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Leggi un'anteprima di "Etichette: Istruzioni per l'Uso" libro di Elisa Negro

L'utilizzo di additivi è regolato dal D.M. 209 del 27/02/1996 e successive modifiche, che stabilisce i criteri generali di utilizzo e gli additivi autorizzati.

Essi sono considerati innocui, ma dovrebbero essere utilizzati solo nei casi veramente necessari.

Gli additivi ammessi sono inseriti nella lista stabilita dall'Unione Europea, e, quando è il caso, unicamente per gli alimenti indicati e nelle dosi massime fissate.

Gli additivi sono suddivisi in famiglie e, in funzione del ruolo che hanno, a ognuno è attribuito un codice, in vigore in tutti i paesi dell'Unione, generalmente composto dalla Lettera E (per Europa), seguita da 3 o a 4 cifre.

Il problema però è che:

  • nessuna ragione tecnica giustifica l'utilizzo ad esempio dei coloranti
  • molti additivi come gli addensanti, gli esaltatori di sapidità, sono utilizzati allo scopo di camuffare la quantità o la qualità reale degli ingredienti
  • la legge europea autorizza più additivi del necessario e spesso sono più tolleranti delle disposizioni legali della maggior parte dei diversi Stati membri.

I dossier tossicologici, che servono come base per l'autorizzazione degli additivi, sono, a volte, superati o insufficienti e non tengono conto dell'evoluzione delle tecniche di fabbricazione e di conservazione.

Alcuni studi preliminari sulla tossicità sollevano alcune problematiche:

  • i test di tossicità vengono compiuti sugli animali, che però non reagiscono necessariamente allo stesso modo dell'uomo alle sostanze testate e le reazioni sono molto più variabili nell'uomo che negli animali di laboratorio
  • nessun animale di laboratorio vive quanto un uomo. È quindi impossibile studiare in laboratorio gli effetti a lungo termine
  • alcuni effetti come il mal di testa, lo stato depressivo, sono difficili da riscontrare sugli animali
  • le dosi quotidiane autorizzate non tengono conto di possibili ipersensibilità personali
  • gli studi di tossicità non si occupano degli effetti combinati di diversi additivi assorbiti simultaneamente.

L'utilizzo di sostanze chimiche negli alimenti dovrebbe essere controllato più rigorosamente; non bisogna essere contrari al loro utilizzo, ma questo deve essere soggetto a precise condizioni:

  • gli additivi non possono comportare rischi per la salute del consumatore. Le autorizzazioni devono considerare che alcuni additivi presentano frequenti rischi di reazioni allergiche e devono inoltre essere oggetto di aggiornamenti regolari in funzione delle nuove conoscenze
  • gli additivi devono essere tecnicamente indispensabili e possono essere autorizzati solamente se non esistono altre soluzioni ragionevoli
  • non possono servire a ingannare il consumatore sulla qualità degli ingredienti. I coloranti, per esempio, dovrebbero essere proibiti, se utilizzati unicamente per correggere l'aspetto esteriore difettoso. Per alcuni conservanti i livelli consentiti dalla legge sono troppo elevati: il problema non risiede solo nei rischi sulla saluti derivati da consumi eccessivi, ma servono per mascherare una qualità igienica scadente. Bisogna tenere presente che i conservanti sono impiegati per mantenere entro un certo livello la presenza di microrganismi, non per ridurre il loro numero: ecco perché è fondamentale utilizzare materie prime di qualità e seguire le più scrupolose norme igieniche in tutte le fasi di produzione
  • l'utilizzo in uno stesso prodotto di tanti additivi dello stesso tipo (es. due conservanti o due coloranti) dovrebbe essere vietato
  • la presenza di additivi dovrebbe essere chiaramente indicata nella lista degli ingredienti, la quale dovrebbe essere obbligatoria per tutti i prodotti, senza eccezione.

Che cosa possiamo fare?

  • Leggere le etichette e scegliere sistematicamente i prodotti che contengono meno additivi, cioè meno E. In questo modo, faremo capire ai produttori che scegliamo, prima di tutto, prodotti di qualità e che non presentano rischi per la salute.
  • Evitare i prodotti con un colore troppo appariscente, che rivela chiaramente la presenza di coloranti.
  • Imparare ad apprezzare gli alimenti semplici e possibilmente non pronti, poiché la maggior parte di questi ultimi contiene molti additivi, tra cui glutammati e conservanti. Consumando molti prodotti pronti si assumeranno sicuramente dosi massicce di additivi. Inoltre, alcuni conservanti, tra cui soprattutto l'acido sorbico, sono consentiti in un numero decisamente troppo elevato di prodotti alimentari: ne deriva che i livelli d'assunzione tollerati giornalmente, solo per quel conservante, sono facilmente superabili anche con una dieta varia.
  • Non bisogna fidarsi di liste di additivi fantasiose, diffuse da persone che credono di fare una cosa giusta: spesso non hanno alcuna base scientifica e sono ingannevoli.

 

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Etichette: Istruzioni per l'Uso - Libro

Sappiamo che cosa stiamo comprando quando facciamo la spesa per il nostro mangiare?

Elisa Negro

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Libro - Editoriale Programma - Luglio 2014 - Critica sociale

Imparare a leggere le etichette è importante perchè ci rende consapevoli di quello che mangiamo e liberi di scegliere. Il fattore che accomuna la maggior parte dei consumatori è lo SCARSO INTERESSE sulla qualità del... scheda dettagliata

 

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