Torna su ▲

RICEVI L'OMAGGIO DI OGGI SE ACQUISTI ENTRO: ORE MIN SEC

Avvento 2016
Idee Regalo

Ogni storia ha un inizio e una fine - Estratto dal...

Leggi il prologo del libro di Alberto Beltrame

Ogni storia ha un inizio e una fine - Estratto dal libro "Tutto Nero"

22 Luglio 2012, Ore 15.30, In strada.

L'Aston Martin nuova lucente, con capotte aperta, sfreccia veloce sul caldo asfalto della litoranea.

- Ce l'hai fatta Lorenzo. -

Guardo il mio amico Pietro al volante che mi rivolge un sorriso a mille denti.

Subito il mio occhio vola al mio polso ad ammirare il nuovissimo Patek, il mio primo vero orologio, il mio premio.

- Come ci si sente? -

Alla sua domanda sorrido io.

- Voglio arrivare a casa per dirlo ad Erika - rispondo solamente, con voce felice.

- Mi sembra giusto. Un paio di ore e ci siamo - e pigia ancora di più sull'acceleratore.

Un caldo sole ci riscalda il viso mentre una brezza marina ci accompagna dolcemente cullando la già melodiosa voce di Adele.

Mi adagio sul sedile, il braccio sporto sulla portiera, a godermi il mio successo, il raggiungimento del mio obiettivo.

Ad un semaforo rosso una bellissima moto nera lucente ci si affianca, dal mio lato. Il centauro alza la visiera e con un viso gentile e un leggero accento sudamericano commenta:

- Gran bell'orologio. - Osservando il mio braccio spenzolante al di fuori della vettura.

Lo guardo da dietro i miei occhiali scuri.

- Gran bella moto - rispondo io.

- Gran bella macchina - ribatte lui.

- Grazie, è mia. -

Conclude Pietro tutto fiero di sé.

Lui mi sorride nuovamente.

- Tu sei Lorenzo Tommasi vero? - fissando le iniziali L.T. cucite sulla camicia di lino bianca.

Abbasso leggermente gli occhiali, raramente le persone mi riconoscono.

- Sì, sono io. -

- Allora direi che quell'orologio serve più a me che a te. -

Tutto accade in un istante: davanti al mio viso trovo puntata la canna di una pistola e il centauro, praticamente a viso scoperto, con voce stranamente ancora gentile mi intima di darglielo. Pietro, invece di stare fermo, di non muoversi, di tremare di paura, fa l'unica cosa che non avrebbe mai dovuto fare: di colpo apre la portiera e cerca di scappare.

Nel vedere ciò il centauro punta la sua arma contro di lui, non più gentile in viso. Non so cosa mi prenda, non so il perché, ma pensando che il povero Pietro stia rischiando di essere ucciso, apro di colpo anche la mia portiera, facendo cadere la moto e il nostro assalitore con essa, e inizio a correre anche io.

Sono salvo, penso. Mi basta girare quell'angolo, a pochi metri, e non mi accadrà nulla. Mentre questi pensieri frullano nella mia testa mi rincuoro nel vedere che Pietro riesce a mettersi in salvo girando proprio dietro l'edificio che avevo puntato.

Ce la faccio anche io, sono più veloce di lui.

Non lo sento premere il grilletto, non lo vedo prendere la mira, sento solo un rumore, agghiacciante, che squarcia il cielo, e una fitta, una tremenda fitta, non in una zona localizzata del mio corpo, bensì in tutta l'anima. Con la mano istintivamente vado a toccarmi il torace, la vedo riempirsi di sangue. Cado a terra, spinto da un dolore atroce, acuto, forse il più intenso che abbia mai provato in tutta la mia esistenza. La gente usa per descrivere vari dolorini muscolari, la metafora "È come essere trafitti da un pugnale", ma in realtà non si rende veramente conto.

Cado a terra e il primo pensiero che attraversa la mia mente è semplice e lineare: non sono stato abbastanza veloce. Anche se, dirla in tutta sincerità, non penso che qualcuno possa essere veloce di un proiettile.

Mi ritrovo sdraiato sull'asfalto caldo, è il 22 luglio 2012, ho ventinove anni e 364 giorni: domani è il mio compleanno.

Il sole scalda i miei lunghi boccoli dorati, il centauro mi si avvicina, con forza e ferocia mi schiaccia il polso con il suo stivale di pelle, rompendo l'orologio causa di tutto questo casino.

- Coglione, stai morendo per un orologio - è l'unica cosa che dice, sento il rumore della sua moto che sfreccia lontana.

