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La rivoluzione dei frullati verdi - Estratto da...

Leggi in anteprima il capitolo 4 di "Le Virtù Terapeutiche dei Frullati Verdi" libro di Victoria Boutenko

La rivoluzione dei frullati verdi - Estratto da "Le Virtù Terapeutiche dei Frullati Verdi"

Nel corso della mia ricerca, ho notato che gli scimpanzé adorano le foglie verdi. Ricordo che li guardavo allo zoo e li vedevo agitarsi elettrizzati quando venivano loro offerti rami freschi di acacia, foglie giovani e tenere di palma o di cavolo a foglia lunga.

Osservandoli, un giorno mi sentii così ispirata che andai a raccogliere le foglie dei vicini cespugli di acacia e provai a mangiarle. Ma quelle foglioline verdi per me non erano molto appetitose, e questo poneva un altro problema: mangiare le verdure a foglia mi era sempre sembrato un dovere.

Pensavo sempre fra me e me:
“Devo mangiare le verdure”.

A volte “imbrogliavo” centrifugandole: bevevo in fretta un bicchiere di succo verde e mi consideravo a posto per un paio di giorni. Oppure, prima di eliminare gli oli, riuscivo a mangiare volentieri le verdure a foglia preparando un saporito condimento crudo e affogandocele. Non mi sarei mai sognata però di mangiare per pranzo un mazzo di cavolo nero o di spinaci.

Se io non amavo le verdure verdi, mio marito Igor non poteva neppure tollerarle. Da ragazzo era stato incoraggiato a mangiare quasi esclusivamente carne e pane, “come un vero uomo russo”. Vivendo in Russia, raramente vedevamo nei negozi verdure a foglia verde. Al mercato dei contadini si potevano comprare l’aneto, il prezzemolo e le cipolline verdi, ma solo in estate. Ricordo che nei mesi estivi vedevo solo un paio di volte la lattuga, e la consideravo un ortaggio raro ed esotico.

Più leggevo sul contenuto nutrizionale delle verdure a foglia verde, più mi convincevo che fossero l’alimento più importante della dieta umana. Se solo fossi riuscita a trovare un modo per mangiarle volentieri così da consumarne la quantità necessaria per ottenere la salute perfetta!

Cercai un infinito numero di volte di forzarmi a mangiare grandi quantità di verdure a foglia sotto forma di insalata o da sole, ma alla fine scoprii che non ero fisicamente in grado di farlo. Dopo circa 100 g di verdure in foglia sminuzzate, mi veniva sempre un gran bruciore di stomaco, oppure mi sentivo nauseata.

Un giorno, mentre leggevo un libro di biologia, rimasi affascinata dalla composizione sorprendentemente resistente delle piante. Pare che la cellulosa, la loro componente principale, abbia una struttura molecolare fra le più forti del pianeta.

Le verdure a foglia verde contengono più sostanze nutritive di qualsiasi altro gruppo di alimenti, ma tutte queste sostanze sono immagazzinate nelle cellule delle piante. Queste ultime sono costituite da materiale resistente, probabilmente ai fini della sopravvivenza, per far sì che gli animali abbiano difficoltà a mangiarle. Per rilasciare tutte le preziose sostanze nutritive contenute all’interno delle cellule, è necessario spezzarne le pareti cellulari, impresa per nulla facile, vista la loro resistenza.

È per questo motivo che mangiare le verdure a foglia senza masticarle a fondo non soddisfa i nostri bisogni alimentari: occorre masticarle fino a ottenere una consistenza cremosa per ricavarne i grandi benefici. Inoltre, per digerire i minerali e le vitamine che vengono rilasciate grazie alla masticazione, l’acido cloridrico prodotto nello stomaco dev’essere molto forte, con un pH compreso fra 1 e 2.

Queste due condizioni sono assolutamente e irrinunciabilmente necessarie per l’assimilazione delle sostanze nutritive rilasciate dalle verdure a foglia. Ovviamente, quando avevo cercato di mangiarle allo stato naturale, non le avevo masticate così a fondo, e probabilmente il livello dell’acido cloridrico nel mio stomaco non era sufficientemente alto. Ne erano risultati sgradevoli segni di cattiva digestione e un disgusto generale per tutte le verdure verdi.

Dopo parecchi decenni di alimentazione a base di cibi pesantemente trasformati a livello industriale, quasi tutti noi abbiamo perso la capacità di masticare in modo normale.

