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Mi Dai una Mano? Come Chiedere Aiuto in Casa

Scritto da Simona Oberhammer

Mi Dai una Mano?  Come Chiedere Aiuto in Casa

Farsi aiutare in casa da un uomo? Ci sono le modalità giuste. 

Lei commenta delusa: «Non fa niente in casa», «Mi sobbarco di quasi tutte le faccende domestiche e neanche mi dice grazie».

Lui si sfoga irritato: «Ogni due minuti ha qualcosa da chiedermi. Sentissi il tono che usa!» oppure «In casa faccio poco però lei non apprezza nemmeno quel poco. Che senso ha fare di più?».

È vero che tante volte gli uomini non aiutano abbastanza nei lavori domestici, ma è anche vero che le donne spesso non sanno come chiedere aiuto in casa.

La realtà è che le donne vorrebbero ricevere sostegno, conforto e collaborazione dai loro uomini. Vorrebbero essere ringraziate per la loro disponibilità e il loro impegno. Gli uomini invece vorrebbero non essere comandati, criticati o ripresi quando fanno qualcosa in casa. Vorrebbero ricevere riconoscimento e apprezzamento per la qualità e l'utilità del lavoro fatto.

Le diverse modalità del femminile e del maschile si evidenziano anche in ambito domestico, quando donne e uomini sono alle prese con i quotidiani lavori di casa. Vediamo cosa accade. E poi come trovare le strategie giuste. Derivano dal mio libro: Codice DeU: Codice Donna e Uomo.

Lei vorrebbe più collaborazione, lui più apprezzamento

Un uomo arriva a casa stanco e si sdraia sul divano. Una donna arriva a casa stanca e si occupa dei figli, della casa e prepara la cena. Succede spesso che le donne si lamentino del fatto che gli uomini non collaborano abbastanza nei lavori domestici.
Ma perché molte volte gli uomini sono così poco collaborativi?

Un aspetto importante è il modo in cui le donne chiedono la collaborazione:
«Non mi aiuti mai»
«Sono stanca. Io lavoro e tu te ne stai senza far nulla»
Una donna che sta lavorando in casa e si rivolge a un uomo con questa frase gli sta chiedendo aiuto. Ma lo esprime in toni di accusa e lamento. Con una richiesta formulata in questo modo l'uomo si infastidisce o si allontana.

Un altro esempio:

«Invece di startene lì senza far niente perché non dai un'occhiata ai bambini?»
«Prendi questo, sistema quest'altro, riordina qui, togli di là... ».
Una richiesta di aiuto che assume la forma di comando è recepita da un uomo come molto sgradevole ed egli sarà sicuramente poco disposto a offrire il suo impegno.

Non è vero che gli uomini non collaborano mai in casa. È vero invece che molte volte le donne non usano le strategie più adatte per coinvolgerli. Lamentele, proteste, comandi sono inefficaci per i codici e i modelli maschili. Chiedere aiuto per collaborare in casa è giusto, ma un uomo detesta lamentele e recriminazioni e ancora di più sentirsi dare ordini. Specie se ha passato la giornata a obbedire ad ordini dati da altri. Se sul luogo di lavoro la gerarchia deve essere rispettata, tra le pareti domestiche lui invece vuole pace e relax e l'ultima cosa che desidera è sentirsi comandare.

Non chiedermi le cose tutti i momenti: trovare gli spazi giusti.

Un altro aspetto che infastidisce gli uomini è fare loro richieste in ogni momento, invadendo i loro spazi personali. Un uomo ama sentirsi autonomo, vuole gestire da solo il suo tempo.

Le donne invece spesso fanno richieste nei momenti meno opportuni, quando hanno più probabilità di ricevere un rifiuto. Per esempio, chiedono un aiuto appena l'uomo è rientrato in casa. A volte ha appena posato il piede sulla soglia e già una lista di cose da fare diventa il suo "benvenuto". Lui, in realtà, vuole solo essere lasciato un po' in pace. Ha bisogno di "staccare" dalla giornata e di rilassarsi senza pensare a nulla. Più tardi sarà disponibile. A volte bastano solo brevi spazi di tempo, poi ascolterà le richieste dei familiari. Privarlo di questo spazio significa renderlo di malumore, irritarlo. Riconoscere la sua necessità di un momento per sé invece lo gratifica e lo tranquillizza. La qualità del suo impegno migliorerà.

Sentirsi necessario per gli altri: meno male che ci sono io...

