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Perché una nuova psicologia? - "Le Melodie...

Leggi in anteprima le pagine iniziali del libro "Le Melodie dell'Anima" di Francesco de Falco

Perché una nuova psicologia? - "Le Melodie dell'Anima" di Francesco de Falco

Molti insegnanti cercano significati nascosti nelle parole, basandosi su etimologie inventate e scomponendo i termini.

Per esempio:

- gelosia = gelo-sia: sia il gelo tra di noi
- confusione = con-fusione: un momento di rielaborazione interiore e di potenziale integrazione
- perdono = per-dono: quando perdoniamo facciamo un dono a noi stessi e al nostro prossimo
- benessere = ben-essere: essere centrati nel bene

Ho sempre utilizzato poco questi giochi con le parole, anche se riconosco che possono dimostrarsi molto utili per veicolare diversi buoni insegnamenti e per sviluppare il pensiero analogico o laterale, che dir si voglia.

Questa volta mi ritrovo a fare la stessa cosa con il termine psicologia, che nasce dall'unione di due termini greci, psiche e logos (parola).

Per lo meno, in questo caso, si tratta dell'autentica origine di quest'importantissima parola, anziché di un'etimologia inventata di sana pianta.

Entrare nel mondo della psicologia è come invocare il discorso della psiche, volerla ascoltare per comprenderla meglio.
Sì, ma che cos'è questa cosa che chiamiamo psiche?

Io la definirei come il nostro mondo soggettivo, interiore, tutto ciò di noi che è oltre il piano fisico.

Allora, domanderà forse qualcuno, ciò che chiami psiche, e che la psicologia dovrebbe studiare, si trova oltre il cervello fisico? Ma non è forse nel cervello che, secondo gli scienziati, nascono i nostri pensieri, cioè la nostra psiche?

Non è un controsenso?
È un controsenso per gli scienziati occidentali, ma non per la saggezza esoterica, rispondo io.

Per quest'ultima, il pensiero non ha origine dal cervello fisico più di quanto una trasmissione televisiva abbia origine all'interno della nostra televisione.

Certo, in mancanza di un televisore non possiamo vedere i nostri programmi preferiti, ma essi vengono prima trasmessi da una stazione televisiva, poi diffusi nello spazio, captati da un'antenna e, infine, veicolati, per mezzo di un cavo, all'interno del nostro schermo di casa.

La stessa cosa accade, per analogia, con il pensiero e il cervello umano.

Cosa c'è, al di là di quest'ultimo, che influenza e condiziona il nostro cervello, il nostro sistema nervoso e il nostro corpo fisico nel suo insieme?

Oltre il corpo fisico troviamo il corpo emotivo e il corpo mentale, che costituiscono, insieme al corpo fisico (denso ed eterico), i tre aspetti della nostra personalità, e, infine, la nostra Anima.

La psicologia diviene, allora, lo studio del corpo emotivo, del corpo mentale e della stessa Anima (o Sé superiore).

Grazie a questo punto di vista, il nostro campo di studi si amplia e si arricchisce enormemente.

Fino a oggi la psicologia è stata considerata dagli scienziati "seri", i biologi e i neurologi, un po' come la Cenerentola delle scienze.

Questi ultimi desidererebbero ridurre tutta la complessità della nostra vita interiore a un gioco di ormoni, che guidano i nostri comportamenti, e a un codice genetico, che determina quasi tutte le nostre tendenze caratteriali. Vorrebbero che tutto, anche la nostra parte psicologica, fosse misurabile e quantificabile.

Sotto sotto, anche se per educazione non lo mostrano, considerano gli psicologi un po' come le sorellastre della fiaba percepivano la protagonista: un'utile sguattera cui affidare i compiti meno nobili, mentre loro si occupavano delle cose serie e importanti.

Un tempo la pensavo così anch'io, e sospettavo che chi si laureava in psicologia fosse un perditempo che si occupava di una "disciplina immaginaria", come l'alchimia, l'astrologia, la teologia o lo studio della lingua Klingon (gli extraterrestri inventati dal telefilm Star Trek).

Tanto per cambiare, mi sbagliavo di grosso.

Nella favola, al ballo, mascherata. Cenerentola si prende la sua prima rivincita e, poco tempo dopo, il principe, che l'aveva persa, la ritrova e la fa assurgere al rango che le compete grazie alla sua unicità, costituita dal suo piedino, che, a lei sola, consente di indossare la scarpetta che aveva perduto alla festa.

Spesso, anche la psicologia si deve mascherare per ottenere dei riconoscimenti, anche se parziali.

È, per esempio, costretta a usare una terminologia impropria, presa a prestito dalle scienze esatte, e a ricercare un'improbabile oggettività che neppure la fìsica e la biologia possono più garantire.

Anche la psicologia, da cenerentola delle scienze, sarà assurta, presto o tardi, al ruolo di regina delle discipline.
Quando?

Quando le sarà riconosciuta la sua unicità: essa è l'unica tra le sue sorelle (la biologia, la chimica, la fisica), a occuparsi del lato soggettivo, interiore, di ciò che siamo, e lo studia dal punto di vista qualitativo, non quantitativo. Questa preziosità è quello che l'ha sempre penalizzata all'interno di un sistema di pensiero riduzionista (che considera reale solo ciò che è materiale) e quantitativo, qual era il nostro fino a poco tempo fa.

Il motto di questa grande forma-pensiero collettiva era: "Tutto quello che non è quantificabile e misurabile non esiste".

Ma come si può quantificare una psicosi o un pensiero ossessivo? Com'è possibile quantificare l'intelligenza emotiva o il lignaggio spirituale di un essere umano?

Ci hanno provato con i test di intelligenza, di logica, di reattività emozionale, ma tutto quello che hanno analizzato è stata solo una piccola parte, di solito la più marginale, del nostro universo interiore.

Solo riscoprendo l'aspetto qualità dell'esistenza potremo sperare di entrare in contatto con la soggettività più profonda del nostro essere, della nostra identità, insieme umana e divina.

Per iniziare un viaggio di scoperta è, tuttavia, necessario identificare il nostro punto di partenza, vedere cosa è stato fatto finora e onorare i grandi esploratori della nostra interiorità, che ci hanno guidato fin qui.

 

Francesco de FalcoTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Francesco De Falco, autore di "La Via per Shamballa" è un uomo alla ricerca, uno studioso da molti anni della Saggezza esoterica.

Durante i suoi itinerari ha acquisito conoscenze e vissuto esperienze che ora ha iniziato a condividere con altri percorsi in gruppo.

 

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