, “tornare con i piedi per terra” o anche “essere malfermo sui propri piedi” sono alcuni esempi.

Fra le deformazioni rientrano fra l’altro: il piede valgo, il piede piatto, il piede trasverso (anche combinati), diverse deformità delle dita (come dita a martello e ad artiglio, alluce valgo ecc.), così come lo sperone calcaneare e i problemi della fascia plantare (la cosiddetta aponeurosi plantare).

Il presupposto per un piede sano è un rapporto muscolare equilibrato in termini di forza e flessibilità nella muscolatura del piede e della gamba.

Nelle posture yoga, soprattutto in quelle che si eseguono in posizione eretta, è possibile individuare nettamente i carichi scorretti sul piede. L’esercizio consapevole sotto la guida di esperti è molto utile nella fase iniziale, poiché una posizione sana e naturale del piede finisce per influenzare l’intero asse delle gambe e del tronco.

Movimento sufficiente ed eseguito con cautela, un peso corporeo normale, frequente deambulazione a piedi nudi e uso di calzature funzionali sono premesse fondamentali per un carico naturale su una volta plantare conformata in modo armonico, con un appoggio sui quattro punti.

Per fortuna lo yoga si pratica a piedi nudi!

L’arco plantare

Appoggio su quattro punti significa che fra la nocca dell’alluce e quella del quinto dito, e fra il lato interno e quello esterno del tallone si configura un arco plantare armonico, energico e flessibile. In questo modo l’intero peso corporeo può essere bilanciato in modo uniforme sui quattro punti sia durante la deambulazione, sia nella posizione ferma eretta.

Visualizzazione: sotto la nocca dell’alluce e quella del quinto dito, sotto il lato interno ed esterno del tallone ci sono quattro pneumatici sui quali ti mantieni energicamente in equilibrio.

Camminando e stando fermi in posizione eretta, l’arco plantare longitudinale e trasversale fungono da sistema di sospensioni. Se il tessuto connettivo (legamenti, tendini, muscoli) è debole, l’arco plantare viene appianato e la sospensione ne risulta pesantemente danneggiata.

Obiettivi per la pratica yoga

  • dirigere la percezione e la concentrazione sui piedi;
  • mobilità delle articolazioni dei piedi e delle dita dei piedi;
  • un’energica e flessibile muscolatura del piede e della gamba;
  • un sano ed energico asse tronco-gamba;
  • un carico ottimale sul piede grazie alla percezione dei quattro punti.

 

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Remo Rittiner

Remo Rittiner è il fondatore del Centro Ayur Yoga di Zurigo. Organizza e tiene corsi professionali per insegnanti di yoga e terapeuti in Svizzera, Austria, Spagna, Germania e Thailandia. Nel 2004 è stato votato come presidente dell’associazione della Yogaterapia (IAYT) svizzera. Gli esercizi di yoga con meditazione come via per la salute e la consapevolezza sono parte integrante del suo lavoro.

 

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