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Le Ossa : meraviglia strutturale - Estratto dal...

Leggi in anteprima un frammento estratto dal libro "Manuale di Autotrattamento Cranio Sacrale" di Gioacchino Allasia e Marina De Cillis

Le Ossa : meraviglia strutturale - Estratto dal libro Manuale di Autotrattamento Cranio Sacrale

Nell’immaginario collettivo, si pensa alle ossa come bianche e senza vita. L’immagine dello scheletro, poi, nella società attuale è strettamente legata alla morte. Per non parlare del cranio e del suo macabro utilizzo come simbolo o effige di spietati corpi militari (tipo le SS naziste!) o di allucinanti sette sataniche.

In realtà, se le analizziamo con curiosità e spirito di osservazione, nelle ossa possiamo ammirare la meraviglia della natura del corpo umano: come esso sia, realmente, un’estensione dell’ambiente che lo circonda. Le ossa del cranio, poi, sono delle vere e proprie opere d’arte! Prendiamo ad esempio lo sfenoide, l’osso più centrale della testa: ha una forma spettacolare, a metà tra una farfalla e un pipistrello e a qualcuno può ricordare un’aquila in volo, con le ali aperte. Le ossa temporali ricordano da vicino due raffinate conchiglie. L’occipite ha una forma molto simile a quella di una foglia di cavolo e così via.

Studiare le ossa e ammirare la loro bellezza, ci fa capire come, la maggior parte delle volte, noi non sappiamo realmente osservare le cose che abbiamo davanti: così, per molti studenti principianti di BCS, si apre un vero e proprio mondo, da scoprire con fascino e curiosità.

Innanzitutto, fino a che il nostro corpo è in vita, le ossa non sono assolutamente bianche come generalmente si crede; ma, al contrario, sono ben colorate, essendo irrorate dal flusso sanguigno.

Esse, perciò, hanno una loro vita ben definita, una loro specifica fisiologia, che dipende da fattori ben precisi: l’ambiente in cui una persona vive, la sua alimentazione e la quantità di attività fisica che essa svolge. Il calcio è il minerale più importante contenuto nelle ossa e ne garantisce la consistenza e la resistenza: una semplice modalità di acquisire calcio è prendere, nelle ore adeguate e nella giusta misura, il sole. Attraverso i raggi solari, infatti, si assume la vitamina D, utile per fissare il calcio nel nostro organismo: perciò, questo è un fattore ambientale che riveste una sua essenziale importanza.

Laddove c’è luce, c’è vita. È risaputo che le donne eschimesi, nei sei mesi di buio pressoché assoluto che devono fronteggiare, non hanno il ciclo mestruale, con conseguente perdita di calcio dalle ossa.

La qualità del cibo e dell’acqua che ingeriamo sono essenziali alla nostra vita in generale e, in particolare, a mantenere un buon apporto di minerali nel nostro corpo: tra i quali, appunto, uno dei più importanti risulta essere proprio il calcio.

Due parole sul latte…

La nostra società moderna sostiene la teoria, ben radicata e comune alla maggioranza della popolazione, secondo la quale un elevato consumo di latte e derivati sia fondamentale per mantenere in buona salute le nostre ossa, preservandone così la decalcificazione.

Teoria questa tutta da rivedere alla luce anche di alcuni studi fatti negli ultimi venti anni da vari ricercatori del settore dai quali è emerso che, se è vero che il latte contiene elevate quantità di calcio, è pur vero che non ha per nulla fosforo5. Ora, in base alla nostra complessa chimica corporea, per poter fissare il calcio nelle ossa è assolutamente necessario il fosforo ma, se nel latte non si trova, dove andare a prenderlo?

Nel luogo dove, rispetto a tutto il resto del corpo, ce n’è di più, cioè nelle ossa stesse! Pertanto, bevendo latte, avremo sì delle grandi quantità di calcio a disposizione ma fissato di più e male in certe zone, con decalcificazioni della stessa struttura ossea in altre, inclusi, a volte, i denti.

D’altra parte, basti pensare al fatto che, tradizionalmente, l’essere umano non ha mai bevuto latte da solo come si fa ora in quantità industriali ma l’ha sempre accompagnato con pane o cereali.
In oriente, inoltre, fino a pochi decenni fa, la popolazione non aveva mai fatto uso di latte animale e derivati. L’uomo moderno è l’unico animale su tutto il pianeta terra che si serve del latte di un altro animale; se si esclude il gatto domestico che, non a caso, così facendo si espone a svariate malattie.

Oltre a queste considerazioni, dobbiamo pensare che la qualità del latte che compriamo al supermercato è assolutamente imparagonabile a quella del bel tempo che fu! Sono davvero poche le mucche che al giorno d’oggi pascolano liberamente, brucando l’erba all’aria aperta. Al contrario, le povere bestie sono perlopiù costrette a restare ferme, legate ventiquattro ore su ventiquattro; nutrite non solo con foraggio vegetale ma anche con strani mangimi, che in alcuni casi contengono addirittura tracce di residui animali. Pensiamo, poi, che da queste assurde modalità di produzione industriale vengono creati i latticini e i loro derivati: perciò non c’è molto da stare allegri! Credo che queste osservazioni dovremmo farle prima di acquistare qualunque alimento: dovremmo sapere da dove viene, chi lo ha prodotto e, soprattutto, cosa contiene.