Per l'uomo è molto importante sentirsi necessario. Lui trae motivazione ed entusiasmo dal sentirsi utile.
Se un uomo ripara il lampadario del soggiorno si aspetterà che tutti lo notino. Se ridipinge una stanza della casa sarà molto soddisfatto se il suo intervento susciterà il consenso della famiglia. Se un papà fa la spesa, apprezzerà molto che tutti approvino le sue scelte: la qualità di arance, il dolce particolare, la sorpresa per i bambini. Se nella spesa c'è qualche acquisto meno riuscito, non è il caso di evidenziarlo subito. Meglio dimostrare gratitudine per la sua disponibilità e il tempo dedicato.

Apprezzo quello che fai: modi diversi per dare riconoscimento.

Uomini e donne indistintamente amano vedere riconosciuto il proprio impegno nei lavori domestici. In modo diverso, però. Lei ricerca fondamentalmente un riconoscimento empatico. Lui invece desidera un riconoscimento legato al ruolo.

Grazie, sei meravigliosa. Per una donna un grande riconoscimento è la comprensione emotiva, il fatto che altri possano capire ciò che lei ha fatto, l'apprezzamento per il suo impegno e i suoi sacrifici, con parole affettuose o con un abbraccio. Uno dei lati più frustranti dei lavori domestici è proprio il senso di inutilità che una donna prova se nessun altro si accorge dell'armadio riordinato con tutti gli abiti stirati e impilati, della casa a posto, del bagno pulito o del cibo cucinato. Specialmente se ciò è avvenuto in condizioni difficili. Perché una donna non si ferma, anche se è stanca o malata.

Se un uomo non comprende questo, e dà per scontato che tutto sia pronto a puntino, pulito e riordinato, lei prova molta amarezza. Che sconfina nella rabbia e nel risentimento. Se invece viene apprezzata ed è considerato importante ciò che ha fatto, allora si sente gratificata. Se una donna si sente dire dal proprio compagno, o dal figlio, o da un altro uomo della famiglia: «Grazie per tutto quello che hai fatto. So che eri stanca quando sei arrivata e ho apprezzato molto la tua disponibilità» si sentirà profondamente amata e compresa.

Meno male che ci sei tu. Per un uomo il riconoscimento più importante è invece l'apprezzamento per il suo operato, perché questo lo fa sentire utile e necessario, conferma il suo ruolo e la sua dignità personale. In generale, in base al codice della leadership, un uomo desidera spesso essere lodato e celebrato per tutto ciò che fa in casa. Dalla riparazione dell'elettrodomestico all'apparecchiare la tavola per la cena, dal riordinare la spesa al pulire i vetri, dal passare l'aspirapolvere al raccogliere i giornali o mettere chiavi e occhiali al loro posto. Se un uomo arriva dal lavoro prima della sua compagna e riordina in casa o prepara la cena, si aspetta un meritato apprezzamento. Se lo riceve, diventa per lui uno stimolo positivo a perseverare.
A volte gli uomini si sforzano nell' impegnarsi in lavori domestici, piccole manutenzioni, riordini. Meno abituati delle donne a svolgere queste mansioni si devono esercitare di più, ad esempio per accorgersi degli oggetti da riordinare lasciati ai piedi del letto, per piegare gli abiti invece di abbandonarli scomposti su una sedia, per prelevare tazze e bicchieri dimenticate in giro per casa. Se però riescono a fare tutto ciò, si aspettano quantomeno che le donne notino lo sforzo. E lo apprezzino, meglio se con una lode.

Sei donna e vuoi farti aiutare in casa dal tuo uomo?
Ricordati di apprezzarlo e stimarlo per quello che fa.

Invece molte donne non pensano di ringraziare o approvare gli uomini per questi gesti che sono per loro normali.
«Cosa sarà mai mettere i calzini sporchi nel cesto della biancheria da lavare? È una cosa automatica». Frasi del genere le sento spesso dalle donne, ai miei corsi di Codice DeU, codice donna e uomo. Durante il corso però imparano che se questi gesti per una donna sono naturali, per un uomo non sono così ovvi. Nella sua eredità biologica, nei comportamenti sociali, queste piccole e ordinarie mansioni non sono incluse.

Se una donna se ne ricorda, evita di dare per scontata la collaborazione maschile. E impara ad esprimere più spesso il suo riconoscimento.

