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Matematica e Dio: quando le geometrie diventano...

Lunghezza di Planck, Geometria Sacra e l’Ordine Universale

Matematica e Dio: quando le geometrie diventano sacre

“La geometria è musica solidificata”
Pitagora

Che cosa crea la bellezza e l'armonia che noi percepiamo nella Natura? Un albero che cresce, un'onda che si infrange su una spiaggia, una conchiglia, una galassia possono avere qualcosa in comune che ci può spiegare perché ci affascinano tanto? E perché troviamo ugualmente bellezza e fascino da secoli in opere come la Grande Piramide a Giza, il Partenone di Fidia o la Gioconda di Leonardo da Vinci? L'armonia della natura e di alcuni dei più grandi manufatti umani (o, almeno, presunti tali) da dove origina?

Per rispondere a queste domande, dobbiamo fare un viaggio nelle profondità del nostro Universo, nella più moderna fisica e nell'antico sapere della Geometria Sacra.

Partiamo dalla fisica quantistica. Uno dei fenomeni più sconcertanti derivanti dalla matematica della fisica quantistica è l'entanglement, fenomeno che mandò in crisi Albert Einstein stesso.

Infatti Albert Einstein aveva dimostrato che materia ed informazione non possono viaggiare a velocità maggiore della luce. Questo significa che se noi mandiamo un messaggio a qualcuno che dista da noi un anno luce (ovvero vive su un pianeta che per raggiungerlo ci vuole un anno viaggiando alla velocità della luce) questo lo riceverà non prima di un anno.

L'entanglement invece dimostra che sono possibili fenomeni che avvengono indipendentemente dalla distanza o dal tempo. Per esempio, posso prendere due particelle diverse una che punta in alto e l'altra in basso e poi le collego (entangled) in modo tale che se giro una, gira anche l'altra. Inoltre una la tengo qui e l'altra la mando sul pianeta di prima, ovvero ad un anno luce da qui.

La domanda spontanea è: se giro la prima, la seconda dopo quanto tempo gira? Secondo la fisica relativistica non prima di un anno. Ed invece gira nello stesso preciso istante in cui giro la prima! Questo Albert Einstein non lo accettò e difatti sviluppo il famoso Paradosso EPR (Einstein-Podolsy e Rosen dai tre fisici che lo formularono) per il quale la fisica quantistica non era corretta perché se valeva l'entanglement veniva meno il principio di causalità.

È stato ampiamente dimostrato che è vero, e non solo: è uno dei principi alla base dei computer quantistici.

Non solo, l'entanglement funziona anche nel tempo, ovvero posso prendere due particelle una che è qui oggi, l'altra che è nel passato o nel futuro, e cambiando quella di oggi cambio istantaneamente quella nel passato o nel futuro! Anche questo è stato dimostrato sperimentalmente.

Il crollo delle certezze acquisite in materia

Il fatto che l'entanglement esista ha conseguenze importantissime e travolgenti. Se l'entanglement mandò in crisi Alber Einstein, esaltò invece un altro grande genio assoluto: Karl Gustav Jung. Karl Gustav Jung era amico di Wolfgang Pauli, uno dei padri fondatori della fisica quantistica e Premio Nobel per la fisica, e quando comprese l'entanglement affermò che allora abbiamo un inconscio collettivo e che la natura prevede comportamenti sincronici.

Infatti l'entanglement implica che nell'universo vige un principio di non località attraverso il quale avvengono fenomeni come se in varia misura ogni cosa è in diretto e istantaneo collegamento con ogni altra indipendentemente dallo spazio fisico o dal tempo che li separa.

Questo ha permesso anche di sperimentare il teletrasporto di particelle (sì alla Star Trek…).

L'entanglement ha una fondamentale conseguenza ovvero che l'universo è olografico.

Che cosa è un ologramma? È una immagine tridimensionale con alcune peculiarità. Se io prendo ad esempio una fotografia normale, questa è a due dimensioni e se la rompo in pezzettini… per riavere la foto devo re-incollare tutti i pezzetti. Se invece ho una immagine olografica, questa è in tre dimensioni, e se la rompo in pezzettini… ogni pezzettino ha ancora tutta l'immagine originale pressoché identica (c'è comunque del “rumore” che li rovina un poco). Diversamente dalle normali fotografie, ogni singolo pezzettino di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall'intero ologramma.

Questo è ciò che hanno sempre detto gli esoteristi di ogni era: “Come sopra – cosi sotto, come sotto – cosi sopra. Come dentro – cosi fuori, come fuori – cosi dentro. Come nel grande – cosi nel piccolo” che è anche una delle Leggi cosmiche di Thot, il dio egizio della saggezza = Hermes Trismegistos , “il tre volte grande Hermes” dei greci.

Continua la lettura su Scienza e Conoscenza n. 58

Articolo tratto da Scienza e Conoscenza - N. 58

 

 

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Giovanni Vota

Giovanni Vota, torinese, ingegnere elettronico, è stato funzionario tecnico scientifico presso il Politecnico di Torino, imprenditore, dirigente in diverse aziende in Italia e negli USA, tra le quali IBM e Sun Microsystems. Possiede numerose abilitazioni internazionali in campo motivazionale e nel coaching. È membro della Professional Past Life, Regression & Life Beetwen Life Therapy Association di Londra. Si è diplomato alla scuola «SFERA coaching» di Torino con il professor Giuseppe Vercelli.

 

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