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Percorrere altre vie - Estratto da "Addestrare...

Leggi in anteprima alcune pagine del capitolo 1 del libro di Liane Rauch "Addestrare Senza Parole"

Percorrere altre vie - Estratto da "Addestrare Senza Parole" libro di Liane Rauch

Con la mia cagnetta Sunny ho frequentato una scuola cinofila classica, ma ben presto ho avuto la sensazione che ci mancasse qualcosa. Volevo che fosse differente, volevo percorrere altre vie, più gentili e più adeguate al cane e considerare l’animale nella sua totalità.

Rafforzare il legame: poche le attività mirate

Nella scuola cinofila frequentata da me e Sunny più di 15 anni or sono mi era mancata un’effettiva attività mirata a rafforzare il legame, un’attività che portasse a una convivenza armoniosa nella vita quotidiana. Certo, ogni tanto si faceva un giro in città, sul posto c’erano finanche dozzine di altri cani. Eppure, dov’erano le padroncine e i padroncini? Non si prestava veramente attenzione alla relazione tra il proprietario e il cane. Si continuava a ricorrere a metodi coercitivi, come i clicker, le pistole ad acqua o le catene da addestramento. A parte i comandi di base (quali “qui”, “siedi”, “terra”, “resta”) e la corsa davanti agli archi, non c’era una grande varietà.

Allora ho iniziato a casa a ideare piccoli trucchi e a cercare su internet le allora scarsissime informazioni sul dog dancing e sull’attività con espedienti. All’inizio mi deridevano e mi prendevano in giro («E questa sarebbe educazione?») ma in seguito sempre più proprietari di cani hanno cominciato a riconoscere che nella relazione tra me e Sunny c’era qualcosa di particolare.

Un legame con il proprietario, stretto e basato sulla fiducia, può impedire fin dall’inizio l’insorgere di problemi e comportamenti sbagliati nel cane. È la base per una convivenza armoniosa nella vita quotidiana.

Il lavoro è gioco, il gioco è lavoro

I cani non fanno distinzione tra il lavoro e il gioco. Per il cane il lavoro è gioco e il gioco è lavoro. Il cane da soccorso gioca a cercare, il cane da caccia gioca a riportare, il cane che pratica la dog dance gioca a esercitarsi fisicamente con il suo proprietario ecc.

Da una combinazione di elementi educativi classici, dog dancing, attività con trucchi ed educazione con il tocco del palmo della mano, è derivato un metodo grazie al quale il cane sviluppa in maniera ludica e quasi autonoma un legame con il proprietario, che è molto divertente per entrambi.

Con me i cani devono imparare ad avere come riferimento la mano vuota del proprietario e a chiedere attraverso il contatto visivo quale sia il compito successivo da svolgere; non possono decidere autonomamente, ad esempio, di abbaiare contro altri cani o altre persone gettandovisi addosso. I miei cani, ad esempio, devono saper camminare con il guinzaglio lento: finché si tratta di un cane di piccola taglia si riesce ancora a trattenerlo bene quando inizia a tirare, ma tirare il guinzaglio con un cane che pesa 30 chili può diventare pericoloso. Soprattutto, però, il cane deve imparare a considerare autonomamente il proprietario come punto di riferimento, senza che quest’ultimo sia costretto sempre a urlare. Il modo migliore perché ciò funzioni è semplicemente fare in modo che cane e proprietario si divertano durante il processo educativo. Ne sono convinta: se funziona la relazione, funziona anche l’educazione.

Riassumendo:

  • Nelle scuole cinofile classiche spesso si trascurano le attività che portano a un miglior legame tra cane e padrone.
  • La dog dance e le attività con trucchi rappresentano efficaci possibilità per rafforzare il legame.
  • I cani non fanno differenza tra il lavoro (educazione) e il gioco. 
  • Il cane dev’essere in grado di fare riferimento in maniera autonoma al proprietario.

Il tocco del palmo della mano.
Condurre senza attirare con un premio

Per prima cosa voglio dire chiaramente che in generale non sono contraria all’utilizzo di ausili vari. Tutto ciò che non procura al cane dolore e nemmeno lo spaventa può essere utile.

Perché il tocco del palmo della mano?

In alcuni ambiti dello sport cinofilo gli strumenti hanno un senso, possono davvero essere un arricchimento. Nelle attività educative, però, il cane deve costruire un legame e una relazione con il proprietario e non con uno di questi strumenti, che al giorno d’oggi sono impiegati ovunque.

I cani comunicano tra di loro senza aiuti vari, senza ricevere un premio. La comunicazione e l’educazione avvengono unicamente tramite sguardi o contatto.

Durante tutti gli anni in cui ho avuto cani, non ho mai osservato una cagnetta utilizzare alcunché nell’educazione dei suoi cuccioli e neppure gettare loro clicker o zolle di terra se questi si comportano male. Quando osservo i miei cani interagire, noto spesso che si danno spintarelle con il naso: al collo, alle orecchie o alle fauci.

