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Oligoelementi: i metalli che fanno bene

Quali sono, perché sono indispensabili, come e quando integrarli

Oligoelementi: i metalli che fanno bene

Non si può non spezzare una lancia in favore di alcuni metalli… quelli buoni questa volta!

Si tratta dei famosi oligoelementi, essenziali, per le reazioni metaboliche del nostro organismo. Cobalto (Co), Cromo (Cr), Fluoro (Fl), Ferro (Fe), Manganese (Mn), Nichel (Ni), Rame (Cu), Selenio (Se), Silicio (Si), Zinco (Zi) e Zolfo (S): sono presenti in tracce (oligos=poco), in concentrazione uguale o inferiore allo 0,01% del peso secco corporeo, sono in tutti i tessuti sani di tutti gli organismi viventi con una concentrazione relativamente costante.

Sono minerali in grado di favorire sia le reazioni enzimatiche che i processi metabolici organici in generale; si tratta cioè di “starter” che permettono ai “catalizzatori” delle reazioni chimiche, gli enzimi, di funzionare correttamente.

Una ridotta concentrazione degli oligoelementi o una loro diminuita attività comporta, a sua volta, una risposta negativa dell’attività enzimatica con blocco delle reazioni chimiche, assopimento di alcune funzioni, come quelle ghiandolari.

Successivamente se la carenza continua, la patologia si approfondisce con danni organici e quadri clinici più gravi, sia negli individui più giovani, che negli anziani.

L’oligoterapia

L’oligoterapia nasce nel 1800 ma viene convalidata scientificamente negli anni trenta del Novecento da Jacques Mènètrier che introdusse in forma regolare l’uso degli oligoelementi in terapia mettendo a punto l’oligoterapia catalitica.

Il suo modello biologico prevede l’inserimento nell’organismo di microquantità di oligoelementi in soluzione gluconata, con assorbimento perlinguale per il trattamento dei disturbi funzionali, da 2 a 4 gocce al giorno. Mènètrier arrivò a capire che l’attività terapeutica degli oligoelementi doveva essere messa in rapporto con i terreni organici individuali, così ne identificò quattro tipi e li definì diatesi.

Questo termine proviene dalla medicina classica e indica la predisposizione a contrarre una determinata affezione patologica, una condizione reversibile caratterizzata da sintomi che possono regredire fino a scomparire del tutto in seguito alla terapia con oligoelementi specifici.

Le prime due diatesi sono quelle “di nascita”, mentre la terza e la quarta sono considerate “involutive”, ossia conseguenti a uno stile di vita poco sano o all’invecchiamento. Durante il corso della vita si tende a passare dalle prime due alle seconde due.

Non esistono o sono rarissimi gli individui che appartengono a una sola diatesi. In genere vi è sempre un intreccio tra due diatesi; tuttavia una delle due è predominante.

Alle quattro diatesi si aggiunge la sindrome da disadattamento, che può ritrovarsi in una qualsiasi delle esse.

Diatesi 1: allergica o del Manganese (Mn)

Raggruppa sintomi di tipo allergico. Mènètrier definisce questa diatesi “giovane”.

  • Caratteristiche psicologiche: soggetto ottimista, iperattivo, passionale, irritabile, emotivo e aggressivo. Concentrazione e memoria selettive.
  • Comportamento fisico: stancabilità con astenia mattutina (desiderio di restare a letto). Tuttavia quando si sveglia diventa uno scattista. Di sera rimane sveglio a lungo e il suo sonno non è ristoratore.
  • Predisposizione alle malattie: dolori multipli diffusi per le articolazioni infiammate, emicranie, artriti non deformanti, allergie respiratorie e dermatologiche, disturbi cardiocircolatori, palpitazioni tachicardiche, disturbi gastrointestinali di tipo nervoso, dimagrimento, mancanza di memoria, mestruo abbondante e doloroso.
  • Soluzione: il Manganese (Mn) è l’oligoelemento diatesico che rappresenta il rimedio catalitico di base per questa diatesi. Lo Zolfo e lo Iodio sono invece elementi complementari utili.

Diatesi 2: ipostenica o del Manganese-Rame (Mn-Cu)

Raggruppa un insieme di manifestazioni caratterizzate da processi infettivi a ripetizione. Mènètrier la definisce come l’altra diatesi “giovane”.

  • Caratteristiche psicologiche: tipo calmo, equilibrato con un buon self control, riflessivo, metodico e un po’ pessimista. Accoglie gli eventi della vita con filosofia. Ha difficoltà di memoria e di concentrazione.
  • Comportamento fisico: si corica presto, ha un buon sonno e al mattino è fresco e riposato. Ha scarsa resistenza e si concede delle pause per recuperare.
  • Predisposizione alle malattie: frequenti e recidivanti disturbi dell’apparato respiratorio (raffreddori, sinusiti, mal di gola, tracheiti, bronchiti). Affezioni cutanee pruriginose (acne, eritemi, psoriasi), predisposto alle infiammazioni ghiandolari. Nelle donne mestruazioni ritardate, brevi e flebili. Anche l’apparato gastro-enterico è piuttosto delicato. Diminuzione della concentrazione.
  • Soluzione: l’associazione Manganese- Rame (Mn-Cu) è la terapia catalitica di base in grado di aumentare le resistenze organiche del soggetto e di correggere il terreno, migliorandolo.

