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Lo Yoga e la Salute: come affrontare al meglio il caldo estivo

 

Giornate più lunghe delle notti, luce accecante, raggi solari che colpiscono quasi perpendicolarmente la Terra, vita all’aperto, viaggi e spostamenti, grande caldo: queste sono alcune delle caratteristiche della stagione estiva, alcune molto gradite, altre a volte meno.

Lo yoga può aiutarci ad affrontare nel modo migliore questa stagione, grazie a tecniche rinfrescanti, indicazioni alimentari su misura, asana per contrastare stanchezza e pressione bassa, consigli per godere appieno dei molti doni dell’estate.

 

Luce e occhiali da sole

Nella mitologia hindu il sole è un dio, Surya, la cui energia è massima durante l’estate, regno del Sol-Leone, re degli animali. Approfittiamo più che possiamo del sole, nelle ore migliori per l’organismo (ovvero la mattina presto e il pomeriggio tardi) e, nei momento appropriati, senza usare gli occhiali da sole.

I raggi infatti penetrano non solo dalla pelle, ma anche tramite gli occhi, che ne registrano l’intensità trasformandola in impulsi nervosi; tali impulsi stimolano la produzione ormonale, che a sua volta regola il funzionamento dell’intero organismo. Se indossiamo occhiali da sole questo meccanismo è impedito.

Quindi, primo consiglio, non portare sempre gli occhiali, scegliendo le ore del primo mattino e del tardo pomeriggio per esporre anche gli occhi alla benefica azione del sole.

Secondo consiglio: tra i vantaggi di stare al sole c’è il fissaggio del calcio nelle ossa, tramite la produzione della famosa vitamina D; è inutile assumere alimenti ricchi di calcio (una curiosità: il latte non è così ricco di calcio come si crede, ne contengono di più i semi di girasole!) se poi non prendiamo il sole. Esporsi al sole aiuta il corpo a produrre anticorpi – oltreché ormoni come la serotonina, con proprietà antidepressive. Ecco uno dei motivi per cui ci sentiamo così bene in estate!

Occhi… solarizzati

Appena sorge il sole (solo in questo momento della giornata! Quando la luce solare è più forte, fissare direttamente il sole è molto dannoso) sediamoci con la schiena diritta, anche su una sedia, di fronte al disco solare e guardiamolo per qualche secondo.

Poi chiudiamo gli occhi e aspettiamo che se ne formi l’immagine sullo schermo nero delle palpebre abbassate. Vediamone i cambi di colore, cerchiamo di “vederlo” anche se abbiamo gli occhi chiusi, lasciamoci inondare dalla sua luce e anche dal suo calore…

Inoltre ci abbronzeremo anche le palpebre, e così non sembreremo dei panda, con una “mascherina” bianca intorno agli occhi!

Sole alto, pressione bassa

Oltre a non stare al sole nelle ore più calde (ricordandoci che in Italia vige l’ora legale, quindi a mezzogiorno il sole è in verità quello delle 11), concediamoci un sonnellino pomeridiano, in penombra, al fresco, per non più di 20 minuti o mezz’ora.

Al risveglio regaliamoci una tisana di rosmarino, tonico naturale: un rametto di 7-8 cm in 2 tazze d’acqua fredda; far bollire 1-2 minuti, filtrare e, quando è tiepida, bere la tisana (eventualmente dolcificandola, ma non col miele, che “riscalda” pitta, il guna predominante in estate secondo l’ayurveda).

Sequenza yoga per la pressione bassa

Questa sequenza, adatta per chi soffre di capogiri e pressione bassa per il troppo caldo, è ispirata ai consigli di Gabriella Cella nel suo libro Yoga e salute, Bompiani.

1. Paksin-asana (gabbiano)
In piedi, gambe unite; inspirare e, espirando, flettere il busto fino a portarlo parallelo al pavimento, col mento in avanti e la gola allungata, le braccia all’indietro, con i palmi delle mani all’insù e le scapole avvicinate. Restare 3-4 respiri, tornare, riposare e ripetere altre 2 volte, aumentando di 1-2 respiri ognuna.

2. Ardha Chandra-asana (mezza Luna)
In ginocchio, allungare lateralmente la gamba destra, appoggiando a terra la pianta del piede; sollevare lateralmente le braccia per portarle alla verticale; inspirare e, espirando, flettere lateralmente il busto verso destra, appoggiando il braccio destro sulla gamba destra, palmo della mano verso l’alto, mentre il braccio sinistro si flette un po’ al gomito, senza abbandonare il capo. Restare 3-4 respiri, tornare con gli stessi movimenti e ripetere dall’altro lato, per uguali respiri. Tornare, riposare sedendo normalmente e ripetere per altre 2 volte, aumentando ognuna di 1-2 respiri.