La testa, il muso, in particolare le fauci, sono tra i mezzi di comunicazione più importanti tra i canidi ed è così che i cani riescono a esprimere quasi tutte le emozioni importanti, tra di essi e anche nei confronti degli esseri umani: arricciano il naso come avvertimento, mostrano i denti come minaccia o danno spintarelle in segno di affetto. Inoltre, grazie alla mimica, sono possibili interazioni come segno di amicizia o per manifestare un legame.

Utilizzo quest’atteggiamento comunicativo innato nelle attività educative, perché in questo modo il cane comprende davvero ciò che sta facendo ed è anche in grado di impiegare correttamente ciò che ha appreso. Negli ultimi anni ho applicato nel mio lavoro ciò che ormai da tempo è consuetudine nello sport cinofilo, e nell’educazione con il tocco del palmo della mano vengono utilizzati proprio gli atteggiamenti innati in ogni cane.

Educare senza parole, dunque, non rappresenta niente di nuovo, piuttosto applico semplicemente i mezzi di conduzione tipici dello sport cinofilo nelle attività educative quotidiane.

Riassumendo:

  • La comunicazione che i cani utilizzano tra di loro può essere usata nell'addestramento con ottimi risultati.
  • Nella comunicazione intraspecifica i cani non ricorrono ad alcun aiuto.
  • I cani non ricorrono ai premi.

È capitato anche a voi? Gli ausili educativi

In ognuna di quelle che sembrano essere le mille tasche della giacca o nel marsupio stracolmo che imbruttisce la figura si trovano oggetti nella loro più disparata varietà, come clicker, target stick, dummy, biscottini e simili. Proprio nel momento in cui voi avete bisogno di uno di questi aiuti non lo trovate: il clicker lo avete perso durante l’ultima passeggiata, lo sciccoso bracciale dai colori neon si è rotto. Il target stick si trova al momento in un’altra giacca e il dummy è nel fiume dove il vostro cane lo ha buttato due giorni prima.

Comportamenti di evitamento con gli ausili educativi

Ben presto mi sono resa conto che Sunny aveva problemi soprattutto con il clicker. Ogni volta che lo prendevo in mano, aumentava la distanza tra di noi. Sunny mostrava chiaramente un comportamento di evitamento, cosa che non rappresenta sicuramente una buona base per il successo di un’attività educativa volta a raggiungere una relazione ottimale.

Se ripenso a tutti i consigli che allora mi hanno dato, mi viene adesso da sorridere. Dovevo provare a far scattare una penna biro, perché quando la si preme fa un rumore simile, solo più debole. Oppure dovevo schiacciare il clicker nella tasca della giacca, in modo che il rumore risultasse attutito.

Tuttavia rimasi salda nella mia decisione: non avrei obbligato il mio cane a subire il clicker. Soprattutto per me non aveva senso dover prima prendere in mano uno strumento per poi far sì che il cane seguisse un comando verbale.

È ovvio che il cane va premiato se ha svolto correttamente il compito che gli è stato assegnato, ma il premio si ottiene solo dopo aver seguito il comando verbale. In fondo, neanche il vostro capo si mette sempre davanti alla vostra scrivania e sventola banconote per costringervi a lavorare. Lo stipendio c’è solo a fine mese.

Riassumendo:

  • Ausili educativi sì, ma solo quando hanno davvero un senso.
  • Gli ausili educativi devono sempre essere presenti per poter essere utilizzati in qualsiasi momento.
  • Se i cani mostrano comportamenti di evitamento nei confronti degli ausili educativi, questi vanno evitati.
Addestrare Senza Parole

Addestrare Senza Parole

Una solida relazione uomo-cane è la base per un’educazione di successo.
L’autrice ci mostra come costruirla e renderla stabile.

Scoprite l’importanza del contatto visivo per l’addestramento del vostro cane e imparate come mantenere il vostro cane concentrato su di voi nonostante le distrazioni offerte dall’ambiente esterno. Tanti esercizi illustrati vi mostreranno come fare. Un metodo decisamente da provare.

Buon divertimento e buona fortuna!

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Liane Rauch ha sempre vissuto a stretto contatto con gli animali. Nel 2003 ottiene la qualifica di addestratrice canina e decide di appendere al chiodo il lavoro in un ufficio turistico per fondare il centro di addestramento “Hundeschule Sunny-Queen’s”, rinominata poi “Hundeschule Naseweis” in seguito alla morte dell’amato cane Sunny. Il lavoro a stretto contatto con i cani passa da hobby a impiego a tempo pieno.

Vive attualmente con tre cani, provenienti da rifugi o canili, che lavorano tutti in due case di riposo.