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Lo Yoga e la Salute: jet-lag e ghiandola pineale

Lo Yoga e la Salute: jet-lag e ghiandola pineale

Quando fanno lunghi viaggi – soprattutto in aereo – si può soffrire di jet-lag (o disritmia), con disorientamento e fatica a causa del cambiamento del ritmo sonno/veglia, regolato dalla ghiandola pineale che secerne melatonina, al massimo col buio, al minimo con la luce.

Nello yoga ogni asana produce effetti benefici anche sul sistema endocrino; grazie alle tecniche di respirazione e rilassamento possiamo intervenire e aiutare il lavoro di regolazione della ghiandola pineale.

Una ghiandola molto speciale

Chiamata anche epifisi, la pineale è una ghiandola molto piccola (5 cm) simile a una pigna (da cui il nome), situata nel cervello. Regola l’azione della luce sul corpo e secerne melatonina, un ormone che controlla la sonnolenza e la veglia. La ghiandola pineale inibisce anche l’immediata trasformazione dei pensieri in azioni, così che ponderiamo le reazioni: tale introversione è indispensabile per l’auto-realizzazione, poiché sposta l’attenzione dal mondo esteriore a quello interiore. Non a caso i testi yogici indiani e le tradizioni mistiche di tutti i tempi hanno parlato di “occhio dell’intuizione” e di “terzo occhio” riferendosi alla ghiandola pineale.

La ghiandola pineale: tra teosofia e scienza

L’epifisi possiede un ruolo esaltato nel campo della pseudoscienza. Verso la fine del XIX secolo, Helena Petrovna Blavatsky, la fondatrice della teosofia, identificò il “terzo occhio” scoperto dagli anatomisti del suo tempo con l’“occhio di Shiva” della tradizione induista, concludendo che [sia] una traccia atrofizzata di questo “organo della visione spirituale” [H.P. Blavatsky, The Secret Doctrine, 1888, vol. 2, pp. 289-306]

Su “New Scientist” del 15 dicembre 2007, l’articolo intitolato What is the soul, but a humble pineal gland (“Cos’è l’anima, se non una umile ghiandola pineale”) scrive: Forse Cartesio era nel giusto quando nel 1649 ha affermato che la ghiandola pineale fosse la sede dell’anima. Le scansioni del cervello relative all’area che circonda la ghiandola pineale suggeriscono che l’area venga attivata quando le persone meditano. “Non esiste una definizione di “anima” nel campo scientifico” afferma Jyh-Horng Chen del National Taiwan University di Taipei, co-leader dello studio. “Comunque, i nostri risultati dimostrano una correlazione tra l’attivazione pineale e la meditazione che potrebbe avere implicazioni profonde per la comprensione fisiologica di mente, spirito e anima”.

Come lo yoga ci aiuta a vincere il jet-lag

Giacché, come abbiamo visto, la ghiandola pineale è coinvolta nei disturbi collegati al jet-lag, possiamo aiutarla con yoga, meditazione e canto: mantenendo la pineale attiva, essa ci aiuta a ottenere un buon sonno.

  • Con le posizioni yoga, l’energia che scorre influisce positivamente sulla salute e sull’equilibrio delle ghiandole.
  • Il controllo del respiro può notevolmente aumentare l’attività e le funzioni della ghiandola pineale.
  • Il suono e i mantra hanno un potente effetto positivo su tutte le ghiandole.

Anticipare il jet-lag: una sequenza yoga pre-partenza

Due o tre giorni prima di partire, praticare sempre la prima – savasana – più qualcuna delle altre posizioni (o anche tutte). Una volta a destinazione, si possono praticare queste posizioni anche ogni giorno, in special modo prima di ripartire.

1. Savasana: sdraiati a pancia in su una superficie rigida, gambe divaricate, piedi lasciati cadere all’infuori, braccia discoste dal corpo, palmi delle mani verso l’alto, occhi chiusi o socchiusi. Percorri mentalmente il corpo, pensando, ad ogni espirazione: “Rilasso i piedi”, “Rilasso le gambe”, “Rilasso le cosce” eccetera, per tutto il corpo, più o meno dettagliatamente, secondo il tempo che hai; se ti addormenti non importa.

