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Lascia entrare il Bene - Anteprima del libro "Cambia il tuo Cervello"

Gli scienziati credono che il nostro cervello abbia un pregiudizio negativo innato (Baumeister et al. 2001; Rozin e Rosyman 2001). Ciò è dovuto al fatto che i nostri antenati, durante i milioni di anni in cui ha avuto luogo la nostra evoluzione, si dovevano riparare dai bastoni, mentre, al tempo stesso rincorrevano le carote; il bastone rappresenta l’urgenza primaria da cui dipendeva la sopravvivenza.

Il pregiudizio negativo si manifesta in numerosi modi. Ad esempio, alcuni studi hanno evidenziato che:

  • il cervello generalmente reagisce in misura maggiore a uno stimolo negativo piuttosto che a uno stimolo positivo di eguale intensità (Gottman 1995).
  • Gli animali, noi compresi, normalmente imparano più velocemente dal dolore piuttosto che dal piacere (Rozin e Rozyman 2001); se ti scotti con l’acqua bollente ci pensi due volte prima di toccarla di nuovo.
  • Le esperienze dolorose di solito si ricordano più di quelle piacevoli (Baumeister et al. 2001).
  • La maggior parte delle persone lavorerà più duramente per evitare di perdere qualcosa piuttosto che per guadagnare la stessa cosa (Rozin e Rozyman 2001).
  • Relazioni soddisfacenti e durevoli, di solito, hanno bisogno di una proporzione d’interazione tra positivo e negativo di almeno 5 a 1 (Gottman 1995).

Nel tuo intimo, a cosa pensi di solito alla fine della giornata? Alle cinquanta cose che sono andate bene o all’unica che è andata storta? Parlo di quell’automobilista che ti ha tagliato la strada in mezzo al traffico, come di quell’unica commissione che non hai fatto in tempo a svolgere e che avevi scritto in cima alla lista delle tue cose da fare.

In effetti il cervello è come il velcro per le esperienze negative, e come il teflon per quelle positive. Ciò getta un’ombra sulla memoria implicita, cioè la sede delle sensazioni sottostanti, delle aspettative profonde, delle credenze e delle inclinazioni intime, e, infine, dell’umore, spingendo tale memoria in una direzione sempre più negativa. Cosa che non è giusta, poiché la maggior parte degli eventi della tua vita è probabilmente positiva o almeno neutra. Oltre al fatto che tale processo è ingiusto, l’accumulo sempre più grande di esperienze negative nella memoria implicita, rende un individuo naturalmente più ansioso, irritabile e triste, e inoltre diventa più difficile essere pazienti e generosi nei confronti degli altri.

Ma non sei obbligato ad accettare questo pregiudizio! Orientandoti verso il bene, cioè verso quella direzione che porta maggiore felicità e maggiori benefici a te stesso e agli altri, stai livellando accuratamente il campo da gioco. Quindi, esperienze positive si accumuleranno nella memoria implicita, ossia nella parte profonda del tuo cervello, invece di fuggire via come l’acqua quando si scola la pasta.
Vedrai ancora le parti peggiori della vita, ma sarai maggiormente in grado di cambiarle o di sopportarle, se lasci che il bene entri nella tua vita. Infatti tutto ciò ti aiuterà a mettere i problemi nella giusta prospettiva, a innalzare la tua energia e il tuo spirito, a individuare le risorse a te utili, e, infine, a provare una sensazione di pienezza tale da permetterti di condividere con altri tutti i benefici raccolti.

A tal proposito, lasciare entrare il bene, oltre a essere benefico per gli adulti, è meraviglioso con i bambini, perché li aiuterà a diventare maggiormente resilienti, ad avere maggiore fiducia in se stessi e a essere più felici. Come?

1. Cerca le cose buone e trasformale in esperienze positive

Le cose buone includono sia azioni positive, come smaltire le mail arretrate o ricevere un complimento, che aspetti positivi del mondo in generale e quelli relativi a te stesso. La maggior parte delle buone cose è ordinaria e relativamente piccola, ma reale. Il che non significa guardare il mondo attraverso degli occhiali rosa, ma riconoscere semplicemente qualcosa che è vero e reale.