Sentirsi apprezzato per lui è quindi una necessità prioritaria. Apprezzare le azioni, l'impegno e gli sforzi dell'uomo è la via più diretta al suo cuore. L'apprezzamento è un modo di alimentare il suo lato maschile, la sua leadership.

Se da un lato le donne vogliono che gli uomini facciano di più, dall'altro gli uomini vogliono avere la conferma di fare abbastanza.
Lui spesso si chiede: «Perché dovrei sforzarmi a fare di più se non vengo neanche apprezzato per quello che faccio?».
Prendiamo ad esempio un bambino che ha cercato di riordinare la propria stanza: fargli notare subito che ha lasciato delle cose in giro, o non ha riposto bene i videogiochi, agisce in lui come stimolo "al contrario". Sente che il suo impegno non è stato apprezzato, e conclude che ciò che ha fatto è stato inutile.
«Tanto, non le va mai bene... »
Questo sarà il suo pensiero verso la madre. Invece un sorriso felice o un complimento sono il presupposto di collaborazioni future. Facendo notare anche i possibili miglioramenti, ma al momento opportuno, dopo la gratificazione.

Ecco perché la donna che vuole di più da un uomo, che sia suo marito o suo figlio o anche il suo collega di lavoro, deve prima di tutto apprezzare ciò che sta già facendo, anche se è poco. Al contrario invece, le donne spesso pretendono sempre qualcosa in più dagli uomini elencando tutte le loro manchevolezze e i loro errori. Ma questo comportamento ha il risultato di creare resistenza anziché collaborazione. Quando lui non si sente stimato ha la sensazione che ciò che fa non ha alcun senso.

Se un uomo si rende disponibile per qualche lavoro, in casa o per commissioni fuori, prima di fargli notare quello che "non ha fatto" o "ha fatto male", è bene apprezzare quello che ha fatto. Specialmente se si è impegnato in un settore a lui poco gradito.
Dire, per esempio, a un uomo: «So che ti resta poco tempo libero quando torni dal lavoro, perciò apprezzo ancora di più questa sistemazione che hai fatto alla stanza dei ragazzi» è un doppio riconoscimento. Si apprezza sia l'impegno nel lavoro che quello dato per la casa.

So quello che devo fare: troppi sugge-rimenti lo infastidiscono.

Gli uomini non amano molto chiedere o ricevere suggerimenti in genere. La leadership non lo permette. Questo vale anche per quanto riguarda i lavori di casa. Anzi, quando possibile amano "prendere in mano la situazione".

Una signora che frequenta i miei corsi raccontava che quando era bambina l'intervento del padre nei lavori di casa era accolto come un evento. La madre diceva: «Faremo questa cosa appena arriverà papà...». Per esempio, riorganizzare una disposizione dei mobili o dedicarsi tutti insieme ai lavori in giardino o in garage. Così appena arrivava il genitore, ci si metteva all'opera. Lui prendeva in mano la situazione e dirigeva le operazioni come se la famiglia fosse un piccolo reparto dell'esercito: «Tu fai questo. Tu porterai quest'altro. La mamma farà così... ». Erano momenti fuori dall'ordinario, e il padre alla fine era fiero e soddisfatto della sua squadra operativa.

In generale è così. Un uomo con un forte codice della leadership se decide di svolgere dei lavori in casa ama assumerne il controllo. Indica cosa e come fare, in quali momenti e tempi, fornisce direttive, indicazioni, imposta programmi e obiettivi. Se la donna vuole essere aiutata deve quindi imparare che in certi momenti è utile anche lasciargli un po' di spazio, permettergli di esprimere la sua capacità di dirigere, la sua leadership.

Una cosa che in genere gli uomini detestano è ricevere consigli "mentre" stanno svolgendo un lavoro. «Lì c'è ancora un po' di polvere... »
«Era meglio se programmavi anche il prelavaggio»
«Le bietole adesso non sono di stagione, potevi prendere gli spinaci... ».
Sono solo alcuni esempi di come spesso le donne intervengono quando è un uomo ad occuparsi di qualche faccenda domestica. Se il marito è impegnato in un lavoro e la moglie lo incalza con continui suggerimenti, è probabile che lui la ignori totalmente o si ostini a fare di testa sua, perseverando nella metodica che sta seguendo. Inoltre tra sé e sé penserà: «La prossima volta fai da sola».

Al sesso maschile non piace che gli venga fatto notare cosa ha sbagliato. Accetta questa cosa solo se viene detta con molto tatto. Non certo al termine di un lavoro in cui si è impegnato a fondo e ha faticato per finirlo.