Diatesi 3: distonica o del Manganese- Cobalto (Mn-Co)

Raggruppa un insieme di sintomi conseguenti a distonia neurovegetativa: ansia. Mènètrier definisce questa diatesi “vecchia”, in quanto la riscontrò nei soggetti oltre i 40 anni.

  • Caratteristiche psicologiche: soggetti che diventano sempre più ansiosi, emotivi, scompare l’ottimismo e compare la malinconia, la sensazione di precarietà porta all’angoscia, al nervosismo, all’irritabilità e alla depressione. La memoria e la capacità di concentrazione peggiorano. Sovente si usano tranquillanti.
  • Comportamento fisico: astenia (stanchezza al risveglio), cali di energia durante il giorno, arti inferiori pesanti, risvegli notturni e sonno poco ristoratore. Dismenorrea e impotenza.
  • Predisposizione alle malattie: disfunzioni neurovegetative, infiammazioni, disturbi cardiocircolatori, ipertensione, disturbi urinari e genitali, gotta, eczemi, herpes, colite destra e ulcera gastro-duodenale, stati ansiosi.
  • Soluzione: l’associazione Manganese-Cobalto (Mn-Co). Il manganese, che agisce sul terreno allergico-artritico, sinergizza l’azione del cobalto, grande rimedio per le disfunzioni neurovegetative.

Diatesi 4: anergica o del Rame-Oro- Argento (Cu-Au-Ag)

Questa diatesi rappresenta un corredo di sintomi gravi, l’ultimo stadio della malattia funzionale. Mènètrier definisce questa diatesi la più “vecchia”, ed è la peggiore di tutte.

  • Caratteristiche psicologiche: mancanza di vitalità, netta diminuzione delle facoltà intellettuali, memoria e capacità di concentrazione e creatività assai mediocri, pessimismo costante, abulia, psicoastenia, frequenti attacchi di angoscia e depressione. Il soggetto si sente inutile, si isola, prova disgusto per la vita, medita il suicidio. Indifferente nei confronti del prossimo o molto aggressivo.
  • Comportamento fisico: stanchezza permanente, mancanza di vitalità, indifferenza sessuale, sonno letargico o, al contrario, crisi di insonnia.
  • Predisposizione alle malattie: infezioni recidivanti (batteriche e virali), infiammazioni acute e croniche, malattie linfatiche, febbri ricorrenti, malattie reumatiche e artrosiche, tubercolosi, leucemie e cancro. L’organismo, con scarsissime autodifese, diventa preda delle malattie più gravi a impronta degenerativa.
  • Soluzione: il Rame-Oro-Argento (Cu-Au-Ag) è una delle associazioni più efficaci e potenti in oligoterapia, indispensabile per uscire da una fase anergica.

La sindrome da disadattamento

È una sindrome che può trovarsi associata a una qualsiasi delle diatesi.

Secondo la definizione di Picard rappresenta la “difficoltà di adattamento delle ghiandole endocrine agli stimoli di natura ipofisaria” la cui fase conclusiva è situata sia a livello genitale che pancreatico.

Mènètrier traccia un’analogia tra la Sindrome da disadattamento e lo stress, partendo dalla considerazione che le tensioni nervose e i traumi psicologici agiscono negativamente sul funzionamento del sistema nervoso e del sistema delle ghiandole endocrine, ipofisarie e surrenali, squilibrando la fisiologica distribuzione e produzione ormonale del nostro organismo.

I disturbi conseguenti a questa sindrome disadattiva si trattano con due associazioni catalitiche:

Zinco-Rame: per curare il disadattamento delle ghiandole dell’asse ipofiso-genitale. Si utilizza per: ritardi di sviluppo generale o locale, impotenze sessuali di tipo funzionale, disfunzioni ovariche e mestruali. Lo Zinco-Rame è un grande regolatore endocrino per questa sfera e massimo riequilibrante.

Zinco-Nichel-Cobalto: per il disadattamento delle ghiandole dell’asse ipofiso-pancreatico. Si utilizza quando c’è un turbamento del tasso glicemico. La spia caratteristica di questo disturbo si manifesta con una fame da lupi che insorge di colpo e termina con una sensazione di astenia improvvisa, solitamente subito prima dei pasti, accompagnata da sonnolenza postprandiale. Anche intellettualmente ci si sente svuotati.

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 42

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Giulia SamaTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Giulia Sama

Sin da piccola è sempre stata attratta dai fiori e dagli alberi, passione che l’ha portata a iscriversi alla facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali, laureandosi in Scienze naturali con il massimo dei voti.

È referente naturalistica del Club Alpino Italiano, sezione di Cesena, con il quale svolge corsi di escursioni e fotografia naturalistica (altra sua passione).

Ha studiato da autodidatta la fitoterapia e le più svariate discipline olistiche, approfondendo così le proprie conoscenze naturalistiche.

Attualmente lavora presso il Macrolibrarsi Store di Cesena, e nel tempo libero fa lunghe passeggiate in montagna e cucina deliziosi piatti vegan.