2. Pavana-muktasana: supino, abbraccia le gambe al petto e resta, respirando, immobile (o, tenendole unite, dondola le gambe a destra (testa a sinistra) e a sinistra (testa a destra) un po’ di volte

3. Janu-Sirsasana: seduto a gambe ben divaricate; piega una delle gambe e avvicina il piede al bacino, abbassando il ginocchio verso il pavimento; ruota il busto verso la gamba distesa e scendi, appoggiando le mani sul ginocchio e abbandonando il capo e il collo. Resta 4-7 respiri, torna e ripeti per lo stesso tempo dall’altro lato

4. Pascimottonasana: seduto a gambe unite, allunga il busto verso l’alto portando le braccia alla verticale quindi scendi in avanti col busto, abbandonando le braccia ai lati delle gambe e il capo in avanti. Resta 3-5 respiri, torna, riposa e ripeti altre 2 volte, aumentando ogni volta di 1 respiro

5. Baddha-Konasana: seduto, gambe piegate e piante dei piedi uniti, ginocchia larghe, mani sulle caviglie o a tenere i piedi, fletti in avanti il busto, espirando. Resta 3-5 respiri, torna, riposa e ripeti ancora 2 volte

6. Balasana: in ginocchio, talloni aperti, ginocchia unite; scendi in avanti col busto, fino a portare la fronte sul pavimento; le braccia sono abbandonate all’indietro, dorsi delle mani sul pavimento, vicini ai piedi

Riequilibrare il sonno

Gli effetti del jet-lag sono aggravati dal dormire troppo o troppo poco in aereo, o anche nel momento sbagliato rispetto all’ora di destinazione. Per questo dopo un lungo viaggio capita a volte di svegliarsi nel cuore della notte, e l’alba è ancora molto lontana!

Ecco alcuni consigli per addormentarsi serenamente anche a tanti fusi orari di distanza:

  • Rallenta. Prima di andare a letto, cammina lento, ferma l’attività mentale: scrivi ciò che devi fare il giorno dopo e lascia la lista in un’altra stanza; massaggia i piedi, spazzola i capelli.
  • Prima di andare a letto siedi tranquillamente, e respira a lungo e profondamente dalla narice sinistra, chiudendo la destra. Le 2 narici portano energie diverse: la destra vitalizzante (respirare a destra aumenta la pressione sanguigna); la sinistra calmante (respirare solo con la narice sinistra abbassa la pressione e calma la mente, è utile anche per gli attacchi di panico). 
  • Appoggia la testa sul lato destro. A occhi chiusi, coricati con la testa appoggiata sulla destra, così la narice sinistra si apre automaticamente; dirigi lo sguardo al centro tra le sopracciglia, respirando lentamente e osservando solo la pancia che si gonfia e si sgonfia. Continua così finché non ti addormenti.
  • Ripeti mentalmente So Ham: continuamente, concentrato sul respiro, liberando la mente da tutto il resto… solo il mantra e il tuo respiro. Se non ti addormenti subito non demorder… continua…

Un aiuto dal cibo

Infine, anche alcuni piccoli accorgimenti di alimentazione possono aiutarci a far fronte al jet-lag.

  • Nel giorno di partenza consuma pasti leggeri.
  • No a tè, caffè e alcolici, prima e durante il volo; bevi molta acqua.
  • Se una volta arrivato il problema è l’insonnia, a cena prediligi carboidrati e zuccheri, che agevolano il sonno.

Il digiuno può aiutare a superare il jet-lag reimpostando il ritmo circadiano del corpo: non mangiare 24 o più ore prima dell’arrivo contribuisce a sentirsi meno stanchi a destinazione.

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I Segreti della Ghiandola Pineale

Arcangelo Miranda e A. M. King

Yoga in Viaggio

Benedetta Spada

 

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Le Vie del Dharma

Le Vie del Dharma è un progetto nato per raccontare lo yoga nella ricchezza e nella pluralità delle sue antiche tradizioni, delle diverse scuole, degli stili tradizionali e contemporanei.

Le Vie del Dharma diffonde la saggezza dello yoga seguendo il proprio appassionato spirito di apertura e inclusione, integrando altre conoscenze, tecniche e attività rivolte allo sviluppo del benessere e della consapevolezza.

Gli ideatori del progetto Le Vie del Dharma sono Dharma Kaur, insegnante di Kundalini Yoga, e Giorgio Gustavo Rosso, fondatore del Gruppo Editoriale Macro. Nel 2012 Le Vie del Dharma nasce come collana editoriale dedicata a diffondere il meglio dei libri di yoga.

Nell’autunno del 2014 il sito www.leviedeldharma.it ha affiancato la collana cartacea: la “guida online ai sentieri dello yoga” si fonda sullo spirito dell’idea di Dharma e Giorgio Gustavo ed è forte della collaborazione di un’affiatata redazione composta da insegnanti di grande competenza, provenienti dal mondo dello yoga italiano. Il sito racconta la cultura yogica spiegandola innanzi tutto a chi ancora conosce poco questa disciplina, ai curiosi e ai principianti, raccontandone le origini, la filosofia, le tecniche e i benefici, con chiarezza e semplicità. Ai praticanti esperti e agli insegnanti Le Vie del Dharma rivolge approfondimenti, notizie e percorsi di formazione.

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