Caro, fallo a "modo mio": non interve-nire per lei è difficile.

«Lascia stare, faccio io». Quante volte le donne pronunciano questa frase vedendo un uomo in difficoltà durante i lavori di casa: sta passando l'aspirapolvere e impiega moltissimo tempo, grattugia il parmigiano spargendolo in giro, schizza lo specchio del bagno mentre pulisce il lavandino. Per una donna non è facile accettare l'aiuto di un uomo in casa, anche se è proprio lei a chiederlo in mille modi. Non è facile accettare che lui faccia le cose "a modo suo" e non come lei vorrebbe.

Una donna deve resistere alla tentazione di intervenire immediatamente se vede che uno dei suoi uomini di casa si è dato da fare per lasciare le cose a posto. O ha preparato qualcosa per cena. Anche se vorrebbe subito sistemare tutto "a modo suo" è importante che riconosca l'impegno, valorizzi ciò che è stato fatto, oppure lui penserà che "è tutto inutile".

La donna: tante azioni diverse, in più punti contemporaneamente. Per la donna è piuttosto facile occuparsi di più cose insieme. E' il suo modo di pensare che la porta a questo, il cosiddetto pensiero interconnesso. I lavori domestici si prestano a questo perché sono un insieme di tante piccole azioni, in molti punti diversi della casa, spesso correlate tra loro. Lei solitamente non incontra quindi difficoltà nell'individuare vari tipi di interventi contemporaneamente: dal bucato, alla raccolta dei panni asciutti, alle pulizie degli ambienti, al riordino, alle piccole manutenzioni in casa.

Grazie al pensiero interconnesso per una donna è facile valutare cosa serve fare in quel momento, quale lavoro è urgente e quale può rimandare, in base al tempo che ha a disposizione e a ciò che è veramente indispensabile. Lei può pulire il bagno e nello stesso tempo preparare il carico per la lavatrice e impostare il programma con l'ammollo. Oppure mentre lascia agire un prodotto disincrostante riordina un cassetto o raccoglie la biancheria asciutta e la piega.

L'uomo: prima termina un lavoro, poi si dedica al successivo. Un uomo invece ha più difficoltà a destreggiarsi tra le mille incombenze domestiche. Lui non passa con disinvoltura da un lavoro all'altro, da una stanza all'altra. Il pensiero settoriale maschile infatti si esprime bene nell'eseguire un lavoro restando concentrati solo su quello. Terminarlo e poi passare al successivo.


Ecco perché un uomo che, per esempio, sta raccogliendo le foglie secche in giardino si infastidisce se in quel momento gli vengono ricordati altri lavori da fare in casa. La sua mente settoriale in quel momento è occupata dalla raccolta foglie. Non è predisposta a pensare anche a riordinare la scaffalatura in garage o a portare in casa le scorte d'acqua e a spostare i vasi di fiori dall'altra parte del vialetto. Resta centrato sul primo lavoro e solo al termine prenderà in considerazione gli altri.

Quindi se lei insiste nel proporgli successivi lavoretti lui può sentirsi irritato e rispondere: «Prima finisco qui, poi vediamo quel che c'è da fare». Oppure pronuncia un distratto: «Sì, sì... » ma la sua mente può non registrare il messaggio e se ne dimentica.

In genere un comportamento di questo tipo conferma alla donna ciò che ha sempre pensato: "Non mi ascolta". In realtà non è così. Tuttavia se veramente desidera l'aiuto di un uomo, figlio, marito, padre o altro, una donna è bene che chieda una cosa per volta.

Un altro modo per ottenere la collaborazione di un uomo è farlo diventare responsabile di alcuni settori della casa. Allora svolgerà quell'incombenza al meglio. Per una collaborazione in cucina gli si potrà chiedere di svuotare la pattumiera o caricare la lavastoviglie. In interventi settoriali. La donna invece penserà alla cucina nella sua globalità facendo man mano ciò che occorre, e alla fine tutto l'ambiente sarà pulito e riordinato.

La stessa collaborazione è valida quando si organizza una cena in casa. Risulterà tutto molto più facile se lui si occuperà di un settore, dall'inizio alla fine, per esempio allestire il soggiorno con tavoli e sedie e preparare la tavola, mentre lei si occuperà della gestione in generale: dai cibi, alle pulizie, alle decorazioni, ai riordini.