Allora, quando sei consapevole di una buona cosa, sia relativa al presente che accaduta nel passato, permetti a te stesso di sentirne il piacere che ne scaturisce. Le buone cose accadono talmente spesso nella vita, ad esempio i fiori sbocciano, qualcuno è gentile, raggiungiamo un determinato scopo, che tu, pur sapendolo, non registri il piacere che ne deriva. Da adesso in poi, fai in modo che il bene abbia un effetto positivo su di te.

Prova a mettere in pratica questo suggerimento e i prossimi due che seguono, almeno una mezza dozzina di volte al giorno. Farlo richiede, di solito, solo mezzo minuto circa, quindi c'è sempre tempo per lasciar entrare il bene! Puoi farlo, anche senza programmarlo, nel mezzo della tua ruotine quotidiana, oppure in momenti specifici dedicati alla riflessione, come ad esempio proprio poco prima di addormentarti (questo è il momento in cui il cervello è particolarmente ricettivo ad apprendere cose nuove).

Sii consapevole di ogni forma di riluttanza che potresti provare nei confronti di nuove esperienze positive. Ad esempio, trovarti a pensare che non meriti il bene, oppure che provare piacere sia da egoisti, vano o peccaminoso. Oppure potresti temere che, quando ti senti bene, corri il rischio di abbassare il livello di guardia e allora, inevitabilmente, accadranno cose spiacevoli.
Rivolgi allora la tua attenzione di nuovo alle buone cose. Continua ad aprirti ad esse, respirando e rilassandoti, lasciando che siano queste a motivarti. È come quando ti siedi a tavola per mangiare: non basta guardare il cibo, devi gustartelo!

2. Goditi l’esperienza fino in fondo!

La maggior parte delle volte una buona esperienza non dà una sensazione molto forte, e questo va bene. Tu però, con semplicità, rimani con essa per dieci, venti, trenta secondi di fila, invece di lasciarti distrarre da qualche altra cosa.

Rilassati e apriti all’esperienza; lascia che essa penetri nella tua mente riempiendo ogni spazio; fai in modo che si espanda fino ad arrivare al corpo. (Dal punto di vista della meditazione, questa è una forma di pratica di concentrazione, per una decina di secondi o più, in cui t’immergi in un’esperienza positiva lasciandoti assorbire da essa). Più a lungo quell’esperienza viene trattenuta nella tua consapevolezza e più stimolante diventa a livello emotivo, maggiore sarà il numero di neuroni che si accendono e che quindi si cablano insieme, e più forte sarà la traccia lasciata nella memoria implicita.

In questa pratica non ti stai attaccando alle esperienze positive, poiché fare questo potrebbe causare tensione e delusione. In realtà, stai facendo l’opposto: lasciando che esse entrino dentro di te, ti sentirai maggiormente nutrito, meno fragile e bisognoso. La tua felicità diventerà più incondizionata, sempre più basata su una pienezza interiore piuttosto che su condizioni esterne.

3. Attiva l’intenzione e percepisci come l’esperienza positiva diventa parte di te

Gli esseri umani mettono in pratica questo punto in modi differenti. Alcuni lo sentono nel corpo come un guizzo di calore che si espande attraverso il petto, come la cioccolata calda in un freddo giorno invernale. Altri visualizzano delle immagini, come una pozione di colore oro che penetra dentro, nel profondo; un bambino potrebbe immaginare un gioiello che entra nel cofanetto dei tesori presente nel suo cuore. E alcuni potrebbero semplicemente sapere che, mentre questa esperienza del Bene viene trattenuta nella consapevolezza, le reti neurali di riferimento si danno da fare per illuminarsi e per cablarsi insieme.

Ogni singola volta in cui lasci entrare il bene, si produce, di solito, una piccola differenza. Nel tempo tutte quelle piccole differenze si accumuleranno, intrecciando gradualmente le esperienze positive con il tuo tessuto cerebrale e con tutto il tuo essere.

In particolare, mentre metti in pratica i consigli di questo libro, quando t’impegni in un qualsiasi processo di guarigione psicologica, di crescita, o di sviluppo spirituale, cerca veramente di accogliere i frutti dei tuoi sforzi. Aiutali a divenire parte della tua ossatura mentale e neurale.

 

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