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Leggi un estratto dal libro di Gerard Athias "La...

Leggi la storia del cacciatore Jo, e scopri cosa rivela del tuo vissuto

Leggi un estratto dal libro di Gerard Athias "La Biologia e il Senso della Malattia - Volume 1"

Storia del cacciatore

Immaginate che vi racconti questa storia individualmente. Ogni volta che mi fermo e dico: "È accaduta questa cosa", voi scrivete l'immagine che vi viene in mente.

Le cose nella nostra testa prenderanno forma in modo individuale. Vedrete che c'è una malattia e uno stress specifico in rapporto a questa storia.

Il cacciatore Jo, un essere preistorico, vive in una caverna con la sua tribù e tutti i giorni deve scendere giù per la collina, attraversare la pianura e guadare un fiume per entrare in una foresta ricca di selvaggina. Il suo ruolo sociale e famigliare è dunque quello di procacciare il cibo per il clan.

Oggi si direbbe: si alza e va al lavoro. Il lavoro è la trasposizione della caccia che serviva a nutrire. Oggi il denaro che si guadagna è necessario in primo luogo per acquistare il cibo.

Jo si alza, scende giù per la collina, attraversa la pianura e deve guadare il fiume, ma in questo fiume c'è un animale letale.

Qual è l'animale che vedete nel fiume? Annotatelo.

Svalutazione e dislocamento

Un giorno un suo amico muore davanti ai suoi occhi e si fa portare via dalla corrente. A quel punto Jo si dice: "Domani toccherà a me". Cosa gli accadrà quella notte? Dormirà molto male, suderà, si agiterà e avrà paura all'idea di dover scendere giù per la collina, attraversare la pianura e guadare il fiume. Al risveglio sarà pallido e sudato, avrà il ritmo cardiaco accelerato, le mani fredde, e non saprà che cosa gli sta succedendo.

Noi ci diremo: "Ecco, è stressato". I primi segni dello stress sono le mani fredde, il pallore, il sudore, le palpitazioni, la paura, la fifa. A quel punto davanti a lui si aprono diverse possibilità. La prima è dire al gruppo: "Ho paura". Ma la tribù lo prenderà in giro e questo lo condurrà a qualcosa di troppo difficile che chiameremo svalutazione. Se confessa la sua paura, passerà per un debole, per un fifone! In effetti, di cosa ha paura?

Cerchiamo di capire in quale momento della sua vita è più stressato e vediamo che la paura è legata a un dislocamento. Si tratta di un dislocamento particolare che dobbiamo studiare.

Eccoci dunque con due conflitti: svalutazione e dislocamento. Il momento in cui ha più paura è quello in cui esce dalla grotta? No. È quello in cui scende giù per la collina? No. Quello in cui attraversa la pianura? No. Il momento in cui ha più paura è quando si trova davanti al fiume. Lì il suo stress raggiunge il livello più alto; ancora peggio potrebbe essere il momento in cui mette un piede in acqua.

I giorni passano, l'uomo raggiunge rapidamente la soglia dello stress massimo e il cervello gli presenta tre possibilità: morire immediatamente, morire accidentalmente o sviluppare una malattia. Se dovesse avere una malattia, quale sarebbe? Una paralisi, perché risolverebbe il suo problema. Un cancro della vescica non gli servirebbe a niente, mentre una paralisi sì.

Le paralisi

La sclerosi a placche (SM)

Vediamo adesso la differenza tra una paralisi e una sclerosi a placche. In tutte le paralisi c'è un doppio conflitto: svalutazione + dislocazione. Nel caso della sclerosi a placche, l'aggettivo che qualifica la dislocazione è verticale, per il semplice motivo che la verticalità è il grande principio dell'uomo. Infatti, nonostante l'uomo fosse più stabile a quattro zampe, ha assunto una posizione eretta e la caduta è diventata letale. Se ad esempio mi trovo nella savana inseguito da una belva feroce posso correre, ma se cado sono morto.

Ritornando alla storia di Jo il cacciatore, dobbiamo capire dove si trova la verticalità nella sua storia. Quando pongo questa domanda, tutti mi rispondono: "Abita in collina". Ma se dite a un paziente: "Hai avuto paura di scendere giù per il pendio", quello non guarisce, perché il momento di massimo stress non è in quell'istante. Il livello di stress più elevato è al fiume, perciò bisogna trovare la verticalità.

E dov'è la verticalità? Il reale vi offre la soluzione, perché più si affonda nell'acqua e più il suo livello sale. Immaginate di camminare in un fiume profondo 5 centimetri, ad esempio sulla spiaggia; se l'acqua vi arriva ai polpacci, potete ancora vedervi i piedi. Quando l'acqua sale fino alle spalle i vostri piedi non sono più visibili.

Che cosa sono il livello dell'acqua e la verticalità in questo racconto? Sono lo stress. Tutto ciò non è affatto simbolico! L'acqua sale davvero ed è per questo che in quel momento si ha a che fare con la nozione della verticalità. Se spiegate la malattia di Jo con la collina, Jo non guarisce, perché nella sua storia lo stress non è lì. Lo stress è nel fiume. Bisogna trovare il momento in cui c'è più stress e capire dov'è il conflitto: in questo caso il fatto di camminare nel fiume.