Quindi uno degli sbagli più evidenti che una donna può fare chiedendo a un uomo la collaborazione in casa è dirgli:
«Ma dovresti vedere un po' da solo quello che c'è da fare».
Oppure chiedergli in continuazione piccole cose, facendolo passare da un punto all'altro. In questo caso il risultato finale sarà: lui irritato, perché sfinito dalle richieste, e lei nervosa perché non riceve alcun aiuto.

Per lei "il colpo d'occhio", per lui la programmazione

Lei spesso nelle faccende di casa usa il "colpo d'occhio" per valutare dove intervenire e le priorità da seguire. Lui invece preferisce programmare i lavori e cercare una metodicità d'intervento.

Il colpo d'occhio è ciò che fa capire all'istante a una donna cosa c'è da fare, appena entra in una stanza. Le basta uno sguardo intorno e la sua mente registra dove, come, quando e perché occorre intervenire. E stila le priorità. Effettua simultaneamente una serie di collegamenti: valuta gli interventi sulla base dei tempi a disposizione, degli strumenti necessari, delle condizioni meteorologiche, degli imprevisti. Tanti piccoli flash, per una valutazione che avviene in brevissimo tempo. Nel colpo d'occhio la donna è davvero brava.

L'approccio dell'uomo ai lavori casalinghi è invece molto diverso. Di solito'uomo quando si applica al settore "lavori domestici" lo fa con la mente sistemica. Quando possibile programma e suddivide i lavori in un percorso logico e sequenziale. Ecco un esempio. Una donna chiede a un uomo della sua famiglia di riparare lo sportello del box doccia. Prima di procedere, lui verifica il tipo di lavoro, la difficoltà, il tempo previsto e l'uso degli attrezzi o dei prodotti necessari. Solo quando queste fasi sono concluse il lavoro viene iniziato. Lui non ama improvvisare. Lui ama intervenire in maniera ragionata.

Dovendo scegliere, inoltre, un uomo ama di più dedicarsi a quei lavori che prevedono l'uso di apparecchiature, congegni e meccanismi. Programmare i cicli di lavaggio della lavastoviglie, usare gli accessori dell'aspirapolvere, mettere in funzione piccoli utensili che funzionano con l'elettricità o con batterie: aspiratori, grattugie, robot da cucina e così via. Oppure i lavori che prevedono installazioni, montaggi, raccordi. In breve, tutte quelle attività in cui un'attività sistematica ha il suo terreno privilegiato.

I prodotti di pulizia: li utilizzo diversamente da te.

Anche l'uso dei prodotti di pulizia è diverso per lui e per lei. La donna spesso utilizza i prodotti "a occhio" tenendo conto relativamente delle etichette sulle confezioni che riportano le norme di utilizzo. Se il prodotto è efficace, verrà usato a necessità su vari materiali e per diverse tipologie di ambienti. Il prodotto per il piano cottura della cucina può servire ottimamente per altre superfici con analoghe caratteristiche. Un uomo invece, prima di usare un prodotto, si accerterà che sia quello adatto per ciò che deve pulire. A volte gli uomini sanno distinguere con grande accuratezza i diversi prodotti da usare, in base ai materiali, alle marche e al tipo di sporco. Molto più di una donna.

Le istruzioni: lui le segue attentamente, lei prova e riprova

Anche l'uso delle istruzioni è molto diverso per l'uomo e per la donna. Lui di solito si attiene scrupolosamente alle indicazioni sull'utilizzo, lei molte volte preferisce "provare", ignorando manualetti di istruzioni ed eventuali raccomandazioni scritte.
Raramente una donna dedica più di qualche minuto alla lettura delle istruzioni di un elettrodomestico o ai consigli di utilizzo scritti sulle confezioni dei prodotti. Dopo una breve occhiata al prodotto passa subito ad usarlo, provando qua e là. Gli uomini invece generalmente sono attenti a ciò che indicano le istruzioni allegate e alle note scritte.

Conoscendo questa tendenza femminile ci sono uomini che dicono: «Ricordati di leggere le istruzioni, prima di accenderlo». Si raccomandano vivamente, perché a volte le donne infieriscono sul nuovo oggetto premendo i pulsanti come capita, usando un percorso intuitivo. Ma poi gli uomini devono intervenire per risistemare le cose.

La lavatrice: perché quando lui inizia ad usarla nascono le discussioni.

Ecco un esempio sull'uso della lavatrice. In casa questo elettrodomestico è generalmente utilizzato dalla donna. Fino a quando è solo lei ad occuparsene non ci sono scontri. Ma se è anche lui a impararne l'uso iniziano le discussioni perché due modi diversi di pensare entrano a confronto.

