Torna su ▲
Avvento 2016
Idee Regalo

Lo schermo del computer: un'analogia

Leggi un estratto dal libro di Frederick E. Dodson "Universi Paralleli del Sé"

Lo schermo del computer: un'analogia

Accendete il computer o il portatile e guardate lo schermo. Lo schermo è come la vostra vita: contiene diverse icone che rappresentano file e programmi che potete aprire. Queste icone si trovano sul desktop, lo schermo principale, e vi fanno accedere a dei sottolivelli. Simbolicamente, sono le opzioni che avete in ogni momento, i tanti mondi esperienziali a cui potete accedere. Sta a voi scegliere quale programma o file aprire. Dietro alle vostre scelte ci sono delle ragioni, anch'esse frutto di una vostra scelta.

Ora, non aprite ancora nessun file o programma, ma muovete il cursore sopra alle icone. Il cursore rappresenta l'attenzione, lo strumento che utilizzate per attivare qualcosa. L'attenzione sceglie una realtà di cui volete fare esperienza.

Continuando a muovere il cursore sopra alle icone vi vengono i primi dubbi. Cosa dovrei aprire? Cosa mi piacerebbe? Cosa è importante? Cosa succede quando apro questo? Posso chiuderlo dopo averlo aperto?

Le persone si fanno queste domande quando scelgono o creano la loro realtà. Se cliccate su un'opzione una sola volta, il file non si apre, ma diventa scuro, viene evidenziato. Questa fase rappresenta la focalizzazione dell'attenzione. Con un doppio click, invece, il file si apre. Ma facciamo un passo indietro.

Nel processo di creazione della realtà le persone normalmente non arrivano a cliccare due volte, né tanto meno a utilizzare il file. Spesso non arrivano neanche a cliccare una sola volta. Non sono consapevoli di poter scegliere su quale file focalizzarsi, quale realtà attivare. Alcuni non sanno neanche che esiste più di un programma! E chi finalmente ha scoperto che ci sono anche altre opzioni, tantissime in effetti, si blocca perché non sa quale aprire, pensa: «Non so cosa voglio».

Giusto per capire, muovete il cursore sullo schermo come uno che non sa cosa vuole, spostandovi di qua e di là senza aprire niente. Lo schermo rimane inalterato. I pochi che sanno quello che vogliono spesso non hanno il coraggio di aprire il file. Infatti, lo schermo cambierebbe e si attiverebbero finestre per cui non si sentono preparati o che potrebbero disturbare le realtà già aperte.

Ora scegliete un'icona, che nel nostro caso rappresenta quello che volete. Passateci sopra il cursore, ma non cliccate ancora. Questo gesto significa che sapete quello che volete. «Davvero voglio questo? Se mi concentro su questo, non posso concentrarmi contemporaneamente anche su un'altra cosa. O meglio, potrei, ma ci vuole più impegno. Riuscirò a chiudere il file che ho scelto dopo averlo aperto? Non lo so. Forse aprirò qualcosa di più facile, un gioco, magari un solitario... per distrarmi un po'. Aprirò una cosa che già conosco, che ho già fatto mille volte, così sono sicuro, mi sento tranquillo. Tolgo il cursore dalla cosa che voglio e torno alla mia distrazione».

Vi dice qualcosa? Molti scelgono di aprire un file noioso che già conoscono, anziché il file che desiderano, se questo è sconosciuto. In realtà, non c'è nulla da temere: così come li avete aperti, potete richiudere i file quando volete. E una volta chiusi, potete anche riaprirli. Nell'infinito niente va perduto. Non c'è bisogno di attaccarsi a qualcosa, potete recuperare tutto. Potete anche iniziare a percorrere una strada e poi lasciarla perdere. Capite qual è lo spirito?

Esiste anche la persona che ce l'ha così tanto con un programma che non smette di cliccarci sopra. Prendete un'icona che rappresenta una cosa che odiate, che volete allontanare. In quella condizione di rabbia vi troverete costantemente a cliccarci sopra due volte. Non volete andarci, non volete attivarla, ma siete arrabbiati e continuate a cliccare aprendola addirittura decine di volte. Per sentire cosa si prova cliccate qualche volta su un'icona che non vi piace. «Maledetta!» (Click, click.) Si apre. Se continuate, la situazione peggiora. Può anche succedere che, cliccando come dei pazzi, lo schermo si blocchi e non riuscite più a fare niente. Allora rilassatevi, cliccate da un'altra parte.