Le nostre mandibole sono diventate così strette che la maggior parte di noi deve portare l’apparecchio ortodontico perché non c’è abbastanza spazio per tutti i denti, nemmeno dopo l’estrazione di quelli del giudizio. I nostri muscoli mandibolari sono diventati troppo deboli per masticare a fondo le fibre resistenti. Il mio dentista mi ha esortato più volte a essere più indulgente con i miei denti, a non mangiare a morsi frutti e ortaggi di consistenza dura, e semmai a grattugiare le mele e le carote. Molti di noi hanno i denti otturati o incapsulati, oppure li hanno persi del tutto.

Tutti questi ostacoli rendono praticamente impossibile masticare le verdure a foglia fino a ottenere la necessaria consistenza.

Ecco perché decisi di provare a “masticare” le verdure utilizzando un frullatore Vita-Mix. La prima volta feci frullare un mazzo di cavolo a foglia lunga (kale) con un po’ d’acqua. Pensavo: “Ora chiudo gli occhi, mi tappo il naso e bevo”. Ma subito dopo aver sollevato le palpebre, le richiusi istantaneamente perché ero nauseata dal forte odore di erba. Quella mistura di colore verde scuro, quasi nero, era totalmente improponibile.

Dopo un po’ di brainstorming, aggiunsi alcune banane e ripresi a frullare. E fu allora che ebbe inizio la magia. Lentamente, e non senza un po’ di trepidazione, tolsi il coperchio e annusai: con mia grande sorpresa, quel miscuglio verde brillante aveva un profumo davvero gradevole.

Ero così ansiosa di assaggiarlo che cominciai a berlo direttamente dal frullatore. Ne presi un piccolo sorso e mi sentii invadere dalla gioia: non era soltanto saporito, era buonissimo!

Né troppo dolce, né troppo amaro, aveva il sapore più insolito che avessi mai assaggiato, e bastava una parola a descriverlo: freschezza.

Nel giro di 4 ore avevo consumato tutto il frullato, ossia un mazzo di cavolo a foglia lunga, 4 banane e 1 l di acqua. Mi sentivo benissimo, e ne preparai dell’altro. Con un senso di trionfo mi resi conto che era la prima volta nella vita che consumavo due bei mazzi di verdure a foglia verde in un solo giorno. E inoltre, pur non avendo aggiunto né olio né sale, l’esperienza era stata molto gradevole. Il mio stomaco stava bene, e io ero strafelice di aver raggiunto il mio obiettivo.

Questo accadeva nell’agosto 2004. La soluzione al problema delle verdure a foglia verde era inaspettatamente semplice. Prepararle in questo modo richiedeva così poco tempo che giorno dopo giorno continuai a sperimentare con la frutta e la verdura frullata.

Devo ammettere che l’idea di frullare le verdure non era nuova per me.

Sedici anni fa, quando con la mia famiglia studiavo al Creative Health Institute (CHI) nel Michigan, ci erano state presentate le proprietà terapeutiche della “minestra energetica”: un frullato di germogli, avocado e mela. Questa ricetta era stata inventata dalla dottoressa Ann Wigmore, pioniera dello stile di vita basato sugli alimenti vivi nel Ventesimo secolo. Benché ci fossero stati riferiti più volte gli eccezionali benefici della minestra energetica, la quasi totalità degli ospiti dell’istituto non era stata in grado di mangiarne più di 2 cucchiai per via del suo sapore sgradevole.

Rimasi davvero impressionata dalle testimonianze di chi riferiva i benefici della minestra energetica. Tornata a casa, provai disperatamente a sperimentare per migliorarne il sapore perché volevo che la mia famiglia ne traesse beneficio. Il mio tentativo finale di perfezionare la minestra energetica ebbe termine il giorno in cui sentii Valya che urlava a Sergei in cortile: «Scappa! Mamma sta facendo di nuovo quella poltiglia verde!».

Malgrado tutte le prove scientifiche dei suoi poteri terapeutici, scoprii che, purtroppo, anche le persone che dovevano e volevano disperatamente consumare la minestra energetica, non riuscivano a costringersi a farlo regolarmente.

È sorprendente che, tanti anni dopo aver sentito parlare per la prima volta della minestra energetica, quando ormai avevo completamente dimenticato tutto ciò che la riguardava, mi sia trovata a praticare la stessa idea delle verdure frullate da una prospettiva completamente nuova.

Quando cominciai a bere i frullati verdi, non mi aspettavo che accadesse niente di particolare.
Benché non avessi alcun problema serio di salute, speravo tuttavia di trovare il modo di curare i fastidiosi disturbi che tutti noi in famiglia accusavamo.

