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Nascere in acqua

Il parto in acqua è una modalità di nascita dolce che sta conquistando sempre più mamme: ce ne parla l’ostetrica libera professionista Emanuela Rocca

Nascere in acqua

 

I benefìci del parto in acqua sono molteplici ed evidenti: si tratta in generale di una nascita più dolce, che maggiormente rispetta la fisiologia e che sprona le future mamme a mettere in campo le proprie risorse endogene per la gestione del dolore e dello stress.

 

Dove, oggi in Italia, si può partorire in acqua?

Certamente in casa propria, attrezzandosi con un’apposita vasca gonfiabile per il parto (o al più anche una normale piscina per bambini!), così come nelle Case Maternità: Le Maree a Genova, Il Nido a Bologna, La Via Lattea a Milano, La Prima Luce a Torino, Montallegro a Induno Olona e Maishamani a Perugia.

Sempre più sale parto all’interno delle unità di ostetricia, comunque, si sono attrezzate con la vasca per il parto, da Nord a Sud. È sufficiente contattare gli ospedali della propria città per informarsi sulla disponibilità di tale vasca e se l’uso sia consentito per il solo travaglio o anche per il parto stesso (opzione da non dare per scontata).

Come si svolge un parto di questo tipo?

Esistono vere e proprie Linee Guida circa il travaglio e il parto in acqua: tra queste, di rilievo quelle del Royal College of Obstetrician and Gynaecologists e del Royal College of Midwives, che indicano i benefìci e le indicazioni per l’assistenza della futura madre in acqua; chi possa o meno accedervi, a seconda dello stato di salute materno e fetale, della presenza o meno di infezioni o di altre situazioni particolari o quale sia il momento migliore per entrarvi, per godere del beneficio dell’acqua calda ma senza che tale immersione rallenti le contrazioni.

In linea generale può essere la donna a chiederlo o l’ostetrica a proporlo, l’acqua avrà una temperatura compresa tra 34 e 37 °C, a seconda anche dell’esigenza personale, il battito cardiaco del nascituro monitorizzato a intermittenza (ogni 15 minuti in travaglio attivo, condizione ideale per entrare in vasca) mediante l’uso di un doppler portatile con sonda subacquea, le visite vaginali ridotte al minimo, la futura madre incoraggiata a seguire il proprio istinto sia riguardo la posizione da assumere che la respirazione e la tempistica delle spinte in fase espulsiva.

Il futuro papà talvolta può sostenere la compagna direttamente dentro la vasca se chi assiste e le condizioni lo permettono, oppure sostenerla da fuori.

Il bambino può nascere nell’acqua, la madre può essa stessa afferrarlo e portarlo dolcemente verso di sé, oppure l’ostetrica può accoglierlo e accompagnarlo verso di lei, non è necessario clampare il cordone, anzi le evidenze scientifiche dimostrano quanto sia importante per il bambino restare collegato alla propria placenta più a lungo possibile, o almeno finché il cordone non abbia smesso di pulsare (ancora meglio, se non si desidera una nascita lotus, quando anche la placenta sarà nata).

La nascita della placenta può avvenire nell’acqua, ma più spesso avviene una volta aiutata la mamma a uscire dalla vasca.

Tutte le donne possono partorire in acqua?

In generale tutte le donne giunte a termine di una gravidanza fisiologica e a basso rischio ostetrico. Il travaglio dev’essere esso stesso fisiologico, il liquido amniotico, se il sacco è rotto, dev’essere limpido.

Non si può partorire in acqua con l’analgesia epidurale in corso.

Quali sono i vantaggi del parto in acqua, sia per la mamma che per il bambino? E gli svantaggi?

L’acqua alleggerisce il peso, rendendo i movimenti più agili e semplici e favorendo la libertà di movimento della futura madre, che più facilmente assumerà la o le posizioni che in ogni momento la aiuteranno maggiormente a gestire il dolore delle contrazioni.

Seguire l’istinto e muoversi in risposta ad esso è il modo migliore che abbiamo a disposizione per rendere il parto più fluido: il bambino troverà i diametri migliori per ruotare e scendere attraverso il canale del parto e i tessuti materni non subiranno traumi: in acqua tale movimento è alla portata di tutte, chi ha mal di schiena, chi ai reni, chi sopra il pube, chi è stanca e fatica a sostenersi sulle gambe.

L’acqua calda lenisce il dolore, non lo annulla ma lo rende più “morbido” e facilmente gestibile, regola la pausa tra una contrazione e l’altra permettendo alla futura madre di godere dei benefìci della pausa tra un dolore e l’altro, per riposare e ricaricare le energie preparandosi ad affrontare la contrazione successiva.

Il bambino nasce in un ambiente molto simile a quello in cui ha galleggiato nove mesi, pertanto l’adattamento alla vita extrauterina è più dolce e meno brusco; molto spesso i bambini nati nell’acqua non piangono!

In acqua si è maggiormente protette da inutili e invasivi interventi esterni, come le visite vaginali troppo ripetute.

A chi consiglieresti questo tipo di parto?

A tutte coloro che hanno un discreto/ buon feeling con l’ambiente acquatico che, fermo restando il basso rischio ostetrico, vogliano godere dei benefici di un parto protetto, caldo, naturale, dolce e maggiormente privo di interferenze.

Le donne che vogliono intraprendere questa strada e vogliono trovare una struttura in cui sia possibile partorire in acqua, a chi possono chiedere le relative informazioni?

Presso la struttura dove desiderano partorire o contattando un’ostetrica libera professionista in caso vogliano optare per partorire in casa propria o in Casa Maternità: il sito nascereacasa.it raggruppa le ostetriche libere professioniste italiane che assistono in casa o in Casa Maternità, nell’apposita cartina potete facilmente trovare la più vicina a voi!

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 43

 

Emanuela RoccaTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Emanuela Rocca, ostetrica  e insegnante di massaggio infantile, si occupa di assistenza alla gravidanza, corsi di preparazione alla nascita, assistenza al travaglio a domicilio e assistenza nel post-parto e all'allattamento.

Si è laureata nel 2003 sul dolore del parto ed è mamma di tre splendidi bambini. Opera a Genova.

 

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