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La sapienza, il cosmo e l'uomo

Leggi la prefazione del libro di Teodoro Brescia "Il Codice nel Cenacolo"

La sapienza, il cosmo e l'uomo

Da oltre quindici anni, studio le tradizioni sacre ed ermetiche e i loro linguaggi più profondi scritti in simboli e codici. Più precisamente, mi occupo del modello di pensiero, delle conoscenze e delle radici che le accomunano e che possono essere identificate con la cosiddetta tradizione dei Magi (personaggi che, nel cristianesimo, appaiono alla nascita di Gesù). Si tratta di un'antichissima tradizione di origine orientale che - come vedremo - ha attraversato la storia dando vita a numerose correnti sapienziali (cioè filosofiche e religiose insieme). Essa conserva le tracce della più antica antropologia filosofica, cioè di quella scienza che indaga il senso e il rapporto tra microcosmo e macrocosmo ovvero tra l'uomo e l'universo.

La Firenze di Leonardo e la sua corte, quella dei Medici, sono l'epicentro dell'Ermetismo rinascimentale e l'Ermetismo è il cuore del Rinascimento stesso, inteso come rinascita, recupero delle origini, ritorno appunto alla tradizione dei Magi, madre dell'antica filosofia. La filosofia nasce, in effetti, come sapienza ermetica, come scienza naturale ovvero come ricerca delle segrete leggi matematiche della materia e dello spirito, ritenute leggi universali della natura (basti pensare agli studi di Pitagora, Platone, Plotino, ecc.). Tant'è che l'Ermetismo rinascimentale è anche definito neoplatonismo.

Ma studiare l'Ermetismo non vuol dire per forza crederci o praticarlo; così come studiare una o più religioni non vuol dire crederci e praticarle tutte. Non a caso, religioni e tradizione dei Magi sono due facce della stessa medaglia: una è la parte essoterica (cioè esterna e pubblica), l'altra è la parte esoterica (cioè interna e segreta). Peraltro, come in ogni disciplina, esiste una teoria e una pratica, che nella tradizione ermetica e religiosa corrispondono alla parte filosofica e alla parte rituale (quest'ultima dovrebbe essere quella davvero segreta). Qui trattiamo la parte filosofica, cioè l'antica visione dell'uomo nel cosmo e i simboli e i linguaggi in codice utilizzati per trasmetterla.

Occorre fare chiarezza: non dobbiamo confondere tra esoterismo e "paranormale", né tra indagare e credere. Esoterico vuol dire interno, cioè non aperto a tutti, e quindi segreto (o ermetico). Sono sempre esistiti segreti politici, militari, civili e religiosi e linguaggi in codice per trasmetterli. Crittologia e crittografia (scienze che studiano e che costruiscono linguaggi in codice) sono pratiche da sempre diffuse e fortemente studiate nel Rinascimento; e proprio nel filone ermetico - divenuto non a caso sinonimo di segreto - sono state all'epoca realizzate le opere maggiori: basti pensare al Trattato della cifra (1467) di Leon Battista Alberti, a La cifra (1553) di Giovanni Battista Bellaso o del famoso De Furtivis literarum notis (1563) di Giovanni Battista Dalla Porta, ecc. Discipline scientifiche che come tali vanno trattate e giudicate, anche quando riguardano segreti religiosi.

Credere a qualcosa di "paranormale" o ad un fatto storico "scottante" e trasmetterlo in codice sono infatti due cose diverse, come dimostra l'esempio classico (e qui calzante) dell'antica astrologia sacerdotale che veniva trasmessa in codice all'interno della mitologia nei testi e nell'arte sacri. Scoprire questi codici non significa dimostrare né credere che l'astrologia sia tuttora una scienza, ma significa capire meglio il pensiero scientifico e religioso degli antichi. Inoltre, scoprire i segreti storici legati alle religioni non vuol dire mettere in discussione in assoluto l'esistenza di "Dio, santi, profeti e miracoli" ma vuol dire eventualmente rimettere in discussione l'operato, in alcune epoche, delle Istituzioni religiose cioè di alcuni loro membri, gruppi, ordini o vertici, così come accade per le Istituzioni politiche, militari e civili.