Dopo circa un mese di frullati verdi bevuti in modo discontinuo, due nei e una verruca che avevo sin dalla prima infanzia si staccarono spontaneamente. Avevo un’energia mai provata prima, e cominciai a condividere l’esperienza con i familiari e con gli amici.

Il secondo fenomeno di cui mi accorsi fu che erano completamente scomparse le mie occasionali voglie di alimenti pesanti come noci o cracker, specialmente la sera. Notai che molte delle rughe che mi solcavano il viso erano scomparse, e cominciai a ricevere complimenti per il mio aspetto fresco. Le mie unghie erano diventate più forti, la mia vista più acuta, e avvertivo in bocca un meraviglioso sapore, anche la mattina appena sveglia (un piacere che avevo dimenticato da quando ero adulta).

Finalmente il mio sogno si era avverato!
Ogni giorno consumavo tantissime verdure a foglia verde.

Cominciai a sentirmi più leggera, e la mia energia aumentava.

Anche i miei gusti cominciarono a cambiare: scoprii che il mio organismo era così affamato di verdure che per diverse settimane vissi quasi esclusivamente di frullati verdi. La frutta e gli ortaggi allo stato naturale erano diventati molto più appetibili, e le mie voglie di cibi grassi erano calate drasticamente. Smisi improvvisamente di consumare ogni tipo di sale.

Due settimane dopo, mio marito e io stavamo camminando in California su un sentiero tappezzato di erbe succose come il centonchio e il tarassaco, quando improvvisamente notai che avevo l’acquolina in bocca: le erbe di color verde scuro che crescevano in abbondanza sul nostro cammino erano così invitanti! Mi sorprendevo di continuo a desiderare di allungare una mano per strapparle e mangiarle. Ne parlai con Igor, e lui mi ascoltò attentamente ma non fu granché contagiato dal mio entusiasmo.

Aveva già notato che da qualche tempo mangiavo in modo diverso. Invece di prepararmi un’enorme insalata con tanti ortaggi tagliati a cubetti, un grosso avocado, sale marino, tante cipolle e olio di oliva, ora tagliavo un mazzo di lattuga con un pomodoro, li cospargevo di succo di limone e li mangiavo con grande gusto, volgendo gli occhi al cielo ed emettendo mugolii di piacere. Non mi mancavano i cibi che mangiavo prima, e mi sentivo perfettamente sazia mangiando quegli alimenti semplici.

Avevo raggiunto la certezza che il corpo umano può imparare a desiderare ardentemente le verdure.

Ci fu poi un altro cambiamento che mi lasciò sbalordita. Quando ero stanca provavo spesso una forte voglia di cibi poco sani. Prima di allora, ad esempio, quando viaggiando passavo tutta la notte su un aeroplano, oppure se guidavo dalla sera al mattino, avvertivo un forte desiderio di alimenti crudi molto calorici o addirittura dei piatti tradizionali russi della mia infanzia, che non assaggiavo più da oltre un decennio. Queste voglie alimentari erano molto forti e fastidiose e mi spingevano a prepararmi cibi crudi sostanziosi come formaggio di semi con i cracker, oppure a rimpinzarmi di noci e noccioline, a volte nel cuore della notte. Ho sentito riferire abitudini simili da molte altre persone.

Inoltre, quando in un periodo precedente tornavo a casa tardi dall’ufficio, spesso dopo le dieci di sera, mi piaceva staccare dal lavoro concentrandomi su temi meno impegnativi, come leggere un capitolo di un libro o guardare un bel video. Mi accorsi che se mi concedevo una mela o una manciata di noccioline, poi continuavo a mangiucchiare senza mai raggiungere un senso di soddisfazione. Anche se usavo la mia forza di volontà e, una volta arrivata a casa, non toccavo cibo, continuavo a sentirmi insoddisfatta e a pensare al cibo.

Quando cominciai a bere i frullati verdi, notai subito che questo tipo di voglie alimentari erano scomparse. Fu allora che mio marito notò la differenza del mio comportamento. La sera, dopo una pesante giornata di lavoro, lui aveva ancora voglia di mangiare qualcosa, mentre io ero rilassata e felice di leggere un libro o fare conversazione.

Quando, oltre agli evidenti miglioramenti della mia salute, Igor vide quanto ero tranquilla e soddisfatta la sera, anche lui iniziò a bere con me i frullati verdi. Cominciò a chiedermi un bicchiere di “quella roba verde” ogni volta che la preparavo.

