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Le intossicazioni da metalli pesanti

Leggi l'introduzione del libro di Carla Massidda "Disintossicarsi dai Metalli Pesanti"

Le intossicazioni da metalli pesanti

Quando si parla di intossicazioni da metalli pesanti si pensa che il problema riguardi solo i soggetti esposti a particolari condizioni ambientali, come per le intossicazioni da uranio impoverito nei territori post-bellici, quelle degli operai del settore petrolchimico o altre situazioni estreme.

In realtà l'accumulo di metalli pesanti nel corpo umano è più frequente di quanto si immagini - a prescindere da condizioni ambientali estreme - e causa disfunzioni a carico di vari organi, spesso non identificate come intossicazioni, che possono degenerare in malattie e patologie talvolta anche molto gravi.

La patologia più diffusa è sicuramente l'allergia al nichel e al cobalto, in notevole aumento nei paesi industrializzati, ma le forme più subdole di intossicazione sono i danni a carico del sistema endocrino e neurovegetativo. Basti pensare, ad esempio, che sono stati riscontrati un accumulo di alluminio nei pazienti affetti da Alzheimer (studio pubblicato sulla rivista medico-scientifica americana «Lancet»), una relazione tra il mercurio e l'autismo in età pediatrica, un'attinenza tra l'eccesso di cadmio-piombo e la sclerosi amiotrofica, oltre a varie patologie che vedremo in dettaglio più avanti nella trattazione.

Solo negli ultimi decenni ci si è resi conto della pericolosità per l'uomo di questi metalli, il cui impiego massiccio in ambito edile, industriale e alimentare, ha generato fonti di inquinamento tali, che oggi, arginarne i danni e cercare metalli alternativi non così pericolosi per l'uomo, richiede tempo e un notevole impegno economico.

Come non ricordare che per decenni è stato fatto largo e indiscriminato uso dell'amianto sia nell'edilizia sia nell'industria, prima di accorgerci che questo comunissimo metallo è stata una tra le più frequenti cause di tumori al polmone e di altre gravi patologie a carico dell'apparato respiratorio e non solo.

Cosa sono i metalli tossici?

I metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa e silente nel nostro organismo, attraverso canali assolutamente naturali quali l'alimentazione, l'aria, l'acqua e il contatto epidermico, rischiando quindi di intossicarsi in modo del tutto inconsapevole, non rendendosi conto dei pericoli a cui si è esposti.

Ogni giorno ingeriamo metalli: attraverso i pesticidi utilizzati in agricoltura; mangiando carne proveniente da allevamenti di bestiame sottoposto a vaccini e implementazioni alimentari a base prevalentemente chimica; bevendo l'acqua delle condotte, altamente medicata e a contatto con tubature spesso vecchie che rilasciano microparticelle di metalli; attraverso la contaminazione derivata dalla raffinazione e dal confezionamento dei prodotti alimentari (scatolame, prodotti in bricchi di cartone che all'interno presentano una pellicola di alluminio ecc.); e infine attraverso l'uso indiscriminato dei farmaci. Oltre all'ingestione, siamo costantemente a contatto con fonti che rilasciano nell'aria sostanze nocive e causano intossicazione attraverso l'inalazione: lo smog, il rilascio nell'atmosfera delle scie chimiche, i fissativi di alcuni colori industriali nel tessile, il costante contatto con oggetti in metallo, i prodotti per l'igiene personale e cosmesi contenenti petrolati e parabeni ecc.

Per meglio inquadrare la problematica è però opportuno distinguere tra metalli pesanti e in traccia, entrambi potenzialmente tossici, ma in parte necessari a basso dosaggio per gli esseri viventi.

  • Definiamo «metalli pesanti» quegli elementi chimici la cui densità sia maggiore di 5 grammi per centimetro cubo. Sono naturalmente presenti nel nostro ecosistema e anche nel nostro organismo.
  • Definiamo «elementi in traccia» o «metalli in traccia», quella parte chimica presente nei fluidi biologici degli organismi viventi e nel suolo, in concentrazioni inferiori a 1 Hg per grammo di peso e che pertanto entrano nella nostra catena alimentare.