Se, per esempio, la lavatrice è nuova lei affronta i programmi di lavaggio attraverso un approccio empirico, cioè basato sull'esperienza. Con un po' di prove, di fallimenti, di conferme e di verifiche, capirà quale programma usare per quel tipo di biancheria. Anche se il libretto riporta indicazioni di altro tipo. Inoltre nella suddivisione della biancheria e nell'uso del detersivo da aggiungere andrà probabilmente "a occhio".

L'approccio di un uomo è invece molto diverso. Di solito lui legge il libretto di istruzioni dall'inizio alla fine. Lo capisce senza difficoltà e riconosce visivamente le singole parti rappresentate e numerate. Le sue capacità spaziali in questo lo agevolano. Poi applica le istruzioni, in un percorso dettato dalla logica. Se si impegna ad imparare le regole del bucato, lo farà nella maniera più sistematica possibile. Suddividerà inoltre la biancheria da lavare metodicamente e utilizzerà il detersivo seguendo scrupolosamente le dosi indicate.

Dopo un breve apprendistato sarà in grado di discutere in maniera competente con la compagna del migliore programma di lavaggio per i delicati o i colorati, delle strategie da applicare per risparmiare sui consumi e sul detersivo migliore da usare. E a volte, in queste discussioni, criticherà la partner perché è "approssimativa".

E lei, che fa le lavatrici da anni, rimane allibita.

Istruzioni: lui legge le indicazioni, lei se può ne fa a meno.

La tendenza femminile verso un percorso intuitivo si evidenzia anche quando lei acquista un cibo confezionato, per esempio un surgelato. Può succedere che inizi a prepararlo senza leggere le istruzioni. Poi le viene in mente che non conosce i tempi di cottura o altre modalità da rispettare e deve andare a ripescare le istruzioni dalla pattumiera dove le ha gettate, essendo scritte sulla confezione.

Ugualmente, se i due partner stanno cuocendo insieme un nuovo tipo di pasta, lui potrà chiederle: «Quanti minuti deve cuocere?» dando per scontato che lei abbia letto le istruzioni. Ma la risposta di lei magari sarà: «Non lo so, assaggiala per sentire se è cotta». Lui scuoterà la testa e andrà a cercare la confezione per leggersi i tempi di cottura.

I modi di agire al femminile e al maschile creano le differenze.

Lavori domestici sì o no? Per lui non è sempre facile questo ruolo.

Concludendo è necessario specificare che per un uomo non è spontaneo occuparsi dei lavori di casa. Le donne invece lo fanno da sempre. E anche se oggi rispetto al passato gli uomini sono più disposti a collaborare nelle faccende domestiche, è il loro ruolo maschile a renderlo più difficile. Infilarsi i guanti di gomma per pulire la tazza del water, stirare o spolverare con in mano piumino e straccetto non sono certo azioni che innalzano in un uomo il concetto di virilità. Oggi particolarmente i lavori di casa scarseggiano di riconoscimento sociale, sia per la donna che per l'uomo. Ma se per il genere femminile occuparsi della casa e della famiglia è qualcosa che ha un passato storico, per l'uomo è più istintivo cercare conferme del proprio valore fuori dall'ambito familiare.

È più facile quindi che un uomo dia una mano in casa se può esprimersi in attività più "maschili" di altre, per esempio cucinare, fare la spesa, preparare la tavola, controllare i figli, pulire il giardino e il garage, programmare la lavastoviglie, montare, spostare oggetti e mobili in casa. Attività che apprezza molto meno possono essere: fare il bucato con tutte le operazioni connesse, ossia lavare, stendere, piegare, stirare e riporre tutto quanto; pulire il piano cottura e il lavello, spolverare, dare lo straccio, rifare i letti e pulire i bagni. Sono attività in cui si può sentire meno a suo agio.

Uno degli aspetti che più interessa un uomo in casa è la cucina. Tra i vari lavori, occuparsi del pranzo e della cena sembra essere gradito a un numero sempre crescente di uomini. Cucinare è creativo, procura soddisfazione ed è socialmente riconosciuto. Non a caso i più grandi chef sono in buona parte di sesso maschile.

Questo testo è stato ispirato dal sito di Simona Oberhammer, naturopata e ideatrice della Via Femminile. Se vuoi saperne di più visita il sito http://www.simonaoberhammer.com/..

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