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Pensiero negativo: ossessione o abitudine?

Pensiero negativo: ossessione o abitudine?

Nel corso di una presentazione della tecnica di Goal Mapping ho chiesto ai presenti di fare un esercizio che avrebbe fatto loro provare gli effetti sulla postura del corpo e sulle emozioni sia del pensiero negativo sia del pensiero positivo. Alla mia richiesta di individuare un pensiero negativo una persona si è rifiutata. Il motivo? Aveva deciso che nessun pensiero negativo avrebbe più sfiorato la sua mente. Mesi dopo parlando con un amico che conosce questa persona mi ha raccontato di averla allontanata perché stanco delle sue telefonate-lamentela.

Interessante vero?

Questo esempio mostra in modo evidente quanto in primis ce la raccontiamo e in secundis quanto frainteso è il concetto di pensiero positivo e negativo.

Anche io credevo di essere una persona abbastanza positiva, fino a quando ho deciso di fermarmi ogni tanto durante l’arco della giornata ad osservare un po' più attentamente i miei pensieri. E io che credevo di essere focalizzata sui miei obiettivi e di pensare solo a quelli... Capitava e capita ancora di impiegare la grandissima maggioranza del mio tempo a formulare pensieri / ricordi pieni di critica, di rabbia, di colpa o di paura o di aspettativa (dietro l’aspettativa c’è spesso una paura). Altro che focus sui miei obiettivi... Se nella mia mente ci fosse lo stesso impegno sui miei obiettivi come sui rimugini, avrei già raggiunto un sacco di mete in più!

Senza giudizio e con serenità mi sento di affermare di non essere la sola in questa situazione. E se qualcuno è riuscito a invertire la proporzione è perché ha sviluppato una diversa abitudine mentale con grande e costante impegno e consapevole esercizio.

In Occidente, e non mi riferisco solo all'Europa, siamo tutti figli della razionalità e dell’intelletto. Questa attitudine mentale è gestita dall'emisfero sinistro. In questa parte del cervello non c’è solo il raziocinio, c’è anche l’attenzione al passato con l’ottica di fuggire dal dolore provato da esperienze vissute che potrebbero ripetersi.

E’ una caratteristica intrinseca alla parte sinistra e non possiamo eliminarla. Se pertanto sviluppo un “pezzo” dell’emisfero sinistro, svilupperò di conseguenza anche tutto il resto. Siamo d’accordo?

Se faccio gli addominali, alleno tutta l’area addominale. Non posso escludere i muscoli in basso a destra perché non mi piacciono. Il pacchetto è completo e ce lo prendiamo sempre tutto per intero, che ci piaccia o no.

Tutto questo per dire che è impossibile non avere pensieri negativi, proprio perché fanno parte della nostra natura. Se la Natura ci ha dato questo, ne avrà pur avuto ben ragione. I pensieri negativi fanno parte del nostro vissuto quotidiano, perché ci aiutano a rimanere in allerta in situazioni incerte oppure ci fanno reagire in situazioni di stallo.

Spetta a noi fare in modo che ci sia un sano equilibrio tra il contributo dell’emisfero preoccupato sinistro e l’emisfero propositivo destro.

Il pensiero negativo non è “colui che non deve essere nominato”, perché allora ci stiamo nascondendo dietro all'ombra di un dito. I pensieri negativi sono radicati nel nostro inconscio e nell'inconscio collettivo. E’ impossibile scansarli!

Di pensieri negativi ne abbiamo a iosa e vale la pena prenderne atto per avere la consapevolezza e poter scegliere diversamente. Altrimenti, non si può neppure fare quello e si è ancora più schiavi della paura e della rabbia.

Se ci pensi bene, rifiutarsi di pensare un pensiero negativo è in realtà combatterlo e quando combatti qualcosa è perché ne hai paura. Stai affrontando il pensiero negativo col pensiero negativo. Da qui non ne esci più...

Il pensiero positivo, d’altro canto, non è agire in modo ingenuo; non è semplicemente non usare “non” nelle frasi. Il pensiero positivo è un’attitudine mentale che porta a vedere più nitidamente opportunità e vantaggi in una situazione.

Capisci che per fare una cosa del genere significa che sei entrato/a prima in un altro spazio di consapevolezza. Un atto del cuore ti consente di accedere ad un nuovo punto di vista, uno spazio di amore e comprensione che ti offre la possibilità di esplorare la situazione con maggior lucidità in tutti i suoi aspetti - positivi e negativi -, di girarla e rigirarla ed infine di scegliere di focalizzare la tua attenzione su ciò che può esserci utile lasciando in penombra ciò che può rallentarti o depistarti.