Nelle giuste concentrazioni, sono indispensabili per l'essere umano, ma la caratteristica che li rende pericolosi è la loro tendenza ad accumularsi lentamente e progressivamente nelle ossa, negli organi quali fegato, reni, polmoni, sistema endocrino, nei tessuti connettivi, nel cervello e nel liquido intracellulare. Si assumono per inalazione, contatto e ingestione e vengono eliminati tramite la pelle (sudore), le vie polmonari, l'urina e le feci.

In base agli effetti fisiopatologia i metalli in traccia possono essere suddivisi in due gruppi:

  • elementi essenziali per la vita in quanto implicati in importanti processi metabolici: arsenico, cobalto, cromo, rame, fluoro, ferro, iodio, manganese, molibdeno, nichel, selenio, silicio, stagno, vanadio e zinco;
  • elementi tossici per gli organismi viventi anche a basse concentrazioni: alluminio, cadmio, mercurio, cromo e piombo.

Perché si accumulano nel nostro organismo?

Il bioaccumulo avviene principalmente attraverso due meccanismi insidiosi.

Nel primo caso, accumuliamo metalli perché il corpo non riesce a detossinarsi autonomamente, a causa di disfunzioni organiche o per sovraesposizione all'allergene.

Nel secondo caso, accumuliamo metalli per un principio di compensazione e adattamento, che si attua quando i minerali vitali scarseggiano e il corpo li sostituisce con il metallo avente funzione simile, collocandolo nei siti di legame degli enzimi e dei sistemi enzimatici.

In questo caso le funzioni vitali e metaboliche procedono, ma gli organi coinvolti non funzionano correttamente e nel tempo alterano le proprie strutture e le funzioni biologiche, fino a degenerare dando origine a svariate patologie. Un esempio è dato dal piombo che sostituisce il calcio nel cervello, il cadmio che sostituisce lo zinco e l'alluminio che sostituisce il magnesio.

Questo meccanismo di compensazione diventa un'arma a doppio taglio, poiché per emergenza, è il nostro stesso organismo che consente l'ingresso ai suoi nemici e li posiziona proprio nelle componenti più vitali e indispensabili.

Metalli e radicali liberi

Un altro effetto collaterale dell'accumulo di metalli pesanti è la formazione di radicali liberi.

Tali metalli distruggono i legami molecolari e liberano radicali liberi, che sono denominati «killer cellulari», in quanto avviano nell'organismo umano un processo di ossidazione che «arrugginisce» le cellule. Lo stress ossidativo stimola i radicali liberi a colpire le principali componenti cellulari come lipidi, proteine, carboidrati e DNA, diventando responsabili di patologie quali il diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.

I radicali liberi sono molecole costituite da atomi di ossigeno privi di un elettrone, che attaccano le molecole per procurarsi la carica mancante, trasformando la molecola «vittima» in un altro radicale libero. Il processo di ossidazione si innesca quando c'è la sottrazione dell'elettrone da una molecola, la quale, privata della sua componente, attacca un'altra cellula per «rubarle» l'elettrone di cui è priva al fine di ripristinare il suo equilibrio. Questo meccanismo si definisce «reazione radicalica a catena» e si interrompe grazie all'intervento di molecole anti-ossidanti che, con diversi metodi, riescono a neutralizzare i radicali liberi.

Il nostro corpo produce normalmente i radicali liberi per combattere le infezioni ed eliminare i batteri, ma la produzione va fuori controllo quando si aggiungono nuovi radicali liberi originati da vari fattori quali l'inquinamento, l'alimentazione, lo stress (che porta il corpo ad aumentarne la produzione) e un eccesso di metalli nell'organismo.

