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Nutrimento essenziale - Estratto da "L'Arte di...

Leggi in anteprima il Capitolo 1 del libro "L'Arte di Comunicare" di Thich Nhat Hanh

Nutrimento essenziale - Estratto da "L'Arte di Comunicare"

Niente può sopravvivere senza nutrimento. Tutto ciò che consumiamo contribuisce a guarirci o ad avvelenarci.

Tendiamo a pensare al nutrimento solo come a ciò che assumiamo attraverso la bocca, ma anche ciò che consumiamo con gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua e il corpo è nutrimento. Anche le conversazioni che si svolgono intorno a noi e quelle a cui partecipiamo lo sono.

Stiamo consumando e creando il tipo di nutrimento che fa bene alla nostra salute e ci aiuta a crescere?

Quando diciamo qualcosa che ci nutre e dà conforto alle persone intorno a noi, alimentiamo l’amore e la compassione. Quando parliamo e agiamo creando tensione e rabbia, nutriamo la violenza e la sofferenza.

Noi tutti ingeriamo spesso comunicazione tossica che ci viene da coloro che ci circondano e da ciò che guardiamo e leggiamo.

Stiamo assumendo cose che fanno crescere la nostra comprensione e la nostra compassione? Se è così, si tratta di buon nutrimento.

Spesso ingeriamo comunicazione che ci fa sentire a disagio o insicuri nei confronti di noi stessi, oppure superiori agli altri e pronti a dar giudizi.

Possiamo pensare alla nostra comunicazione in termini di nutrimento e consumo: Internet è un articolo di consumo, pieno di sostanze nutritive che possono essere terapeutiche o tossiche. È così facile ingerire tante cose in pochi minuti online. Questo non significa che non si deve usare la rete, ma occorre essere consapevoli di ciò che si legge e si guarda.

Quando si lavora al computer per tre o quattro ore si è completamente smarriti. È come con le patatine fritte: non le si deve mangiare tutto il giorno, così come non si dovrebbe stare al computer tutto il giorno. Qualche patatina fritta, qualche ora al computer, probabilmente sono tutto ciò di cui la maggior parte di noi ha bisogno.

Ciò che leggi e scrivi ti può aiutare a guarire, perciò sii cauto con ciò che consumi.

Quando scrivi un’e-mail o una lettera piena di comprensione e di compassione, stai nutrendo te stesso per tutto il tempo che dedichi alla scrittura. Anche se si tratta solo di poche righe, tutto ciò che scrivi può nutrire te e la persona a cui stai scrivendo.

Consumare con consapevolezza

Come distinguere la comunicazione sana da quella tossica?

L’energia della consapevolezza è un ingrediente necessario della comunicazione sana. La consapevolezza richiede l’abbandono del giudizio, il tornare a essere consci del respiro e del corpo e infine il portare la nostra piena attenzione a ciò che è in noi e attorno a noi. Questo ci aiuta a renderci conto se il pensiero che abbiamo appena prodotto è sano o malsano, compassionevole o crudele.

La conversazione è una fonte di nutrimento.
Tutti noi prima o poi ci sentiamo soli e vogliamo parlare con qualcuno.

Tuttavia, quando conversiamo con un’altra persona, ciò che essa dice può essere pieno di tossine come l’odio, la rabbia e la frustrazione. Quando ascolti ciò che dicono gli altri, consumi quelle tossine, le fai penetrare nella tua coscienza e nel tuo corpo. Ecco perché la consapevolezza della parola e la consapevolezza dell’ascolto sono molto importanti.

La conversazione tossica può essere difficile da evitare, specialmente sul lavoro.

Se si svolge intorno a te, siine consapevole. Devi avere una sufficiente consapevolezza mentale per non assorbire questi tipi di sofferenza. Devi proteggerti con l’energia della compassione, in modo che, ascoltando, invece di consumare tossine, dentro di te produrrai attivamente più compassione. Quando ascolti in questo modo, la compassione ti protegge e l’altra persona soffre di meno.

Tu assorbi i pensieri, le parole e le azioni che produci e quelli contenuti nella comunicazione di chi ti circonda: è una forma di consumo. Perciò, quando leggi qualcosa, quando ascolti qualcuno, dovresti fare attenzione a non permettere alle tossine di rovinarti la salute e di portare sofferenza a te e all’altra persona o gruppo di persone.

Per illustrare questa verità, il Buddha ricorreva alla vivida immagine di una mucca affetta da una malattia della pelle. La mucca è aggredita da ogni tipo di insetto e microrganismo proveniente dal terreno, dagli alberi e dall’acqua. Senza pelle, una mucca non può proteggersi.

La consapevolezza è la nostra pelle.
Senza consapevolezza possiamo assorbire ciò che è tossico per il corpo e per la mente.