Peraltro, oggi siamo solitamente abituati a credere che il linguaggio scritto sia la massima forma di trasmissione della conoscenza e che l'arte sia pura estetica. L'arte, invece, specie quella sacra, da sempre «è e rimane il luogo privilegiato oltre che epifanico delle tradizioni sacre, ricche di codici, allusioni e potenzialità nascoste», che le tradizioni sapienziali hanno utilizzato per trasmettersi le conoscenze più profonde. Le antiche opere d'arte erano spesso veri e propri trattati ermetici di sapienza, raffigurati in sintesi, che per essere compresi fino in fondo avevano bisogno di ben precisi codici di decifrazione. E l'Ultima cena è un'opera d'arte sacra realizzata da un "gran maestro" che ha vissuto nel Rinascimento e operato alla Corte dei Medici, epicentro appunto dell'Ermetismo rinascimentale.

Quando si decide di studiare le tradizioni sapienziali, quindi anche religiose ed ermetiche (in cui convergevano conoscenze teologiche, filosofiche, matematiche, astronomiche, artistiche, crittografiche, ecc.), bisogna necessariamente essere consapevoli che occorrono competenze e collaborazioni interdisciplinari. Nella nostra epoca però, contrassegnata dalla separazione e la specializzazione dei saperi, spesso ci troviamo di fronte a studiosi che pretendono di spiegare quelle tradizioni attraverso la loro sola disciplina e che non sono aperti ad ascoltare e a collaborare a livello interdisciplinare.

Diversamente da come si crede (e solitamente si fa), studiare l'Ermetismo significa occuparsi in particolare di antica matematica e astronomia (pensiamo a Pitagora e ai Magi) e di linguaggi in codice. Non si tratta quindi di interpretazioni astratte e spesso astruse, di cui è ricca la letteratura sull'esoterismo, bensì di decifrazioni sempre più precise in chiave logica, matematica e astronomica. E quindi possibile verificare (e dunque confermare o smentire) tali decifrazioni in qualunque momento, poiché esse rimandano a elementi oggettivi. Facciamo un esempio: potrei sostenere che la narrazione della mangiatoia, del bue e dell'asinello contenuta nei Vangeli e ancor prima nelle profezie della Bibbia, sia in realtà un modo per tramandare in codice il segno atteso e visto dai Magi alla nascita di Gesù. Confermare o smentire questo codice di decifrazione è semplice: per cominciare, occorre verificare se tali nomi esistono davvero nella terminologia astronomica e, soprattutto, in quella dei testi astronomici antichi già prima dell'epoca di Gesù. Ebbene, esistono... e non solo. Ma di questo parleremo nelle prossime pagine.

Siamo dunque di fronte a nuove vie di ricerca che ci permettono di comprendere meglio le origini e le antiche conoscenze della filosofia, della religione, dell'arte e della scienza e di riaprire il dialogo fra i diversi saperi, "rieducando" così studenti e studiosi a distinguere tra scienza e conoscenza, cioè tra i singoli saperi e il sapere, che coincideva con la ricerca del senso della vita e, in particolare, della vita umana, una ricerca che, non a caso, è da sempre il ruolo fondamentale della filosofia. L'eterno perché filosofico, in fondo, corrisponde alla domanda "cos'è l'uomo", una domanda che gli straordinari risultati ottenuti separatamente dalle scienze biologiche, mediche e psicologiche non si pongono più, sicché «mai, nel corso di tutta la sua storia, l'uomo è stato così tanto enigmatico a se stesso come nell'epoca attuale».

Ma proprio appena se n'è reso conto, «sembra che gli sia risorto il coraggio della verità: il coraggio di porsi questa domanda essenziale [...] senza ricondurla immediatamente a una qualche tradizione teologica, filosofica o scientifica». Ebbene, per trovare una risposta autentica nel presente, da declinare al futuro, occorre però conoscere davvero le tradizioni del passato, sia scientifiche, sia filosofiche, sia teologiche. Per fare tutto ciò è necessario "unire le forze", non solo quelle fisiche ma anche intellettuali e spirituali. L'interdisciplinarità, ossia l'unione delle forze intellettuali, dev'essere cioè allargata per unire, nel giusto spirito, anche le scienze umane e naturali.