Faccio fatica a respirare, il cemento bollente è diventato umido e mi accorgo di essere immerso nel mio stesso sangue. Domani compio trent'anni e capisco che non riuscirò ad arrivarci, capisco che forse la durata della vita dipende dall'intensità con cui la si trascorre. Troppo intensa la mia per poter durare ottannovanta, cento anni. Non sarebbe stato possibile.

Faccio fatica a respirare.

Avete presente quella sensazione, quella specie di sesto senso ognuno possiede? Sto parlando di quel potere, il più delle volte inconsapevole, che permette di svegliarsi pensando ad una canzone della propria infanzia per poi sentirla alla radio poche ore dopo; oppure che per qualche motivo ci fa pensare ad una persona che non vediamo da anni, di cui non abbiamo più avuto notizie, per poi incontrarla magicamente per caso quello stesso giorno.

In base a quel potere mi sono sempre chiesto: il giorno in cui morirò, mi sveglierò con il presentimento che non sarà una grande giornata? Ho pensato, se riesco a presentire una canzone di cui non mi interessa alcunché, la morte dovrebbe apparirmi abbastanza nitida non appena aprirò gli occhi di quell'ultimo giorno.

lo posso dire, non si avverte nulla: nessun sesto senso, nessuna visione, nessuna premonizione. Ci si sveglia e si vive la proprio come il giorno prima e quello prima ancora.

Oggi mi sono svegliato felice di aver portato a compimento il mio obiettivo.

Dicono che quando si muore ti passi davanti tutta la tua vita. Ho sempre ritenuto questa storiella una gran cazzata, se non altro per il fatto che nessuno può averla raccontata: i morti non tornano a parlare.

Non passa davanti tutta la vita, o almeno a me non sta passando davanti agli occhi tutta la mia vita, ma singoli momenti, periodi selezionati, addirittura in ordine cronologico. Ricordi perduti di cui non pensavo nemmeno di avere memoria. Anzi di più: non sono ricordi, rivivo alcuni momenti come accadessero ora.

Li lascio trascorrere, mi godo questi momenti con la bruttissima consapevolezza che saranno gli ultimi.

Ho sempre avuto paura di morire, per questo ho condotto la vita che ho vissuto, sempre a mille all'ora. Ho sempre trovato inaccettabile pensare alla mancanza di me stesso. E sempre stata con me, la morte, compagna inseparabile di ogni mia giornata. Mi sono chiesto spesse volte cosa provassero quelle persone che percorrono questo pianeta senza essere mai nemmeno sfiorati dal pensiero che questa loro vita non sia eterna. Non li ho mai invidiati: per quanto la scura mietitrice mi abbia sempre spaventato, mi ha anche sempre spronato a vivere pienamente ogni giornata, ogni emozione, ogni sentimento.

Torna Pietro, lo sento gridare il mio nome. Lo starà gridando in modo corretto, normale, ma per me tutto è ovattato: i suoni, le immagini, gli odori. Faccio fatica a sentire addirittura il mio stesso corpo immerso nel mio sangue.

Chiudo gli occhi, voglio godermi quest'ultimo momento, questi miei ultimi ricordi.

Un unico, ultimo pensiero cosciente, si fa largo nella mia mente, prima di congedarmi dal mondo terreno e svanire nel mondo delle passate esperienze.

Uno pensa sempre che il proprio ultimo pensiero sarà profondo che la propria ultima frase possa rimanere impressa nelle menti di chi la ascolta; per me non è così.

Un pensiero banale: così no, cazzo! Morire così no!

Tutto Nero

Tutto Nero

Tutto Nero

Un viaggio attraverso le emozioni, che si sviluppano a causa di un'improvviso lutto. Lo sconforto, l'indignazione, la perdita di fede, si snodano fuori e dentro il protagonista.

Prendendo spunto da un fatto realmente accaduto, questo libro narra la vita, ripercorsa attraverso flashback, di Lorenzo, un ragazzo come ce ne sono mille altri ma che, ben definendo il proprio scopo nella vita, riesce a raggiungere una vetta apparentemente irraggiungibile.

Acquista ora

 

Alberto BeltrameTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Alberto Beltrame, classe 1982, veneto, è un imprenditore attivo principalmente nei settori siderurgico, immobiliare ed energetico. Insegnante di Kung Fu Wing Tzun, vive a Riccione insieme alla moglie Chiara, dove è impegnato anche nel sociale.

 

I vostri commenti - Scrivi un commento!

Nessun commento presente

Scrivi un commento!