Davanti allo schermo silenzioso c'è anche chi si sente così inquieto, impaziente e teso da aprire tutte le icone a casaccio. Provateci: aprite rapidamente una decina di file, uno dietro l'altro, in modo da rallentare il computer. Sentite l'impazienza che cresce mentre osservate la piccola clessidra sullo schermo. Avete fatto confusione, avete creato un sovraccarico. Non riuscirete a utilizzare nessuno dei programmi che avete aperto. Vi potrà sembrare sciocco, ma è così che si comportano molte persone. Cliccano su troppe cose insieme, non cliccano affatto, fanno cliccare ad altri al posto loro o cliccano su ciò che non vogliono.

La tecnica di creazione della realtà non vi insegna questo. Vi dice: guardate lo schermo e rilassatevi. Esaminate le possibili opzioni, le carte che avete in mano. Scegliete quella che preferite, la cosa che vi suscita interesse o gioia. Spostate delicatamente il cursore sopra quella cosa: state decidendo, state facendo una scelta. Cliccate una volta: state concentrando la vostra attenzione su quella specifica cosa. Cliccate due volte: state intensificando l'attenzione, iniziate a lavorare col programma. Così la focalizzazione vi porta a interagire con una realtà, a sentirla, a conoscerla e farne esperienza. A farla diventare vera. I simili si attraggono. Potete fare esperienza di una realtà solo se avete la sua stessa frequenza.

Un dato interessante: la cosa più importante di questo processo non è lo schermo, non sono i file, e neanche l'attenzione. Siete voi. La vostra identità. La persona che usa l'attenzione. Proviene tutto da lì.

Immaginate di stare seduti davanti allo schermo aspettando di veder apparire qualcosa, in attesa che la realtà si crei da sola. Non accadrà niente se non siete voi a fare qualcosa.

Un'altra cosa interessante. C'è una realtà oltre lo schermo? Certo. Basta che vi guardiate attorno.

Decidere e concentrarsi

Decidete su cosa volete focalizzarvi. Una volta deciso, concentratevi su quella cosa. Poi decidete su cosa vi concentrerete dopo. Quando siete sicuri della vostra decisione, iniziate a concentrarvi. Ripetete questo esercizio di decisione e concentrazione per dieci volte di seguito, finché non vi sentirete padroni della vostra attenzione, più rilassati e più decisi.

La versione base di questo esercizio è costituita da intervalli di tempo relativamente brevi tra una focalizzazione e l'altra, diciamo da tre a venti secondi.

Cercate sempre di essere consapevoli della decisione che avete preso, prima di andare avanti con quella successiva.

Lo schermo del computer: un'analogia

Lo schermo del computer: un'analogia

In un linguaggio chiaro e accessibile, Frederick Dodson spiega nel dettaglio le pratiche di gestione consapevole della realtà che consentono di vivere ogni giorno in modo attivo e personale, anziché reattivo e automatico, imparando così a viaggiare intenzionalmente nell'esistenza e a disporre di un intero universo di esperienze infinitamente varie e avvincenti.

Una volta risvegliata l’innata capacità di meravigliarsi nei confronti delle molteplici risorse della vita, basterà seguire le indicazioni e gli esercizi presentati e commentati nel libro per applicare la rivoluzionaria teoria degli universi paralleli alla propria realtà quotidiana e cambiare la propria vita, diventando la migliore versione di se stessi, sulla base di una regola infallibile: «Non ottieni ciò che vuoi ma ottieni ciò che sei».

Acquista ora

 

Frederick E. DodsonTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Frederick E. Dodson

Nato nel 1974 negli Stati Uniti, Frederick E. Dodson è coach e conferenziere internazionale, ideatore di Reality Creation, un rivoluzionario metodo per focalizzare attenzione, immaginazione e azione sui risultati desiderati per realizzare i propri desideri.

È autore di più di quindici libri tradotti in sei lingue, e ha tenuto seminari esperienziali sulla creazione della realtà in oltre venti paesi, tra cui l'Italia.

Alla sicurezza di un regolare lavoro d'ufficio preferisce una visione della vita caratterizzata da punti di vista sempre diversi, una filosofia in cui le conoscenze spirituali sono applicate alla quotidianità.

 

I vostri commenti - Scrivi un commento!

Nessun commento presente

Scrivi un commento!