Se sei una barca in balia dei venti e non sai dove si trova il porto, sarà molto probabile che al termine della burrasca ti ritroverai in un punto a caso del mare aperto e continui a vagare senza una meta. Se invece hai ben presente dove stai andando e arriva la tempesta, te la potrai pur far sotto ma metterai in atto tutto quanto nelle tue forze (e non solo perché è bene ricordarti di avere sempre il permesso di chiedere aiuto..) per attraversare la situazione nel miglior modo possibile.

Non dare per scontato di riuscire a farlo in un baleno, perché con la secolare abitudine mentale che la nostra cultura ha sviluppato nei confronti del pensiero negativo, occorre applicare ogni giorno con costanza una grande consapevolezza ed una grande responsabilità di azione. E’ impegnativo cambiare una rotta tanto radicata in noi.

Quindi, caro lettore e cara lettrice, fermati ogni volta che te ne ricordi durante l’arco della giornata e osserva quali pensieri stanno fluttuando nella tua mente, accogli ciò che sta accadendo e consapevolmente scegli quali pensieri tenere più in vista lasciando in lontananza gli altri.

Questa è una nuova abitudine mentale che ti porta naturalmente a sviluppare un’attitudine propositiva.

Siamo tutti su un percorso di scoperta di sé e le cadute fanno parte dell’imparare. Grazie a queste cadute ritroviamo la spinta per sperimentare altro e cambiare.

In questo cammino è cruciale aver ben presente dove vuoi andare, a cosa vuoi veramente arrivare, perché nel momento in cui ti accorgi di aver perso la rotta, ritornare al tuo perché e recuperare il motivo che ti ha spinto ad intraprendere una certa strada ti offre la possibilità di scegliere nuovamente e riprovare. E allora insieme alla paura, alla colpa e alla rabbia della caduta si farà largo anche il coraggio, la motivazione, la determinazione e soprattutto la comprensione verso te stesso/a, perché ce la stai mettendo tutta per raggiungere la tua meta.

In forza di tutto questo trovo molto prezioso lo strumento di Goal Mapping, perché nel linguaggio specifico della parte razionale e di quella inconscia ti ricorda ogni giorno le tue mete aumentando l’intensità della luce che ti permette di osservare e di scegliere. Ti ricollega a ciò che il tuo cuore ti ha suggerito e tiene viva la tua motivazione più profonda a non mollare e a credere in te stesso/a.

Il pensiero positivo è un’abitudine mentale che puoi sviluppare. Tutto parte da una scelta fatta dal cuore.

Goal Mapping

Goal Mapping

Goal Mapping è un metodo collaudato per realizzare i propri obiettivi in ogni settore della vita e per ogni attività, sia essa personale o di gruppo. Imparare a stabilire obiettivi in modo corretto e a raggiungerli è l’abilità prima della vita, poiché permette di conseguire tutte le altre. Ogni intenzione, dalla più basilare alla più strutturata, è in sé un obiettivo.

Questo sistema è unico ed efficace perché:

• rappresenta la fusione tra saggezza antica ed apprendimento accelerato, integrata con i principi di definizione degli obiettivi;
• a differenza delle tradizionali tecniche, esso utilizza anche immagini e simboli, che sono il linguaggio dell’inconscio.

Le sole parole agiscono solo sull’emisfero sinistro, legato alla razionalità. Unire parole ed immagini attiva tutto il cervello conferendo al sistema un potere straordinario. Metterle su carta poi rafforza ancora di più la loro efficacia.

Goal Mapping è il manuale pratico che ti insegna in cosa consiste il sistema, come funziona e come usarlo.

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Sara Barison

Sara Barison conosce Brian Mayne a luglio 2013 e viene immediatamente conquistata dalla sua persona e dal suo messaggio.

Diventa Practitioner Certificato di Goal Mapping a settembre 2013 e, grazie alla sua professionalità in Marketing e Comunicazione, decide di dare il suo contributo nella divulgazione della tecnica in Italia ed organizza insieme a Fabrizia Aulisi ed Alessandra Barison i primi eventi di Brian in Italia ovvero Workshop del Successo di Goal Mapping, Practitioner Programme di Goal Mapping e Workshop di Life Mapping.

Il suo scopo è quello di poter divulgare in Italia il sistema di Brian Mayne, il cui obiettivo è aiutare le persone a ritrovare il proprio sogno e a realizzarlo.

Ha coordinato la pubblicazione del libro di Goal Mapping in italiano con Macro Editore, insegna la tecnica di Goal Mapping e Life Mapping e continua ad organizzare eventi per Brian Mayne in Italia.