Anche quando stai attraversando la città in macchina, non smetti di consumare. I cartelloni pubblicitari ti colpiscono gli occhi, e sei obbligato a consumarli. Percepisci i rumori e ti può addirittura capitare di dire cose che sono il prodotto di un eccessivo consumo tossico.

Dobbiamo proteggerci con il consumo consapevole, e la comunicazione consapevole ne è un ingrediente. Possiamo comunicare in modo da consolidare la pace e la compassione che sono in noi e portare agli altri la gioia.

Le relazioni non sopravvivono senza il giusto nutrimento

Molti di noi soffrono a causa di una comunicazione difficile. Ci sentiamo incompresi, specialmente dalle persone che amiamo.

In una relazione, siamo l’uno il nutrimento dell’altro, perciò dobbiamo scegliere il tipo di cibo da offrire all’altra persona, il tipo di nutrimento che può contribuire a far prosperare le nostre relazioni.

Ogni cosa – compresi l’amore, l’odio e la sofferenza – ha bisogno di nutrimento per continuare. Se la sofferenza continua, è perché noi continuiamo a nutrirla. Ogni volta che parliamo senza essere mentalmente presenti, alimentiamo la nostra sofferenza.

Con la consapevolezza possiamo scrutare a fondo la natura della nostra sofferenza e scoprire che tipo di nutrimento le abbiamo finora dispensato per tenerla in vita. Quando troviamo la fonte di nutrimento della nostra sofferenza, possiamo interromperne il flusso, e la nostra sofferenza svanirà.

Spesso una relazione romantica comincia in modo meraviglioso, ma poi, giacché non sappiamo come nutrire il nostro amore, la relazione comincia a morire. La comunicazione può riportarla in vita: ogni pensiero che formuliamo nella mente e nel cuore – in Cina si dice “nella pancia” – alimenta questa relazione. Quando formuli un pensiero che trasmette sospetto, rabbia, paura, irritazione, quel pensiero non è nutriente né per te e né per l’altra persona. Se la relazione è diventata difficile è perché abbiamo alimentato il giudizio e la collera, e non abbiamo nutrito la compassione.

Un giorno, a Plum Village, il centro francese di meditazione dove vivo, tenni un insegnamento sul bisogno di nutrire le persone che amiamo praticando la comunicazione amorevole. Parlai delle nostre relazioni come di fiori che vanno innaffiati con l’amore e la comunicazione per crescere. Seduta nelle prime file c’era una donna che aveva continuato a piangere tutto il tempo.

Dopo l’insegnamento, andai dal marito e gli dissi:
«Mio caro amico, il tuo fiore ha bisogno di un po’ d’acqua»
.

Suo marito aveva assistito alla conferenza e sapeva della parola amorevole, ma a volte tutti noi abbiamo bisogno di un amico che ce lo ricordi. Così, dopo pranzo, quell’uomo portò sua moglie a fare un giro in macchina per la campagna. Avevano avuto solo un’ora o poco più, ma per tutto il viaggio lui si era impegnato a innaffiare i semi buoni.

Quando furono di ritorno, lei sembrava completamente trasformata, molto felice e piena di gioia. I loro figli rimasero molto sorpresi, perché quel mattino al momento di uscire, i loro genitori erano molto tristi e irritabili. Così, in un’ora soltanto, puoi trasformare un’altra persona e te stesso, con la semplice pratica di innaffiare i semi buoni. 
Questa è consapevolezza applicata in azione, non teoria.

La comunicazione che nutre e guarisce è il cibo delle nostre relazioni.

A volte una sola frase crudele può far soffrire l’altra persona per molti anni, e anche noi soffriremo per molto tempo. In uno stato di rabbia o paura ci potrà capitare di dire qualcosa che può essere velenoso e distruttivo. Se ingoiamo il veleno, esso potrà rimanere dentro di noi per molto tempo, e ucciderà lentamente la nostra relazione. Forse non sapremo neppure che cosa abbiamo detto o fatto per cominciare ad avvelenare la relazione.

Tuttavia abbiamo l’antidoto:
la compassione consapevole e la comunicazione amorevole.

L’amore, il rispetto e l’amicizia hanno tutti bisogno di nutrimento per sopravvivere. Con la consapevolezza possiamo produrre pensieri, parole e azioni che alimenteranno le nostre relazioni e le aiuteranno a crescere e prosperare.

 

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Thich Nhat Hanh

Thich Nhat Hanh, maestro zen vietnamita, poeta e pacifista, è stato proposto nel 1967, da Martin Luther King, per il Premio Nobel per la pace, ed è stato a capo della delegazione buddhista vietnamita durante gli accordi di pace di Parigi.

Viaggia regolarmente in America e in Europa per insegnare e guidare ritiri sull'arte di "vivere consapevolmente".

Ha pubblicato molti libri in inglese, francese e vietnamita.

 

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