Tornando alle ossa…

Un altro motivo importante per cui le ossa mantengono la loro integrità e durezza è il lavoro fisico a cui sono sottoposte.

La legge di Wolf (dal nome dello scopritore del principio fisico in questione), infatti, sostiene che “la massa segue la funzione”. Le ossa sono resistenti e dure in funzione del pesante compito strutturale che devono svolgere: pensiamo che per tutta la vita siamo sottoposti alla costante azione della forza di gravità! Se non vi fosse il campo gravitazionale, che ci fa rimanere attaccati alla terra, le nostre ossa sarebbero fragili al punto tale da non permetterci di vivere su di essa. Quando gli astronauti lasciano la nostra atmosfera, volando oltre la barriera di gravità, si espongono a perdite considerevoli di calcio; non a caso, appena rimettono piede sulla superficie terrestre devono essere sorretti per non cadere. Di conseguenza, con le caratteristiche del nostro meraviglioso organismo umano non potremmo vivere a lungo sulla luna perché, a prescindere dalle possibilità di sostentamento, il nostro corpo si esporrebbe in modo drammatico all’osteoporosi.

La forza di gravità ha una grande importanza per la nostra vita sulla Terra: è sempre con noi, dall’inizio alla fine del nostro viaggio, e per certi versi riveste un ruolo ancora più rilevante della madre che ci mette al mondo.

La nostra mamma ci fa nascere, ci nutre e alleva, aiutandoci nella crescita, indirizzandoci nella vita ma prima o poi, ci lascia. Mentre la gravità è in stretto contatto con noi dalla nascita fino a che non lasciamo il corpo, restituendolo alla terra stessa, da dove esso proviene. Di fatto, Madre Terra provvede a darci tutti gli strumenti per poter realizzare la nostra esistenza, come l’aria, l’acqua, il cibo; al contempo, Padre Cielo governa costantemente le nostre funzioni vitali e i nostri bioritmi, attraverso il sole, le forze celesti dei pianeti e delle costellazioni. Le due entità macrocosmiche, rappresentate dalla terra e dal cielo, come le due entità microcosmiche, la madre e il padre, interagiscono tra loro dando come risultante l’essere umano.

Questo concetto, che tocca tutti noi, viene espresso molto bene nei trigrammi dell’I King; in cui la linea superiore rappresenta il cielo, quella inferiore la terra e quella di mezzo l’uomo.

Tornando alle ossa, è appurato come si mantengano robuste e in salute anche grazie all’attività fisica: pertanto, più una persona fa movimento, più la sua vita è dinamica dal punto di vista fisico e meglio essa preserverà la propria struttura muscolo-scheletrica.

L’idea comune e sempre più radicata che vede il fare meno il possibile come un vantaggio, può causare, in realtà, un danno alla nostra integrità fisica. Dunque, il camminare, l’eseguire lavori manuali che implichino il movimento e l’azione, la ginnastica, lo yoga e tutte le attività aerobiche sono di grande aiuto per mantenerci in forma e in salute.

 

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Gioacchino Allasia

Gioacchino Ku Allasia si interessa di discipline energetiche dal '79. Diplomato presso il Kushi Institute di Boston nel '84, ha tenuto corsi introduttivi e professionali di macrobiotica, shiatsu e Medicina Tradizionale Cinese in Italia e all'estero. Ha completato la formazione di Craniosacrale al Milne Institute di S.Francisco.

Ha scritto Self-Shiatsu, Contro tutti i pronostici, e Manuale di auto trattamento Craniosacrale editi da Macro Edizioni ( di queste opere è stato prodotto anche un video ), e i due saggi: La forza delle mie mani (2012) e Cascina Novecento (2015) per Infinito Edizioni.

Fondatore e direttore per 14 anni della scuola Shiatsu-Ki di Firenze. Docente in Biodinamica Craniosacrale al Master di Medicina Integrata presso l'Università di Siena è stato Consigliere nell'Agenzia Regionale della Sanità per la Regione Toscana.

Ha promosso la prima legge regionale che ha riconosciuto in Toscana le DBN nel 2005.

Dopo essere stato docente alla Scuola di Agopuntura di Firenze dirige dal 2014 la formazione di Biodinamica Craniosacrale presso l'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (Pi) benedetto e visitato regolarmente da S.S. il Dalai Lama.

Segue da anni il monaco Shingon Rev. Jomyo Tanaka che nel '94 gli ha conferito il nome spirituale di Ku (vacuità).

Sono passati per le sue mani personaggi come Peter Gabriel, Stefano Bollani, Alejandro Jodorowsky, Zucchero, Oliviero Toscani e tanti altri.

 

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