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Perché ora siamo diventati intolleranti al...

Leggi un estratto dal libro "Sensibilità al Glutine" di Alessandro Targhetta

Perché ora siamo diventati intolleranti al glutine?

In realtà stiamo mangiando il frumento da 12.000 anni. L'uomo dapprima cacciatore è successivamente diventato agricoltore e la prima cosa che ha imparato a coltivare è stato il frumento, fonte di carboidrati, proteine, vitamine, sali ecc.

Ma siamo sicuri che il frumento che stiamo mangiando oggi sia quello che mangiavamo 12.000 anni fa? Direi proprio di no!

Noi abbiamo sempre mangiato il frumento nella varietà "Senatore Cappelli" con il fusto molto alto e una piccola spiga. Questo però rendeva poco e conteneva poco glutine, fino al 5-6%. Si è pensato perciò di modificarlo per migliorarne la resa.

Il frumento "Cappelli" negli anni '70 è stato irradiato con raggi X e gamma del cobalto radioattivo, modificando il suo DNA, diventando il frumento della varietà "Creso". Oggi il "Creso" è la varietà di frumento più comunemente utilizzata (90%) sul mercato, per produrre i prodotti da forno. Il "Creso" è un frumento con un fusto più basso, ma con una spiga molto più grande, facile a essere coltivato e mietuto. La quantità di glutine presente nel frumento "Creso" è aumentata fino al 9-11%. Viene inoltre trattato con antiparassitari, diserbanti (glifosati) e quant'altro.

Che esista una relazione diretta fra il consumo di grano trattato con glifosati e la misteriosa "intolleranza al glutine" non vi è dubbio. Questa relazione è infatti stata comprovata da uno studio della dottoressa Stephanie Seneff e del suo collega Anthony Samsel, pubblicato nel 2013 sulla rivista "Interdisciphinary Toxicology".

Vi è da aggiungere inoltre che negli anni, la quantità di glutine presente nei prodotti da forno è stata aumentata di sei volte, per facilitarne l'impasto, la lievitazione e quindi la produzione industriale di pane, biscotti, merendine, fette biscottate, pasta, cracker, pizza, torte ecc. Evidenzio inoltre che il glutine è stato introdotto anche come additivo in molti preparati alimentari industriali e in molti cibi già pronti, non di panetteria!

La nostra vita poi, così stressante, di corsa e fuori casa, ci ha portato a consumare molti più carboidrati, derivati dal frumento, che nel passato (toast, panini, pizza, tramezzini, biscotti, pane, pasta ecc.), con un aumento considerevole del consumo di glutine.

Si stima che il consumo medio giornaliero di glutine oggi sia di 20 grammi a persona.

Ci ritroviamo quindi ogni giorno a dover "digerire" un glutine che non riconosciamo più e in una quantità decisamente superiore a quella originale. L'organo che ci aiuta a digerire le proteine, il pancreas, è sottoposto a un lavoro straordinario rispetto al passato, con gravi conseguenze su di esso: mal digestione, obesità, diabete ecc.

Inoltre il nostro sistema immunitario intestinale, adeso a tutta la mucosa intestinale, chiamato GALT, che corrisponde al 70% dell'intero nostro sistema immunitario, si ritrova nell'intestino una gliadina non digerita, con una catena di aminoacidi ancora uniti tra di loro. Questi frammenti proteici non digeriti della gliadina, sono detti "peptidi oppioidi" e sono molto tossici per il nostro organismo. Per difendersi, l'organismo attacca la gliadina producendo anticorpi, gli anticorpi anti-gliadina (AGA) del tipo IgG e IgA.

Purtroppo questi anticorpi sviluppano una reazione infiammatoria, inizialmente a livello delle mucose dell'apparato digerente, stomaco e intestino, ma poi in tutti i distretti dell'organismo in cui è presente il sistema immunitario.

Si spiega così come nella sensibilità al glutine possiamo trovare sia disturbi a livello gastro-intestinale, che a livello extra gastro-intestinale, su tutti gli apparati e sistemi del corpo umano: apparato respiratorio, apparato osteoarticolare-muscolare, apparato genito-urinario, sistema nervoso, sistema vascolare, seni paranasali, orecchie, pelle, fegato, pancreas, tiroide ecc.

Poco alla volta, con il passare del tempo, questa nuova intolleranza al glutine, una volta instauratasi può coinvolgere ogni apparato o sistema del nostro corpo, dal centro alla periferia, sia a livello fisico che mentale, ma anche emozionale. Insomma un coinvolgimento dell'individuo a trecentosessanta gradi, spesso incomprensibile, ma sempre limitante la qualità della nostra vita.

Molti sintomi sono sfumati, dovuti a una reazione infìammatoria a bassa intensità, ma pesantemente presente, costante e ingravescente nel tempo.

Sensibilità al Glutine

Sensibilità al Glutine

Scoperta nel 2011, la sindrome da sensibilità al glutine (Gluten Sensitivity) si sta velocemente diffondendo nella popolazione, in ogni fascia di età. Si tratta di un’intolleranza alimentare al glutine che, oltre ai disturbi intestinali classici (dolori addominali, gas, stipsi o diarrea) provoca tutta una serie di problematiche extraintestinali, come sonnolenza, mal di testa, depressione, stanchezza cronica e disturbi cutanei.

Alessandro Targhetta ti spiega che cos’è la sensibilità al glutine, come si manifesta e quali sono gli strumenti diagnostici attualmente a disposizione, con il supporto dei principali lavori clinici condotti fino a oggi sull’argomento. 

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Alessandro Targhetta Alessandro Targhetta è medico chirurgo, laureato a Padova nel 1985. Specialista in Geriatria e Gerontologia, è esperto in Omeopatia e in Fitoterapia, docente di Omeopatia in scuole nazionali per medici e farmacisti. Dalla metà degli anni '90 svolge anche la professione di nutrizionista e si interessa in particolare di intolleranze alimentari. Collabora con numerose riviste nazionali, tiene conferenze di Omeopatia, Fitoterapia e Alimentazione naturale in tutta Italia.