Scelta dell'animale pericoloso

Adesso guardiamo le vostre risposte. In alcuni casi avremo a che fare con una risposta cosciente e probabilmente poco sfruttabile, in altri avrà parlato il vostro inconscio. Ci sarà chi ha ipotizzato fatti del tutto impossibili, immaginando ad esempio uno squalo nel fiume.

Le risposte dipendono dai conflitti personali. È l'inconscio a parlare. Bisogna andare a cercare le informazioni per comprendere la problematica del vostro paziente.

Risposte: coccodrilli, squali, piranha

La morte è la stessa, è una morte per sradicamento, legata a una situazione di sradicamento. Nelle persone che danno questa risposta, bisogna cercare qualcosa accaduto nei primi diciotto mesi di vita (con un picco a sei mesi). Lo stress provato nei primi diciotto mesi si chiama "stadio orale" ed è in rapporto con lo sradicamento.

È molto probabile che nella loro infanzia abbiano vissuto delle separazioni o degli sradicamenti estremamente dolorosi che, inconsciamente, spiegano simili risposte. Il conflitto è sempre attivo.

Partecipante: La nascita di una sorella?
Gerard Athias: Corrisponde allo sradicamento dalla madre.

Un'altra partecipante: Mia sorella è nata undici mesi dopo di me.
Gerard Athias: Con sua sorella non vi capite. Non menta a se stessa, non è grave non capirsi con la propria sorella o con il proprio fratello. Cerchi i suoi sradicamenti e le sue separazioni.

Risposta: un orso

È un animale curioso, perché il primo istinto della madre quando il piccolo è nato è di ucciderlo per accoppiarsi di nuovo. Questo rinvia all'aborto: è il maschio che chiede di abortire. Questa risposta è quindi legata all'aborto. 

Partecipante: Mio padre ha chiesto a mia madre di abortire dopo il loro primo rapporto sessuale.
Gerard Athias: Ecco lo shock che programma la sua risposta.

Risposta: un lupo

Il simbolo del lupo è il lutto, quindi un lutto che non è stato elaborato, che non è finito. Questo simbolo è legato alla morte.

Risposta: un ippopotamo

È un animale interessante. Qui siamo invece nel periodo tra i tre e i cinque anni. L'ippopotamo produce una tonnellata di escrementi che fertilizzano la pianura. Dunque è legato allo stadio anale e alla fertilità.

Bisogna cercare se nella storia famigliare del partecipante c'è il bisogno di fertilizzare. Uno dei fratelli o delle sorelle non ha figli, oppure uno dei suoi figli non ha figli e in fondo gli dispiace. Questo simbolo si potrebbe collegare alla fertilità.

Risposta: un leone

È il simbolo solare per eccellenza, il simbolo paterno. Il padre che ha fatto paura e che viene visto come pericoloso e letale.

Risposta: un serpente d'acqua

È una risposta interessante perché il serpente d'acqua è legato alla cifra 14. In ebraico il 14 è connesso alla lettera Nun, vale a dire allo squilibrio maschile/femminile.

O c'è troppo maschile o c'è troppo femminile, ma una donna non ha mai troppo femminile, dunque il problema riguarda il temperamento maschile, lo scontro, la lotta, il combattimento ecc. Tutte le regole di vita che fanno sì che tu sia un uomo, figlia mia. È così che sei stata educata. Il serpente è fortemente legato alla sessualità. Ci saranno anche dei piccoli problemi sessuali.

Ci vuole abbastanza materiale per comprendere il simbolismo dell'animale che la persona vi nomina. Una volta che sapete questo, conoscete anche l'aspetto su cui deve lavorare. E' il suo problema di base.

Soluzioni per attraversare il fiume

Rieccoci con il nostro amico Jo il cacciatore, impacciato, che non può dire di avere paura e che deve trovare una soluzione per andare dal punto A al punto B. Che soluzione vi viene in mente per attraversare un fiume?

La Biologia e il Senso della Malattia - Volume 1

La Biologia e il Senso della Malattia - Volume 1

Primo di tre tomi interamente dedicati ai corsi e i seminari del grande medico e psicogenealogista francese, questo libro mira a diffondere la conoscenza della biologia e a indagare la natura della malattia intesa come un conflitto interiore e come la manifestazione di un adattamento fisiologico a uno stress familiare.

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Gérard Athias

Gerard Athias (1957) è medico e si è laureato a Marsiglia, dove ha esercitato la medicina generale fino al suo incontro con Claude Sabbah e la sua metodica diagnostica-terapeutica di biologia totale.
Alla ricerca di un percorso più intuitivo, ha incontrato Alexandro Jodorovski e i suoi studi sui Tarocchi e gli atti psicomagici.
Con Georges Lahy sviluppa tecniche di Bioermeneutica®, il simbolismo della malattia nella tradizione cabbalistica. Athias organizza seminari e conferenze internazionali sulla comprensione della malattia e sulle vie di guarigione.

 

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