3. Aditi-asana (madre di tutti gli dèi)
Dalla posizione seduta a gambe unite, prendere le caviglie con le mani e unire le piante dei piedi piegando le ginocchia; lo spazio tra il bacino e i talloni è di 2 palmi; inspirare e, espirando, flettere il busto in avanti, piegando i gomiti; abbandonare il capo e il collo mentre continuiamo a respirare per 3-4 volte; tornare, riposare e ripetere altre 2 volte, aumentando di 1-2 respiri ognuna.

4. Matsya-mudra (gesto del pesce)
Sedersi a gambe incrociate (o su una sedia) con la schiena eretta e gli occhi chiusi. Fare qualche respiro tranquillo e poi inspirare dal naso e trattenere l’aria, lasciando che invada la bocca e gonfi le guance; senza strizzare le labbra tenere l’aria in bocca contando 4-7 secondi, quindi rilassare le labbra cosicché l’aria fluisca gentilmente fuori con un suono leggero, come un venticello. Ripetere 4 volte in totale, aumentando di 1 esecuzione ogni giorno (fino a un massimo di 10).

Pranayama: il respiro contro il caldo

Ricordando che sudare è benefico, contribuisce a ridurre la temperatura del corpo e che dobbiamo ricordarci di avere sempre con noi qualcosa da bere, ma non bibite ghiacciate, zuccherate e gasate, possiamo rinfrescarci anche con questa semplice respirazione yoga.

Sitali pranayama

L’effetto rinfrescante di questa tecnica, da eseguire ogni volta che sentiamo il bisogno di “avere meno caldo”, è dovuto all’uso della lingua:

  • stringendo le labbra, facciamo fuoriuscire un pezzetto di lingua ripiegata ai lati; 
  • questa specie di “cannello” ci servirà per “succhiare” l’aria dall’esterno durante l’inspirazione. 
  • Per espirare, chiuderemo le labbra e lasceremo che l’aria fluisca fuori attraverso il naso. È tutto.

Dato lo scopo rinfrescante della tecnica, occorre eseguirla nel modo più tranquillo possibile, senza forzare il respiro, concentrandosi sul senso di freschezza che ci trasmette l’aria che passa sulla lingua bagnata. In ogni sessione puoi ripetere fino a 10 volte, riposando tra una e l’altra. Ma puoi respirare con Sitali ogni volta che vuoi, durante il giorno.

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Le Vie del Dharma

Le Vie del Dharma è un progetto nato per raccontare lo yoga nella ricchezza e nella pluralità delle sue antiche tradizioni, delle diverse scuole, degli stili tradizionali e contemporanei.

Le Vie del Dharma diffonde la saggezza dello yoga seguendo il proprio appassionato spirito di apertura e inclusione, integrando altre conoscenze, tecniche e attività rivolte allo sviluppo del benessere e della consapevolezza.

Gli ideatori del progetto Le Vie del Dharma sono Dharma Kaur, insegnante di Kundalini Yoga, e Giorgio Gustavo Rosso, fondatore del Gruppo Editoriale Macro. Nel 2012 Le Vie del Dharma nasce come collana editoriale dedicata a diffondere il meglio dei libri di yoga.

Nell’autunno del 2014 il sito www.leviedeldharma.it ha affiancato la collana cartacea: la “guida online ai sentieri dello yoga” si fonda sullo spirito dell’idea di Dharma e Giorgio Gustavo ed è forte della collaborazione di un’affiatata redazione composta da insegnanti di grande competenza, provenienti dal mondo dello yoga italiano. Il sito racconta la cultura yogica spiegandola innanzi tutto a chi ancora conosce poco questa disciplina, ai curiosi e ai principianti, raccontandone le origini, la filosofia, le tecniche e i benefici, con chiarezza e semplicità. Ai praticanti esperti e agli insegnanti Le Vie del Dharma rivolge approfondimenti, notizie e percorsi di formazione.

Infine, nel 2015 l’apertura del Centro Yoga Le Vie del Dharma ha completato il progetto, fornendo un luogo in cui coltivare la propria crescita personale con il più importante degli strumenti: la pratica.

 

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