La detossicazione

Il nostro organismo è una macchina perfetta, ogni giorno combatte le aggressioni esterne e cerca di porvi rimedio, senza che noi ci rendiamo conto di ciò che avviene al suo interno. Si avviano processi di attacco alle cellule malate, attraverso il nostro sistema immunitario, e vengono eliminate le sostanze tossiche attraverso gli organi emuntori. Quando il nostro sistema è in difficoltà o debilitato, questa «pulizia» non avviene correttamente, creando una progressiva intossicazione generale o limitata a un apparato.

Supportare ciclicamente il corpo con terapie disintossicanti e antiossidanti è una delle forme preventive più adeguate, che vanno strutturate e mirate, in base a cosa vogliamo «ripulire».

Nel caso di intossicazioni da metalli pesanti, invece, si procede con una terapia detta «chelante». I chelanti sono molecole che hanno struttura chimica simile alle chele di un granchio: afferrano e si legano ai metalli velenosi per portarli fuori dall'organismo, facilitandone la naturale espulsione.

La chelazione può essere sia chimica sia naturale: la prima viene utilizzata in casi di intossicazioni gravi; la seconda è quella più utilizzata e indicata a tutte le persone che vogliono comunque dare un supporto integrativo al corpo, volto alla disintossicazione e al riequilibrio generale.

La terapia naturale si compone come un puzzle, nel creare un nuovo stile di vita.

Bisogna prestare attenzione all'alimentazione, di cui parleremo ampiamente, alla riduzione dell'esposizione ai fattori inquinanti negli ambienti domestici, alla scelta dei prodotti da utilizzare per l'igiene, alle semplici regole di vita quotidiana. Spesso infatti non ci rendiamo conto che stiamo esponendo il corpo a un fattore di rischio. Inoltre sarebbe buona cosa informarsi sull'uso curativo delle spezie e sulle integrazioni di fitocomposti specifici per le varie tipologie di disintossicazione.

Il nostro sistema immunitario è costantemente attaccato da varie forme di intossicazione, ma con piccoli accorgimenti e con periodiche «manutenzioni» possiamo evitare l'insorgere di tante patologie.

Non è necessario arrivare a contrarre una malattia o accusare un malessere per prendersi cura del proprio corpo, non bisogna limitarsi a osservarne l'aspetto esteriore. Come la mattina, prima di affrontare la giornata, ci laviamo, così dovremmo imparare a pulire e sostenere l'organismo dal suo interno. Inevitabilmente la nostra salute e il nostro aspetto né trarranno beneficio.

Ricordiamo sempre il principio per cui: «L'esterno riflette l'interno»!

Disintossicarsi dai Metalli Pesanti

Disintossicarsi dai Metalli Pesanti

Ogni giorno insieme al cibo ingeriamo minime dosi di metalli pesanti, che insieme a quelle presenti nell'aria inquinata e nei prodotti (cosmetici, saponi…) che utilizziamo possono raggiungere una soglia pericolosa per il benessere dell’organismo, provocando intolleranze e allergie.

Ma se il cibo è la principale causa del problema, è ancora il cibo quello che ci può aiutare, se sappiamo di quali alimenti fidarci.

Proprio questo insegna il testo di Carla Massidda, comprensivo di una parte analitica, in cui si spiega dove sono presenti i metalli che ci intossicano, e di una parte pratica, che insegna come fare per aiutare il nostro corpo a liberarsene, depurarsi e disintossicarsi.

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Carla Massidda

Carla Massidda svolge l’attività di naturopata con particolare attenzione alle problematiche legate alle allergie alimentari, a quelle derivate dall’inquinamento ambientale e alla psicosomatica. È docente presso l’Accademia di Naturopatia Anea nel campo della nutrizione, fitoterapia ed endocrinoimmunologia (PNEI). A completamento della sua formazione nel campo olistico, da anni svolge attività nell’ambito dello yoga e tutt’oggi è direttore della Formazione Yoga Teacher presso l’Accademia citata.

 

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