Ad esempio, in particolar modo a partire dagli anni '70 del XX secolo, ha avuto un forte incremento proprio lo studio archeo-astronomico: l'indagine storica del rapporto tra gli antichi e il cielo (in cui rientra anche la tradizione dei Magi). A causa però della suddetta separazione dei saperi, quest'indagine è stata spesso ridotta (non a caso si chiama "riduzionismo scientifico") a una sorta di storia dell'astronomia (cioè capire quali conoscenze astronomiche avessero gli antichi) o, peggio, ad un'astronomia dell'architettura (cioè una sterminata e "sterile" raccolta di evidenze riguardanti gli orientamenti astronomici di siti megalitici, architettonici, solitamente religiosi). Ma il punto è capire il senso che quelle conoscenze hanno avuto nella storia della vita umana nelle diverse civiltà. Peraltro, quando si tratta di antiche conoscenze sacerdotali, quindi spesso segrete e scritte in simboli, cioè di «un'espressione culturale simbolica, per la quale gli scritti rimastici dall'antichità non forniscono indicazioni esplicite», nel momento in cui non si utilizza uno studio interdisciplinare che - come dicevamo - comprenda anche la simbologia e i linguaggi in codice, allora diventa difficile anche arrivare a sapere fino in fondo quali conoscenze astronomiche avessero gli antichi. In ogni caso, i maggiori studiosi di archeoastronomia a livello internazionale continuano a ribadire che tale disciplina va intesa come «astronomia culturale», meglio come «antropologia astronomica», come studio «dei molti modi differenti con cui la gente nel passato si è relazionata al cielo», di ciò che «i popoli attraverso la storia e la preistoria hanno fatto dei fenomeni del cielo, e che ruolo tali fenomeni hanno svolto nelle loro culture». Inoltre, come vedremo, poiché la sapienza dei Magi si basa su linguaggi universali (geometria, matematica, musica e astronomia), questo studio può avvalersi di «metodi che possono essere applicati trasversalmente a tutte e culture»".

Il libro che state per leggere è diviso in cinque capitoli: il primo narra della tradizione dei Magi dalle origini al Rinascimento; il secondo analizza il segno astronomico visto dai Magi alla nascita di Gesù; il terzo tratta del processo a Gesù e del vero motivo della sua condanna; il quarto indaga la missione di Leonardo a Milano, dove dipinge il Cenacolo; il quinto decifra il Cenacolo sulla base dell'individuazione di dieci punti di tipo geometrico, matematico e astronomico (linguaggio specifico della tradizione ermetica). Tale decifrazione dimostra che Leonardo lascia ai posteri, attraverso quest'opera, un messaggio ben preciso riguardante il più grande segreto della Chiesa delle origini e delle origini della Chiesa.

Rispondo infine a una domanda diventata "di rito" negli ultimi anni quando si parla dell'Ultima cena di Leonardo: questa decifrazione non ha nulla a che fare con l'ipotesi di Dan Brown sul dipinto; ipotesi che, peraltro, al momento è stata totalmente e scientificamente smentita.

Il Codice nel Cenacolo

Il Codice nel Cenacolo

Dopo la mappa astronomica scoperta sulla più antica scena completa del Presepe (recensita anche da giornali e TV nazionali), l’autore realizza un nuovo studio sull'Ultima Cena di Leonardo.

Dieci le particolarità individuate: specifici numeri e simmetrie nell'impianto scenico; una tripletta di apostoli del tutto disallineata rispetto alle altre; la mano sinistra di Pietro non chiede a Giovanni il nome del traditore ma indica un altro apostolo che non è Giuda; un astro ignoto illumina lo sfondo della scena; e molto altro ancora.

Tutti elementi che, uniti tra loro, compongono il codice di un preciso messaggio.

Un libro per tutti coloro che, credenti o non credenti, amano la ricerca della verità e vogliono saperne di più sulla misteriosa figura di Leonardo e su una condanna, quella di Gesù, che ha cambiato la storia.

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Teodoro Brescia

Teodoro Brescia è nato a Brindisi (1973), si è laureato in filosofia all’Università di Lecce con una tesi sperimentale di logica sulla ricerca di una matrice scientifica del sapere taoista.

Praticante di arti marziali, è cintura nera 2° Dan di karate; si è dedicato anche allo studio del Jeet Kune Do, la filosofia marziale taoista ideata da Bruce Lee. Ha poi esteso i suoi studi in ambito medico: diplomatosi in massofisioterapia, ha seguito anche un corso di Medicina Cinese.

È impegnato in una ricerca sul taoismo all’interno del Progetto "La Scienza Olistica".