Né io né mio marito avevamo malattie di alcun tipo, perciò all’inizio ci fu difficile capire se era solo entusiasmo o se davvero stavamo meglio. Presto, però, fummo entrambi in grado di affermare che stavamo vivendo un processo di ringiovanimento, e cominciavamo a sembrare più giovani.

Dopo due soli mesi di frullati verdi, i baffi e la barba di Igor tornarono a essere più scuri, restituendogli l’aspetto di quando l’avevo incontrato.

Igor era così entusiasta del suo aspetto giovanile che divenne il paladino dei frullati verdi nella nostra famiglia. La mattina si svegliava presto e preparava 6-8 l di frullati che duravano un paio di giorni e che ci ripartivamo in tre dosi uguali, due per noi adulti e la terza da dividere tra Sergei e Valya.

Entrambi i nostri ragazzi aggiungevano volentieri al loro menù questa bevanda verde e saporita, e sentivano di avere di nuovo più energia. Si accorsero anche di altri benefici, come la capacità di dormire di meno, un’evacuazione più completa, unghie più forti, e soprattutto miglioramento dei denti, che erano diventati meno sensibili.

Una delle mie paure era che un giorno avrei potuto stancarmi dei frullati verdi e non sarei più riuscita a berli. Tuttavia, dopo sei mesi di consumo regolare continuavano a piacermi più che mai. Ora non riuscivo a immaginare una vita senza i frullati verdi, che ormai corrispondevano al 50% della mia dieta. Oltre ai frullati mangiavo cracker di lino, insalate, frutta e occasionalmente semi o frutta a guscio.

Per avere sempre la possibilità di prepararmi un frullato fresco, acquistai il frullatore Vita-Mix anche per il mio ufficio. Quando venivano gli amici o i clienti, vedevano un bicchierone verde vicino al mio computer, e io offrivo loro un assaggio della mia nuova scoperta: con mia grande soddisfazione, il frullato piaceva a tutti, nonostante le abitudini alimentari diverse.

Inaspettatamente, alcuni dei miei amici e colleghi cominciarono a riferirmi dei miglioramenti della loro salute dovuti soltanto al bicchiere di frullato verde che bevevano nel mio ufficio. Non è uno scherzo!

Dopo aver bevuto in modo piuttosto discontinuo qualche porzione dei miei frullati, il mio web-designer cominciò a desiderare più alimenti crudi, e in un paio di mesi perse 7 kg. La signora che lavorava nell’ufficio dalla parte opposta della strada si liberò dell’eczema bevendo quasi ogni giorno un bicchiere di frullato verde. Piaceva anche all’addetto del corriere espresso!

Incoraggiata dall’accoglienza favorevole, scrissi un articolo dal titolo Ode to green smoothie [Ode al frullato verde; N.d.T.] e lo inviai per posta elettronica a tutti gli indirizzi della mia rubrica.

Quasi immediatamente cominciai a ricevere forti conferme e molte testimonianze dettagliate dai miei amici, studenti e clienti. Se da un lato mi sentivo obbligata ad approfondire le mie ricerche, dall’altro sembrava proprio che i molteplici benefici dei frullati verdi fossero evidenti a tutti quelli che li provavano, e subito il numero delle persone che li consumavano si trasformò in “un’onda verde” che crebbe rapidamente giorno dopo giorno.

 

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Victoria Boutenko

Victoria Boutenko è la più famosa crudista Americana.

Victoria Boutenko è autrice, insegnante, inventrice, ricercatrice, artista e madre di 3 figli. Nel 1994, quando tutti i componenti della sua famiglia, nota anche come Raw Family (famiglia crudista), erano affetti da gravi malattie, Boutenko si mise alla ricerca di percorsi alternativi e scoprì lo stile di vita crudista, che permise a tutti di riacquistare una salute radiosa.

Autrice di numerosi libri di ricette dedicati ai cibi freschi cucinati crudi e tradotti in nove lingue, insegna Alimentazione alla Oregon University e tiene corsi e seminari in tutto il mondo.

Avvalendosi delle più recenti ricerche scientifiche, Boutenko illustra gli innumerevoli benefici di una dieta che preferisce i cibi crudi a quelli cotti, e spiega l'importanza di consumare grandi quantità di verdure a foglia verde. Il suo più recente e importante contributo allo studio dei bisogni alimentari è la sua ricerca sul valore nutrizionale delle verdure a foglia verde, con la creazione dei frullati verdi, che hanno rivoluzionato il nostro modo di accedere alla salute, indipendentemente dalla dieta e dallo stile di vita che ciascuno di noi pratica.

 

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